Sia Diodato Sanremo. Ma il vincitore lo proclama Sky

E’ Diodato con il brano Fai rumore il vincitore della 70° edizione del Festival di Sanremo. E non a sorpresa. La notizia, semmai, è che la notizia non l’abbia data Amadeus dal palco dell’Ariston ma… Sky tg24, tre quarti d’ora prima. Sarà l’argomento del post-festival. Del resto, dopo sei ore di diretta e a televoto chiuso era quasi logico (anche se scorretto)  che qualcuno spoilerasse. Ma non è la prima volta. Accadde già nel 1996. La vittoria di Ron e Tosca fu anticipata nel tg della notte di Canale 5. Al secondo posto Francesco Gabbani, al terzo i Pinguini Tattici Nucleari. Queste le altre posizioni:

4 Le Vibrazioni

5 Piero Pelù

6 Tosca

7 Elodie

8 Achille Lauro

9 Irene Grandi

10 Rancore

11 Raphael Gualazzi

12 Levante

13 Anastasio

14 Alberto Urso

15 Marco Masini

16 Paolo Jannacci

17 Rita Pavone

18 Michele Zarrillo

19 Enrico Nigiotti

20 Giordana Angi

21 Elettra Lamborghini

22 Junior Cally

23 Riki

Ecco le dichiarazioni del vincitore

Sin dal primo giorno mi hanno accolto con un calore che non mi aspettavo e ricevere tutti questi premi è una cosa inaspettata che mi riempie di gioia e mi rende felice per tutte le persone che hanno lavorato con me in questi anni, sin dagli inizi, e che hanno fatto con me un passetto alla volta. Dedico il successo alla mia famiglia che ha fatto tanto rumore nella mia vita e anche in questi giorni. Li ho sentiti molto poco perché mi ha scioccato il rispetto che hanno avuto della situazione in cui ero e non vedo l’ora di telefonargli, non li ho ancora sentiti. E poi vorrei dedicare anche la vittoria a Taranto, è la mia città nella quale bisogna fare rumore. Per tutti coloro che lottano ogni giorno per una situazione insostenibile (Ilva, n.d.r.)

 

Diodato si aggiudica anche il Premio della Critica intitolato a Mia Martini, per la sezione Campioni. Diodato ha conquistato 46 voti su 142 per il premio dedicato a Mimì. Ventisette voti per Tosca, 17 per Rancore. Centoquarantadue i voti validi. Diodato si aggiudica anche il Premio della Sala Stampa Radio, Tv e Web Lucio Dalla, per la sezione Campioni. Il cantautore si è affermato con 25 voti. Al secondo posto Francesco Gabbani con 15 voti, al terzo Pinguini Tattici Nucleari con 13.

E’ Rancore per il brano Eden a vincere il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo, assegnato dalla Giuria degli esperti.

E’ Tosca con il brano Ho amato tutto, a vincere il Premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale, assegnato dall’Orchestra del Festival.

Una serata lunghissima, estenuante che, dopo le follie del pomeriggio con le conferenze stampa di fuoco di Bugo e Morgan (eliminati venerdì sera dopo la sconcertante non esibizione) è scivolata via abbastanza piatta, senza grandi sussulti. La palma del vincitore morale della settantesima edizione va consegnata di diritto ad Achille Lauro capace di travestirsi ogni sera. Per la finale ha scelto Elisabetta I Tudor. Regina d’Inghilterra e d’Irlanda, Elisabetta è sempre stata considerata una governatrice esemplare. Non poteva chiudere in maniera diversa e la spiegazione l’ha fornita sui social

Sono stato molto colpito dalla sua indipendenza, di cui aveva fatto un vero e proprio baluardo. Mi è parso il personaggio più adatto per chiudere la serie di performance con cui, in queste sere, ho unito personaggi che in modi diversi mi hanno ispirato attraverso modalità altrettanto differenti di esprimere e vivere la libertà. Elisabetta I è riuscita a fregarsene, a tener testa agli uomini con cui si confrontava: lo faceva anche attraverso il suo aspetto, indossando abiti larghi sulle spalle, per rendere la propria fisicità imponente quanto la propria personalità e per non essere mai inferiore ai propri interlocutori maschili

Nonostante le gaffes della vigilia non si può certo dire che sia stato un festival politicamente scorretto. Tiziano Ferro, ospite fisso per tutte e cinque le serate ha salutato il pubblico con Alla mia età e un medley di suoi successi ma soprattutto con un breve monologo a pochi giorni dal compimento dei quarant’anni

