Rosalind Franklin Il segreto della vita

Il Teatro Eliseo non chiude. Almeno, non ancora. Il comunicato del teatro gestito da Luca Barbareschi che ha rimesso al mondo lo storico teatro con le sue forze riportandolo all’antico splendore confidando in quanto dovuto, poi, dalle istituzioni è di pochi giorni fa. E allora, nel calpestare la storia (la pavimentazione del piano superiore del teatro è completamente tappezzata da manifesti di storici spettacoli negli anni d’oro dello spettacolo a Roma) si è cercato di dimenticare nefasti presagi dedicando una mattinata uggiosa alla presentazione de  Rosalind Franklin Il Segreto della Vita, in scena dal 28 marzo al 16 aprile. Protagonisti assoluti Filippo Dini (nelle vesti anche di regista) e Asia Argento, alla quale viene affidato l’onore e l’onore di interpretare Rosalind Franklin. Si tratta della storia vera della scienziata cristallografa che per prima fotografò la doppia elica del Dna, con una scoperta che cambiò la storia ma le fu rubata dai due colleghi James Watson e Francis Crick. Si parlava di storia, trasudante le pareti dell’Eliseo. E’ la stessa Argento a raccontare di quando da piccola veniva a vedere la madre, Daria Nicolodi, esibirsi. E poi…: ”Non pensavo sarei tornata a recitare, ancora meno in teatro e su questo palcoscenico. Mi sento come Rosalind Franklin, per il maschilismo che regna nel mondo della scienza come in quello dello spettacolo e perché anche lei, come me, veniva chiamata dark lady per la capacità di rapportarsi solo al suo lavoro”. E’ una prima per la Argento, testo di Anne Ziegler interpretato a Londra anche da Nicole Kidman. E per Filippo Dini: ”La storia di una grande rivoluzione e il dramma di una donna che cercò faticosamente di trovare un posto nel mondo. E che non ci riuscì”

 

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Oblivion The Human Jukebox

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L’improvvisazione e la fantasia al potere. Un Teatro Olimpico gremito ha salutato la prima delle sei tappe romane degli Oblivion (gruppo comico musicale-teatrale, formatosi a Bologna più di dieci anni fa). Da Sanremo a X Factor, passando per le hit dell’estate e (addirittura) alla musica lirica. Uno spettacolo coinvolgente per il pubblico che, prima della serata, ha inserito il nome del proprio cantante preferito dentro un bussolotto. Dopo aver pescato i bigliettini, via alla dissacrazione. Bonaria, ma non troppo. Tutto rigorosamente dal vivo ma con mesi di lavoro alle spalle perché, si può anche improvvisare, ma se uno spettatore ti chiede brani di Bianco oltre alla facile ironia sul nome, altro non si può fare. Giusto ingoiare il pizzino e pescarne un altro. Tutto parte dal Festival di Sanremo. Evolution of Sanremo è, infatti, il cavallo di battaglia del gruppo. E’ un’esibizione che permette agli Oblivion di cantare in ordine cronologico tutti i brani vincitori della rassegna canora, dal 1951 a oggi. Poi la parodia dei Negramaro vestiti da tirolesi, il FestivalZar (dove a farla da padrone sono tutti gli artisti dimenticati in Italia ed emigrati in Russia a cercare e trovare fortuna), un duetto surreale tra Papa Francesco e Zucchero (con i testi del cantautore emiliano declamati a mo’ di liturgia ecclesiastica) e la parte più riuscita dello show: i cinque protagonisti alle prese con le monovocali e le… monoconsonanti (e qui la bravura di Francesca Folloni e Graziana Borciani nel cantare a due voci Almeno tu nell’universo di Mia Martini è davvero da applausi) Da Grazie dei fior ad Andiamo a comandare. Notevole anche la capacità vocale del gruppo unita a quella di saper gestire gli imprevisti. Dopo aver fatto scegliere e leggere un foglio in sala (dove c’era appuntato il nome Caruso) l’ignaro spettatore ha pensato bene che si trattasse del comico Pino, salvo poi tentare di salvare il tutto citando Pippo (Caruso anche lui…). L’unico che mancava era il tenore Enrico. Esistono pezzi nel loro repertorio? Ehm, no… Che importa? Una bella cantata di brani in napoletano e passa la paura. In mezzo quasi settant’anni di musica (più o meno di qualità). Ma il merito degli Oblivion è proprio quello di trasformare con abili mashup le note di Renato Zero e Claudio Baglioni, dei Queen e di Tiziano Ferro. E se si tratta di Elio? Basta soffiare in un palloncino e le storie non sono più tese come corde di una chitarra ma si possono suonare e cantare anche in un bis!

