Il legionario in Mondadori

 

Il legionario Giovanni e tutta la “sua famiglia” sono approdati alla libreria Mondadori di Via Piave in Roma. Un pomeriggio afoso che non ha scoraggiato i partecipanti, intenti all’ascolto di una visione inedita del romanzo Hijo de Puta, proposta dal giornalista Filippo Di Giacomo. Assieme a lui, l’autrice Orietta Cicchinelli, l’editrice Maria Grazia Catanzani con nuovi e “vecchi” amici. La prossima tappa? Il 9 giugno a Contestaccio! Intanto continuate ad acquistare e a prenotare il libro. Edicole, librerie e online. Su questo sito e sulla pagina Fb  https://www.facebook.com/oriacicchinelli/?fref=ts troverete sempre aggiornamenti, foto e curiosità. E non dimenticate il contest #legionario Tra tutte le foto pervenute sceglieremo la più bella e la pubblicheremo in home page!

 

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Andrea Mirò – Nessuna paura!

 

Una performance da grande artista, un disco fuori da un mese. Il nono della sua produzione e forse il più riuscito. Almeno questo è il parere di Andrea Mirò e del pubblico presente in Feltrinelli lunedì pomeriggio, nello storica libreria di Via Appia in Roma. Un luogo che mese dopo mese sta diventando un appuntamento irrinunciabile per gli amanti della buona musica oltre che, evidentemente, dei buoni libri. Bisognerebbe aprire un dibattito sulla qualità offerta e quella percepita dai fruitori. La presenza di poca gente (al netto del lunedì pomeriggio e del traffico romano) non ha di certo rovinato l’esibizione dell’astigiana. Trent’anni di carriera portati con disinvoltura, era il 1987 quando Roberta (questo il suo vero nome) si presentò a Sanremo con Notte di Praga, pezzo raffinato come pochi in quello che rimarrà il Festival più seguito (e forse più bello) della storia. Poi Anna e il freddo che ha, La canzone del perdono, Nessuno tocchi Caino (cantata insieme al compagno Enrico Ruggeri), La la la (con quel refrain in francese davvero sensuale), Il vento fino ad arrivare a Deboli di cuore, pezzo trainante del disco Nessuna paura di vivere, il titolo più azzeccato in questo momento storico. Nessuna paura di andare avanti, del cambiamento, mai fermarsi e limitare i nostri orizzonti. Chi meglio di lei può raccontarlo? Artisticamente parlando si è resa indipendente, canta e scrive quello che vuole. E se le radio non passano i suoi brani (troppo interessanti, forse)… beh, nessun problema. C’è il pubblico che va ai suoi concerti, c’è chi resta estasiato dalle sue parole, mai banali e dalla sua musica. E lei, accompagnata da una chitarra, ha regalato quattro brani a chi ha avuto la fortuna di essere presente. Dalla già citata Deboli di cuore a Conseguenze, da Così importante a Piove da una vita (il pezzo più riuscito dell’intero lavoro, insieme a Reo confesso). Ogni traccia è da ascoltare, ogni singolo fa riflettere. E come lei dichiara alla fine dell’incontro…:”Questo disco meriterebbe un vinile”. Assolutamente d’accordo. E lei meriterebbe molta più gente presente. Ma non se ne cura e va avanti con il suo stile. Che alla fine paga sempre.

Nota a margine… Gli scatti, tutti diversi ma tutti simili tra loro sono la testimonianza della semplicità di Andrea. Non c’è alcun bisogno di fare scena. Lei è una vera artista. Il disco è stato in buona parte registrato e mixato a Ferrara da Andrea Mirò con Manuele Fusaroli e masterizzato da Giovanni Versari. Nel disco hanno collaborato tra gli altri Brian Ritchie e Nicola Manzan.

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Gabbani vuol dire musica!

