Don Chisciotte

Don Chisciotte torna al cinema: con Boni il sogno di un eroe senza tempo rivive sul grande schermo

Sbarca nelle sale dal 26 marzo Don Chisciotte, il nuovo film di Fabio Segatori, che riporta sul grande schermo uno dei capolavori più amati della letteratura mondiale, firmato da Miguel de Cervantes. Una rilettura che si muove in equilibrio tra fedeltà al testo originale e uno sguardo sorprendentemente contemporaneo.

Un cast d’eccezione per un classico immortale

A vestire i panni del celebre “cavaliere dalla trista figura” è Alessio Boni, protagonista di un’interpretazione intensa e profondamente autentica. Accanto a lui, Fiorenzo Mattu dà vita a un Sancio Panza umano e toccante, capace di bilanciare idealismo e concretezza.

Il cast si arricchisce inoltre con nomi di rilievo come Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri. A loro si affiancano le esordienti Gabriella Bagnasco, nel ruolo di Dulcinea, e Martina Molinaro in quello di Altisidora.

Anteprima al BIF&ST

Il film sarà presentato in concorso il 22 marzo alla 17ª edizione del BIF&ST – Bari International Film&Tv Festival, confermando l’interesse della critica per un progetto che si distingue per coraggio e originalità produttiva.

Un Don Chisciotte più attuale che mai

«Chi non si è mai sentito uno sciocco idealista in un mondo governato dall’avidità e dalla sopraffazione?» si chiede il regista Segatori. Una riflessione che rende immediatamente chiaro il cuore del film: Don Chisciotte non è solo un personaggio del passato, ma un simbolo eterno di libertà e resistenza.

Nel mondo raccontato dal film, il Medioevo sembra non finire mai: un deserto morale in cui il cavaliere continua a lottare per ideali che appaiono fuori tempo, ma proprio per questo necessari. «La libertà è un esperimento nuovo, non ci siamo ancora abituati», osserva il regista, offrendo una chiave di lettura profondamente contemporanea.

Un cinema “fisico” contro l’illusione digitale

Realizzato fuori dalle logiche industriali dominanti, il film punta tutto sulla forza del racconto, sull’intensità degli attori e sulla concretezza delle immagini. In un’epoca dominata dall’Intelligenza Artificiale e dagli effetti digitali, Don Chisciotte sceglie la materia: scenografie reali, paesaggi autentici e azioni fisiche.

Emblematico è il gigantesco mulino a vento alto 12 metri costruito appositamente per le riprese, su cui Alessio Boni si è esibito in una scena spettacolare e reale, in un vero “corpo a corpo” contro il mago Freston, simbolo delle forze che ostacolano giustizia e libertà.

Il Sud Italia come protagonista

Girato tra Basilicata e Calabria, nell’Alto Ionio, il film trasforma il paesaggio in un co-protagonista potente e suggestivo. Calanchi scolpiti dal vento, castelli medievali affacciati sul mare, fiumare e spiagge incontaminate creano un mondo sospeso tra mito e realtà.

Un Sud arcaico e senza tempo che diventa lo scenario ideale per il viaggio di un uomo che sfida la realtà in nome di un sogno.

Le origini del mito

La storia prende avvio nel 1571, con Cervantes ferito dopo la battaglia di Lepanto e ricoverato a Messina. Tra febbre e visioni, lo scrittore immagina libri che bruciano e un uomo ossessionato dai racconti cavallereschi: Don Alonso Chichano.

Da questa visione nasce Don Chisciotte della Mancia, che elegge Dulcinea a dama ideale e coinvolge Sancio Panza in un viaggio tra illusioni e realtà, promesse e disillusioni.

Un finale tra sogno e verità

Deriso, sconfitto e riportato a casa in gabbia, Don Chisciotte non riesce a rinunciare ai propri ideali. La sua morte non è una fine, ma una trasformazione: il sogno sopravvive.

