DISCLOSURE DAY

“Disclosure Day”: Steven Spielberg torna grande! E Roma lo celebra

ANTEPRIMA NAZIONALE AL CINEMA MODERNO

Una serata che resterà nella memoria dei cinefili romani: anteprima nazionale al Cinema Moderno con proiezione spettacolo sulla facciata di Piazza Esedra. Il maestro di Hollywood firma un film di fantascienza che non si dimentica.

Redazione 9 giugno

★★★★★5/5 — Da non perdere

Quando si dice che un film ti prende dall’ultima scena, di solito è un modo di dire. Con Disclosure Day non lo è. Steven Spielberg, a settantanove anni, ha confezionato qualcosa di raro: un’opera che azzera la distanza tra schermo e platea fin dai primissimi fotogrammi, costruendo una tensione narrativa che non allenta mai la presa per oltre due ore e venticinque minuti.

Ieri sera il Cinema Moderno di Roma — sold out, multisala tutta per l’evento — ha ospitato l’anteprima nazionale italiana del film, tre giorni prima dell’uscita ufficiale nelle sale del 10 giugno. Il pubblico romano ha avuto il privilegio di essere il primo in Italia ad entrare nel mondo di Disclosure Day, e l’atmosfera in sala lo ha rispecchiato: silenzio assoluto, sguardi fissi, applausi scroscianti ai titoli di coda.

“Si entra negli occhi dei personaggi e si resta imprigionati fino alla fine. Un cinema avvincente come non se ne vedeva da tempo.”

Al centro della storia c’è Daniel Kellner, l’amministratore di sicurezza informatica interpretato da un Josh O’Connor in stato di grazia, che si ritrova in possesso di segreti scomodi su entità non-umane che avrebbe dovuto nascondere al mondo. Accanto a lui, Emily Blunt — già diretta da Spielberg — costruisce un personaggio di straordinaria complessità, con una scena in particolare, quella in cui perde improvvisamente la parola in diretta televisiva, destinata a diventare iconica. Il cast è completato da Colin Firth, Colman Domingo, Eve Hewson e Wyatt Russell: un ensemble di lusso in cui nessuno spreca un secondo sullo schermo.

La sceneggiatura porta la firma di David Koepp, lo stesso uomo che aveva scritto Jurassic Park e La guerra dei mondi: si sente. I dialoghi sono chirurgici, il ritmo non cala mai, e la storia — che riannoda fili lasciati aperti da Incontri ravvicinati del terzo tipo — ha l’ambizione e la solidità di un racconto pensato per durare. La fotografia di Janusz Kamiński e le musiche di John Williams fanno il resto: una coppia che con Spielberg sembra capace di reinventarsi a ogni film.

Ma la serata al Cinema Moderno è stata qualcosa di più di una semplice proiezione. Al termine del film, la maestosa facciata del palazzo di Piazza Esedra si è trasformata in uno schermo a cielo aperto: una selezione di sequenze del film è stata proiettata in grande formato, avvolta da una coreografia sonora e luminosa pensata appositamente per l’evento. Gli spettatori, riversati in piazza, sono stati accompagnati dall’inizio alla fine di un epilogo visivo che ha prolungato la magia per oltre mezz’ora. Roma, ancora una volta, ha saputo trasformare una prima cinematografica in un rito collettivo.

IL VERDETTO

Disclosure Day è l’evento cinematografico dell’estate 2026. Spielberg dimostra che a quasi ottant’anni è ancora il cineasta che meglio sa cosa vuol dire tenere il pubblico con il fiato sospeso. Da non perdere — e se siete a Roma, andate al Cinema Moderno.

Disclosure Day
Disclosure Day La prima Romana del film di Spielberg

Scheda del film

Titolo
Disclosure Day

Regia
Steven Spielberg

Sceneggiatura
David Koepp

Cast
E. Blunt, J. O’Connor, C. Firth

Durata
2h 25min

Genere
Sci-Fi / Thriller / Drammatico

Uscita Italia
10 giugno 2026

Distribuzione
Universal Pictures

Don Chisciotte

Don Chisciotte torna al cinema: con Boni il sogno di un eroe senza tempo rivive sul grande schermo

Sbarca nelle sale dal 26 marzo Don Chisciotte, il nuovo film di Fabio Segatori, che riporta sul grande schermo uno dei capolavori più amati della letteratura mondiale, firmato da Miguel de Cervantes. Una rilettura che si muove in equilibrio tra fedeltà al testo originale e uno sguardo sorprendentemente contemporaneo.

