Gabbani sbanca Sanremo, Mannoia seconda

E’ Francesco Gabbani il vincitore della 67° edizione del Festival di Sanremo. Il ballo con la scimmia gigante e la sua Occidentali’s Karma hanno convinto tutti. Al secondo posto, la grande favorita Fiorella Mannoia con Che sia benedetta. Terzo (grande sorpresa di questa edizione) Ermal Meta con Vietato morire. Una serata iniziata con gli emozionanti Ladri di Carrozzelle (gruppo in attività dal 1989, il primo del panorama musicale italiano formato principalmente da artisti con disabilità) e aperta ufficialmente da Zucchero con il suo nuovo singolo Ci si arrende volutamente eseguita con base pre registrata (la chitarra di Mark Knopfler non poteva mancare) e proseguita, canzoni a parte con il riscatto di Maurizio Crozza nei panni del senatore Antonio Razzi. Poco convincente il comico ligure, come tutte le sere, che almeno ha evitato i fischi e le contestazioni di tre anni fa, ricevendo solo applausi dal pubblico. Crozza/Razzi ha avuto l’ardire (l’unico in tutta la manifestazione) di ironizzare (per modo di dire) sulla scelta di Maria de Filippi di non ricevere alcun compenso, porgendo alla conduttrice una banconota: “Tieni 10 euro, non puoi lavorare aggratis, è diseducativo per i bambini”.  Just Some Motion, il ballerino degli spot della Tim, tanto osannato e atteso sul palco ha eseguito i suoi passi come in un acquario. Problemi di audio per un appuntamento talmente pubblicizzato (alcuni avevano giurato che Mina, voce dello spot, si sarebbe palesata a Sanremo…) da renderlo fastidioso. Il ritorno di Zucchero alle 22:30 ha prima svegliato una platea assopita con Partigiano Reggiano e poi emozionato, eseguendo Miserere in un duetto virtuale con Luciano Pavarotti. Standing ovation per lui. Il tempo di omaggiare la carriera di Rita Pavone (e cantando Cuore dimostra che non sfigurerebbe affatto in gara, anzi!) e di far fare l’ennesima brutta figura a Enrico Montesano (non fa più ridere da almeno vent’anni, non c’è verso) arriva il momento di Alvaro Soler che, piaccia o meno, ha spopolato con Sofia e merita eccome un passaggio in Riviera. Tanto più che, all’una meno venti del mattino (anestetizzati anche da Geppi Cucciari e senza caffè) gli spettatori dell’Ariston avevano bisogno di una scossa per il gran finale. Attendendo la fine arrivava un nuovo riconoscimento per Ermal Meta, già vincitore della serata delle cover: con Vietato morire ha vinto il Premio della critica ‘Mia Martini’ assegnato dalla sala stampa nella categoria Campioni. A Fiorella Mannoia va il Premio della sala stampa radio&tv ‘Lucio Dalla’. Ecco la classifica completa della 67°edizione del Festival di Sanremo

1 Francesco Gabbani

2 Fiorella Mannoia

3 Ermal Meta

4 Michele Bravi

5 Paola Turci

6 Sergio Sylvestre

7 Fabrizio Moro

8 Elodie

9 Bianca Atzei

10 Samuel

11 Michele Zarrillo

12 Lodovica Comello

13 Marco Masini

14 Chiara Galiazzo

15 Alessio Bernabei

16 Clementino

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La serata finale del Festival di Sanremo 2017, che ha visto il trionfo di Francesco Gabbani con la canzone «Occidentali’s Karma», ha ottenuto una media di13.553.000 spettatori (54,28% di share)nella prima parte (dalle 21.14 alle 23.54) e di 9.680.000 spettatori (69,66%) nella seconda, dalle 23.59 all’1.45. La media ponderata è di circa 12 milioni di spettatori e il 58,4% di share.

Un anno fa, la finale del 66° Festival ottenne una media di 12.695.000 spettatori (48,76% di share) nella prima parte e di 8.712.000 spettatori (64,89%)nella seconda, per una media ponderata pari a 11.222.000 spettatori (52,52%).

Sarà Sanremo 2017

Sarebbero dovuti essere 20, ma alla fine saranno 22. La spoilerata degli Statuto ha avuto effetto per un buon numero di big. Torna Albano e con tutto il rispetto per l’artista, visti gli eventi recenti (il doppio infarto che ha colpito il cantante pugliese venerdì scorso) è una scelta abbastanza incomprensibile. Come lo è quella di Gigi D’Alessio, contestato da tutta la sala allestita in Villa Ormond a Sanremo. Nessuna “soffiata” sugli ospiti, forse ci sarà la neo first lady della Casa Bianca Melanie Trump, ma sono solo voci. Ufficiale è invece il DopoFestival eccezionalmente anche di sabato con Nicola Savino e la Gialappa’s Band a fare gli onori (e gli oneri…) di casa. Per Carlo Conti sarà un festival che avrà come protagonisti i rapporti interpersonali in famiglia. L’amore non solo tra uomo e donna (anche perché di questi tempi…) ma nel nucleo in toto. Ecco nel dettaglio i Big di Sanremo 2017.