Le serate al Quirinetta sono sempre sinonimo di incontri affascinanti. E’ capitato con Levante, con i Marlene… E giovedì sera, prima del concerto, con Francesco Gabbani. Musicista carrarese arrivato al successo con Amen e con un album Eternamente ora (anche nuovo singolo e nome del tour) pieno di spunti di riflessione e di pezzi scritti e suonati in modo talmente coinvolgente da inserire il tasto repeat nel lettore cd. Chiacchierata iniziata con l’argomento Sanremo. Così, subito, per non pensarci più… Giova ricordare che Gabbani, vincitore nei giovani al Festival, ha rischiato l’eliminazione per un blocco tecnico avvenuto in sala stampa al momento delle votazioni nella terza serata. Al ballottaggio, lui e Miele, prima ammessa in finale e poi eliminata. (https://oriettacicchinelli.com/2016/02/12/sanremo-2016-3serata/)

Il pasticcio avvenuto a Sanremo ha dato più visibilità al vincitore piuttosto che allo sconfitto. Si è chiesto il perché?

Il pezzo che ho portato era sicuramente orecchiabile. Amen è una parola conosciuta da tutti! Ma rispetto alla domanda…no, non credo di aver avuto visibilità maggiore. Anzi, credo che quello che è accaduto al festival abbia fatto gioco a entrambi. Io ho vinto e lei ha comunque avuto successo. E’seguita da tanti fan e questo, aldilà della vittoria che mi ha reso evidentemente felice, è la cosa principale

Amen, dove Gesù diventa agnostico?

E’ un paradosso, evidentemente, tutto il brano è basato sulle esagerazioni e sull’eccentricità. Ho profondo rispetto verso la religione cristiana. Il mio riferimento è alla tendenza del popolo italiano di pronunciare sempre e comunque questa “parolina magica”, Amen, come segnale di rassegnazione davanti ai problemi

Il brano è diventato disco d’oro. Un successone considerando le vendite dei cd ridotte ai minimi storici

Ma erano copie digitali! I ragazzi, con l’avvento di internet non comprano più il supporto fisico. Hanno un’enorme scelta tra migliaia di brani. Noi abbiamo vissuto l’adolescenza con il vinile prima e con il cd poi. Mettevamo i soldi da parte per acquistare quello che amavamo maggiormente e chi non poteva permettersi l’intero album, comprava il singolo. Ora una canzone costa un euro e si ha la possibilità di scaricarla anche illegalmente. E’ anche per questo che sono orgoglioso del riconoscimento avuto con Amen

Mi permetto… Si prestava molto, vista la musica… Non era impossibile avere successo con quel ritornello

Assolutamente sì, ma parecchi si sono soffermati a riflettere sul testo. E’ una doppia vittoria. E nel disco quasi tutti i brani sono “orecchiabili” ma al tempo stesso cercano di avere un ascolto attento

C’è chi la paragona a Rino Gaetano, chi a Battiato. Io, personalmente la vedo più simile a Ruggeri. E lei?

Io? A tutti! Non scherzo. Sono orgoglioso di essere associato a questi nomi. Ascolto musica da sempre e amo tutti i generi, forse perché mio padre è un musicista

Cosa ascoltava in casa?

Sono cresciuto con il jazz anni 40. Charlie ParkerDizzy Gillespie… Ma con il tempo ho imparato ad apprezzare anche il cantautorato italiano e ti confesso che anche Rihanna non mi dispiace affatto. Dipende molto dalle situazioni. Nel disco c’è un po’ di tutto. Ci sono io che affronto temi sociali e c’è anche la mia vita

Il pezzo più autobiografico? Forse La strada?