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Mozza al Roma Fringe Festival

Parte domani sera (con un giorno di ritardo) il Roma Fringe Festival nella cornice di Villa Ada. Senza festa, con programmazione ordinaria. Non potrebbe essere altrimenti dopo il devastante sisma che ha colpito il cuore del nostro Paese. A proposito di questo, aprendo il sito http://www.villaada.org appare un banner per effettuare donazioni alle popolazioni laziali e marchigiane. Ma sarà comunque un evento da ricordare! Scorrendo velocemente i nomi presenti, la scelta per una piacevole chiacchierata, non poteva essere migliore. La rivelazione della stagione teatrale appena conclusa, Claudia Gusmano porta in scena Mozza, spettacolo che ha entusiasmato molte platee. Si esibirà sul Palco C lunedì 29 alle 21:30 e il 31 alle 23:10; sul Palco A l’appuntamento è per venerdì 2 settembre alle 22:15

 

Nella Capitale vinse il premio come migliore attrice al Roma Fringe Festival con Taddrarite due anni fa. Ora il ritorno a Villa Ada con uno spettacolo tutto suo, già sold out nel corso della passata stagione. Come ha risposto, aldilà delle presenze in sala, il pubblico?

Molto bene! Mozza ha la capacità di far empatizzare anche il cuore più duro. .Abbiamo debuttato sia a Roma che in Sicilia e fatto sold out..io non sono un nome…mi diverto a dire che mio nonno da lassù si stia specializzando in marketing.

Ci racconterebbe la storia di Mozza? Perché ha scelto di “mettersi in proprio”?

