Giorgia: Vi presento il mio Oronero

Il nuovo disco di Giorgia (il decimo della sua produzione) da domani in vendita. Ma soprattutto l’intervista (con video e foto del backstage) rilasciata a Metro News Italia .

Qui il link e il video!

http://www.metronews.it/16/10/27/giorgia-vi-presento-il-mio-oronero.html

 

 

 

www-metronews-it-giorgia-giovedi-27-10-2016

oria-metro-giorgia-venerdi-28-10-2016

 

Qui il video completo!

A margine dell’intervista, dal mio archivio, il primo incontro con Giorgia raccontato da Il Messaggero.it di domenica 5 marzo 1995. Lei, fresca vincitrice del Festival di Sanremo con Come saprei, lo ricordava bene…

giorgia-il-messaggero-roma-giorno-e-notte-domenica-05-03-1995

@oriacicchinelli

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The Giornalisti – Di tutto un pop

 

Essere alternativi, fregarsene delle logiche del mercato e far uscire un disco completamente diverso dalla massa. Se si cerca questo dal nuovo lavoro dei The Giornalisti, forse è meglio cambiare strada e lasciare il cd (beato chi li compra ancora…) negli scaffali polverosi. Oppure provare a spendere quei 99 cent per un brano, giusto per vedere l’effetto che fa. E’ anche vero però che sperimentando troppo si rischia di implodere e perdere per strada i fan della prima ora. Il nuovo prodotto della band romana è nettamente diverso dai precedenti (assonanze con Fuoricampo, uscito nel 2014, praticamente nulle). E dire che, soprattutto per merito del singolo Fine dell’estate, i tre ragazzi avevano riscosso notevole successo. In Completamente sold out (questo il nome del cd uscito venerdì scorso) c’è tanto, tantissimo pop e molta musica commerciale. Il che non è di certo un male. Nelle note dei pezzi riecheggiano Venditti (vero e proprio vate per il leader Tommaso Paradiso), gli Stadio (quelli dei primi album) una spruzzata di Vasco Rossi e… tanta malinconia. Che altro non è che il limite della felicità. Si parla senza problemi di morte, di “sold out al mio funerale” di “disperazione la domenica, vagando per la strada con gli occhiali scuri” oppure di delusioni amorose. Impiega cinque minuti Paradiso per scrivere un pezzo. E certe volte sono trecento secondi fecondi;come nel caso di Tra la strada e le stelle (brano che rimarrà nel tempo) e la stessa Sold out dove il protagonista cammina “senza una meta, senza una strada, con gli occhi lucidi e la sigaretta”. Ma forse il vero colpo del disco è rappresentato dalle tracce finali. Il tuo maglione mio e Vieni e cambiami la vita raccontano quello che tanti altri artisti non sono riusciti a dire. Fossero stati protagonisti dei primi anni 90 sarebbero stati associati a un Vallesi o a un Masini (non a caso un brano si chiama Disperato). Ora i duri e puri non hanno più vita facile neanche nella musica e ci si ritrova in macchina o in strada con qualche luccicone. Il bello è che non capita solo alle ragazze. I The Giornalisti consegnano le chiavi del cuore maschile in altre mani. Che forse forse non ne faranno il buon uso. Per incapacità più che per cattiveria

 

Incontro con Niccolò Agliardi – Quando la realtà supera la fantasia

Non è il primo e non sarà certo l’ultimo cantautore a cimentarsi nella scrittura di un romanzo. Ma Niccolò Agliardi (uno dei più stimati compositori italiani) ama mettersi in gioco e raccontare in Ti devo un ritorno (Ed. Salani) una vicenda talmente surreale quanto piena di significati.

Tutto nasce da una storia vera anche se misconosciuta. Una vicenda giudiziaria al limite della follia. E’ il 2001 quando Emilio Andrés Parra (narcotrafficante spagnolo) compra uno yacht, chiamato Mario, a Las Palmas alle Canarie e incarica il siciliano Antonino Quinci di andare in Venezuela a recuperare 540 kg di coca. Ma nel viaggio di ritorno, come in un film, l’imbarcazione perde il timone. Quinci non si da per vinto e dopo due mesi in balia delle onde nell’ Oceano atlantico, ormai disidratato, decide di farsi ricoverare. Non prima di aver nascosto il carico in fondo al mare con reti e ancore. Da lì l’incubo che dura ancora oggi. Un’intera generazione di ragazzi divenuti tossicodipendenti, tre dei quali morti per overdose nella prima settimana.