Sono contento che tu veda quel brano come quello che mi rappresenta maggiormente. Secondo me invece è Il vento si alzerà. E’ l’unico che ho scritto di getto, dentro c’è mia madre, i nostri conflitti e la mia infanzia. Sì, è il più autobiografico della mia produzione. E nei miei live non manca mai

E quindi non uscirà mai come singolo…

Chi può dirlo? Forse no, ma non sono sicuro…

Gabbani non ha poi potuto svolgere regolarmente la serata a causa di problemi alle luci. Ma niente paura:il 4 Giugno si recupera! La sua carriera partita in un Amen è solo all’inizio

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Se avessi un cuore – Annalisa instore

La folla è quella delle grandi occasioni. Gli idoli incontrastati delle nuove generazioni sono i ragazzi figli dei vari talent. Poco spazio nel loro cuore (leggasi Ipod) per i vari Calcutta, TheGiornalisti, Dente e altri che pure sono ascoltatissimi (anche se nel loro caso si può parlare tranquillamente di un’abiogenesi). E’ il passaggio televisivo, ora anche radiofonico, che rompe gli argini e fa respirare il mercato discografico. D’altronde gli instore servono a vendere qualche migliaia di copie fisiche del prodotto che altrimenti rimarrebbe a impolverarsi sugli scaffali dei pochissimi negozi di dischi ancora con le serrande alzate. E la dedica sul cd fa gola ai fan (tutti rigorosamente under 20, tranne poche eccezioni). La musica verrà salvata dai giovani? Viva i giovani, allora. E viva Annalisa (è lei la protagonista dell’incontro in Feltrinelli andato in scena venerdì pomeriggio) cantautrice più che interprete. Specialmente con l’ultimo disco Se avessi un cuore, uscito la notte precedente la presentazione e già al primo posto nelle classifiche di vendita sulle principali piattaforme digitali. L’aspetto più curioso avvertito durante le ore di attesa (la cantante ha fatto il suo ingresso in leggero ritardo, poco dopo le 17:30) è derivato dall’assimilazione da parte del pubblico di ogni pezzo nuovo. E’ questo il grande successo dell’artista ligure. Poche ore dopo il live nella Capitale, i fan conoscevano già a memoria le parole di ogni canzone. La più bella dopo un primo ascolto resta la sanremese Il diluvio universale, meritevole di maggior fortuna in Riviera. Tra gli altri brani spicca Quello che non sai di me mentre Used to you altro non è che la versione inglese di Potrei abituarmi (entrambe presenti nel lavoro e potenziali nuovi singoli). Tutto l’incontro è avvenuto in diretta con il telefonino della stessa Annalisa, grazie all’applicazione Facebook Mentions con il countdown scandito da lei e il pubblico prima dell’immancabile selfie. L’amore tra loro non è davvero una colpa, non è un mistero, non è una scelta, non è un pensiero. E’ tutto meritato.

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Gay Village 2016 Tutta un’altra storia!

La Preside Vladimir Luxuria (quarto anno consecutivo per lei) ha aperto la conferenza stampa del Gay Village 2016. Quindici anni e non sentirli. Anche perché ogni anno il contest è diverso. Per questa stagione il tema scelto è il College e le materie che vengono insegnate sono in particolar modo la convivenza, l’amore (universale) e il rispetto. Luxuria prende alla lettera le parole del ministro Giannini e tiene aperta la scuola dei diritti anche d’estate. Madrina di questa edizione è Mara Venier. Lei brinderà con il pubblico nella serata d’apertura del 1 giugno. Le Lectio Magistralis affidate tra gli altri a Franca Leosini, Luca Tommassini, Alberto Dandolo, Franca Leosini e Ferzan Optzetek e i live musicali che avranno come protagonisti  nomi del calibro di Noemi (il 4 giugno), Loredana Bertè (il 23 luglio), Paola Turci (il 6 agosto) e Aida Cooper saranno il piatto forte di un appuntamento irrinunciabile nell’afosa estate romana. Spazio anche al teatro con Wikipiera di Piera degli Esposti con Pino Strabioli, Il Marito di mio Figlio con Eva Grimaldi e Ludovico Fermont solo per citarne un paio e alle presentazioni dei libri. Tutto con ingresso libero perché “La cultura è per tutti!”  Mancheranno a differenza delle passate edizioni i corsi di cucina e i giochi olimpici. La location sarà come sempre il Parco del Ninfeo, all’Eur. La grande novità strutturale ideata da Carlo Santino è la Confraternita, , una maestosa terrazza che percorre il perimetro di tutte le piste permettendo ai clienti esclusivi, che potranno eccedervi previo tessera o prenotazione, di godersi tutto il villaggio guardando la folla dall’alto in basso. In più il ritorno del Muccassassina l’11 giugno, assente da troppi anni. Ci sarà da divertirsi comunque anche nella serata del 2 con i candidati sindaco a Roma. 45 date, si andrà avanti fino al 3 settembre. A fine presentazione la preside diventa anche “legionaria”, il libro Hijo de Puta accanto a lei durante le interviste. Ma la battaglia che combatte è quella per i diritti. Mai abbassare la guardia!