Un cast d’eccezione per un classico immortale

A vestire i panni del celebre “cavaliere dalla trista figura” è Alessio Boni, protagonista di un’interpretazione intensa e profondamente autentica. Accanto a lui, Fiorenzo Mattu dà vita a un Sancio Panza umano e toccante, capace di bilanciare idealismo e concretezza.

Il cast si arricchisce inoltre con nomi di rilievo come Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri. A loro si affiancano le esordienti Gabriella Bagnasco, nel ruolo di Dulcinea, e Martina Molinaro in quello di Altisidora.

Anteprima al BIF&ST

Il film sarà presentato in concorso il 22 marzo alla 17ª edizione del BIF&ST – Bari International Film&Tv Festival, confermando l’interesse della critica per un progetto che si distingue per coraggio e originalità produttiva.

Un Don Chisciotte più attuale che mai

«Chi non si è mai sentito uno sciocco idealista in un mondo governato dall’avidità e dalla sopraffazione?» si chiede il regista Segatori. Una riflessione che rende immediatamente chiaro il cuore del film: Don Chisciotte non è solo un personaggio del passato, ma un simbolo eterno di libertà e resistenza.

Nel mondo raccontato dal film, il Medioevo sembra non finire mai: un deserto morale in cui il cavaliere continua a lottare per ideali che appaiono fuori tempo, ma proprio per questo necessari. «La libertà è un esperimento nuovo, non ci siamo ancora abituati», osserva il regista, offrendo una chiave di lettura profondamente contemporanea.

Un cinema “fisico” contro l’illusione digitale

Realizzato fuori dalle logiche industriali dominanti, il film punta tutto sulla forza del racconto, sull’intensità degli attori e sulla concretezza delle immagini. In un’epoca dominata dall’Intelligenza Artificiale e dagli effetti digitali, Don Chisciotte sceglie la materia: scenografie reali, paesaggi autentici e azioni fisiche.

Emblematico è il gigantesco mulino a vento alto 12 metri costruito appositamente per le riprese, su cui Alessio Boni si è esibito in una scena spettacolare e reale, in un vero “corpo a corpo” contro il mago Freston, simbolo delle forze che ostacolano giustizia e libertà.

Il Sud Italia come protagonista

Girato tra Basilicata e Calabria, nell’Alto Ionio, il film trasforma il paesaggio in un co-protagonista potente e suggestivo. Calanchi scolpiti dal vento, castelli medievali affacciati sul mare, fiumare e spiagge incontaminate creano un mondo sospeso tra mito e realtà.

Un Sud arcaico e senza tempo che diventa lo scenario ideale per il viaggio di un uomo che sfida la realtà in nome di un sogno.

Le origini del mito

La storia prende avvio nel 1571, con Cervantes ferito dopo la battaglia di Lepanto e ricoverato a Messina. Tra febbre e visioni, lo scrittore immagina libri che bruciano e un uomo ossessionato dai racconti cavallereschi: Don Alonso Chichano.

Da questa visione nasce Don Chisciotte della Mancia, che elegge Dulcinea a dama ideale e coinvolge Sancio Panza in un viaggio tra illusioni e realtà, promesse e disillusioni.

Un finale tra sogno e verità

Deriso, sconfitto e riportato a casa in gabbia, Don Chisciotte non riesce a rinunciare ai propri ideali. La sua morte non è una fine, ma una trasformazione: il sogno sopravvive.

Nel silenzio della notte siciliana, Cervantes riapre gli occhi. Dal dolore, dalla guerra e dalla follia è nato qualcosa di più grande: il simbolo di un’umanità che continua, ostinatamente, a cercare la libertà.


Don Chisciotte non è solo un film: è un invito a credere ancora nei sogni, anche quando il mondo sembra averli dimenticati.

