The Giornalisti – Di tutto un pop

 

Essere alternativi, fregarsene delle logiche del mercato e far uscire un disco completamente diverso dalla massa. Se si cerca questo dal nuovo lavoro dei The Giornalisti, forse è meglio cambiare strada e lasciare il cd (beato chi li compra ancora…) negli scaffali polverosi. Oppure provare a spendere quei 99 cent per un brano, giusto per vedere l’effetto che fa. E’ anche vero però che sperimentando troppo si rischia di implodere e perdere per strada i fan della prima ora. Il nuovo prodotto della band romana è nettamente diverso dai precedenti (assonanze con Fuoricampo, uscito nel 2014, praticamente nulle). E dire che, soprattutto per merito del singolo Fine dell’estate, i tre ragazzi avevano riscosso notevole successo. In Completamente sold out (questo il nome del cd uscito venerdì scorso) c’è tanto, tantissimo pop e molta musica commerciale. Il che non è di certo un male. Nelle note dei pezzi riecheggiano Venditti (vero e proprio vate per il leader Tommaso Paradiso), gli Stadio (quelli dei primi album) una spruzzata di Vasco Rossi e… tanta malinconia. Che altro non è che il limite della felicità. Si parla senza problemi di morte, di “sold out al mio funerale” di “disperazione la domenica, vagando per la strada con gli occhiali scuri” oppure di delusioni amorose. Impiega cinque minuti Paradiso per scrivere un pezzo. E certe volte sono trecento secondi fecondi;come nel caso di Tra la strada e le stelle (brano che rimarrà nel tempo) e la stessa Sold out dove il protagonista cammina “senza una meta, senza una strada, con gli occhi lucidi e la sigaretta”. Ma forse il vero colpo del disco è rappresentato dalle tracce finali. Il tuo maglione mio e Vieni e cambiami la vita raccontano quello che tanti altri artisti non sono riusciti a dire. Fossero stati protagonisti dei primi anni 90 sarebbero stati associati a un Vallesi o a un Masini (non a caso un brano si chiama Disperato). Ora i duri e puri non hanno più vita facile neanche nella musica e ci si ritrova in macchina o in strada con qualche luccicone. Il bello è che non capita solo alle ragazze. I The Giornalisti consegnano le chiavi del cuore maschile in altre mani. Che forse forse non ne faranno il buon uso. Per incapacità più che per cattiveria

 

Tanti auguri Francesca!

 

 

Non è da tutti festeggiare il proprio compleanno cantando. Farlo a 21 anni in una città distante migliaia di chilometri da casa, coccolata da un affetto senza eguali, è quanto di più elettrizzante possa capitare. Tutto questo è accaduto a Francesca Michielin arrivata alla consacrazione (non definitiva, ma la strada intrapresa è quella giusta) dapprima mediante la collaborazione con Fedez e ultimamente con il Festival di Sanremo. Arrivata seconda dietro agli Stadio, può considerarsi di diritto la vincitrice morale. Sarà lei, ad esempio, a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest (il vecchio EuroFestival, tanto per capirci) il prossimo 14 Maggio. Francesca Michielin è l’unica, tra i cantanti in gara al Festival, a mantenere alta la sua posizione nelle varie classifiche. Il suo è tra i brani più acquistati su iTunes (terzo nella top 150) e tra i video più visti su YouTube. Addirittura su Spotify Nessun grado di separazione agguanta la prima posizione come canzone più ascoltata tra quelle di Sanremo. Un successo forse insperato ma assolutamente meritato. Dal primo disco (Distratto) in poi, è stato un crescendo. Il suo disco DI20 (appena rieditato) sta andando alla grande. Merito di pezzi come L’amore esiste, Battito di ciglia e Magnifico (qui nella versione only piano solo con la sua voce e con un testo diverso). E’ proprio sulle note di questo brano che la ragazza veneta, durante il mini live in Feltrinelli, si è commossa. Nodo alla gola ed emozione palpabile. Solo la sua voce e le sue mani. Solitudine da pianista, ha regalato ai suoi fan (oltre al pezzo sanremese) anche 25 Febbraio, pezzo dedicato proprio al suo giorno di nascita. I festeggiamenti si sono conclusi con rose, regali e una torta fatta preparare per l’occasione. Un compleanno che la Michielin, ne siamo certi, non dimenticherà facilmente.

