Sanremo 2016 2°Serata

Ooooooohhhh! Un’ola da stadio non s’era mai sentita all’Ariston. E’ stata sdoganata alle 22 in punto al momento dell’annuncio da parte di Carlo Conti del super ospite italiano di serata: Eros Ramazzotti. Un festival che funziona solo quando fa amarcord. Ieri la Pausini, oggi il cantautore romano, la sostanza non cambia. Forse perché la musica contemporanea non è eccelsa? Anche. Ma soprattutto perché viviamo in un mondo “vecchio”. Se si pensa che i programmi più visti in tv vengono confezionati con materiale d’archivio, si capisce perfettamente il senso dell’euforia al momento dell’ingresso di Eros sul palco. Anche in sala stampa, ovazione e standing ovation. Un medley, una chiacchierata con Conti, il pezzo nuovo Rosa nata ieri (con il toccante “ciao papà” finale) e l’ormai sdoganato laccio arcobaleno con degna chiosa:” I figli fanno famiglia, e la famiglia è fondamentale qualsiasi essa sia. Ognuno la fa a modo suo, e tira su i figli a modo suo. La cosa fondamentale è crescerli dritti”. Riguardo il fiocco pro adozioni civili, solo a tarda serata (era mezzanotte e mezza) Conti ha avuto il buon gusto di spiegarne il significato. Più di trenta ore dopo… Ma sì, meglio in fascia protetta, sia mai che il pubblico venga informato!

Una serata iniziata con le nuove proposte, negli anni scorsi relegate a tarda notte e quest’anno lanciate nell’anteprima festivaliera prima dei titoli (così ce le togliamo di torno subito e non perdiamo ascolti). Si troverà mai la soluzione ideale per loro? Non sarebbe meglio creare un Sanremo Giovani a parte oppure inserirle nella gara come fece Tony Renis nel più povero festival della storia recente? Nel dubbio, la finale è stata raggiunta da Chiara dello Iacovo (peccato per Cecile, avrebbe meritato sorte migliore) e da Ermal Meta. Un momento toccante è stato regalato dal maestro Ezio Bosso, malato di SLA ma per nulla intenzionato ad arrendersi alla malattia. Le sue parole – La musica è una magia, non a caso i direttori d’orchestra hanno la bacchetta come i maghi– la sua forza, le lacrime di una violinista e un cuore grande così. Altre emozioni (anche se diverse) quando il palco ha ospitato la maestra Marzia della Scuola primaria di Ceresole Reale, in provincia di Torino, con classe al seguito: Moris e Anna. Solo due bambini per l’eroica insegnante che ogni giorno si fa un’ora di macchina per fare loro lezione. Parlando della gara dei big aperta alla grande da Dolcenera (una che non tradisce mai) hanno raccolto applausi Patty Pravo (splendido pezzo ma anche lei, come gli Stadio e Morgan la sera prima, con la voce lasciata in albergo e con qualche stecca di troppo), Elio e le Storie Tese (sette ritornelli in un solo brano!) completamente vestiti di rosa a metà tra un fumetto e un confetto gigantesco e le sempre più convincenti Annalisa Scarrone (spigliatissima, di bianco vestita) e Francesca Michielin (all’esordio sul palco del Teatro Ariston). Note stonate (in tutti i sensi) per Alessio Bernabei (già insopportabile come voce dei Dear Jack, figurarsi ora) e Valerio Scanu. Buono il sound di Clementino, Neffa copia se stesso e la sua hit estiva Sigarette in maniera quasi spudorata. Impalpabili gli Zero Assoluto (nomen omen…). Inutile, tornando agli ospiti, l’intervento di Nicole Kidman. Solite domande, tutto già visto, con in più la goffaggine di Gabriel Garko (comunque più in palla rispetto alla prima sera). Prima dell’esito della giuria, risate (era ora…) con Nino Frassica, interprete anche di  A mare si gioca, brano sugli sbarchi dei migranti mentre Virginia Raffaele, nei panni di Carla Fracci non ha convinto appieno. A rischio eliminazione (era l’una…) Dolcenera (sic!), Alessio Bernabei, Zero Assoluto e Neffa. Domani, serata cover preceduta dagli ultimi quattro giovani…

Dieci milioni e 748 mila, con uno share del 49,91 per cento. Eccolo il numero dei telespettatori che ieri hanno seguito la seconda serata di Sanremo in tv. Il Festival non delude. E viaggia come un treno. Gli ascolti, infatti, premiano ancora Conti. Un risultato che migliora di circa 700 mila spettatori e di otto punti di share quello dello scorso anno, quando la seconda serata del festival ottenne in media 10 milioni 91 mila telespettatori pari al 41.67% di share.