Ho 40 anni e voglio dire al mondo che nessuno dovrebbe mai decidere
di vivere soffrendo.
E nessuno dovrebbe mai voler morire.
Perché subire non è una disgrazia, è una scelta.
E la felicità non è un privilegio, è un diritto

Anche lui è stato un vincitore. Ma, musica a parte, a trionfare (ascolti e gradimento alla mano) sono stati i due vecchi amici Fiorello e Amadeus. Anche nelle serate più lunghe sono stati capaci di tener desto il pubblico. Andrebbe comunque trovato un rimedio alla lungaggine del Festival, specialmente se ci sarà un Amadeus (e un Fiorello) bis. Ventiquattro brani sono effettivamente troppi, non è concepibile neanche lontanamente l’idea di iniziare a cantare solo dopo le 22 e una sfoltita agli ospiti sarebbe auspicabile. Anche perché sono stati quasi tutti costretti a cantare dopo la mezzanotte (stasera è capitato a Biagio Antonacci). Del resto se anche Fiorello si è più volte lamentato (scherzando ma non troppo) dell’ora, qualcosa c’è da rivedere. Proprio lo showman siciliano, prima dell’esibizione di Gente de Zona, per colpa di un microfono malandrino lasciato improvvidamente aperto si è lasciato andare a un: basta, basta! Per la cronaca, la serata finale del festival si è chiusa alle 2:40 di notte, a televoto chiuso già da più di un’ora. Francamente troppo.

La media d’ascolto dell’intera finale è stata di 11.476.000 spettatori con il 60,6% di share. Per trovare una percentuale più alta occorre tornare alla finale del festival del 2002, condotto da Pippo Baudo con Manuela Arcuri e Vittoria Belvedere. In quell’occasione la serata conclusiva raccolse il 62.66%. Sono oltre le tre del mattino, invece, quando arrivano le scuse di Sky all’incredibile beffa perpetrata ai danni della Rai

La direzione di Sky Tg24 chiarisce che per errore è stata pubblicata sul ticker un’ultim’ora sul vincitore di Sanremo, nonostante non fosse arrivata alcuna notizia in tal senso ai giornalisti della testata”, ha precisato l’emittente, spiegando che “al momento dell’annuncio della terna dei finalisti, il ticker è stato programmato con i nomi di tutti e tre i concorrenti e per errore è stata pubblicata la stringa con il nome di Diodato. Non appena è stato segnalato l’accaduto, l’ultim’ora è stata cancellata

Scuse che non hanno per nulla convinto Fiorello. Ai microfoni di Rtl 102.5 ha dichiarato

Nell’ultima conferenza stampa i giornalisti hanno giustamente fatto notare che avevano bisogno di un vincitore per poter uscire perché c’è gente che lavora, ci sono straordinari da pagare, perché sarebbe stato un problema. Amadeus è stato un signore e ha detto “Avete ragione”, hanno fatto un embargo e gli ha detto “Vi garantisco il nome entro un certo orario ma voi garantitemi che non farete uscire il nome”. Invece, purtroppo, una mela marcia c’è sempre ed è stato spoilerato. Deontologicamente è una cosa che trovo riprovevole per uno zero virgola in più di share, perché di questo si tratta. Cosa può dare a un’azienda una notizia che passa in uno scroll con altre notizie? Riportandovi quello che si diceva nei meandri delle quinte, mi raccontavano che potrebbe essere stata una piccola ritorsione, forse in passato c’era stato uno spoileramento di Masterchef in qualche programma RAI o non lo so. Si pensava di tutto e tra le tante cose c’era anche questa. Non lo dico io, è quello che serpeggiava lì, ieri sera dietro le quinte. Anche io mi meravigliavo

 

PIERLUIGI CANDOTTI

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Tiziano Ferro commuove, Achille Lauro si spoglia. E Sanremo va

Fiorello/Don Matteo, le braccia spalancate di Ferro/Modugno, il nudo di Achille Lauro. Sono queste le tre foto della prima serata della settantesima edizione del Festival di Sanremo. Uno spettacolo lungo quasi cinque ore (ma niente paura, le prossime dureranno molto di più) infarcito di reunion, monologhi, papere, spot continui. Come contorno, le canzoni. Ad aprire il tutto, come da copione, Fiorello. Sembra a suo agio ma, in realtà ha una paura tremenda e legge sul gobbo le battute da dire