 

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Sanremo 2016 4°Serata

Pronostico rispettato. E’ Francesco Gabbani con la sua Amen a trionfare nella categoria giovani del Festival di Sanremo. Ovvio, scontato. D’altronde il suo pezzo è molto orecchiabile. Brutto, invero ma il meno peggio tra quelli arrivati in finale. Che poi al suo posto avrebbe dovuto esserci Miele è un altro discorso già approfondito ieri. Mistero che non verrà comunque mai svelato. Come riconoscenza minima, Carlo Conti ha dato alla giovane cantante siciliana l’opportunità di aprire la serata. Magra consolazione. E dire che sino a poche ore prima della diretta (erano le 17…) ancora non era stata presa una decisione in merito. Si parlava di una finale a cinque e persino di annullare tutto. Alla fine ha prevalso il buon senso. La frittata era ormai fatta, Miele ha stoffa e talento da vendere. La sua carriera non finirà di certo in un… amen. Archiviata la gara delle nuove proposte, sul palco si sono esibiti tutti e venti i big. Sull’onda dell’entusiasmo per via della vittoria nella serata delle cover, gli Stadio si sono riscattati ampiamente. La folla ha anche chiesto loro il bis (da queste parte concesso solo alla Houston nel 1987, una vita fa). Noemi, capelli rossi e abito bianco, ha convinto ancora una volta e anche Morgan ha finalmente ritrovato la voce. A tarda notte anche Dolcenera ha potuto interpretare la sua Ora o mai più (le cose cambiano), uno dei brani più riusciti dell’intera manifestazione. I cinque eliminti sono: Zero Assoluto, Dear JackNeffa, Bluvertigo e Irene Fornaciari. Solo uno si “salverá”. All’inizio della finalissima sapremo chi verrà ripescato. Ospite d’onore Elisa con look total black, tatuaggi in vista e voce tremante. L’emozione ha giocato brutti scherzi anche alla ragazza di Trieste, vincitrice nel 2001 con Luce (Tramonti a Nord-Est) molto più a suo agio nell’interpretazione del nuovo singolo No Hero. Sul palco anche Enrico Brignano, protagonista di una figuraccia tremenda. Le centinaia di persone che avevano acquistato il biglietto per lo spettacolo di questa sera all’Auditorium di via della Conciliazione in Roma hanno protestato per la scarsa diffusione del rinvio dello spettacolo EvoluShow 2.0. L’artista romano ospite stasera all’Ariston ha dato “buca” ai suoi fan in attesa. L’organizzazione non avendo comunicato in modo adeguato lo spostamento dello spettacolo o il rimborso del biglietto ha lasciato il pubblico in fila sotto la pioggia. Gli spettatori hanno richiesto la presenza dei carabinieri sul posto e mentre scriviamo la situazione stenta a tornare alla normalità. Tutto questo per un monologo moscio e inutile sui figli e i giovani d’oggi. Neanche una risata nella parte comica, neanche una riflessione nella parte “seria”. Il vuoto pneumatico. Ma il peggio doveva ancora venire. Terzo ospite della serata J Balvin, cantante colombiano autore della hit Ginza, pezzo reggaeton del momento apprezzabile solo per la brevità: meno di tre minuti, rapido e (quasi) indolore. Neanche Virginia Raffaele era particolarmente in forma. La sua Belen Rodríguez, lontana anni luce dalle precedenti tre imitazioni non ha decollato. Una diretta lunga ben cinque ore, con il verdetto principale già annunciato a metà serata, poteva e doveva durare molto meno. Ora resta solo la finalissima. Abbiamo i nostri preferiti, non vinceranno.

 

La quarta serata del Festival di Sanremo, con la finale delle Nuove Proposte che ha incoronato Francesco Gabbani, ha ottenuto in media 10 milioni 164 mila spettatori con il 47.81% di share. Un risultato superiore di oltre 300 mila spettatori a quello dello scorso anno, quando la quarta serata del festival fu seguita in media da 9 milioni 857 mila telespettatori, con un identico share, 47.81%.  La prima parte della quarta serata del Festival ha fatto segnare 12 milioni 201 mila spettatori pari al 46.05% di share, la seconda 6 milioni 414 mila con il 55.20%. Un anno fa la quarta serata del festival aveva raccolto 12 milioni 21 mila spettatori con il 46.27% nella prima parte e 6 milioni 253 mila con il 53.49% nella seconda.