Franco Battiato. Il lungo viaggio

“Franco Battiato. Il lungo viaggio” primo biopic dell’artista al cinema

Arriverà nelle sale cinematografiche solo il 2, 3 e 4 febbraio 2026 come evento speciale per Nexo Studios “Franco Battiato. Il lungo viaggio”, il primo film biografico dedicato a Franco Battiato, diretto da Renato De Maria e scritto da Monica Rametta.

Il film propone un ritratto della vita e del percorso artistico di uno dei protagonisti più significativi della musica italiana, concentrandosi in particolare sugli anni della formazione e sull’evoluzione personale e creativa dell’artista.

L’elenco delle sale che ospiteranno l’evento è disponibile su nexostudios.it. Le prevendite sono già aperte sul sito ufficiale di Nexo Studios.


DAL GIOVANE BATTIATO ALLA MATURITÀ ARTISTICA

Coprodotto da Rai Fiction e Casta Diva Pictures, “Franco Battiato. Il lungo viaggio” segue il percorso del giovane Battiato, interpretato da Dario Aita, dalla Sicilia al trasferimento a Milano negli anni Settanta, fino al ritorno nella terra d’origine.

Il racconto si concentra sui momenti chiave della sua crescita artistica, sulle prime sperimentazioni musicali e sul progressivo affermarsi di una visione che intreccia musica, ricerca interiore e spiritualità. Centrale anche il tema del viaggio come metafora di trasformazione personale.


INCONTRI E MUSICA

Nel film trovano spazio alcuni degli incontri determinanti per la carriera di Battiato, tra cui quelli con Giuni Russo, Juri Camisasca e Giusto Pio, collaboratore storico e coautore di molti dei brani più noti del cantautore.

Le musiche originali sono firmate da Vittorio Cosma con Giuvazza Maggiore.


IL CAST

Oltre a Dario Aita, il cast comprende Elena Radonicich, Simona Malato, Ermes Frattini, Nicole Petrelli, Giulio Forges Davanzati, Anna Castiglia e la partecipazione straordinaria di Joan Thiele.

Il trailer ufficiale del film è disponibile online.

Buen Camino con Checco Zalone

Il Buen Camino di Checco Zalone per Natale al cinema!

Per la regia di regia di GENNARO NUNZIANTE, sta per tornare nelle sale il ciclone Checco Zalone! Dal 25 dicembre 2025 arriva Buen Camino, ultima pellicola del comico “spiaggiato”.

La storia di Buen Camino

 Quella di Checco è una vita agiata e comodissima e non potrebbe essere altrimenti visto che è il figlio unico di Eugenio Zalone, un ricchissimo produttore di divani. Spiaggiato in piscina nelle sue ville lussuose, un numero imprecisato di filippini a servizio, una giovanissima modella messicana come fidanzata, vacanze sul suo yacht in compagnia di amici con i quali condivide la passione del non voler lavorare; si direbbe una vita davvero invidiabile visto che non gli manca niente ma proprio niente. Anzi no. Qualcosa gli manca. È la figlia minorenne Cristal, chiamata così in onore delle famose bollicine francesi, scomparsa all’improvviso senza lasciare traccia. Chiamato d’urgenza a Roma dalla ex moglie Linda si ritrova per la prima volta ad affrontare le responsabilità della sua paternità provando a cercare la ragazzina, compito parecchio complicato visto che di Cristal e della sua vita non sa assolutamente niente. In suo soccorso giunge però Corina, la migliore amica di Cristal, che Checco riesce a corrompere e farle confessare che la figlia è partita per la Spagna. Per fare cosa? Scoprirà raggiungendola che Cristal ha deciso di percorrere da pellegrina il cammino di Santiago di Compostela, 800 chilometri da camminare a piedi alla ricerca di un senso per la sua vita, una distanza immensa da percorrere che Checco giudica folle ma che suo malgrado sarà costretto ad intraprendere. Per sentieri assolati, montagne fredde e piovose, passando per piccoli paesi sperduti, mangiando quel che capita e dormendo in ostelli fatiscenti e carichi di pellegrini, Checco proverà a ricomporre la sua relazione con Cristal. L’impresa ha dell’impossibile ma un viaggio si sa può cambiare la vita e renderla ricca per davvero.