Mozza racconta la storia di una bambina che trascorre tutta l’infanzia mano nella mano con il  nonno marinaio che le insegna l’arte del vivere in mare. Dopo la sua morte  le viene diagnosticato il “mal di mare ” in terra. A quel punto il da farsi è chiaro Mozza per vivere bene ” a mare deve stare”. Scopre durante il suo viaggio, dentro un piccolo peschereccio che manca della parte fondamentale, il timone, che quel mare non è infinito come le raccontava il nonno e che anzi finisce esattamente dove inizia la terra. E’ un viaggio dentro un cuore puro…un diamante grezzo, Mozza è una creatura troppo leggera per il mare e troppo fragile per la terra..che lotterà per trovare il suo posto.E’ uno spettacolo con una forte componente emotiva..e sinceramente ti dico che parla della mia famiglia. La mia è una generazioni di marinai. Ho sempre considerato come alternativa al mio lavoro la possibilità di continuare il mestiere mio padre…ma essendo “femmina” non sono mai stata presa in considerazione seriamente. Mio padre un anno fa mi ha permesso di trascorrere una giornata in mare a lavoro con lui. Non finirò mai di dirgli grazie, è stato ed è il regalo più bello che abbia mai potuto ricevere da lui. Ho scelto di “mettermi in proprio ” perchè sentivo l’esigenza di camminare sulle mie gambe.
Si è esibita al Piccolo di Milano (il sogno di ogni attore, almeno così si dice…) a New York ma anche in piccoli teatri. Il suo ricordo più emozionante?
Per me l’emozione più grande è stata vincere il premio come migliore attrice due anni fa al Fringe Festival…stavo attraversando un periodo di grande confusione nella mia vita, soprattutto lavorativa…quell’episodio insieme ad una lunga chiacchierata ed una promessa con Lella Costa (avevamo appena finito il primo anno di tournee di “Nuda Proprietà”) mi hanno spinto a non smettere.
A proposito di emozione, quanta ne aveva al suo esordio in Sicilia l’11 agosto? Il detto Nemo propheta in patria vale anche per lei?
Moltissima! Ero molto felice di poter condividere con la mia gente il mio spettacolo…abbiamo fatto sold out in prevendita e la sera stessa abbiamo purtroppo dovuto dire no a tutte le altre persone che volevano acquistare il biglietto. Abbiamo lavorato quella sera con il rumore delle onde del mare come sottofondo…è stato un regalo. Il detto Nemo Propheta in patria vale anche per me purtroppo, ma solo quando ho a che fare con l’amministrazione comunale della mia città natale Marsala…tutti gli altri invece mi hanno sempre spalancato le braccia ed aiutata. Bisogna essere molto piccoli per essere grandi dentro.
Quanto è stato duro l’approdo da Marsala a Roma?
Abbastanza. Sono dovuta crescere molto in fretta, sono molto legata alla mia terra… Sei mai stato in Sicilia? Se si, sai benissimo cosa intendo quando dico “mal d’Africa”. Vivo a Roma da 12 anni adesso e se guardo indietro provo tanta tenerezza.
Ci racconta i suoi esordi?
Ho scoperto la passione per il teatro al Liceo all’età di 14 anni ed ho iniziato a lottare subito contro tutto e tutti per fare questo lavoro.La mia famiglia, nonostante adesso sia la mia prima sostenitrice, all’inizio è stata molto restìa…mentre i ragazzini della mia età litigavano in casa per avere il vestito nuovo o per dormire da un’amica, io litigavo per fare teatro. Nonostante la fatica, ricordo quegli anni dell’adolescenza con molta tenerezza e ad oggi a 31 anni ti dico che se non mi avessero ostacolato cosi tanto non avrei mai scoperto così tanto amore per questo lavoro e per loro.
A 19 anni, finita la scuola, dopo essermi trasferita a Roma, ho avuto un incontro fortunatissimo con la regista Emanuela Giordano che mi ha permesso di imparare il mestiere sul palco. Abbiamo viaggiato per anni con diverse tournee, l’ultima “Nuda proprietà” con Lella Costa, Paolo Calabresi e Marco Palvetti.
Ricordo ancora l’emozione fortissima del mio primo debutto nazionale a 19 anni con “Alice delle Meraviglie” con Mascia Musy… Quando si è acceso il primo faro di scena credevo sarei morta di crepacuore…ho stretto fortissimo i pugni e chiuso gli occhi, un secondo dopo la prima battuta ricordo perfettamente la felicità che scorreva nel mio corpo nell’essere ancora viva. Fa ridere che un’attrice ricordi come la sensazione più forte questo…ma è proprio così!
Circa dieci anni fa tentò la fortuna mediante un talent. Bisogna necessariamente passare da Amici per farsi conoscere?
Assolutamente no. Credo che ogni tappa sia un tassello in più per il proprio percorso. Avevo 18 anni…e non credo mi riconosca nessuno per quello.
Da oggi in poi potremo chiamarla semplicemente Mozza o preferisce Claudia?
Io sono Claudia ed è stato un piacere parlare con te. Ti aspetto con Mozza al Fringe.

Par tibi, Roma, nihil

Una Roma bagnata ha fatto da cornice alla presentazione del progetto Patrimonio storico e creazione contemporanea, messo a punto dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale insieme alla Fondazione Romaeuropa, che da giugno a novembre inaugurerà arti visive, musica e teatro, nei luoghi storici della Città Eterna. Roma bagnata ma non solo per colpa di tuoni e di un inverno in netto ritardo. Bagnata, zuppa di Storia, quella millenaria della Capitale. Il cuore pulsante di un luogo (lo Stadio Palatino di Domiziano) che finalmente riprenderà vita. Il 24 giugno partirà la mostra Par tibi, Roma, nihil ideata da Monique Veaute (Presidente della Fondazione Romaeuropa arte e cultura), curata da Raffaella Frascarelli e realizzata in collaborazione con Nomas foundation ed ElectaIl. L’arte farà riaprire anche il peristilio inferiore della Domus Augustana, mentre l’area pubblica tra il Colosseo e il Palatino (la Meta Sudans) ospiterà una grande installazione di Sislej Xhafa: una fontana di 30 metri di altezza fatta di tante mani di resina. Dal 4 al 9 luglio Alessandro Baricco delizierà gli spettatori con una rivisitazione del suo Palamede, l’eroe cancellato, Con lui, Valeria Solarino.Fino al 18 settembre, da Jannis Kounellis allo stesso Sislej Xhafa e Nico Vascellari, 27 artisti presenteranno le espressioni artistiche in una esposizione all’aperto che si articolerà dalle arcate, di solito chiuse al pubblico, e dal grande terrazzo della Domus severiana, al magnifico (e normalmente non accessibile) Stadio Palatino di Domiziano. Al termine della conferenza stampa, prima di una visita guidata effettuata con occhi stupefatti da tanta meraviglia, ha preso la parola il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini 

«Ci sono tantissimi luoghi straordinari che i romani e il turismo internazionale spesso non conoscono, anche se meriterebbero. Portare in luoghi importanti dell’archeologia romana l’arte e la musica contemporanea è un modo di valorizzarli, tenerli vivi e di incrociare le arti tra loro. Non dobbiamo occuparci soltanto del glorioso passato che l’Italia ha avuto ma valorizzare lo straordinario patrimonio di creatività, talenti e contemporaneità che c’è nel nostro Paese»

“Par tibi, Roma, nihil” Non c’è nulla di comparabile a te, o Roma. Niente di più vero.