Nel silenzio della notte siciliana, Cervantes riapre gli occhi. Dal dolore, dalla guerra e dalla follia è nato qualcosa di più grande: il simbolo di un’umanità che continua, ostinatamente, a cercare la libertà.


Don Chisciotte non è solo un film: è un invito a credere ancora nei sogni, anche quando il mondo sembra averli dimenticati.

Mario Biondi

Mario Biondi: 20 anni di carriera celebrati con “Prova d’autore”

Quest’anno Mario Biondi, la voce italiana più calda e riconoscibile del soul-jazz, celebra un traguardo straordinario: 20 anni di carriera internazionale. Un percorso iniziato nel 2006 con l’esplosione del singolo This Is What You Are, contenuto nell’album Handful of Soul, che ha portato il crooner siciliano a conquistare pubblico e critica in tutto il mondo.

Da allora la sua carriera non si è più fermata: concerti in oltre 50 Paesi, tournée nei principali teatri e festival internazionali e numerose certificazioni Oro e Platino per i suoi album. Un successo costruito nel tempo, grazie a uno stile unico capace di fondere eleganza soul, raffinatezza jazz e una voce immediatamente riconoscibile.

Le celebrazioni per questo anniversario sono iniziate lo scorso settembre con una nuova versione di This Is What You Are reinterpretata da importanti musicisti della scena jazz internazionale. A dicembre è arrivata la riedizione natalizia A Very Special Mario Christmas con i grandi classici delle feste, impreziosita dal brano Cool Yule insieme al pianista Antonio Faraò.

Tra i momenti più recenti di questa celebrazione anche la partecipazione al Festival di Sanremo, dove Mario Biondi è salito sul palco come ospite insieme a Sayf e Alex Britti, interpretando la celebre Hit the Road Jack resa immortale da Ray Charles, conquistando il podio della serata cover.

Il 10 aprile segna un’altra tappa fondamentale: l’uscita di Prova d’autore, il primo album interamente in italiano del crooner. Un progetto speciale in cui Mario Biondi si racconta come interprete, autore, compositore, arrangiatore e produttore, mettendo in luce una visione musicale completa e personale.

Con 20 brani che attraversano eleganza, profondità e passione, Prova d’autore rappresenta una vera dichiarazione artistica: un disco che celebra vent’anni di musica guardando al futuro con maturità e libertà creativa.

Il pre-order è disponibile dal 10 marzo:
https://bio.to/provadautore

L’album sarà disponibile dal 10 aprile in digitale e CD, mentre l’edizione in vinile da collezione arriverà dal 1° maggio.

A partire da maggio, Mario Biondi tornerà inoltre in tour nei teatri delle principali città italiane con uno spettacolo elegante e coinvolgente che ripercorrerà i grandi successi di Handful of Soul e dell’intera carriera, insieme ai nuovi brani. Sul palco lo accompagneranno musicisti storici e nuove eccellenze, tra cui il maestro Antonio Faraò, tra i pianisti jazz italiani più apprezzati a livello internazionale.

Un viaggio musicale raffinato, tra soul, jazz e grandi emozioni, per celebrare vent’anni di una delle voci più amate della musica italiana. 🎶✨


Se vuoi, posso anche prepararti una versione più corta (stile homepage) oppure una versione più giornalistica tipo comunicato stampa.

Mario Biondi: 20 anni di carriera celebrati con “Prova d’autore”

Quest’anno Mario Biondi, la voce italiana più calda e riconoscibile del soul-jazz, celebra un traguardo straordinario: 20 anni di carriera internazionale. Un percorso iniziato nel 2006 con l’esplosione del singolo This Is What You Are, contenuto nell’album Handful of Soul, che ha portato il crooner siciliano a conquistare pubblico e critica in tutto il mondo.

Da allora la sua carriera non si è più fermata: concerti in oltre 50 Paesi, tournée nei principali teatri e festival internazionali e numerose certificazioni Oro e Platino per i suoi album. Un successo costruito nel tempo, grazie a uno stile unico capace di fondere eleganza soul, raffinatezza jazz e una voce immediatamente riconoscibile.

