Estate Giapponese 2016

La cultura nipponica sbarca per l’ottava volta nella Capitale. Il termine è quanto mai appropriato. Le acquisizioni intellettuali del Giappone (cinema, cultura e cibo su tutte) saranno protagoniste mercoledì 6 e giovedì 7 luglio all’Isola Tiberina, cuore pulsante dell’estate romana. Manifestazione organizzata dall’Ambasciata del Giappone e dall’Istituto Giapponese di Cultura che rientra nell’ambito del festival L’Isola del Cinema. Occasione ghiotta, quest’anno specialmente, nel quale si festeggiano i 150 anni delle relazioni tra Giappone e Italia. Due serate ricche in Piazzetta (dove si degusteranno sake e cibo giapponese) e in Arena dove, dopo le danze e i saluti di rito, si proietteranno i film Persona non grata (il 6) e Mohican Comes Home (il 7). Il tutto è stato presentato stamattina in un ristorante (giapponese, ça va sans dire) alla presenza del Vice Capo Missione dell’Ambasciata Hiroshi Yamauchi, del Segretario Generale dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma Yurina Tsurui e di Giorgio Ginori (direttore artistico dell’Isola del Cinema). Tra le altre iniziative, particolare curiosità è rivolta all’Amezaiku (dimostrazione di una caramella trasformata in un’opera d’arte, con il maestro artigiano Takahira Yoshihara) e a Kamigata-Mai (le danze che apriranno entrambe le serate). La prima opera verrà realizzata in tempo reale e sarà uno spettacolo per gli occhi e per il palato… Tornando alle proiezioni, Persona non grata di Cellin Gluck è basato sulla storia vera di un diplomatico del Sol levante autore di un atto d’eroismo: il salvataggio, durante la seconda guerra mondiale di 6000 ebrei, mentre Mohican Comes Home (regia di Shuichi Okita) narra le vicende della famiglia del protagonista di ritorno a casa dopo sette anni di assenza. Entrambe le pellicole verranno proiettate (e qui viene il bello) in versione originale con sottotitoli in italiano. L’estate giapponese è alle porte, sarà bene non mancare!

@100CentoGradi

De André canta De André

 

 

Una Roma invasa dalle truppe del signor Rossi (il Blasco Nazionale protagonista assoluto allo Stadio Olimpico) e afflitta da un’umidità terribile ha dato il benvenuto al tour di Cristiano De André. La prima tappa, ieri sera all’Auditorium Parco della Musica in Cavea, pieno in ogni ordine di posto. Pubblico caloroso, rapito dalle note dell’eterno ragazzo genovese. Potrebbe sembrar strano definirlo così visti i cinquanta e passi anni d’età, più di trenta passati su un palco. Ma per la critica e il pubblico resterà sempre il figlio di Fabrizio. Eredità scomoda? No, a giudicare dalla disinvoltura con la quale si presenta sul palco. Mai una sbavatura, mai un errore. Qualche pezzo ha un’interpretazione talmente coinvolgente che sembra scritto da lui stesso. L’obiettivo è far apprezzare a più persone possibile la lirica del poeta ligure, ancora oggi di un’attualità sorprendente. Qualche titolo? La guerra di Piero ad esempio, Dolcenera (figlia dell’album Anime salve, era il 1997, padre e figlio sullo stesso palco nel tour omonimo) Canzone per l’estate (nuovo singolo, tirato fuori da cassetti polverosi e pieni di musica) Fiume Sand Creek (forse la più vicina alle sue corde). E tutti in religioso silenzio ad ascoltare anche i pochi momenti nei quali l’artista racconta la sua storia legata a doppio filo (e non potrebbe essere altrimenti) con quella di Faber. Si parla di De Gregori, di Dori Ghezzi… E spunta fuori il famoso aneddoto che vede Cristiano somigliante in maniera fortissima alla…madre. Per l’ennesima volta, son il sorriso sulle labbra, viene ricordato che la sua vera mamma è Enrica Rignon. Tutto il resto è gossip o vita vissuta come nel libro La versione di C. dato alle stampe poche settimane fa. Ma ieri sera c’era da onorare Fabrizio. Il tour del resto, De André canta De André prevede tanta musica e tanta poesia. Tutta in famiglia. Nei bis finali, largo a Il Pescatore e soprattutto a una versione deliziosa del più bel brano italiano di sempre. La canzone dell’amore perduto commuove e fa sognare tutti, gli spettatori delle prime file sono già sotto il palco. Gente di tutte le età provenienti principalmente dalla Liguria e dalla Sardegna. Inutile ricordare quanto l’amico fragile era legato a queste due terre. Una serata emozionante, con Fabrizio nel cuore e Cristiano sul palco. Ancora una volta insieme.