@100CentoGradi

HOMICIDE HOUSE di Emanuele Aldrovandi al Teatro Dell’Orologio

 

Imperdibile al Teatro dell’Orologio di Roma il testo agrodolce di Emanuele AldrovandiHomicide House” in scena fino a sabato 16. Quattro personaggi, sospesi nell’animo come il tavolo e la sedia dell’essenziale scenografia, s’interrogano sfruttando un gioco crudele su Verità e Menzogna, immaginando l’Amore come unica e contraddittoria Realtà da dimostrare. Quattro attori, Luca Cattani, Cecilia Di Donato, Marco Maccieri (anche regista) e Valeria Perdonò, uno più bravo dell’altro, manichini abusati dal Male scandiscono battute a tratti degne di una pagina filosofica sulla miseria della prosa quotidiana, umanizzata nel Desiderio della verifica necessaria all’infantile dubbio quando diventa perversione adulta. I recenti fatti di cronaca nera romana ritrovano sinistre assonanze in questa piccola pièce, capace di distogliere il pensiero lugubre grazie a un linguaggio tessuto a spirale, a tratti esilarante. Si possono intuire distribuiti come in gironi danteschi l’Odio e l’Invidia dello psicopatico, l’avidità rivendicativa dell’Usura, accanto all’Ira della superbia ferita e impotente. Al sicuro e senza gloria, il sopravvissuto invero del tutto morto, che tanto somiglia al nome che ripete: l’Uomo (di sempre, forse, di sicuro d’oggi).

ELIO SENA

 

 

 

La forza delle donne

 

 

Il vero 8 Marzo musicale. La vera festa della donna è andata in scena ieri sera nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica in Roma. Una scenografia senza fronzoli, marito e moglie sul palco a raccontare (in musica e parole) le battaglie e le conquiste dell’altra metà del cielo. La donna come protagonista assoluta. Moglie, madre, figlia, amica. E l’uomo offuscato da lei ma sempre presente nei suoi racconti. Un po’ goffo nell’accudire i neonati, perennemente stanco quando si tratta di aiutarla nei lavori domestici. Ma sempre attento a ogni sua esigenza. Il recital La forza delle donne è stato questo. Tratto dal romanzo Alla nostra età, con la nostra bellezza edito da Rizzoli e scritto da Daria Colombo (moglie del cantautore Roberto Vecchioni). Proprio loro due hanno dato alla platea numerosi spunti di riflessione. Lei leggendo le pagine del libro, lui accompagnandola con la voce nei brani che più hanno rappresentato la sua carriera come “amante”. Il tutto, accompagnati al piano e al flauto da Ilaria Biagini, e con il piccolo grande regalo che, fuori campo, Emma Bonino ha voluto fare (la voce stanca ma ancora desiderosa di combattere). Lo spettacolo ha delineato i percorsi e le personalità di Alberta e Lisa, protagoniste del romanzo, simbolo delle donne “che lottano, che amano, che camminano e si salvano la vita a vicenda”. Vecchioni ha intonato anche Come si cambia e Quello che le donne non dicono, pezzi portati al successo da Fiorella Mannoia, ma quasi necessari in un’occasione simile. Brani come Le mie ragazze Il cielo capovolto (ultimo canto di Saffo), Figlia, Chiamami ancora Amore, Velasquez, Le mie donne… Quante ne ha scritte il professore milanese? Quanto amore ha donato? Un’esistenza non facile la sua, ma il piglio incazzato e fiero non l’ha mai tradito. Commozione sul suo viso e in platea. Due ore volate via in un soffio. Una serata speciale, unica con la sapiente regia di Velia Mantegazza Tanto più che il ricavato sarà interamente devoluto a Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e alla Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano, due importanti realtà impegnate nella difesa dei loro diritti: la prima nel diffondere la conoscenza e la consapevolezza sulla salute della donna e la seconda nel dare sostegno alle vittime di violenza. In chiusura un graditissimo fuoriprogramma. Vecchioni si è congedato dal pubblico intonando il suo pezzo più celebre, quel Luci a San Siro che ormai -ha dichiarato- parla di tutto tranne che di calcio visto lo schifo che fanno le due squadre milanesi. A Roma, domenica c’è il derby, non stiamo messi molto meglio.