@100CentoGradi  @oriacicchinelli

 

 

 

 

 

I due Tardelli, un libro e un urlo mondiale

La storia d’Italia attraverso la Nazionale di calcio con uno dei suoi protagonisti principali. Uno degli eroi del Mundial spagnolo che ci vide trionfatori contro tutti i pronostici. Uno dei più talentuosi. Marco Tardelli, “intervistato” dalla figlia Sara, la vera protagonista del pomeriggio in Feltrinelli per presentare Tutto o niente, un libro che racconta l’urlo storico (simbolo della penisola pallonara) roba da far invidia a Munch. Ognuno di noi ricorda nitidamente quella sera, 11 luglio 1982, il Presidente Pertini, i gol di Rossi, Tardelli (appunto…) e Altobelli…il 3-1 finale davanti agli spauriti teutonici e la coppa alzata dal Capitano Dino Zoff. Ma come dimenticare gli anni precedenti, il terrorismo rosso, quello nero che impauriva la gente e svuotava le strade. Un pallone come amico per tornare a sognare, il calcio come riscatto per un’intera popolazione. Ma non si parla solo di sport, anzi. Forse è un pretesto. Le donne, la musica, le folli corse in macchina, i suoi segreti, gli amori e con perfidia anche i tradimenti (la storia con Moana Pozzi è tutta da leggere). Tardelli padre spiega benissimo il senso del racconto

Per troppo tempo sono stato ostaggio di quell’urlo. Sette secondi di estasi accompagnati dal boato di 90 mila persone e dopo una corsa infinita. Nei miei piedi tutta la liberazione e il riscatto di giorni molto elettrici. Quei 175 fotogrammi mi hanno regalato alla storia, ma poi hanno cancellato la mia vita intera: i sacrifici e le altre felicità. Volevo vivere il presente, ma tutto tornava a quella corsa. Così almeno questo libro, questo regalo che Sara mi ha fatto, doveva presentarsi diverso: Tutto o niente. Come sono io.

Ad accompagnare papà e figlia, i giornalisti Giampiero Mughini e il radiocronista Riccardo Cucchi. Alle loro spalle, lo schermo con i frammenti di calcio di uno juventino che con un grido ha fatto rialzare la testa all’Italia intera.

 

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Hijo de Puta in…Cima!

La serata di ieri allo SpazioCima… Riviviamola attraverso le immagini, i protagonisti, il “photocall”, il firmacopie. Hijo de Puta instore. Grazie a Roberta Cima (meravigliosa padrona di casa con la preziosa collaborazione di Donatella Di Marzio), agli amici di Terra di Sapori e di Saperi che hanno deliziato tutti con i loro prodotti, a Elio Sena (immancabile la sua presenza…e meno male!), a Cinzia Mascoli che riesce sempre a emozionarci. Grazie all’editrice Maria Grazia Catanzani che ha creduto in questo progetto (siamo all’inizio ma i risultati iniziano a vedersi). Ma soprattutto grazie a chi c’era: dal direttore di RaiSport Carlo Paris al segretario dell’ANM Francesco Minisci,  da Antonio Lupetti a Giovanni il Legionario e gli amici della Caritas di Roma… Grazie a che, magari, vedendo le foto, avrà voglia di esserci (o di ritornare) nelle prossime occasioni. Per esempio già il 27 maggio alla Mondadori di via Piave 18, alle 18! Intanto Su questo sito e sulla pagina Fb  https://www.facebook.com/Orietta-Cicchinelli-1051844031542688/?fref=ts troverete sempre aggiornamenti ed eventi!

