Junior Cally, big polemics. E la musica zoppica

Nel giorno del primo ascolto delle canzoni sanremesi scoppia l’ennesima grana relativa a uno dei presunti big. Come tutti gli anni, come sempre. Stavolta la scure della censura si abbatte su Junior Cally (pseudonimo di Antonio Signore) rapper romano reo di aver scritto e cantato il brano Strega, nel 2017, pieno zeppo (come lo stile dei rapper, trapper e affini nostrani) di allusioni, per niente velate, alla violenza sulle donne financo al femminicidio.

Lei si chiama Gioia, balla mezza nuda, dopo te la dà. Si chiama Gioia perché fa la troia. L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa, c’ho rivestito la maschera.

Il video aggiungeva immagini alle parole: Gioia legata a una sedia con un sacco in testa mentre cerca inutilmente di liberarsi. A denunciare il rapper è il blog di Marco Brusati, professore a contratto (di area cattolica) dell’Università degli Studi di Firenze. Che sottolinea, «qui abbiamo la rappresentazione di una costrizione violenta e il racconto di un femminicidio». La conseguenza è anche che arriva un appello — condiviso da un gruppo di esponenti (donne) del Pd — contro la partecipazione del rapper a Sanremo. Detto che il brano non risulta essere memorabile e che la presenza del cantante al Festival sia totalmente inutile, come tutta la sua carriera, c’è da chiedersi senza cercare di fare dietrologia cosa è cambiato negli anni, a livello sociologico più che musicale. Negli anni 60 termini come negro (ad esempio) potevano essere tranquillamente cantati senza essere tacciati di razzismo. E, a proposito di violenza sulle donne, la musica italiana è piena di allusioni. Da Bella senz’anima di Riccardo Cocciante a Bella stronza di Marco Masini passando per Una ragazza in due de I Giganti senza andare a scomodare gli Squallor e i Vernice. Politicamente scorretto. Ma la violenza, i femminicidi, la follia umana non dipende da una o più canzonette. E nessuno si è mai preoccupato negli anni di tacciare questo o quel cantante di sessismo o induzione al crimine. Siamo negli anni dei social, del si fa ma non si dice. Finirà in una bolla di sapone, come è giusto che sia. A proposito di Junior Cally c’è da dire che il suo, al primo ascolto, non è uno dei brani peggiori della settantesima edizione del Festival. Tratta di attualità, prendendosela con Salvini e Renzi e funzionerà in radio. Come andrà bene Achille Lauro. La sua Me ne frego (anche qui la politica non c’entra nulla) ha però meno impatto della Rolls Royce di un anno fa. Nessun pezzo, comunque, resta impresso. Deludono Piero Pelù e Paolo Jannacci. Levante è indecifrabile. Belle sorprese arrivano dai Pinguini Tattici Nucleari (chi l’avrebbe mai detto?) e da Elodie. Nessuna invece da Michele Zarrillo, Riky, Marco Masini. Benché meno da Rita Pavone (ma da loro non erano attese). Pietosissimo velo su Elettra Lamborghini e Alberto Urso (voce splendida ma stantia). Incuriosisce la coppia Bugo-Morgan e il cuore si riempie con Diodato e Raphael Gualazzi. E Anastasio? Beh, lui è il vincitore, almeno secondo i bookmakers. Il rapper per Snai è dato a 4.00, per Sisal Matchpoint a 4.50 e per Eurobet a 5. Cosa vuol dire? Che se puntiamo 1 euro su Anastasio ne possiamo vincere, rispettivamente, 4, 4,50 e 5 euro.
Questo è l’unico nome su cui i siti di scommesse sono unanimi. Il secondo più quotato per Snai e Sisal Matchpoint è Achille Lauro mentre per Eurobet è il vincitore di Amici 2019Alberto Urso. I primi 5 posti sono contesi, seppure con quotazioni differenti, dagli stessi nomi escluso Eurobet, che piazza Irene Grandi a 5.50 insieme a Giordana Angi, altra vincitrice di Talent. Per il capitolo ospiti arrivano le prime defezioni. Il rapper Salmo ha detto che non parteciperà al Festival di Sanremo in qualità di ospite della prima serata, come era stato ufficialmente da Amadeus. Ecco le sue dichiarazioni:

Io vorrei ringraziare di cuore Amadeus e tutto lo staff di Sanremo, per avermi invitato come “super ospite” della prima serata, perché non sarò presente al Festival di Sanremo. Non me la sento, mi sentirei a disagio. Vi ringrazio ancora di cuore. Vorrei dirvi che tra i due santi, Sanremo e San Siro, scelgo San Siro. Se volete venire a sentirmi nel posto giusto, con la gente giusta, venite il 14 giugno a San Siro

Non tutti i… salmi finiscono in gloria. Ce ne faremo una ragione.

PIERLUIGI CANDOTTI

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