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Sanremo 2016 1°Serata

 

La tanto temuta sortita pro adozioni gay da parte di Elton John non è arrivata. In compenso sul palco dell’Ariston l’attualità è giunta con un fiorire di nastri arcobaleno da far impallidire (se mai ce ne fosse stato bisogno) l’aria da medioevo (leggi family day…) incline alla censura di qualsivoglia forma di progresso (pardon…di civiltà). Il richiamo arcobaleno, ovviamente, si riferisce alla causa LGBT e alla discussione in Senato sul progetto di legge Cirinnà sulle unioni civili. Noemi, Enrico Ruggeri e Irene Fornaciari li hanno appesi sul microfono, Arisa li stringeva in mano, Sergio Carnevale, batterista dei Bluvertigo, li aveva nel taschino. Laura Pausini, da sempre vicina a queste tematiche, presentando il suo ultimo singolo Simili ha spiegato che il messaggio è anche il rispetto tra le diversità. In tutta onestà, sia gli addetti ai lavori che gli spettatori non hanno assolutamente capito la ragione dei colori (frutto di una richiesta inviata via twitter). Soltanto dopo diversi minuti l’arcano è stato svelato. Forse ci voleva un pizzico di coraggio in più.

Un festival aperto dal ricordo di David Bowie (anche se Starman suonata dall’orchestra non rimarrà indimenticabile) e proseguita con la simpatia di Virginia Raffaele, ieri nei panni di Sabrina Ferilli, e nell’impacciatissima conduzione/condizione di Gabriel Garko. L’attore non ha distolto per un solo attimo lo sguardo dal gobbo, inutile la sua presenza sul palco sanremese. Anche l’occhio vuole la sua parte? Allora bastava un cartonato. L’altra valletta Madalina Ghenea (per qualche giornalista denominata “il culo” di Sanremo, suo il fondoschiena sulla copertina del film Youth di Paolo Sorrentino) ha fatto poco di più avendo dalla sua la scusante della poca dimestichezza con la lingua. Detto della Pausini, la standing ovation maggiore l’ha avuta tal Giuseppe Ottaviani, atleta centenario che va tre volte a settimana in palestra con la moglie. Il recordman, invitato per la rubrica Tutti cantano Sanremo, ha scelto Vecchio Scarpone (1953) come sua canzone preferita (…) Impalpabile o quasi l’esibizione di Aldo Giovanni e Giacomo (lodevole la loro iniziativa di dare in beneficenza tutto il cachet) e di Maître Gims (artista francese idolo indiscusso delle radio con la hit Est-ce que tu m’aimes). Sofferente di uveite, alla richiesta di uno scambio di occhiali propostagli da Carlo Conti ha risposto picche. E la musica? Beh, al Festival della Canzone Italiana è ormai da anni un contorno abbastanza fastidioso. Tutte (o quasi) da riascoltare, le canzoni. Accattivanti quelle di Noemi, Enrico Ruggeri e Irene Fornaciari. Belle (ma cantate senza voce) quelle de Gli Stadio e dei Bluvertigo. Dalle prime votazioni Irene Fornaciari, Noemi, Bluvertigo e i Dear Jack sono a rischio eliminazione. I quattro artisti rispettivamente con Blu, La borsa di una donna, Semplicemente e Mezzo Respiro, sono nelle ultime posizioni dopo la prima serata. I più votati da televoto e sala stampa sono stati: gli Stadio con Un giorno mi dirai, Enrico Ruggeri con Il primo amore non si scorda mai, Lorenzo Fragola (primo ad esibirsi)con Infinite volte, Rocco Hunt con Wake up, Giovanni Caccamo e Deborah Iurato (criticata nel Dopofestival per l’abito impresentabile) con Via da qui, Arisa con Guardando il cielo. Non è stato reso noto il posizionamento in classifica dei singoli artisti. Venerdì dopo l’ultima esibizione sarà stilata la classifica finale: gli ultimi 5 andranno a rischio eliminazione. Solo uno sarà ripescato con il televoto e rientrerà in gara sabato sera. E gli ascolti? Volano!11 milioni e 134mila spettatori pari al 49,48% di share, in linea con gli ottimi ascolti dell’anno scorso quando il Festival di Carlo Conti debuttò con 11 milioni e 767mila spettatori e il 49,34% di share.