Nel cast

Accanto a Checco nel film gli attori:
BEATRIZ ARJONA, LETIZIA ARNÒ

soggetto e sceneggiatura
LUCA MEDICI 
e GENNARO NUNZIANTE

L'Ultima Missione

L’ultima missione di Ryan Goslin nelle sale a marzo 2026

L’ultima missione: Project Hail Mary, diretto dai premi Oscar Phil Lord e Christopher Miller (Spider-Man – Un nuovo universo) con i candidati al premio Oscar Ryan Gosling (BarbieLa La Land) e Sandra Hüller (Anatomia di una cadutaLa zona d’interesse).
Il film è basato sul romanzo “Project Hail Mary” di Andy Weir, autore di “The Martian”. Nel cast anche Lionel Boyce (The Bear), Ken Leung (A.I. – Intelligenza artificiale), Milana Vayntrub (A cena con il lupo – Werewolves Within).

L’ultima missione: Project Hail Mary sarà nelle sale italiane dal 19 marzo 2026 distribuito da Eagle Pictures. Ma intanto ci si può “consolare” con il trailer dell’atteso film.

LA STORIA

L’insegnante di scienze Ryland Grace (Ryan Gosling) si sveglia su un’astronave lontano da casa anni luce e senza alcun ricordo di chi sia o di come sia arrivato lì. Con il riaffiorare della sua memoria, torna alla luce lo scopo della sua missione: risolvere l’enigma della misteriosa sostanza che sta causando il collasso del Sole. Dovrà fare affidamento sia sulle sue conoscenze scientifiche che sulle sue capacità di pensare fuori dagli schemi per salvare dall’estinzione la vita sulla Terra… ma un’inaspettata amicizia gli farà capire che non è solo in questa impresa.

L'ombra del Corvo

L’Ombra del corvo al cinema con… Benedict Cumberbatch

Dopo l’anteprima alla Berlinale, sarà al cinema il 27 novembre L’Ombra del corvo, il nuovo film di Dylan Southern con Benedict Cumberbatch, tratto dal romanzo di Max Porter Il dolore è una cosa con le piume.

Il film – che segna l’esordio nella finzione del regista e documentarista britannico Dylan Southern, noto per lavori come Shut Up and Play the Hits e Meet Me in the Bathroom –, è una potente riflessione sul lutto, sull’immaginazione e sull’amore come forma di rinascita.

L’Ombra del corvo e la storia di un padre

L’Ombra del corvo, infatti, racconta la storia di un padre e dei suoi due figli piccoli che, dopo la morte improvvisa della madre, si trovano a fronteggiare un dolore indicibile. Nelle loro vite irrompe un’enigmatica creatura – un corvo parlante, saggio e feroce – che diventa guida e minaccia, costringendoli ad affrontare la perdita e a ricomporre il proprio mondo attraverso la memoria e la parola.

Cumberbatch firma una delle sue interpretazioni più intense e controllate, sostenuta da una regia che alterna realismo e visione, luce e oscurità. Accanto a lui, i giovanissimi Henry e Richard Boxall, al loro esordio cinematografico, danno corpo con sorprendente autenticità alla vulnerabilità dell’infanzia e alla forza della resilienza.

Dal romanzo di Porter al film

Tratto dal romanzo di Max Porter Il dolore è una cosa con le piume (pubblicato in Italia da Guanda), il film conserva lo spirito poetico e sperimentale dell’opera letteraria, trasformandolo in una vera e propria un’esperienza cinematografica autonoma, visivamente audace e profondamente umana.

Nel film, infatti, il Corvo, figura ambigua tra realtà e fantasia, prende forma concreta grazie al lavoro fisico di Eric Lampaert e alla voce di David Thewlis, in un approccio che rifiuta la digitalizzazione per privilegiare presenza e materia, restituendo così fisicità e verità emotiva al racconto.

Max Porter ha seguito l’intero precesso creativo dell’adattamento, e compare anche in un piccolo cameo nel film.

Questo dialogo fra l’autore e il regista, ha permesso la realizzazione di una sintesi armoniosa fra scrittura e cinema che tiene insieme fedeltà e libertà creativa, restituendo sullo schermo la stessa tensione vitale e ironica del libro.

L’Ombra del corvo è un film sul dolore, ma anche sulla sua trasformazione. Un racconto che osserva la fragilità umana senza indulgere, trovando nella parola, nel ricordo e nella condivisione la possibilità di continuare a vivere.