Questo festival è a rischio 15%, per questo mi sono vestito così, questo è l’abito originale di Don Matteo, solo questo garantisce il 30%, con me arriviamo al 40%. C’è stata una moria di ospiti, fuggivano tutti, nemmeno fossero elettori del M5s. Qualcuno doveva aiutarlo: io sarò al suo fianco, sarò il suo Rocco Casalino. Questi sono gli ultimi attimi della tua carriera, Ama. Se dovesse andare male ti tolgono anche I soliti ignoti. Qui si entra papa e si esce Papeete

Rotto il ghiaccio, con uno schioccare di dita entra Amadeus. A dar retta al conduttore la musica sarà al centro di tutto. In particolare le nuove proposte sono state tenute in considerazione e lo saranno ancora di più in queste cinque serate. E, a dire il vero, mai una prima serata sanremese era stata aperta dai giovani. I primi a salire sul palco Eugenio in Via di Gioia con la loro Tsunami seguiti dalla vincitrice dalla vincitrice di Sanremo Young (la sedicenne Tecla Insolia con 8 Marzo, pezzo deboluccio). E subito la sorpresa: è lei a passare alla semifinale di venerdì. Sempre che ci si arrivi. Claudio Fasulo, il vicedirettore di Rai 1, ha infatti annunciato in conferenza stampa che i semifinalisti si esibiranno dal vivo durante l’access prime time, mentre lo scontro finale, quello che porterà a decretare il vincitore assoluto dei Giovani, in programma venerdì, avverrà non con un’esibizione dal vivo ma con i cosiddetti highligths, parte delle esibizioni precedenti registrate. Quindi niente diretta. Inviperito (come dargli torto?) Enzo Mazza presidente della Fimi, la società che rappresenta le principali industrie musicali italiane. Una schifezza, secondo lui. Con Tecla, il nipote e figlio d’arte Leo Gassman, tutt’altra pasta rispetto a Fadi (comunque non malvagio). Dopo di loro ecco Tiziano Ferro. Spalanca le braccia come Domenico Modugno e Nel blu dipinto di blu è nelle sue corde. Sono le 21:45 (un’ora dopo!) quando la gara dei big, o presunti tali, inizia. Parte Irene Grandi con Finalmente io, poi Marco Masini. Ma il pubblico, vai a sapere perché, si scalda per Rita Pavone. La sua Niente (resilienza 74) raccoglie la standing ovation di tutto l’Ariston. La Pavone piange a dirotto ed esce. Chi rompe gli argini è però Achille Lauro, che termina l’esibizione in tutina striminzita a metà tra David Bowie e Renato Zero dopo essersi presentato sulla scalinata dell’Ariston coperto fino ai piedi da una cappa di velluto nero con dettagli dorati. Lui è il rock che spacca Sanremo anche se la sua Me ne frego sembra ben lontana da Rolls Royce. Più tardi, su Instagram spiegherà il nudelook

San Francesco. La celebre scena attribuita a Giotto in una delle storie di San Francesco della basilica superiore di Assisi. Il momento più rivoluzionario della sua storia in cui il Santo si è spogliato dei propri abiti e di ogni bene materiale per votare la sua vita alla religione e alla solidarietà

Chi merita elogi, lodi e applausi è Diodato, a oggi il miglior cantante in circolazione. Le Vibrazioni non incidono (solita minestra). E mentre Diletta Leotta cerca disperatamente di far ridere (non riuscendoci tra l’altro, ma non avevamo dubbi) scendono le scale Albano e Romina Power. Oddio, scendono mica tanto. Albano rischia di ruzzolare giù. E’ la figlia Romina Carrisi a presentarli. Loro attaccano con Nostalgia canaglia, Ci sarà e Felicità. Applausi indirizzati a loro e anche a Cristiano Malgioglio autore di Raccogli l’attimo, nuovo brano della coppia (abbiate pietà…) Il momento più commuovente è però firmato nuovamente da Tiziano Ferro. Impegnato nell’impossibile Almeno tu nell’universo regge fino alla fine per poi steccare. Scoppia a piangere, dice di aver rovinato tutto e invece dimostra ancora una volta il suo candore e la sua grandezza. La tanto attesa Rula Jebreal, il suo monologo durissimo mentre raccontava il suicidio della madre, stuprata e brutalizzata da un uomo che conosceva bene ha avuto forse troppe citazioni musicali (da Vasco a de Gregori e Battiato) ma è stato un bel pugno nello stomaco. Ottima la coppia Bugo-Morgan a mezzanotte inoltrata. Ancor di più Emma Marrone (in qualità di ospite) con la sua Stupida allegria, suonatissima in radio e un medley dei suoi successi. Ma tutti gli applausi sono, neanche a dirlo, ancora per Tizianone nazionale che chiude con Accetto miracoli. Il vero miracolo sarebbe finire prima dell’una ma così non è. A letto si va (metaforicamente, grazie a Dio) con Riki e Raphael Gualazzi. All’una e trenta si chiude con la prima classifica, parzialissima (giuria demoscopica). Primi Le Vibrazioni, ultima la coppia Bugo-Morgan.