@100CentoGradi  Photo by Roberta Gioberti

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Antonio Giuliani e le 7 REpliche… de Roma

Sette re in sette domeniche. Sette appuntamenti in sette teatri diversi. Una bella sfida quella che attende Antonio Giuliani, quella di raccontare vizi e virtù che contraddistinguono la natura umana, partendo dai 7 Re di Roma fino alla contemporaneità. Pregi e difetti di uomini e donne, guardando il mondo dalla città eterna. Spettacolo scritto dallo stesso Giuliani e da Maurizio Fracabandiera, con l’aiuto regia di Chiara Perfetti.

Questi gli appuntamenti tra il 28 febbraio e il 15 maggio, de Le 7 Re(pliche) de Roma

28 Febbraio Teatro Manzoni (Romolo)

13 Marzo Salone Margherita (Numa Pompilio)

20 Marzo Sala Umberto (Tullo Ostilio)

10 Aprile Teatro Roma (Anco Marzio)

17 Aprile Teatro Ghione (Tarquinio Prisco)

8 Maggio Tirso de Molina (Servio Tullio)

15 Maggio …Gran Finale a sorpresa (Tarquinio il Superbo)

L’incontro di presentazione dello spettacolo, avvenuto in un locale di Trastevere, è servito anche da pretesto per fare una bella chiacchierata a 360 gradi sulla carriera dell’attore comico dalle origini ai nostri giorni. Giuliani, un vero e proprio fiume in piena ha raccontato aneddoti sfiziosi e paradossali, sempre con il sorriso sulle labbra

Lo spettacolo

Con il ritorno sul palco sono tornato bambino. La dimensione piccola rispecchia le mie origini da comico. Lo spettacolo, comunque, sarà tutto nuovo. Ogni serata inizierò parlando del rispettivo re partendo da Roma per poi allargare i miei orizzonti a tutta Italia. La scelta di Romolo e Remo non è casuale. Furono i due primi palazzinari di Roma! Chiudo lo spettacolo con una frase di Charlie Chaplin :” Ogni giornata senza sorriso è un giorno perso”

Gli esordi

Ai primi provini, i romani venivano schifati da tutti. Con me c’erano artisti del calibro di Isabella Orsini e Alberto Farina. Appena ho raggiunto un pizzico di notorietà ho voluto fare un corso gratuito per 35 ragazzi al Centro Culturale Elsa Morante, ormai chiuso. E‘ stata la mia rivincita. Quando andavo a fare le serate rientravo alle 3 di notte con i soldi in tasca e mia madre mi diceva che ero un drogato perché giravo di notte e che mi avrebbe denunciato. Sull’Aurelia, dopo uno spettacolo, mi fermarono i carabinieri. Andavo in giro per locali a lavorare e nella mia valigetta avevo delle parrucche finte e una pistola giocattolo. Era il mio bagaglio per imitare Carlo Verdone e altri comici. Cercai di spiegare che facevo l’operaio di giorno e il cabarettista di notte ma loro vollero una dimostrazione. Mi toccò fare un’esibizione di mezz’ora sull’Aurelia! Di mattina lavoravo come muratore, ero specializzato in controsoffitti. Ma tutti i soldi guadagnati li investivo per acquistare abiti di scena. Da lì iniziai ad avere le prime soddisfazioni. Ma in casa non mi credevano: quando mamma vide i primi manifesti in giro per Roma tornò a casa urlando che io e Stefano Fabrizi (mio storico sodale) eravamo dei delinquenti perché tutta Roma era tappezzata di Porci e bugiardi, commedia scritta con Stefano. Allora regnava l’ignoranza nel senso puro del termine. Poi andai a fare spettacoli nei ristoranti e locali in giro per Roma. La gente veniva a mangiare o a prendere un gelato e io ero l’elemento di disturbo. Ma riuscivo a far riconciliare le coppie : il fidanzato che aveva litigato con la ragazza me la passava al telefono per fare pace.