Albano con Di rose e di me

Chiara Galiazzo con Nessun posto è casa mia

Bianca Atzei con Ora esisti solo tu

Alessio Bernabei con Nel mezzo di un applauso

Clementino con Ragazzi fuori

Elodie con Tutta colpa mia

Francesco Gabbani con Occidentali’s karma

Paola Turci con Fatti bella per te

Samuel con Vedrai

Fiorella Mannoia con Che sia benedetta

Nesli e Alice Paba con Do retta a te

Michele Bravi con Il diario degli errori

Fabrizio Moro con Portami via con te

Giusy Ferreri con Fatalmente male

Gigi D’Alessio con La prima stella

Raige e Giulia Luzi con Togliamoci la voglia

Ron con L’ottava meraviglia

Ermal Meta con Vietato morire

Marco Masini con Spostato di un secondo

Michele Zarrillo con Mani nelle mani

Lodovica Comello con Il cielo non mi basta

Sergio Sylvestre con Con te

Nelle nuove proposte (in giuria Massimo Ranieri, Andrea Delogu, Anna Foglietta, Amadeus e Fabio Canino) eliminati tra le contestazioni la band dei La Rua, passano

Valeria Farinacci con Insieme (da Area Sanremo)
Braschi con Nel mare ci sono i coccodrilli (da Area Sanremo)

Leonardo Lamacchia con Ciò che resta

Tommaso Pini con Cose che danno ansia

Maldestro con Canzone per Federica

Marianne Mirage con Le canzoni fanno male

Lele Esposito con Ora mai

Francesco Guasti con Universo

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The Giornalisti – Di tutto un pop

 

Essere alternativi, fregarsene delle logiche del mercato e far uscire un disco completamente diverso dalla massa. Se si cerca questo dal nuovo lavoro dei The Giornalisti, forse è meglio cambiare strada e lasciare il cd (beato chi li compra ancora…) negli scaffali polverosi. Oppure provare a spendere quei 99 cent per un brano, giusto per vedere l’effetto che fa. E’ anche vero però che sperimentando troppo si rischia di implodere e perdere per strada i fan della prima ora. Il nuovo prodotto della band romana è nettamente diverso dai precedenti (assonanze con Fuoricampo, uscito nel 2014, praticamente nulle). E dire che, soprattutto per merito del singolo Fine dell’estate, i tre ragazzi avevano riscosso notevole successo. In Completamente sold out (questo il nome del cd uscito venerdì scorso) c’è tanto, tantissimo pop e molta musica commerciale. Il che non è di certo un male. Nelle note dei pezzi riecheggiano Venditti (vero e proprio vate per il leader Tommaso Paradiso), gli Stadio (quelli dei primi album) una spruzzata di Vasco Rossi e… tanta malinconia. Che altro non è che il limite della felicità. Si parla senza problemi di morte, di “sold out al mio funerale” di “disperazione la domenica, vagando per la strada con gli occhiali scuri” oppure di delusioni amorose. Impiega cinque minuti Paradiso per scrivere un pezzo. E certe volte sono trecento secondi fecondi;come nel caso di Tra la strada e le stelle (brano che rimarrà nel tempo) e la stessa Sold out dove il protagonista cammina “senza una meta, senza una strada, con gli occhi lucidi e la sigaretta”. Ma forse il vero colpo del disco è rappresentato dalle tracce finali. Il tuo maglione mio e Vieni e cambiami la vita raccontano quello che tanti altri artisti non sono riusciti a dire. Fossero stati protagonisti dei primi anni 90 sarebbero stati associati a un Vallesi o a un Masini (non a caso un brano si chiama Disperato). Ora i duri e puri non hanno più vita facile neanche nella musica e ci si ritrova in macchina o in strada con qualche luccicone. Il bello è che non capita solo alle ragazze. I The Giornalisti consegnano le chiavi del cuore maschile in altre mani. Che forse forse non ne faranno il buon uso. Per incapacità più che per cattiveria

 

La borsa di… Noemi

Tutti cantano Sanremo? In verità, tutti amano Noemi. Al secondo instore (ormai le presentazioni in librerie e affini si chiamano così, vai a capire…) dopo quello di Milano, la rossa è approdata a Roma, sua città natale. In ritardo di quasi un’ora (ah, la Tangenziale…) sulla tabella di marcia ha deliziato i fan (alcuni presenti sin dalle 13!) con la sue doti migliori (voce a parte). La simpatia e la disponibilità non sono mai state messe in discussione. Noemi non si risparmia mai e dopo aver risposto alle domande di Chiara Di Giambattista ha regalato scatti a tutti iniziando dai più piccoli e da due ragazze in carrozzina. Tantissime copie da firmare, non solo del suo ultimo lavoro Cuore d’artista, ma anche di vecchi dischi portati per l’occasione all’appuntamento romano in Feltrinelli. Nelle poche parole scambiate nell’intervista, la sua contentezza di essere arrivata ottava al Festival di Sanremo appena concluso. Stesso piazzamento di una certa Fiorella Mannoia (sua mentore) nel 1987 (Quello che le donne non dicono, pezzo magistrale scritto da Enrico Ruggeri). La borsa di una donna è il proseguimento naturale del percorso femminile nella musica leggera italiana. Qui il brano è firmato da Marco Masini ed è già suonatissimo dalle radio. Altri pezzi degni di nota presenti nell’album, ricco di collaborazioni prestigiose, Cuore d’artista (title track scritta da Ivano Fossati), Amen e Veronica guarda il mare (qui si sente poderosa la mano degli Stadio, vincitori all’Ariston). Ma Noemi ha dimostrato ancora una volta di essere il futuro della musica del BelPaese. Tanto, troppo diversa da altre “dive” stereotipate uscite, prodotte e confezionate dai talent. Qui siamo su altro livello. A partire dalla cosa meno importante: la sexy copertina. Ad avercene…

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