 

 

 

 

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Hijo de Puta in…Cima


La serata di ieri allo SpazioCima… Riviviamola attraverso le immagini, i protagonisti, il “photocall”, il firmacopie. Hijo de Puta instore. Grazie a Roberta Cima (meravigliosa padrona di casa con la preziosa collaborazione di Donatella Di Marzio), agli amici di Terra di Sapori e di Saperi che hanno deliziato tutti con i loro prodotti, a Elio Sena (immancabile la sua presenza…e meno male!), a Cinzia Mascoli che riesce sempre a emozionarci. Grazie all’editrice Maria Grazia Catanzani che ha creduto in questo progetto (siamo all’inizio ma i risultati iniziano a vedersi). Ma soprattutto grazie a chi c’era: dal direttore di RaiSport Carlo Paris al segretario dell’ANM Fracesco Minisci,  da Antonio Lupetti a Giovanni il Legionario e gli amici della Caritas di Roma… Grazie a che, magari, vedendo le foto, avrà voglia di esserci (o di ritornare) nelle prossime occasioni. Per esempio già il 27 maggio alla Mondadori di via Piave 18, alle 18! Intanto Su questo sito e sulla pagina Fb  https://www.facebook.com/Orietta-Cicchinelli-1051844031542688/?fref=ts troverete sempre aggiornamenti ed eventi!

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Hijo de Puta in Rai

Questa mattina Hijo de Puta è stato ospite negli studi Rai di Saxa Rubra, all’interno del contenitore Buongiorno Regione. Grazie a Carla Cucchiarelli, collega e scrittrice impagabile, e alla generosa professionista del piccolo schermo Mariella Anziano!

Qui link e foto!

 

 

Passo d’uomo con Francesco De Gregori

A passo d’uomo. Non nella locuzione avverbiale corretta ma nel trascorrere degli anni. Quelli di Francesco De Gregori, per la prima volta a tutto campo incalzato dal giornalista di Repubblica Antonio Gnoli in una serie di conversazioni. Un libro dove il cantautore romano racconta in 230 pagine intrise di vita vissuta, la sua infanzia, l’arte e la bellezza, la filosofia e la letteratura, il tempo che scorre, la famiglia, il suo rapporto controverso con la religione e con il partito (comunista, non fa più fico dirlo, ai tempi sì…). Parla anche di musica, ma non è il tema principale. Per la prima volta il Principe smette i panni di artista reticente e indossa quelli del comune mortale. Un colpo al cuore per chi aveva trovato nel brano Guarda che non sono io una conferma definitiva ai pochi dubbi sulla spigolosità del personaggio. L’incontro in Feltrinelli ha però, diversamente da quello avuto per la presentazione del cd dylaniano, ridato adito al canto dei fan. Il De Gre non è affatto cambiato. Niente foto sul palco, niente copie firmate aldilà del libro. E soprattutto niente domande. Cantata e suonata dai due sul palco. Forse non c’è molto da sapere di più rispetto a quello che si leggerà. O forse, l’autore di pezzi celebri vuole ancora mantenere un rapporto distaccato con il suo pubblico. L’importante è la consapevolezza. Certo è che sfogliando le pagine ci si trova davanti a un uomo molto più simpatico rispetto al previsto. Non vuole essere assolutamente considerato un intellettuale, ad esempio. Lui fa il suo mestiere, quello di cantante. Un musicista “con i calli, dalle mani sporche”. Così si definisce. Dopo aver fatto pace con Dylan e con il pubblico forse è giunto il momento di far pace anche con se stesso. Sempre che ci abbia mai litigato. Passo d’uomo è Edizioni Laterza

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