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Boom di ascolti per la prima serata che vola oltre i 10 milioni di spettatori con il 52,2% di share. Un risultato percentuale che migliora quello dello scorso anno, quando la prima serata del Baglioni bis aveva fatto segnare una media del 49.5% di share con 10 milioni 86mila telespettatori. La prima parte della serata è stata seguita da 12 milioni 480mila spettatori con il 51.2% di share, la seconda da 5 milioni 709mila con il 56.2%. Nel 2019, la prima parte aveva raccolto 12 milioni 282mila spettatori con il 49.4% di share, la seconda 5 milioni 120mila con il 50.1%. Quella registrata ieri è la media più alta centrata dalla prima serata dal 2005, quando il gfestival condotto da Paolo Bonolis aveva ottenuto il 54.10%. Il commento di Fiorello su Twitter: “Minchiaaaaaaaa…”. Ma non doveva essere boicottato???

PIERLUIGI CANDOTTI

Junior Cally, big polemics. E la musica zoppica

Nel giorno del primo ascolto delle canzoni sanremesi scoppia l’ennesima grana relativa a uno dei presunti big. Come tutti gli anni, come sempre. Stavolta la scure della censura si abbatte su Junior Cally (pseudonimo di Antonio Signore) rapper romano reo di aver scritto e cantato il brano Strega, nel 2017, pieno zeppo (come lo stile dei rapper, trapper e affini nostrani) di allusioni, per niente velate, alla violenza sulle donne financo al femminicidio.

Lei si chiama Gioia, balla mezza nuda, dopo te la dà. Si chiama Gioia perché fa la troia. L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa, c’ho rivestito la maschera.

Il video aggiungeva immagini alle parole: Gioia legata a una sedia con un sacco in testa mentre cerca inutilmente di liberarsi. A denunciare il rapper è il blog di Marco Brusati, professore a contratto (di area cattolica) dell’Università degli Studi di Firenze. Che sottolinea, «qui abbiamo la rappresentazione di una costrizione violenta e il racconto di un femminicidio». La conseguenza è anche che arriva un appello — condiviso da un gruppo di esponenti (donne) del Pd — contro la partecipazione del rapper a Sanremo. Detto che il brano non risulta essere memorabile e che la presenza del cantante al Festival sia totalmente inutile, come tutta la sua carriera, c’è da chiedersi senza cercare di fare dietrologia cosa è cambiato negli anni, a livello sociologico più che musicale. Negli anni 60 termini come negro (ad esempio) potevano essere tranquillamente cantati senza essere tacciati di razzismo. E, a proposito di violenza sulle donne, la musica italiana è piena di allusioni. Da Bella senz’anima di Riccardo Cocciante a Bella stronza di Marco Masini passando per Una ragazza in due de I Giganti senza andare a scomodare gli Squallor e i Vernice. Politicamente scorretto. Ma la violenza, i femminicidi, la follia umana non dipende da una o più canzonette. E nessuno si è mai preoccupato negli anni di tacciare questo o quel cantante di sessismo o induzione al crimine. Siamo negli anni dei social, del si fa ma non si dice. Finirà in una bolla di sapone, come è giusto che sia. A proposito di Junior Cally c’è da dire che il suo, al primo ascolto, non è uno dei brani peggiori della settantesima edizione del Festival. Tratta di attualità, prendendosela con Salvini e Renzi e funzionerà in radio. Come andrà bene Achille Lauro. La sua Me ne frego (anche qui la politica non c’entra nulla) ha però meno impatto della Rolls Royce di un anno fa. Nessun pezzo, comunque, resta impresso. Deludono Piero Pelù e Paolo Jannacci. Levante è indecifrabile. Belle sorprese arrivano dai Pinguini Tattici Nucleari (chi l’avrebbe mai detto?) e da Elodie. Nessuna invece da Michele Zarrillo, Riky, Marco Masini. Benché meno da Rita Pavone (ma da loro non erano attese). Pietosissimo velo su Elettra Lamborghini e Alberto Urso (voce splendida ma stantia). Incuriosisce la coppia Bugo-Morgan e il cuore si riempie con Diodato e Raphael Gualazzi. E Anastasio? Beh, lui è il vincitore, almeno secondo i bookmakers. Il rapper per Snai è dato a 4.00, per Sisal Matchpoint a 4.50 e per Eurobet a 5. Cosa vuol dire? Che se puntiamo 1 euro su Anastasio ne possiamo vincere, rispettivamente, 4, 4,50 e 5 euro.
Questo è l’unico nome su cui i siti di scommesse sono unanimi. Il secondo più quotato per Snai e Sisal Matchpoint è Achille Lauro mentre per Eurobet è il vincitore di Amici 2019Alberto Urso. I primi 5 posti sono contesi, seppure con quotazioni differenti, dagli stessi nomi escluso Eurobet, che piazza Irene Grandi a 5.50 insieme a Giordana Angi, altra vincitrice di Talent. Per il capitolo ospiti arrivano le prime defezioni. Il rapper Salmo ha detto che non parteciperà al Festival di Sanremo in qualità di ospite della prima serata, come era stato ufficialmente da Amadeus. Ecco le sue dichiarazioni:

Io vorrei ringraziare di cuore Amadeus e tutto lo staff di Sanremo, per avermi invitato come “super ospite” della prima serata, perché non sarò presente al Festival di Sanremo. Non me la sento, mi sentirei a disagio. Vi ringrazio ancora di cuore. Vorrei dirvi che tra i due santi, Sanremo e San Siro, scelgo San Siro. Se volete venire a sentirmi nel posto giusto, con la gente giusta, venite il 14 giugno a San Siro

Non tutti i… salmi finiscono in gloria. Ce ne faremo una ragione.

PIERLUIGI CANDOTTI

Sanremo 2016 4°Serata

Pronostico rispettato. E’ Francesco Gabbani con la sua Amen a trionfare nella categoria giovani del Festival di Sanremo. Ovvio, scontato. D’altronde il suo pezzo è molto orecchiabile. Brutto, invero ma il meno peggio tra quelli arrivati in finale. Che poi al suo posto avrebbe dovuto esserci Miele è un altro discorso già approfondito ieri. Mistero che non verrà comunque mai svelato. Come riconoscenza minima, Carlo Conti ha dato alla giovane cantante siciliana l’opportunità di aprire la serata. Magra consolazione. E dire che sino a poche ore prima della diretta (erano le 17…) ancora non era stata presa una decisione in merito. Si parlava di una finale a cinque e persino di annullare tutto. Alla fine ha prevalso il buon senso. La frittata era ormai fatta, Miele ha stoffa e talento da vendere. La sua carriera non finirà di certo in un… amen. Archiviata la gara delle nuove proposte, sul palco si sono esibiti tutti e venti i big. Sull’onda dell’entusiasmo per via della vittoria nella serata delle cover, gli Stadio si sono riscattati ampiamente. La folla ha anche chiesto loro il bis (da queste parte concesso solo alla Houston nel 1987, una vita fa). Noemi, capelli rossi e abito bianco, ha convinto ancora una volta e anche Morgan ha finalmente ritrovato la voce. A tarda notte anche Dolcenera ha potuto interpretare la sua Ora o mai più (le cose cambiano), uno dei brani più riusciti dell’intera manifestazione. I cinque eliminti sono: Zero Assoluto, Dear JackNeffa, Bluvertigo e Irene Fornaciari. Solo uno si “salverá”. All’inizio della finalissima sapremo chi verrà ripescato. Ospite d’onore Elisa con look total black, tatuaggi in vista e voce tremante. L’emozione ha giocato brutti scherzi anche alla ragazza di Trieste, vincitrice nel 2001 con Luce (Tramonti a Nord-Est) molto più a suo agio nell’interpretazione del nuovo singolo No Hero. Sul palco anche Enrico Brignano, protagonista di una figuraccia tremenda. Le centinaia di persone che avevano acquistato il biglietto per lo spettacolo di questa sera all’Auditorium di via della Conciliazione in Roma hanno protestato per la scarsa diffusione del rinvio dello spettacolo EvoluShow 2.0. L’artista romano ospite stasera all’Ariston ha dato “buca” ai suoi fan in attesa. L’organizzazione non avendo comunicato in modo adeguato lo spostamento dello spettacolo o il rimborso del biglietto ha lasciato il pubblico in fila sotto la pioggia. Gli spettatori hanno richiesto la presenza dei carabinieri sul posto e mentre scriviamo la situazione stenta a tornare alla normalità. Tutto questo per un monologo moscio e inutile sui figli e i giovani d’oggi. Neanche una risata nella parte comica, neanche una riflessione nella parte “seria”. Il vuoto pneumatico. Ma il peggio doveva ancora venire. Terzo ospite della serata J Balvin, cantante colombiano autore della hit Ginza, pezzo reggaeton del momento apprezzabile solo per la brevità: meno di tre minuti, rapido e (quasi) indolore. Neanche Virginia Raffaele era particolarmente in forma. La sua Belen Rodríguez, lontana anni luce dalle precedenti tre imitazioni non ha decollato. Una diretta lunga ben cinque ore, con il verdetto principale già annunciato a metà serata, poteva e doveva durare molto meno. Ora resta solo la finalissima. Abbiamo i nostri preferiti, non vinceranno.