Scarlet

“Scarlet” la principessa spadaccina l’anteprima di Alice nella città 2025

Dopo il passaggio ad Alice nella città, festival dedicato alle nuove generazioni e alla scoperta del talento (che si svolge in parallelo e in agreement con la Festa del Cinema di Roma 2025) Scarlet, diretto dal visionario regista candidato all’Oscar Mamoru Hosoda, sarà nelle sale italiane nel 2026.

Scarlet, principessa spadaccina

La protagonista di questa potente avventura animata tra le pieghe del tempo è Scarlet, principessa medievale ed esperta spadaccina che intraprende una pericolosa missione per vendicare la morte del padre. Si ritrova sconfitta e ferita a morte in un mondo surreale, dove incontra un giovane idealista dei nostri giorni che non solo la aiuta a guarire, ma le mostra anche la possibilità di un futuro libero da rabbia e amarezza. Quando si trova nuovamente di fronte all’assassino di suo padre, Scarlet deve affrontare la sua battaglia più ardua: riuscirà a spezzare il ciclo dell’odio e a trovare un senso alla vita al di là della vendetta?

Mamoru Hosoda
Nato nel 1967 nella prefettura di Toyama, Mamoru Hosoda ha iniziato la sua carriera nell’animazione nel 1991, quando è entrato a far parte della Toei Doga, ora nota come Toei Animation. Hosoda ha raggiunto il suo primo importante traguardo come regista cinematografico con “Digimon Adventure” nel 1999. In seguito, è passato al lavoro freelance e ha diretto i lungometraggi d’animazione “La ragazza che saltava nel tempo” (2006) e “Summer Wars” (2009), entrambi ottenendo un successo al botteghino duraturo.

Nel 2011, Hosoda ha co-fondato lo Studio CHIZU con il produttore Yuichiro Saito. In seguito ha diretto e scritto la sceneggiatura di “Wolf Children” (2012) e “The Boy and the Beast” (2015).

Il suo lavoro su “Mirai” (2018) ha ottenuto una nomination alla 91ª edizione dell’Oscar come miglior film d’animazione ed è stato anche selezionato per la Quinzaine des Réalisateurs di Cannes. Il suo film più recente, “Belle” (2021), di cui è regista, sceneggiatore e ideatore, è diventato il film di maggior incasso della sua carriera. “Belle” è stato anche selezionato per la sezione Cannes Première al 74° Festival di Cannes.

Jennifer Lawrence

“Die My Love” la maternità secondo J. Lawrence alla Festa di Roma

Presentato nella sezione Best of 2025, Die My Love, quinto film della regista scozzese Lynne Ramsay. Un viaggio in un incubo perpetuo con protagonisti Jennifer Lawrence, la più applaudita sul red carpet della Festa, e Robert Pattinson. “Il post partum ti fa sentire un’aliena nel tuo isolamento”, confessa la star che ha girato il film poco dopo essere diventata madre.

Jennifer Lawrence e la maternità

Il quinto film della regista scozzese (Ratcatcher, … E ora parliamo di Kevin, A Beautiful Day), adattato dal romanzo della scrittrice argentina Ariana Harwicz, è un viaggio in un incubo perpetuo, una lunga soggettiva, dove ricordi, desideri inappagati, incidenti momentanei, persone vere o immaginate si sovrappongono e si mescolano senza soluzione di continuità, sul volto e nel corpo spudorato di Jennifer Lawrence, in un bel contrasto con la magrezza nervosa di Robert Pattinson.

“È una storia femminista – spiega la stessa protagonista alla Festa del Cinema di Roma – perché racconta la storia di una donna dal punto di vista di una donna, con parità di forza”.

Tra gli altri film visti ieri alla XXV edizione della Festa di Roma, “Anna” di e con Monica Guerritore che non ha convinto la critica per le sue troppo marcate scelte teatrali.

Monica Guerritore e la sua Anna Magnani

Scritto (con la revisione di Andrea Purgatori), diretto e interpretato da Monica Guerritore, il film porta sul grande schermo la vita e la carriera di Anna Magnani, dalla notte dell’Oscar fino alla sua scomparsa, nel 1973. Una storia che rievoca anche scene celebri (quella di Roma città aperta), momenti passati (la vittoria al festival di Cannes), amori perduti (Massimo Serato, Roberto Rossellini), il figlio Luca molto amato. Insieme a Guerritore, Tommaso Ragno (Rossellini), Lucia Mascino e Beatrice Grannò (Carol Levi giovane e adulta).