Chi sono i protagonisti di questo libro, Niccolò?

Più che protagonisti, sono “eroi”.  C’è Pietro, milanese, trentadue anni appena divenuto orfano del padre. Una vita di mancanze e di paure. E’ un surfista mancato e non riesce a far decollare la propria vita, né tanto meno a darle una direzione. La sua fuga da Milano e l’approdo nelle Azzorre lo fanno improvvisamente crescere. Lì incontra un ragazzo di diciannove anni, Vasco, e con lui instaura un rapporto di amicizia molto simile a quello che un padre può avere con un figlio. Purtroppo, come nella realtà, arriva anche qui un naufragio che porta sull’ isola un carico di cocaina che stravolgerà le loro vite e quelle dell’intera popolazione.

Quanto è stato difficile romanzare una storia talmente cruda?

La difficoltà è stata nel farla apprezzare agli stessi editori. Erano convinti nel voler raccontare la vicenda, meno dalla mia visione. Mi sono sentito bocciato e sono anch’io scappato a Roma da una mia vecchia amica universitaria, oggi editor. Grazie a lei ho anche inserito delle figure femminili, molte delle quali simili a quelle che hanno attraversato la mia vita

Quanto c’è di autobiografico in questo racconto?

Fisicamente nulla, Pietro ha ancora tutti i capelli… Nel libro c’è il 70% di autobiografia, mentre in Pietro è presente il 20% di Niccolò.

Il 10% mancante è di Vasco?

No, di mio in Vasco non c’è nulla. Però voglio ricordare che Vasco parla con la lingua di Brando Pacitto di Braccialetti Rossi (senza di lui non sarei stato capace di dare colore ai dialoghi presenti nel libro)

Ma Niccolò si è mai perso?

Assolutamente! E ho anche perso treni, pullman, aerei come scrivo nel libro. Ora non è più un problema. Navigo a vista però ho la bussola nella stiva. Non mi sento smarrito

Nella sua carriera Milano è stata sempre al centro di tutto. Qual è il suo rapporto con la città?

Milano la amo molto di più ora rispetto a qualche anno fa. Forse perché sono quasi sempre a Roma. Ho il cuore dislocato, adoro entrambe le città. Il ritorno è però necessario per una questione di coerenza. Amo perdutamente Roma ma ho una voglia matta di tornare a dormire nel mio letto

A quando un prossimo disco?

Ora i brani stanno “riposando”. Continuo a scrivere per altri artisti (Simili di Laura Pausini è la sigla di Braccialetti Rossi) ma non ho più la smania di apparire o il vezzo di ascoltare le mie canzoni in macchina. In questo momento il mio unico obiettivo è far leggere il romanzo!

@100CentoGradi

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La cultura coreana sbarca in Italia

Un luogo per creare un’armonia e un punto di incontro e collaborazione tra artisti coreani e italiani, oltre a presentare la propria cultura al nostro pubblico

Così il direttore Soo Myoung Lee durante la conferenza stampa svoltasi stamattina per la presentazione del primo Istituto culturale coreano in Italia. Undicesimo in Europa e trentunesimo nel mondo, a pochi passi da Porta Pia, in via Nomentana, aprirà il 26 ottobre e si sviluppa su uno spazio di oltre 2.200 metri quadrati, in una palazzina liberty ristrutturata. Un vero e proprio tuffo nel mondo e nella civiltà coreana non troppo conosciuta nel nostro paese.