 

La quarta serata del Festival di Sanremo, con la finale delle Nuove Proposte che ha incoronato Francesco Gabbani, ha ottenuto in media 10 milioni 164 mila spettatori con il 47.81% di share. Un risultato superiore di oltre 300 mila spettatori a quello dello scorso anno, quando la quarta serata del festival fu seguita in media da 9 milioni 857 mila telespettatori, con un identico share, 47.81%.  La prima parte della quarta serata del Festival ha fatto segnare 12 milioni 201 mila spettatori pari al 46.05% di share, la seconda 6 milioni 414 mila con il 55.20%. Un anno fa la quarta serata del festival aveva raccolto 12 milioni 21 mila spettatori con il 46.27% nella prima parte e 6 milioni 253 mila con il 53.49% nella seconda.

 

@100CentoGradi

Sanremo 2016 3°Serata

La terza serata del Festival ha dimostrato, qualora ce ne fosse stato bisogno, il desiderio di amarcord da parte del pubblico e l’assoluta inesistenza della musica contemporanea. Almeno di quella presente sul palco dell’Ariston. O hai alle spalle almeno 30 anni di carriera o sei un imberbe appena uscito da un talent. Altrimenti non sei nessuno. La certezza è arrivata dalla reunion dei Pooh in formazione tipo. Il figliol prodigo (pardon, il fogliol prodigo) tornato alla base e un anno davanti per l’ultimo tour insieme. I 50 anni di successi suggellati sul palco che li ha visti trionfatori nel 1982 (il solo Fogli) e nel 1990 (tutti gli altri) con Uomini soli. E proprio al termine del brano, vien giù il teatro. Una standing ovation che dura anche durante i 90 secondi di pubblicità e costringe Carlo Conti a intervenire per riportare il pubblico seduto. Presentatore nervoso anche per via di un epic fail destinato a entrare nella storia sanremese. Nella sfida dei giovani Miele vs Francesco Gabbani, vince la ragazza di Caltanissetta. Ma qualcosa non va. I giornalisti dalla sala stampa iniziano a twittare di difficoltà tecniche. Si capisce che una parte dei colleghi (che conta il 50% del risultato) non è riuscita a votare: il piccolo telecomando per il voto non dava l’OK necessario per la conferma del voto. Si fanno dei controlli, mentre la serata scorre. Si decide di far rivotare la sala stampa. Al secondo tentativo tutto va bene, tecnicamente, ma tutto cambia. Il comunicato letto da Carlo Conti è diverso da quello annunciato: Miele non ha vinto, Francesco Gabbani passa il turno. E il conduttore toscano, finora impeccabile, esprime immediatamente la volontà di far ricantare Miele nella serata di venerdì come “consolazione”. Una beffa, insomma. Tanto da far intervenire persino la Polizia Postale (!) per verificare la presenza di brogli. Ma non è stato l’unico disguido tecnico nella gara delle nuove proposte. Un blackout tecnico durante l’esibizione del tenore italo-australiano Michael Leonardi ha oscurato per alcuni secondi la diretta. Ma per lui nessun ripescaggio, nessuna votazione ulteriore. Nella finale di domani passano quindi Gabbani (la sua Amen è orecchiabile ma non convince appieno) e Mahmood, nato a Milano da mamma sarda e papà egiziano, con il brano Dimentica. La serata (che ha visto ancora una volta una Virginia Raffaele superlativa, stavolta nei panni di Donatella Versace) era dedicata alle cover. I 20 big si sono cimentati con alterne fortune. Emozionante l’esibizione di Francesca Michielin alle prese con Il mio canto libero di Battisti con tanto di lacrime nel finale. Esilaranti gli Elii con Quinto Ripensamento, Morgan e i Bluvertigo avrebbero forse meritato di più ma il problema della voce e delle stecche è annoso e ormai non sarà più risolvibile. O lo si ama o lo si odia. E francamente La lontananza eseguita da loro non è stato un capolavoro. Stesso discorso per Patty Pravo (l’unica che ha deciso di coverizzare se stessa). Bravissima Annalisa in America della Nannini. Una spanna su tutti Noemi. Dedicato della Bertè le calza a pennello. A proposito del verbo “calzare”: La lite tra Deborah Iurato e lo stilista Francesco Paolo Salerno ha dato i suoi frutti. La ragazza senza l’abito della prima sera è apparsa rinata. Mentre gli Zero Assoluto hanno provato a distruggere Goldrake (impresa peraltro già riuscita anni fa, con gli stessi accordi, ad Alessio Caraturo) La giuria combattuta tra Noemi, Clementino, Rocco Hunt, Valerio Scanu e gli Stadio ha premiato questi ultimi straordinari interpreti de La sera dei miracoli dell’immenso Lucio Dalla. Una nota di colore (no, non stiamo parlando di Conti…) l’ha portata la giovane campionessa biellese Nicole Orlando (vincitrice di quattro ori ai mondiali per atleti down). Ha candidamente confessato che Garko alla madre non piace proprio. L’attore, finalmente meno impacciato del solito, è rimasto comunque spiazzato. Non si può piacere a tutti, evidentemente. Il festivalone domani promuoverà il giovane più meritevole (almeno si spera) mentre i bookmaker danno favorita la coppia Iurato-Caccamo tra i big. Lo scopriremo solo vivendo (e dagli con Battisti e con gli amarcord…). E’ proprio vero: Siamo afflitti da nostalgia cronica e canaglia.

