Cesare Cremonini Live “al buio”

Pochi invitati, pochissimi fortunati in fila davanti al Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma. L’evento privato Move your energy night organizzato dalla Peugeot è stato soprattutto uno spottone megagalattico alla famosa casa automobilistica. Un modello 308 rosso fiammante faceva bella mostra alla destra del palcoscenico. Per tutti l’accesso e i posti a sedere nella terrazza erano a partire della… sesta fila in poi. Ma non eravamo tutti invitati allo stesso modo? Ehm, no… In realtà le postazioni migliori erano esclusivamente riservate agli ospiti del marchio francese. Sin qui nessun problema. Le prime frizioni (in tutti i sensi) tra il pubblico e la security sono avvenute ai primi scatti fotografici. Assolutamente vietate le riprese audio/video (come ai concerti anni 80…). Gente controllata a vista e continuamente ripresa dai solerti vigilantes. Addirittura un drone (!) nel cielo spiava i furfanti videoamatori. Ma siamo stati ampiamente ripagati da una performance piano e voce di Cesare Cremonini, la vera guest star della serata (altro che cambi automatici). Tutti i pezzi più famosi, partendo da Figlio di un re fino ad arrivare a Logico passando per Marmellata#25 e Vieni a vedere perchè (tutte cantate in coro dal pubblico, redarguito anche in questa occasione).

La genialata più grande l’ha avuta proprio l’artista bolognese che, in un francese volutamente storpiato, ha preso in giro le file occupate dagli ospiti d’oltralpe. Il finale dei 45 minuti di concerto (troppo pochi, davvero troppo) sarebbe dovuto essere un augurio per gli astanti. Un buon viaggio come recita l’ultimo singolo. Cremonini invece, da gran signore, ha colto al volo i gesti di chiusura ricevuti dal retropalco dicendo :”Dobbiamo chiudere, adesso potete andare a ballare e a bere qualcosa magari un’altra… Greygoose”  E ha chiuso così l’esibizione, cantando il pezzo simbolo della scorsa estate. Impagabile!

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Il Volo @ Cavea Auditorium Parco Della Musica In Rome, Italy

Le note di un pianoforte. Una serata non propriamente estiva, con una mezza luna e il cielo limpido a far da cornice. L’Auditorium Parco della Musica è al limite della capienza. Sul palco questa sera ci sono tre star internazionali. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble hanno poco più di vent’anni ma già tanta dimestichezza con i principali palcoscenici del mondo. Sono i tre tenorini (per quanto tempo li chiameremo ancora così?) vincitori dell’ultimo Festival di Sanremo. Il pubblico composto perlopiù da attempate signore con nipotini al seguito (sia chiaro, detto senza offesa ma il pubblico è quello) che si sbracciano di continuo dalle tribunette, alla ricerca di calamitare l’attenzione dei tre. Ben più fortunato il pubblico della platea che, sfidando a più riprese la security, si alza e va sotto il palcoscenico ricevendo baci e selfie. Il trio, ha fatto breccia nei cuori di tutti quelli che amano la tradizione canora, quella dei vecchi festival, quella di un’Italia pre boom economico (sempre ci sia mai stato). Il loro repertorio spazia da Canzone per te (mirabile la loro esecuzione dello splendido pezzo di Sergio Endrigo) a Piove di Modugno passando per Un amore così grande (riportata ai vecchi fasti dai Negramaro in occasione dell’indecorosa prestazione della nostra Nazionali agli ultimi Mondiali di calcio). Spazio per l’opera? Certo! Ma anche per Unchained Melody (tema portante di Ghost) e addirittura per Beautiful day degli U2, il brano più recente in scaletta. Nel mezzo della serata, omaggi a Frank Sinatra, Elvis Presley e (vivaddio) a Pino Daniele. In platea moglie e figlio del cantante partenopeo, forse il momento più toccante della serata, con i virtuosismi al sassofono di Stefano di Battista. I tre tenori(…ni) tra un brano e l’altro, trovano anche il modo di dar vita ad alcune scenette. Hanno pur sempre vent’anni. Tutti in piedi per O Sole Mio (qui si sente l’anima vera de Il Volo) e per il gran finale con Grande Amore. Cosa rimane dopo una serata del genere? I ragazzi hanno talento da vendere, è indubbio (anche se all’Eurovision sono giunti “solamente” terzi), la gente li adora. E la loro fortuna è che sono gli stessi fruitori di dischi, L’età di mezzo non acquista più il supporto fisico. Figuriamoci i giovani. La testimonianza più grande? Una ragazza seduta la fila accanto alla nostra, intima ai suoi vicini di posto il silenzio più assoluto poco prima dell’esecuzione del brano sanremese. Motivo? Presto spiegato :”Devo registrare la canzone, che senso ha comprarla?”. Piccoli già vecchi. Non si sentivano affermazioni di questo tipo dall’epoca dei magnetofoni. I nostri nonni, se fossero ancora in vita, avrebbero sentito un brivido di nostalgia correre lungo la schiena. Il Volo replica per altre due serate, sempre in Cavea. Sempre soldout.