Un film che racconta alcune vicende incisive della vita di Nannarella: una grande donna e un’immensa attrice certo non facile da rendere sullo schermo. Ma la bravura della Guerritore è indubbia anche in questa sua prima opera dietro la macchina da presa. Vedere per credere!

Rental Family Nelle vite degli altri

Rental Family – Nelle Vite degli Altri alla Festa del Cinema

Sarà da gennaio nelle sale italiane Rental Family – Nelle Vite degli Altri, diretto da HIKARI e interpretato da Brendan Fraser. Presentato con successo alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public.

Ambientato nella Tokyo dei giorni nostri, Rental Family – Nelle Vite degli Altri segue le vicende di un attore americano (Brendan Fraser) che fatica a trovare uno scopo nella vita fino a quando non ottiene un lavoro insolito: lavorare per un’agenzia giapponese di “famiglie a noleggio”, dove interpreta ruoli diversi per persone sconosciute. Man mano che si immerge nel mondo dei suoi clienti, inizia a stringere legami autentici che confondono i confini tra performance e realtà. Affrontando le complessità morali del suo lavoro, ritrova uno scopo e un senso di appartenenza scoprendo la bellezza dei legami umani. 

Brendan Fraser Nelle Vite degli Altri

Searchlight Pictures presenta Rental Family – Nelle Vite degli Altri, diretto, co-scritto e prodotto da HIKARI (Lo scontroTokyo Vice37 Seconds). Il film vede protagonista il vincitore dell’Academy Award e dello Screen Actors Guild Award Brendan Fraser (The WhaleLa MummiaIl mio amico scongelato) con un cast di supporto che comprende il candidato all’Emmy Takehiro Hira (Shōgun), Mari Yamamoto (Pachinko – La moglie coreanaMonarch: Legacy of Monsters), l’esordiente Shannon Mahina Gorman e l’iconico attore Akira Emoto (DotonborigawaShin GodzillaDr. Akagi). Con una sceneggiatura firmata da HIKARI e Stephen Blahut (37 Seconds), il film è prodotto da Eddie Vaisman (WildlifeA Thousand and OneBad Education) e Julia Lebedev (Dear White People, Bad Education) di Sight Unseen Pictures, oltre che da Shin Yamaguchi (37 SecondsSpirit World – La festa delle lanterne) di Knockonwood. Jennifer Semler (A Real PainTheater Camp – Un’estate a tutto volume), Tomo Koizumi, Blahut, Leonid Lebedev (Bad Education), Fraser, e Oren Moverman (Oltre le regole – The MessengerLove & Mercy) sono gli executive producer. 

Can Yaman Sandokan alla FEsta del Cinema di Roma

Il nuovo Sandokan Can Yaman “re” della Festa del Cinema di Roma

L’unica cosa che ci teneva zitti e buoni alla sera davanti alla tv, a noi garruli e scatenati pargoli di campagna, era la puntata di Sandokan: puntuale alle 20,40 su Rai1! Sulle note della sigla, “Sandokaaaan Sandokaan! più crudele è la guerra e l’uomo sa cos’è la guerra…”, ricordo che, con mio cugino Amedeo Cicchinelli (smentiscimi se sbaglio), ci affacciavamo in strada per il gusto di stare su una via Giacomo Leopardi, insolitamente deserta, a sentire tutta la canzone in stereofonia proveniente dalle casette del paesello natio: Castronovo! Era il 1976 o giù di lì…

Ora La Tigre della Malesia – dal celebre romanzo di Salgari – è tornata, e al posto del mitico Kabir Bedi (affascinante come pochi) troviamo la star turca #CanYaman

Saprà il nuovo far dimenticare il vecchio? Lo scopriremo solo vedendo gli 8 episodi della serie su Netflix prossimamente

Due sono in anteprima alla Festa del cinema di Roma! Accolti da una folla di fan in delirio: per la Tigre di Mompracem un successo assicurato!