@100CentoGradi

Secondo i dati Auditel sugli ascolti di Sanremo 2016, la terza serata del Festival – andata in onda giovedì 11 febbraio – è stata vista da 10.461.000 di spettatori col 47.8 per cento di share. Il dato è una media ponderata tra i dati delle due “parti” in cui è stata formalmente divisa la serata di Sanremo: in media 12.033.000 di spettatori hanno visto la prima parte, 45,91 per cento di share, mentre 6.815.000 di spettatori, 57,93 per cento di share, hanno visto la seconda parte. La terza puntata di Sanremo 2016 è andata peggio della terza puntata dell’edizione dello scorso anno, la prima condotta da Carlo Conti, che era stata vista da 10.586.000 spettatori, col 49,51 per cento per cento di share e peggio della seconda puntata di quest’anno, che mercoledì è stata vista da 10.747.000 spettatori, col 49.91 per cento di share.

Sanremo 2016 1°Serata

 

La tanto temuta sortita pro adozioni gay da parte di Elton John non è arrivata. In compenso sul palco dell’Ariston l’attualità è giunta con un fiorire di nastri arcobaleno da far impallidire (se mai ce ne fosse stato bisogno) l’aria da medioevo (leggi family day…) incline alla censura di qualsivoglia forma di progresso (pardon…di civiltà). Il richiamo arcobaleno, ovviamente, si riferisce alla causa LGBT e alla discussione in Senato sul progetto di legge Cirinnà sulle unioni civili. Noemi, Enrico Ruggeri e Irene Fornaciari li hanno appesi sul microfono, Arisa li stringeva in mano, Sergio Carnevale, batterista dei Bluvertigo, li aveva nel taschino. Laura Pausini, da sempre vicina a queste tematiche, presentando il suo ultimo singolo Simili ha spiegato che il messaggio è anche il rispetto tra le diversità. In tutta onestà, sia gli addetti ai lavori che gli spettatori non hanno assolutamente capito la ragione dei colori (frutto di una richiesta inviata via twitter). Soltanto dopo diversi minuti l’arcano è stato svelato. Forse ci voleva un pizzico di coraggio in più.