Per Leonardo Pieraccioni è già Natale

A 20 anni dal suo esordio con I LAUREATI

Leonardo Pieraccioni torna sul set per girare il suo film di Natale

IL PROFESSOR CENERENTOLO

insieme a Laura Chiatti, Massimo Ceccherini e Flavio Insinna

A 20 anni dal suo esordio con I LAUREATI,Leonardo Pieraccioni torna dietro la macchina da presa per girare il suo dodicesimo film IL PROFESSOR CENERENTOLO prodotto da Marco Belardi per Lotus Production con Rai Cinema e Levante che vede come protagonisti Leonardo Pieraccioni, Laura Chiatti, Massimo Ceccherini e Flavio Insinna.

Scritto da Leonardo Pieraccioni insieme a Giovanni Veronesi e Domenico Costanzo IL PROFESSOR CENERENTOLO racconta la storia di Umberto (Leonardo Pieraccioni) che per evitare il fallimento della sua disastrata ditta di costruzioni ha tentato insieme ad un dipendente (Massimo Ceccherini) un maldestro colpo in banca che gli ha fruttato però solo quattro anni di carcere! Ma se non altro, nella prigione di una bellissima isola italiana: Ventotene. Adesso Umberto è a fine pena e lavora di giorno nella biblioteca del paese. Una sera, in carcere, durante un dibattito aperto al pubblico, conosce Morgana (Laura Chiatti), una donna affascinante, un po’ folle e un po’ bambina. Morgana crede che lui lavori nel carcere e che non sia un detenuto. Umberto, approfittando dell’equivoco, inizia a frequentarla durante l’orario di lavoro in biblioteca. Ma ogni giorno entro la mezzanotte, proprio come Cenerentola, deve rientrare di corsa nella struttura per evitare che il direttore del carcere (Flavio Insinna) scopra il tutto e gli revochi il permesso di lavoro in esterno.

Le riprese iniziano lunedì 15 giugno a Roma e si svolgeranno per 8 settimane tra Roma, Gaeta, Formia e Ventotene.

IL PROFESSOR CENERENTOLO è interpretato da Leonardo Pieraccioni, Laura Chiatti, Massimo Ceccherini e Flavio Insinna.

Prodotto da Marco Belardi per Lotus Production con Rai Cinema e Levante, uscirà nelle sale il 10 dicembre distribuito da 01 Distribution.

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Torno indietro e cambio vita

I Vanzina ci riprovano. Finita (per sempre?) l’era dei cinepanettoni, provano, per la terza volta, l’ebbrezza del…cinecocomero. In occasione della conferenza stampa della 61° edizione del Taormina Film Fest, è stato presentato Torno indietro e cambio vita, film fuori concorso (anteprima il 14 giugno).
Una pellicola che strizza l’occhio nell’ordine a: Non ci resta che piangere, Notte prima degli esami, Immaturi. Senza scomodare Ritorno al futuro.
Marco (Raoul Bova) a 42 anni ha una vita perfetta: una bella famiglia e un ottimo lavoro. Ma un giorno, sua moglie Giulia (Giulia Michelini), con la quale sta insieme da quasi 25 anni, gli confessa che ha un altro uomo e vuole la separazione. Costretto ad andarsene di casa e a rivedere tutta la sua vita, confida a Claudio (Ricky Memphis)  di tornare indietro nel tempo. Eccoli catapultati, improvvisamente, nel 1990. Loro mantenendo la stessa età, tutti gli altri (compagni di scuola, amici e genitori) rimasti nello scorso millennio. Il vero scopo per il protagonista è quello di non risposare Giulia. Le varie gag sono divertenti e poco impegnative.
Il migliore del cast? Max Tortora, una spanna sopra gli altri.

Si può vedere, per sorridere un po’.

Crushed lives il sesso dopo i figli

Gradevole commedia sul sesso prima, durante e dopo i figli. Soprattutto, come promesso dal titolo, dopo. Il sesso come pretesto per raccontare la scarsissima solidità di tre coppie alle prese con l’arrivo di un bimbo. Le loro defaillance, il loro affiatamento che viene meno giorno dopo giorno. Ma sarà solo colpa del nuovo arrivato? Il film (come troppo spesso accade) prende spunto da un’altra opera. Il libro “Patatrac-il sesso dopo i figli”. Stavolta, fortunatamente, l’autore e lo sceneggiatore sono la stessa persona.
Ed è un film nel film. Il documentario che il protagonista sta montando e il racconto delle coppie indagate. C’è anche un pizzico di tradimento. Da parte maschile. Tutti i protagonisti si ritrovano a casa di una prostituta alla ricerca di quello che la compagna non dà più. O forse non ha mai dato….