Venerdì 17 ottobre 2025 alla Festa di Roma

Aspettando Sandokan-Can Yaman, la vera star di questo venerdì alla Festa del Cinema di Roma, ecco alcune chicche da non perdere. Innanzitutto Paolo Virzì con il suo ultimo intenso film: Cinque secondi. Aspro e tenerissimo, malinconico e giocoso: in anteprima alla Festa del Cinema con Valerio Mastandrea superstar.

Nel Concorso Progressive Cinema sarà presentato 40 secondi di Vincenzo Alfieri: il film, tratto dall’omonimo libro di Federica Angeli, ricostruisce le drammatiche ventiquattr’ore che precedono l’omicidio di Willy Duarte Monteiro

Dai romanzi di Emilio Salgari al grande schermo, la serie Sandokan porta in scena un’autentica epopea, fra desiderio d’avventura e bisogno di libertà. Il protagonista Can Yaman riceverà il premio “Lazio Terra di Cinema”

Al via il programma delle masterclass: si inizia con uno dei più influenti registi britannici, Julien Temple, che incontrerà il pubblico e, successivamente, presenterà il suo nuovo straordinario documentario, I Am Curious Johnny

Alla Festa arriva Cuba & Alaska di Yegor Troyanovsky, storia dell’amicizia fra due dottoresse ucraine sulla linea del fronte di guerra

La sezione Storia del Cinema celebra il regista Claudio Caligari, a dieci anni dalla scomparsa, con la proiezione di Amore tossico, esordio alla regia del grande autore

CINQUE SECONDI di PAOLO VIRZì: da vedere!

Oggi alle ore 21 presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, la Festa del Cinema di Roma ospiterà l’anteprima di Cinque secondi, nuovo lavoro, aspro e tenerissimo, malinconico e giocoso, di uno dei più importanti registi del nostro cinema, Paolo Virzì. Nel film, presentato nella sezione Grand Public, un misantropo – barba e capelli grigi, sigaro sempre acceso, occhi tristi sempre arrabbiati – vive solo nelle stalle ristrutturate della bella villa Guelfi che sta andando in rovina, così come stanno appassendo i vigneti che la circondano. Non vuole contatti con nessuno ma all’improvviso arriva un gruppo di ragazze e ragazzi, studenti e laureati in agronomia, guidati dalla contessina Matilde Guelfi Camajani, che si installa nella villa con i sacchi a pelo e ricomincia a occuparsi dei vigneti abbandonati. Lo scontro iniziale tra il burbero, litigioso, bravissimo Valerio Mastandrea e la spiccia, solare Galatea Bellugi si trasforma in amicizia e cura. I traumi passati riemergono, trascinati anche dalla sempre surreale Valeria Bruni Tedeschi. “È un film che inizia in modo misterioso, per rivelare gradualmente la sua trama dolorosa, poi accendersi in un conflitto vivace e buffo e chiudere con un sentimento di fiducia – ha dichiarato il regista – Un film sulla morte e sulla vita, su come anche il dolore possa generare tenerezza e protezione”.

40 secondi di Vincenzo Alfieri

Alla Sala Petrassi alle ore 21:30, sarà presentato 40 secondi di Vincenzo Alfieri, titolo inserito nel programma del Concorso Progressive Cinema. Tratto dall’omonimo libro di Federica Angeli, il film ricostruisce le drammatiche ventiquattr’ore che precedono l’omicidio di Willy Duarte Monteiro, giovane capoverdiano di ventun anni ucciso a Colleferro il 6 settembre 2020 mentre difendeva un amico. Attraverso una rete di incontri apparentemente casuali, rivalità nascoste e tensioni sottili, la vicenda mette a nudo come la banalità del male possa esplodere in pochi attimi fatali. Alfieri dirige magistralmente sia gli attori professionisti (su cui svettano Francesco Gheghi e Francesco Di Leva) sia i giovani selezionati attraverso lo “street casting”, e rilegge in chiave sorprendentemente personale il magistero pasoliniano.