Il successo

Fui scoperto da Maurizio Costanzo. Una sera, durante uno show, mi venne a vedere Enzo Iacchetti. Al Teatro Parioli devo la mia notorietà. Negli anni, ad assistere ai miei spettacoli, ho avuto nelle prime file molti calciatori della Roma (Totti e De Rossi su tutti) ma non li ho mai usati per farmi pubblicità. DI questo, il Capitano me ne è riconoscente. Con lui siamo ancora amici. Ricordo che tanti anni fa regalò all’Ospedale San Filippo Neri di Roma un macchinario da usare in radiologia. 480 milioni spesi per nulla. Non è mai stata usata per mancanza di tecnici!

I romani

Che dire? Semo troppo forti! Il romano è conviviale, predilige il buon cibo e ha sempre la battuta pronta. Un esempio? Recentemente, durante le minacce dell’Isis, per alleggerire la tensione e sconfiggere i timori, a Roma abbiamo risposto con ironia facendo vignette raffiguranti cammelli sui sampietrini, il raccordo intasato e la conquista delle donne

La Roma

Non ne ho mai fatto mistero: Sono tifosissimo della squadra giallorossa e nella querelle tra Totti e Spalletti non faccio fatica a schierarmi. Sto con il Capitano. Il mister è un tipo un po’ troppo manesco. Francesco poteva evitare di rilasciare quell’intervista alla Rai, la moglie Ilary e il suo amico Vito Scala hanno provato fino alla fine a dissuaderlo. Ma Totti è Totti. E’ un’istituzione. L’ottavo re di Roma è sicuramente lui!

Il libro

Durante lo spettacolo presento anche il mio libro. E’ un’autobiografia ironica e interattiva con cruciverba e parole in romanesco. L’ho scritta a quattro mani con Fabrizio Finamore. Si chiama D.O.C. di origine comica. In 25 anni di carriera non avevo mai fatto neanche un dvd. E’ il mio primo prodotto editoriale. L’incasso verrà devoluto interamente all’Associazione L’arcobaleno della Speranza, per la lotta alla leucemia, linfoma e mieloma. Vicino casa, a Tor Vergata, c’è la sede dove vado spesso a trovare i ragazzi presenti. Potrebbe anche essere un libro per l’estate. Infatti non ha la copertina. Sai com’è… L’estate fa caldo! 

 

@oriacicchinelli

 

 

ROMEO E GIULIETTA – INCONTRO CON DAVID ZARD

“ROMEO E GIULIETTA. Ama e cambia il mondo”, l’ultima produzione di David Zard, torna a Roma, dove sarà in scena al Gran Teatro il 16, 17 e 18 ottobre. Lo spettacolo, campione di incassi, riprende per la sua ultima tournée, poi si fermerà per una lunga pausa.

Abbiamo incontrato lo storico produttore, a pranzo, in un famoso ristorante romano dove, tra una portata e l’altra, è stato protagonista di una gradevolissima chiacchierata

Zard, questa sì che è una bella sfida! Dalle grandi adunate rock, all’opera moderna, Ora addirittura l’approdo all’opera classica.

“In realtà il merito non è da attribuire a me. Anzi, se devo essere sincero, è stato mio figlio Clemente che mi ha convinto a intraprendere questa strada. Ero in casa, seduto sul divano e lui, I Phone in mano intento ad ascoltare le musiche di Gérard Presgurvic. Io, nella mia vita ho messo qualche soldo da parte e gli ho chiesto se fosse davvero intenzionato a partire per Parigi e a spendere per acquistare i diritti dello spettacolo. E’ stata la sua tenacia a vincere. Mi ha convinto dicendomi che la gente aveva bisogno di un’opera del genere. Con Romeo e Giulietta inizia anche la nostra collaborazione artistica”

Eppure dieci anni fa rinunciò a questa opportunità

“Non mi convinceva la regia, anche la morte dei personaggi… In quell’occasione avrei dovuto comprare il pacchetto completo dell’opera francese. Ora ho potuto lavorarci. Il sottotitolo “Ama e cambia il mondo” l’ho scelto perchè l’amore è l’unica cosa in grado di farlo. Per le musiche, ho chiamato Vincenzo Incenzo (già con me in passato). Ha adattato alla perfezione i temi francesi aggiungendo anche molto della sua esperienza, arricchendo lo spettacolo di dialoghi creativi”

E’ un periodo di crisi. Non ha paura di un eventuale insuccesso?