La prima parte del Festival, in onda dalle 21:12 alle 23:56, ha totalizzato 12 milioni e 516mila spettatori pari al 49,15% di share, mentre nella seconda parte, in onda da mezzanotte per 45 minuti, si sono sintonizzati 5 milioni e 907mila spettatori pari al 52,31%. Stasera entrano in scena le nuova proposte, altri 10 big e… Nicole Kidman. La settimana più importante dell’anno è appena iniziata. Che vi piaccia o no, fino a sabato, si parlerà solo di Sanremo. Non è propriamente un male, visti i tempi…

@100CentoGradi

 

 

 

Sanremo 2016 – La conferenza stampa

Un’ora, non di più. Tanto è durata la conferenza stampa della kermesse canora. Tempi stretti per il Conti-bis (in attesa di un Conti-ter, già in programma per il 2017). D’altronde la curiosità era tutta rivolta alla conoscenza delle vallette e super ospiti italiani e stranieri.

E qui arrivano le prime sorprese. Ad affiancare il presentatore toscano ci saranno due donne e… un uomo. Gabriel Garko, visto recentemente deformato da vari make up non riusciti in compagnia di Virginia Raffaele (già presente all’Ariston lo scorso anno in altre vesti) e la misconosciuta modella e attrice russa Madalina Diana Ghenea. La seconda sorpresa arriva dall’annuncio degli ospiti. Tutti made in italy quest’anno e i rumors più o meno accreditati che davano Elton John come sicuro partecipante vengono messi a tacere sul nascere dal direttore di RaiUno Giancarlo Leone :”Non vogliamo svelare tutto e subito, abbiamo la necessità di riservatezza”. Per i nostri artisti invece, oltre ai già annunciati Eros Ramazzotti, Laura Pausini e i Pooh (con il rientro nel gruppo di Riccardo Fogli) ecco Renato Zero (presente al Festival in gara in due occasioni).

L’inizio della conferenza stampa è stato un omaggio a David Bowie, scomparso ieri. Sullo schermo le immagini della sua ospitata nel Festival 1997 condotto da Mike Bongiorno. Poi Conti ha spiegato di aver “sparigliato le carte” rispetto alle previsioni e ha annunciato una sostanziale novità nel regolamento canoro “Ci sarà una variante al venerdì sera: dirò le ultime cinque canzoni in classifica, il televoto durerà fino all’inizio della finale del giorno dopo e sarà ripescata solo una canzone.Lo scorso anno era una macedonia con sapori musicali diversi, quest’anno è un mosaico con tanti tasselli e colori.” Si parla anche del ritorno del DopoFestival. Lo condurranno Nicola Savino e la Gialappa’s Band. Di sicuro non mancheranno le risate!

Le parole di Garko :”Per me è stata una sorpresa, ho l’abitudine di sottovalutarmi. Non abbiamo avuto un appuntamento con Carlo, me l’ha detto al telefono mentre stavo guidando. Stavo per fare un incidente e ho iniziato ad insultarlo. Sono timido anche se non lo direste mai perché mi spoglio sempre. Per la prima volta mi troverò su un palco…”. “Vestito”, dice la Raffaele. “Non lo so. Sarò realmente me stesso, cercherò di essere come sono a casa mia, senza nascondermi dietro ad un personaggio. Solitamente sono il protagonista dei film, qui sarò al servizio della squadra”. E sarà proprio così visto che co-condurrà le serate. O meglio, una conduzione a quattro voci. La più spigliata in conferenza è apparsa la Raffaele. La sua frase :”Sanremo è come la Nazionale. Anzi, dirò di più: E’ come la Banca Etruria! Tutti dicono tutto”. Più timida la Ghenea :”Mi mancano le parole, guardavo il festival sin da piccola con i miei genitori. Non so come ringraziare Carlo, la Rai e l’Italia intera”. La sicurezza rafforzata è uno dei temi che più sta a cuore. Quest’anno il pubblico avrà biglietti nominativi (un po’ come allo stadio…). La nota “stonata” è la scenografia. Bella, per carità, ma totalmente uguale a quella dello scorso anno. Prima di chiudere Conti confessa che molto probabilmente sarà ospite anche Cristina D’Avena. E’ di questi giorni una petizione lanciata su Twitter per averla.

A chiudere la risposta del presidente Leone alla domanda del collega Luca Dondoni sull’ormai famigerato countdown fantozziano che ha visto la Rai (involontaria?) protagonista a Capodanno :”Se risultassero vere le anticipazioni pubblicate, la Rai non deve far altro che scusarsi, mai una decisione così irrispettosa quale quella di intervenite nel countdown è stata anticipata o condivisa con i vertici della Rai. Né ora né in passato. L’autorizzazione non è mai stata chiesta né data. Non esisteva una prassi verso l’anticipo del countdown. Nei precedenti Capodanni firmati da me come direttore di Rai 1 non si sono mai verificati anticipi dell’orario”. Finirà tutto in una bolla di sapone. A fine mese appuntamento con l’ascolto dei brani, con la speranza di sentirne delle belle!