 

All’interno, spazi espositivi, uno studio d’arte, una biblioteca (con circa 2000 libri in lingua italiana inglese e coreana, e DVD), una sala per proiezioni, convegni e concerti, aule per corsi di lingua, una sala per lezioni di cucina e, all’esterno, un giardino. Spazio anche al virtuale con il Visual Foto che offre la possibilità di stampare foto con lo sfondo a tema raffigurante paesaggi coreani, immagini di film e attori. Primo appuntamento aperto al pubblico, il 27 e 28 ottobre con le lezioni di cucina coreana. L’istruttore chef Jae-ok, LEE preparerà bulgogi (il piatto di carne più rinomato in Corea) e japchae (a base di patate dolci). Nella stessa giornata prenderanno il via le mostre d’arte. Poi, dal 21 al 26 novembre è in programma Korean Week, che porterà in Italia artisti, musicisti, chef e atleti coreani per approfondire ogni giorno un tema diverso: la cucina (in collaborazione con Gambero Rosso), la cultura della bellezza, la musica jazz, l’arte marziale del taekwondo, e per concludere una giornata dedicata all’hanji, la famosa carta coreana realizzata dalla corteccia di gelso. L’Istituto è composto da due edifici, una struttura centrale e la dependance, più il giardino che sarà messo a disposizione per esposizioni d’opere d’arte, a partire da quelle di Park Eun-Sun, uno dei maggiori artisti coreani contemporanei residente in Italia. Il tutto sotto l’elgida dell’Ambasciata della Repubblica di Corea

@100CentoGradi

Braccialetti Rossi 3

 

Tantissimi ragazzi, alcuni accompagnati dai genitori. No, non siamo all’ingresso di una scuola dopo una giornata di sospensione collettiva. La folla presente stamattina in Viale Mazzini, davanti allo storico ingresso Rai, attende i protagonisti di una delle fiction più famose e seguite in Italia. Sono i fan di Braccialetti Rossi, giunto alla terza edizione. Quello che stupisce è la compostezza nel rimanere dietro le transenne anche se poi qualcuno riuscirà a eludere la vigilanza e a entrare nel blindatissimo palazzo. Il popolo del watanga (questo è ‘grido’ del gruppo, un segno d’unione) che rimane anche nel pomeriggio per un incontro speciale con il cast. Nuovi ingressi (Francesca Chillemi e Luca Ward su tutti) e la scelta Rai di tornare, almeno la domenica, a una programmazione normale. “Si partirà alle 20:35, subito dopo il Tg1, come negli anni d’oro della tv per permettere ai ragazzi che la guardano di non fare troppo tardi, visto che lunedì si va a scuola” (così il direttore di RaiUno Andrea Fabiano).

LA PRIMA PUNTATA –  In ospedale arriva Bobo, un ragazzo bello e tenebroso la cui vita è appesa ad un filo: solo un trapianto di cuore può salvarlo. Nel frattempo Nina costringe Vale a farle una promessa molto importante. Sull’isola, l’idillio amoroso di Leo e Cris deve fare i conti con la malattia del nostro leader: Leo ha un malore e deve tornare in ospedale per sottoporsi alle terapie. Il ragazzo scopre che il suo nuovo compagno di stanza è proprio Bobo.

In quel momento arriva anche un cardiochirurgo importante, chiamato proprio per seguire il ragazzo: si tratta del dottor Baratti. Nel reparto di oculistica, i genitori di Flam ricevono una notizia inaspettata, che costringe il papà a bussare alla porta della sua ex moglie, da cui ha avuto una figlia, Margi, che ignora l’esistenza di Flam ma potrebbe cambiarle la vita…

Leo esce di nascosto per andare sulla tomba di sua madre, ma con sua sorpresa, c’è un uomo che le sta portando dei fiori, un uomo che non ha mai visto.

 

@100CentoGradi

Dente “Quello che (non) sono”

 