@100CentoGradi

In mattinata su Metro News Italia l’intervista a Cristiano De André

ORIA METRO ROMA VENERDì 24 06 2016

http://www.metronews.it/16/06/23/de-andr%C3%A9-canto-mio-padre-e-lo-sento-ancora-con-me.html

Il legionario a Spoleto!

Il legionario è approdato a Spoleto a due giorni dall’avvio del Festival dei Due Mondi. A ospitare la compagnia di Hijo de Puta, come avvenne lo scorso anno per la presentazione de La madre, la biblioteca di Palazzo Mauri. Il ringraziamento affettuoso va a tutti gli spoletini e soprattutto all’Assessore alla Cultura (il premio Oscar Gianni Quaranta) ad Alfonso Marchese (che ha regalato una sua visione del romanzo) e all’artista Maria Gloria Sirabella che ne ha letto un capitolo, compresa la Canzone del Legionario. A chiudere la giornata, non poteva mancare la visita a due posti “storici” : Il bar Tebro e la profumeria Mariangela di Corso Mazzini. I prossimi appuntamenti? Sulla pagina pubblica Fb di Orietta Cicchinelli https://www.facebook.com/oriacicchinelli/?fref=ts e su questo sito.

@100CentoGradi

 

Virginia Raggi in redazione

Grinta, competenza e simpatia…la giovane e bella Virginia Raggi (prossimo sindaco di Roma, stando ai pronostici) profuma di “pulito” e di aria nuova e crede in ciò che dice… E’ venuta a trovarci nella redazione romana di Metro News Italia Il pdf, qui allegato, è in download sul sito http://www.metronews.it

20160614_Roma

Hijo de Puta a Contestaccio

La serata a Contestaccio raccontata dalle vostre immagini. Grazie di cuore a tutti! L’avventura del legionario continua! Il prossimo appuntamento? A Spoleto, il 22 giugno a Palazzo Mauri, nell’ambito del Festival dei due Mondi. Sempre connessi su questo sito e sulla pagina Fb di Orietta Cicchinelli

 

Cristian e Palletta contro tutti

 

La classica botta di culo (si può scrivere, sono stati sdoganati termini e modi di dire molto più coloriti). O se preferite, botta di fortuna. O fattore C. Il senso non cambia. Tutti aspettano la “svolta”. Attenderla restando nella legalità però non farà mai diventare nessuno ricco. A pensarla così è Cristian (Libero De Rienzo) assoluto scansafatiche. Chi si “accontenta e non gode” è invece Palletta (Pietro Sermonti) un meccanico sotto padrone con il sogno di aprire un’officina in proprio ma talmente remissivo da accontentarsi di 600 euro al mese. Pochi soldi, nessuna donna (la sua ex, Teresa interpretata da Margherita Vicario è ora la ragazza di Cristian, appunto…) e ancora senza nessun approccio verso il sesso. E quando perde anche il lavoro è costretto pur se controvoglia ad accettare la folle proposta dell’amico. L’idea di trasportare un carico di cocaina oltreconfine non è nuova. Quella di portare “il cocco” nel Liechtenstein, sì. Come camuffarlo per non farsi beccare alla frontiera? Accompagnare il carico con della pipì di giaguaro! A Roma il Bioparco ne è sprovvisto (ma ci sono ancora gli altri animali?!?). In Puglia, nello zoo di Fasano il prezioso animale c’è. Il viaggio on the road è talmente surreale quanto divertente. E l’incontro con un circo in disuso e il parentado pugliese di Teresa rappresentano le parti più esilaranti della pellicola. Tutta ma proprio tutta politicamente “scorretta”. Coraggioso e riuscito “l’esperimento” di De Rienzo impegnato in un piccolo monologo sulla vagina della donna cannone (in un circo non può mancare). Non è quella di De Gregori, ma dando retta alle ultime metamorfosi del Principe potrebbe anche esserlo. Anche Cristian e Palletta, volando in cielo in carne e ossa non torneranno più… O forse sì.

Dal 9 giugno al cinema. Presenti alla proiezione in anteprima avvenuta al cinema Barberini di Roma, anche Max Tortora, Pupi Avati e Serena Dandini (presentatrice del dibattito pre film)

@100CentoGradi

Si ringrazia per la preziosa collaborazione nel photocall la collega Silvia Sottile