 

@100CentoGradi

Sanremo 2016 1°Serata

 

La tanto temuta sortita pro adozioni gay da parte di Elton John non è arrivata. In compenso sul palco dell’Ariston l’attualità è giunta con un fiorire di nastri arcobaleno da far impallidire (se mai ce ne fosse stato bisogno) l’aria da medioevo (leggi family day…) incline alla censura di qualsivoglia forma di progresso (pardon…di civiltà). Il richiamo arcobaleno, ovviamente, si riferisce alla causa LGBT e alla discussione in Senato sul progetto di legge Cirinnà sulle unioni civili. Noemi, Enrico Ruggeri e Irene Fornaciari li hanno appesi sul microfono, Arisa li stringeva in mano, Sergio Carnevale, batterista dei Bluvertigo, li aveva nel taschino. Laura Pausini, da sempre vicina a queste tematiche, presentando il suo ultimo singolo Simili ha spiegato che il messaggio è anche il rispetto tra le diversità. In tutta onestà, sia gli addetti ai lavori che gli spettatori non hanno assolutamente capito la ragione dei colori (frutto di una richiesta inviata via twitter). Soltanto dopo diversi minuti l’arcano è stato svelato. Forse ci voleva un pizzico di coraggio in più.

Un festival aperto dal ricordo di David Bowie (anche se Starman suonata dall’orchestra non rimarrà indimenticabile) e proseguita con la simpatia di Virginia Raffaele, ieri nei panni di Sabrina Ferilli, e nell’impacciatissima conduzione/condizione di Gabriel Garko. L’attore non ha distolto per un solo attimo lo sguardo dal gobbo, inutile la sua presenza sul palco sanremese. Anche l’occhio vuole la sua parte? Allora bastava un cartonato. L’altra valletta Madalina Ghenea (per qualche giornalista denominata “il culo” di Sanremo, suo il fondoschiena sulla copertina del film Youth di Paolo Sorrentino) ha fatto poco di più avendo dalla sua la scusante della poca dimestichezza con la lingua. Detto della Pausini, la standing ovation maggiore l’ha avuta tal Giuseppe Ottaviani, atleta centenario che va tre volte a settimana in palestra con la moglie. Il recordman, invitato per la rubrica Tutti cantano Sanremo, ha scelto Vecchio Scarpone (1953) come sua canzone preferita (…) Impalpabile o quasi l’esibizione di Aldo Giovanni e Giacomo (lodevole la loro iniziativa di dare in beneficenza tutto il cachet) e di Maître Gims (artista francese idolo indiscusso delle radio con la hit Est-ce que tu m’aimes). Sofferente di uveite, alla richiesta di uno scambio di occhiali propostagli da Carlo Conti ha risposto picche. E la musica? Beh, al Festival della Canzone Italiana è ormai da anni un contorno abbastanza fastidioso. Tutte (o quasi) da riascoltare, le canzoni. Accattivanti quelle di Noemi, Enrico Ruggeri e Irene Fornaciari. Belle (ma cantate senza voce) quelle de Gli Stadio e dei Bluvertigo. Dalle prime votazioni Irene Fornaciari, Noemi, Bluvertigo e i Dear Jack sono a rischio eliminazione. I quattro artisti rispettivamente con Blu, La borsa di una donna, Semplicemente e Mezzo Respiro, sono nelle ultime posizioni dopo la prima serata. I più votati da televoto e sala stampa sono stati: gli Stadio con Un giorno mi dirai, Enrico Ruggeri con Il primo amore non si scorda mai, Lorenzo Fragola (primo ad esibirsi)con Infinite volte, Rocco Hunt con Wake up, Giovanni Caccamo e Deborah Iurato (criticata nel Dopofestival per l’abito impresentabile) con Via da qui, Arisa con Guardando il cielo. Non è stato reso noto il posizionamento in classifica dei singoli artisti. Venerdì dopo l’ultima esibizione sarà stilata la classifica finale: gli ultimi 5 andranno a rischio eliminazione. Solo uno sarà ripescato con il televoto e rientrerà in gara sabato sera. E gli ascolti? Volano!11 milioni e 134mila spettatori pari al 49,48% di share, in linea con gli ottimi ascolti dell’anno scorso quando il Festival di Carlo Conti debuttò con 11 milioni e 767mila spettatori e il 49,34% di share.

La prima parte del Festival, in onda dalle 21:12 alle 23:56, ha totalizzato 12 milioni e 516mila spettatori pari al 49,15% di share, mentre nella seconda parte, in onda da mezzanotte per 45 minuti, si sono sintonizzati 5 milioni e 907mila spettatori pari al 52,31%. Stasera entrano in scena le nuova proposte, altri 10 big e… Nicole Kidman. La settimana più importante dell’anno è appena iniziata. Che vi piaccia o no, fino a sabato, si parlerà solo di Sanremo. Non è propriamente un male, visti i tempi…

@100CentoGradi