Arroganza, boria, presunzione, spocchia. In poche parole:immodestia. C’è chi finge di essere carente in autostima e c’è chi invece fa della superbia un motivo di vanto. O forse è solo un modo di porsi al pubblico? Dente non usa mezzi termini. Superata la boa dei quaranta (gli ultimi dieci sul palcoscenico, da protagonista) sempre pronto a sperimentare nuove sonorità e nuovi modi di proporre musica dice quello che pensa e forse dà voce anche a molti suoi colleghi, probabilmente più cerchiobottisti. Quelli come lui, arrivati al successo non più giovanissimi e senza l’ausilio dei vari talent si esprimono così e chi si sente offeso…pazienza. Mostri sacri come Ligabue, Tiromancino (Arisa non lo è ma viene messa nel calderone) vengono tacciati di autoplagio, di ripetere sempre se stessi, senza alcuna innovazione. Il cantautore emiliano, al suo sesto album (gli ultimi tre, davvero di valore) è invece sempre alla ricerca del nuovo. Nella chiacchierata con la giornalista Diletta Parlangeli, avvenuta oggi pomeriggio in Feltrinelli a Roma, si è parlato del suo nuovo lavoro Canzoni per metà, venti brani (alcuni bonsai) che vedono solo lui, senza band ma con l’ausilio dell’elettronica, in prima linea. Brani brevi, diretti, senza filtro, dedicati a se stesso e a qualche metà magari immaginaria o immaginata. Sulla copertina del disco è disegnata una sirena al contrario creata dal grafico e collage artist di Buenos Aires FEFHU. Una creatura Frankenstein viene definita. I testi sono stati scritti con una vecchia Olivetti e nell’ edizione in vinile (Dente si emoziona mentre apre la sua creatura a 33 giri e la coccola come se avesse tra le braccia un neonato) ci sono anche pezzi di libri e foglietti sparsi. Un ritorno al passato (quello che l’artista ha vissuto solo come fruitore)? No, il disco non è in edizione limitata. Sony Music Entertainment ha fatto le cose in grande. Va detto che anche il precedente lavoro (Almanacco del giorno prima del 2014) era stato stampato in due formati. E da un primo ascolto sembra più accattivante. Ma in fondo sono solamente due prodotti diversi. Canzoni per metà non si pone come un disco facile e neanche assimilabile. Il primo singolo estratto Curriculum dura appena 55 secondi ed è entrato solo nell’airplay radiofonico di Radio Deejay (il network più vicino ai nuovi fenomeni musicali). Dente lo regala al pubblico con il nuovo estratto Cosa Devo Fare e chiude la sua esibizione interpretando Il Padre Di Mio Figlio. A chi l’ha sempre sostenuto e seguito piacerà sicuramente. E, superbia a parte, non lascerà indifferenti nuovi fan. Forse soltanto le radio, dopo un’estate passata a…comandare

 

 

@100CentoGradi

Qualcosa di nuovo

 

Toy boy o toy girl? La voglia sfrenata di avere un compagno giovane o “solamente” la paura di restare soli? E soprattutto, il sesso può colmare quel vuoto? A tutte queste domande un prodotto cinematografico non può evidentemente rispondere. Ma fa riflettere ed è un buon inizio. Non è un film al femminile (guai a dirlo a Micaela Ramazzotti, una delle protagoniste), è una buona commedia italiana. Tratto dall’opera teatrale di Cristina Comencini (La scelta), la pellicola (che vede la stessa autrice coinvolta nella sceneggiatura con Giulia Calenda e Paola Cortellesi) racconta la storia di due donne amiche da sempre, molto diverse tra loro. Maria (la Ramazzotti) è una mamma single che abborda gli uomini e ci va a letto facilmente perché non vuole restare da sola. La Cortellesi invece è Lucia, una cantante jazz, anche lei separata, che però ha chiuso con il sesso maschile. Fino all’arrivo del ciclone Luca (Eduardo Valdarnini), prima nel letto di Maria e poi in quello di Lucia. Un uomo perfetto, molto più piccolo delle protagoniste che, dopo la prima sbandata, prenderanno una bella vacanza dalle loro abitudini. E’ un film da vedere almeno due volte:la prima per ridere, la seconda per riflettere e magari rispecchiarsi nel ruolo delle due protagoniste. Le stesse che, durante la conferenza stampa, non si sono sbottonate più di tanto alla classica domanda:”Voi andreste con un uomo molto più giovane?”. Risate e molta riservatezza. Dicono di essere ancora immature. Forse nella vita, sul set lo sono da anni entrambe. E’ un ottimo lavoro, con una Cortellesi sempre più cantante. Non gliel’ha ancora detto nessuno che ha la più bella voce italiana degli ultimi vent’anni? Dal 13 ottobre nei cinema, con o senza toy boy…

 

@100CentoGradi

Romics XX Festival Internazionale del Fumetto

Il solito boom di presenze, folle di ragazzi e appassionati di fumetti (e non solo) hanno invaso le tutte le stazioni ferroviarie delle linee da e per l’aeroporto. Romics, festeggia il ventesimo anno non risentendo affatto dell’anniversario. E’ un evento giovanissimo e sempre in crescita. Ancora non si hanno i numeri di questa edizione ma c’è da credere che sarà ancora una volta record!