“Aldilà di tutti i riconoscimenti avuti con questo spettacolo, devo dire che io ho sempre sperimentato. La crisi è reale, lo riconosco, Ma sono sicuro che la colpa sia di chi diffonde un terrorismo assoluto. Nella mia vita sono stato un precursore. Quando portai in Italia j gruppi rock (Pink Floyd, Genesis, Led Zeppelin tanto per fare qualche nome) mi davano del pazzo. Capelloni, drogati, brutti sporchi e cattivi, mi dicevano. La storia la conoscete tutti. Ho fatto pochi flop e quei pochi li ho saputi nascondere. In questo paese c’è bisogno di evasione. E io, da vecchio mercante di sogni, riuscirò a far sognare la gente. Alla prima, quando ho visto il pubblico uscire con gli occhi gonfi e il sorriso ho capito di aver fatto centro. Quando lo spettacolo è bello, funziona sicuramente. Di Oscar ne avrebbe meritato anche qualcuno in più. Il talento però, in Italia, viene premiato cercando di non scontentare nessuno. E pensare che il teatro, così come l’arte, sono le uniche cose made in Italy, non provenienti dalla Cina. Possiamo solo esportarle, non farle fare a loro”

Ci parli dei personaggi

“Preferirei faceste le domande a loro. Posso parlare degli assenti. Giuliano Peparini (il regista) ha avuto consensi in tutto il mondo, è una garanzia. Di Incenzo ho già detto. Ma in realtà ho un’équipe d’élite, un cast davvero eccezionale.”

A proposito del cast, notiamo la presenza di Barbara Cola (nell’opera interpreta Lady Capuleti). Di lei si erano perse le tracce dopo un secondo posto a Sanremo al fianco di Gianni Morandi, vent’anni fa. Ora la riscoperta.

“Mi state chiedendo perché proprio lei? Beh, è perfetta per il ruolo. Ha una bellissima voce e presenza scenica. Non esiste una regola che vieta ai partecipanti del Festival di avere altre chance. Io vinsi un Sanremo (con Colpo di Fulmine, interpretata da Giò Di Tonno e Lola Ponce, era il 2008) ma in realtà il pubblico votò Esmeralda e Quasimodo (i due personaggi chiave di Notre Dame de Paris, interpretati proprio dai due artisti)”

Prendendo spunto di Sanremo, ci rivolgiamo a Giulia Luzi (Giulietta)

Ha poco più di vent’anni e già tanta carriera. Nonostante ciò ha dichiarato di voler partecipare al Festival. Ancora esiste il mito di Sanremo?

“Sarei ipocrita a dire che non mi piacerebbe e che non mi servirebbe partecipare al Festival di Sanremo. Credo sia un po’ il sogno di ogni artista e credo che mi consacrerebbe come cantante. Certo, dovrei trovare un pezzo giusto. Tra dieci anni vorrei essere in giro per il mondo a promuovere i miei dischi.”

Beh, in verità, ora il sogno di chiunque voglia affermarsi nel mondo dello spettacolo si riflette nei talent show. Lei, ad esempio, partecipa a un format (Tale e Quale, su RaiUno) dove oltre a mostrare validissime doti canori, è costretta anche a trasformarsi ogni settimana (anche e soprattutto fisicamente) in un personaggio diverso

“Quando ho fatto il provino per ‘Romeo e Giulietta’, avevo giurato a me stessa che, nel caso non mi avessero scelta, avrei fatto un’audizione per X Factor. Fortunatamente non ne ho avuto bisogno. Io non ho nulla contro i talent, anzi, stando diversi mesi in tv avrei già un pubblico pronto a sostenermi. Non è però solo positivo tutto questo. Penso a chi pur avendo delle peculiarità importanti, non ha opportunità perché una major non punta più sui talent scout che vanno in giro per l’Italia a cercare il talento ma va in tv a pescarli. Sui giovani si punta poco ed è sempre più difficile emergere. Bisogna però anche avere delle caratteristiche e delle doti particolari”.

Parliamo di Giulietta. Quanto riesce a calarsi nel personaggio?

“Interpretare Giulietta rappresenta una sfida ogni sera. Con lei ho in comune la determinazione, la testardaggine e anche un pizzico di romanticismo, in lei sicuramente più spiccato.”

Accanto a Giulietta troviamo Romeo, interpretato da Federico Marignetti. Lui è stato voluto fortemente proprio dal regista.