Le badanti

Le macchine parcheggiate sul viale che portava alla sede della proiezione erano tappezzate di cartoline pubblicizzanti il film. Iniziativa davvero carina. Eravamo pronti ad assistere a qualcosa di veramente gradevole e simpatico. Ma i problemi tecnici (audio e video di pessima qualità per mancati collegamenti con il grande schermo, con conseguente maxi ritardo nella proiezione) avrebbero dovuto suonare come campanello d’allarme. Imperterriti, non l’abbiamo data vinta alla tecnologia. Per nulla al mondo avremmo voluto perderci questo prodotto made in Veneto con sottotitoli in inglese (quando, per parecchie scene, sarebbero serviti quelli in italiano, con buona pace di Zaia e secessionisti vari).

È la storia di tre badanti extracomunitarie senza permesso di soggiorno (Irina, Carmen e Lola… complimenti alla fantasia) venute in Italia a cercar fortuna (nel 2015?) e ben presto ritrovatesi a scappare da feste di lusso e uomini troppo gelosi. Si ritrovano tutte, per un curioso caso del destino, in una casa di riposo per anziani dove vivono tre uomini e tre donne. Scherzi idioti fatti dagli attempati signori fanno vacillare le tre ragazze che sono costrette, loro malgrado, a dover affrontare anche il fallimento dell’ospizio e a cercar fondi facendo collette.

L’idea del film era pessima, la riuscita è tremenda. A tratti sembra di assistere a un video amatoriale (neanche ben recitato).
Si cerca di strizzare l’occhio ad Amici miei atto terzo e alla fiction Villa Arzilla, con risultati devastanti.
Non si ride, non si riflette, non si piange (anche se ce ne sarebbe bisogno).
Per fortuna, dopo i titoli di coda, ottimo buffet e ottimi vini. Non per chi vi scrive (astemia da sempre).

La Madre Foto, presentazioni e interviste

https://www.youtube.com/watch?v=3CP1XZXTNCc  Buongiorno Regione Lazio (Tg3)

https://www.youtube.com/watch?v=vZyy1Xx4JGg   Radio Popolare Roma

https://www.youtube.com/watch?v=vAxRY7vhIqA   Radio Roma Capitale

https://www.youtube.com/watch?v=NcRB2qNoVxk   Tele Radio Più

https://www.youtube.com/watch?v=-qwzpux63UY   Radio Città Futura

https://www.youtube.com/watch?v=YaL_JWhPrz8   Rai Isoradio

https://www.youtube.com/watch?v=0DOgMpG-ZMo Orietta Cicchinelli presenta la madre a Eutropia Festival di Roma

https://www.youtube.com/watch?v=ZnAn8k4AvHs  Radio Vaticana

https://www.youtube.com/watch?v=n84Xy8KGjZg   Radio Roma Capitale

https://www.youtube.com/watch?v=LFPiS_YU55k  Orietta Cicchinelli a Lungo il Tevere…Roma presenta la madre (1°pt)

https://www.youtube.com/watch?v=WKkgP-lMqSk  Orietta Cicchinelli a Lungo il Tevere…Roma presenta la madre (2°pt)

https://www.youtube.com/watch?v=KfROx729Das   Orietta Cicchinelli ospite a Radio Radio in “Viva la domenica” con Bruno Ripepi

https://www.youtube.com/watch?v=fhLWXHlLs24   Orietta Cicchinelli a Radio Città Aperta

La Madre Tutta la Rassegna Stampa

Altri articoli su   http://m.funweek.it/roma/eventi/presentazione-libro-la-madre-di-orietta-cicchinel.php

http://tuttoteatro.blogspot.it/2015/05/presentazione-del-libro-la-madre-di.html?m=1

The Salvation

Le sparatorie negli Stati Uniti. Anno di (dis)grazia 1870, colonizzatori e fuorilegge a fronteggiarsi. L’immigrato danese Jon, in treno con moglie e figlio di dieci anni (stuprata la prima e sgozzato il secondo) costretto a far fuori gli autori degli orrendi crimini. Da lì in poi un susseguirsi di fucilate, uomini legati a pali oppure chiusi vivi in bare di legno. In primo piano Jon e lo spietato colonnello Delarue con il primo intento a vendicarsi e il secondo a uccidere chiunque capiti a tiro. Preti, sindaci, donne anziane (uccise anche loro, tanto per non farci mancare nulla) e uomini disarcionati da cavallo. Visto così potremmo parlare di un film da perdere assolutamente. Se poi vogliamo metterci la morale (da due soldi) della forza dell’uomo costretto dalla sofferenza a cercar vendetta, il discorso cambia. In peggio.

Io, Arlecchino

Televisione e cinema. Ma soprattutto teatro. Arlecchino in scena, in una rappresentazione che vede padre e figlio nello stesso ruolo, ma con tempi diversi. Giorgio Pasotti, presentatore di un talkshow strappalacrime corre in un piccolo paesino del Nord, al capezzale del padre (il grande Roberto Herlitzka), ricoverato in ospedale. Ammalato di tumore vuole comunque recitare con la piccola compagnia teatrale del paese, mettendo in scena spettacoli di Commedia dell’Arte.
Il dilemma del figlio è quello di scegliere tra il ritorno alle origini e la sua professione. Sarà possibile conciliare i due mondi?
Non è propriamente una commedia, ma si sorride con un pizzico di commozione.
Al cinema dall’11 Giugno