Il ritorno della Tigre di Mompracem: Sandokan

Alle ore 18:30 nella sala Sinopoli per la sezione Freestyle, saranno presentati i primi due episodi della serie Sandokan di Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. Dai romanzi di Emilio Salgari, la serie mette in scena un’autentica epopea dove il desiderio dell’avventura va di pari passo col bisogno di libertà. Sullo sfondo di paesaggi tropicali attraversati da tensioni coloniali, la vicenda intreccia passione e ribellione, trasformando il pirata Sandokan (Can Yaman) in un eroe tragico e la sua amante Marianna (Alanah Bloor) nella complice di una sfida impossibile. Nella stessa giornata, il protagonista Can Yaman riceverà il premio “Lazio Terra di Cinema”, riconoscimento della Regione Lazio destinato alle personalità che si sono contraddistinte nel mondo del cinema e dell’audiovisivo.

Alle ore 16:30 alla Sala Petrassi, il pubblico potrà incontrare Julien Temple, uno dei più influenti registi britannici, nella Masterclass dal titolo “Let It Rock & Roll”. Nel corso della quarantennale carriera di Temple, la musica è stata spesso al centro dei suoi film, sin dal folgorante esordio con La grande truffa del Rock ‘n’ Roll, in cui ha raccontato ascesa e caduta del celebre gruppo musicale dei Sex Pistols. Negli anni, ha firmato titoli come Running Out of Luck (protagonista Mick Jagger), Absolute Beginners (con David Bowie e Sade) e Le ragazze della Terra sono facili (in cui mescola musical, fantascienza e commedia con un’estetica pop coloratissima), realizzando inoltre numerosi videoclip e documentari musicali.

Julien Temple porterà in prima mondiale alla Festa il suo nuovo straordinario lavoro, I Am Curious Johnny, in programma alle ore 19 sempre in Sala Petrassi per la sezione Proiezioni Speciali. Il documentario racconta la figura di Jean “Johnny” Pigozzi, fotografo, collezionista, designer e intellettuale sui generis animato da una curiosità insaziabile: una personalità bigger than life, emblema di un’epoca e di una cultura in cui il confine tra esperienza privata ed elaborazione culturale diventa sempre più sottile.

Proiezioni Speciali

Alle ore 16 in Sala Sinopoli si terrà Le mille luci di Antonello Falqui di Fabrizio Corallo che porta sul grande schermo la vita e la carriera di Antonello Falqui, straordinario “inventore” dello spettacolo leggero della televisione italiana, nato cent’anni fa. Carlo Verdone, Christian De Sica, Gianni Morandi, Renzo Arbore, Aldo Grasso, Leopoldo Mastelloni, la ex Bluebell Leontine Snell, Maurizio Micheli, Massimiliano Pani e altri ricostruiscono la creatività e il rigore di un artista che costruì spettacoli di varietà tra i più belli e, di volta in volta, più moderni del mondo.

Alle ore 20 presso il Teatro Studio Gianni Borgna, sarà la volta di Cuba & Alaska, diretto dal regista ucraino Yegor Troyanovsky. Yulia “Cuba” e Oleksandra “Alaska” sono due dottoresse ucraine che lavorano sulla linea del fronte di guerra. Grandissime amiche, fanno parte di un piccolo nucleo militare in continuo movimento e ogni giorno affrontano orrori, morti, corpi devastati: entrambe sopravvivono indomite e frementi grazie all’amicizia che le lega, alla forza interiore e al senso dell’umorismo che condividono.

In Freestyle

Alle ore 17:45, il pubblico potrà assistere a La Petite cuisine de Mehdi, una commedia degli equivoci che mescola amore e cucina, etnie e generazioni, sapori e sentimenti. Esordio alla regia cinematografica dell’attore e regista teatrale Amine Adjina, il film è interpretato da Younès Boucif (star della serie tv Drôle – Comici a Parigi) e Clara Bretheau (Les Amandiers di Valeria Bruni Tedeschi), con la travolgente partecipazione straordinaria della più celebre attrice israelo-palestinese e di cittadinanza francese, Hiam Abbass (La sposa sirianaIl giardino dei limoniInsyriatedMunich, Palestine 36).

Alle ore 22:15 sarà la volta di Queens of the Dead, firmato da Tina Romero, figlia di George Romero (inventore degli zombi moderni, con La notte dei morti viventi, 1969). L’attrice e dj esordisce nella regia cinematografica seguendo in parte le orme del padre con quella che definisce “una ZomComMusic Video RIDE” (una cavalcata), fedele all’eredità del babbo ma anche a se stessa.