Un festival aperto dal ricordo di David Bowie (anche se Starman suonata dall’orchestra non rimarrà indimenticabile) e proseguita con la simpatia di Virginia Raffaele, ieri nei panni di Sabrina Ferilli, e nell’impacciatissima conduzione/condizione di Gabriel Garko. L’attore non ha distolto per un solo attimo lo sguardo dal gobbo, inutile la sua presenza sul palco sanremese. Anche l’occhio vuole la sua parte? Allora bastava un cartonato. L’altra valletta Madalina Ghenea (per qualche giornalista denominata “il culo” di Sanremo, suo il fondoschiena sulla copertina del film Youth di Paolo Sorrentino) ha fatto poco di più avendo dalla sua la scusante della poca dimestichezza con la lingua. Detto della Pausini, la standing ovation maggiore l’ha avuta tal Giuseppe Ottaviani, atleta centenario che va tre volte a settimana in palestra con la moglie. Il recordman, invitato per la rubrica Tutti cantano Sanremo, ha scelto Vecchio Scarpone (1953) come sua canzone preferita (…) Impalpabile o quasi l’esibizione di Aldo Giovanni e Giacomo (lodevole la loro iniziativa di dare in beneficenza tutto il cachet) e di Maître Gims (artista francese idolo indiscusso delle radio con la hit Est-ce que tu m’aimes). Sofferente di uveite, alla richiesta di uno scambio di occhiali propostagli da Carlo Conti ha risposto picche. E la musica? Beh, al Festival della Canzone Italiana è ormai da anni un contorno abbastanza fastidioso. Tutte (o quasi) da riascoltare, le canzoni. Accattivanti quelle di Noemi, Enrico Ruggeri e Irene Fornaciari. Belle (ma cantate senza voce) quelle de Gli Stadio e dei Bluvertigo. Dalle prime votazioni Irene Fornaciari, Noemi, Bluvertigo e i Dear Jack sono a rischio eliminazione. I quattro artisti rispettivamente con Blu, La borsa di una donna, Semplicemente e Mezzo Respiro, sono nelle ultime posizioni dopo la prima serata. I più votati da televoto e sala stampa sono stati: gli Stadio con Un giorno mi dirai, Enrico Ruggeri con Il primo amore non si scorda mai, Lorenzo Fragola (primo ad esibirsi)con Infinite volte, Rocco Hunt con Wake up, Giovanni Caccamo e Deborah Iurato (criticata nel Dopofestival per l’abito impresentabile) con Via da qui, Arisa con Guardando il cielo. Non è stato reso noto il posizionamento in classifica dei singoli artisti. Venerdì dopo l’ultima esibizione sarà stilata la classifica finale: gli ultimi 5 andranno a rischio eliminazione. Solo uno sarà ripescato con il televoto e rientrerà in gara sabato sera. E gli ascolti? Volano!11 milioni e 134mila spettatori pari al 49,48% di share, in linea con gli ottimi ascolti dell’anno scorso quando il Festival di Carlo Conti debuttò con 11 milioni e 767mila spettatori e il 49,34% di share.

La prima parte del Festival, in onda dalle 21:12 alle 23:56, ha totalizzato 12 milioni e 516mila spettatori pari al 49,15% di share, mentre nella seconda parte, in onda da mezzanotte per 45 minuti, si sono sintonizzati 5 milioni e 907mila spettatori pari al 52,31%. Stasera entrano in scena le nuova proposte, altri 10 big e… Nicole Kidman. La settimana più importante dell’anno è appena iniziata. Che vi piaccia o no, fino a sabato, si parlerà solo di Sanremo. Non è propriamente un male, visti i tempi…

@100CentoGradi

 

 

 

Sanremo 2016 Ecco i big!!!

Come consuetudine, il carrozzone sanremese inizia prima delle feste natalizie. E’ il palco de L’Arena, il contenitore domenicale condotto da Massimo Giletti su RaiUno, a ospitare Carlo Conti, per il secondo anno alla guida dell’indomabile rassegna canora. Il presentatore toscano, dopo interminabili preamboli con i soliti inutili opinionisti (tra gli altri Alba Parietti, Iva Zanicchi e Mario Luzzato Fegiz, sempre pronto a sparare nel mucchio), ha svelato in anteprima i 20 “big”, i 20 grandi artisti sanremesi. Conti, che il 23 giugno 2015 è stato nominato pubblicamente direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo del 2016 – dopo la fortunata edizione 2015 – manterrà anche la direzione artistica della rassegna musicale del 2017. Parecchie novità, ottimo il ritorno degli Stadio, soliti reduci dai talent e reunion dei Bluvertigo in formazione originaria con a capo Morgan. E gli Elii a dare pepe a tutta la kermesse.
Al Teatro Ariston lo show in programma dal 9 al 13 febbraio 2016, verrà seguito minuto per minuto anche su questo sito.

Ecco i nomi!

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