“Alla fine della mia esperienza in “Spring Awakening” mi è stato chiesto dalla produzione di “Romeo e Giulietta” se fossi stato interessato a fare un’audizione. Io ovviamente ho accettato, e dopo tre provini, a febbraio, ho debuttato a Istanbul. Ho saputo che un anno prima Giuliano Peparini e sua sorella Veronica erano venuti al Brancaccio di Roma proprio per vedermi!”

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In tre anni di tour “ROMEO E GIULIETTA. Ama e cambia il mondo” ha visitato 14 diverse città italiane per complessive 23 tappe e totalizzato oltre 800.000 spettatori in 274 repliche di cui 27 matinée dedicati alle scuole, di cui lo spettacolo detiene i record di rappresentazioni, suscitando un entusiasmo senza precedenti e svettando in cima alle classifiche di incassi. Anche il matinée del 16 ottobre, tredicesimo spettacolo romano dedicato alle scuole, è sold out.

ROMEO E GIULIETTA. Ama e cambia il mondo ha ricevuto grandi riconoscimenti in Italia e all’estero. Lo scorso 21 settembre lo spettacolo è stato protagonista indiscusso agli OSCAR DEL MUSICAL 2015 che si sono tenuti al Teatro Brancaccio, ricevendo ben 8 candidature e vincendo 4 premi: Migliori coreografie (Veronica Peparini), Migliori costumi (Frédéric Olivier), Miglior Spettacolo (David e Clemente Zard) e Spettacolo più votato dal web. Il musical è tratto dall’opera di William Shakespeare; musiche e libretto di Gérard Presgurvic, versione italiana di Vincenzo Incenzo, regia e direzione artistica di Giuliano Peparini; coreografie di Veronica Peparini; Scenografia di Barbara Mapelli; Costumi di Frédéric Olivier; Casting Director e Vocal Coach Paola Neri.

RAPUNZEL L’anteprima al Brancaccio

Periodo natalizio, la scelta del regalo diventa ogni anno più difficile. Beh, quest’anno non avete scusanti.

Se non sapete ancora cosa regalare ai vostri figli, che ne dite di correre ai botteghini del Teatro Brancaccio ?

Dal 18 Dicembre è in scena RAPUNZEL il Musical tratto da una fiaba dei fratelli Grimm.

Il confronto tra l’eroina positiva (Alessandra Ferrari) alla ricerca di se stessa e dei suoi sogni e la matrigna Madre Gothel interpretata da Lorella Cuccarini.

Proprio lei abbiamo incontrato stamattina nella hall del teatro, prima della conferenza stampa..

Lorella, un ruolo da cattiva. Il pubblico non è certo abituato

“Anche io sono un po’ perfida come la matrigna di Rapunzel. In verità sono anche un po’ maligna… Ma solo sulla scena! Non preoccupatevi, non sono certo spietata come Madre Gothel”

Non hai avuto timore di destabilizzare i tuoi fan, chi ti segue da trent’anni ?

“Onestamente all’inizio pensavo di non farcela. Nella mia carriera ho sempre interpretato ruoli romantici…

Ma stavolta avevo davvero bisogno di giocare e di divertirmi. Il mio Personaggio inizia con perfidia ma poi diventa tenero.”

Una matrigna che diventa buona ?

“Da vecchia! Tutti i cattivi non nascono tali, sono le circostanze della vita a condizionare gli esseri umani. Così, anche la matrigna che interpreto nasce e invecchia buona. La malvagità è nel mezzo”

Ma i bambini ? Trent’anni fa non ti conoscevano. Oggi rischiano di vedere una matrigna e non la dolce bionda della televisione

“I bambini sono molto intelligenti. Capiranno che la mia è solo un’immagine. Qualora dovessero interpretare male il mio personaggio…avrei buttato tutta la mia carriera”

Ti vediamo bionda, a teatro invece…

“Non mi sono fatta mora perché sono bionda dentro e fuori. Mi dicono che sto bene, però. Non trovi ? (in effetti…)

Ho cambiato il colore alle unghie. Da rosse le ho dipinte nere. Ma solo per calarmi meglio nel ruolo.”

Un’ultima cosa. Recentemente  tu sei stata al centro di una polemica con Raffaella Carrà…

“Raffaella ?!? Credo di aver già detto tutto sulla vicenda. Non credo proprio ci sia necessità d’incontrarci”

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