Le celebrazioni per questo anniversario sono iniziate lo scorso settembre con una nuova versione di This Is What You Are reinterpretata da importanti musicisti della scena jazz internazionale. A dicembre è arrivata la riedizione natalizia A Very Special Mario Christmas con i grandi classici delle feste, impreziosita dal brano Cool Yule insieme al pianista Antonio Faraò.

Tra i momenti più recenti di questa celebrazione anche la partecipazione al Festival di Sanremo, dove Mario Biondi è salito sul palco come ospite insieme a Sayf e Alex Britti, interpretando la celebre Hit the Road Jack resa immortale da Ray Charles, conquistando il podio della serata cover.

Il 10 aprile segna un’altra tappa fondamentale: l’uscita di Prova d’autore, il primo album interamente in italiano del crooner. Un progetto speciale in cui Mario Biondi si racconta come interprete, autore, compositore, arrangiatore e produttore, mettendo in luce una visione musicale completa e personale.

Con 20 brani che attraversano eleganza, profondità e passione, Prova d’autore rappresenta una vera dichiarazione artistica: un disco che celebra vent’anni di musica guardando al futuro con maturità e libertà creativa.

Il pre-order è disponibile dal 10 marzo:
https://bio.to/provadautore

L’album sarà disponibile dal 10 aprile in digitale e CD, mentre l’edizione in vinile da collezione arriverà dal 1° maggio.

A partire da maggio, Mario Biondi tornerà inoltre in tour nei teatri delle principali città italiane con uno spettacolo elegante e coinvolgente che ripercorrerà i grandi successi di Handful of Soul e dell’intera carriera, insieme ai nuovi brani. Sul palco lo accompagneranno musicisti storici e nuove eccellenze, tra cui il maestro Antonio Faraò, tra i pianisti jazz italiani più apprezzati a livello internazionale.

Un viaggio musicale raffinato, tra soul, jazz e grandi emozioni, per celebrare vent’anni di una delle voci più amate della musica italiana.

La Madre - Fili di Voce

“La Madre – Fili di Voce” debutta domani al TBM in prima nazionale

GISELLA BURINATO, SOFIA TAGLIONI, GRAZIANO SCARABICCHI, CINZIA MASCOLI E ALESSIO CHIODINI. IN PRIMA NAZIONALE IL 13-14 FEBBRAIO AL TEATRO TOR BELLA MONACA DI ROMA

La Madre è nata in silenzio.
Da una voce interiore, da una scarica di emozioni contrastanti, da ricordi che chiedevano con urgenza di essere ascoltati e fissati nero su bianco.

Nel teatro, quella voce ha trovato un corpo, un respiro, una visione.
Grazie all’adattamento e alla regia di Mary Ferrara,
quel mio piccolo e intimo racconto, selezionato al Salone del Libro di Torino per la Biblioteca delle Donne, è diventato La Madre – Fili di voce.
Uno spettacolo che non spiega, ma accompagna in un viaggio pazzesco – che dura meno di un’ora – dentro noi stessi. Che non grida, ma resta appiccicato addosso allo spettatore.

In scena, la Madre ha il volto e la voce di Gisella Burinato, un ritorno prezioso dopo trent’anni di assenza dalle scene teatrali, carico di tempo, di vita vissuta fino in fondo, di verità sofferta.

Accanto a lei, i figli di mamma Armandina, interpretati da due attori di razza come
Graziano Scarabicchi e Sofia Taglioni,
giovani, presenti.
Con loro, l’intenso contributo video di un’attrice di generosa come Cinzia Mascoli (che sa volare dalla commedia al dramma con disinvoltura) e la presenza luminosa e ironica del giovane e talentuoso Alessio Chiodini.

Da non perdere!

📍 Teatro Tor Bella Monaca – Roma
📅 Venerdì 13 e Sabato 14 febbraio 2026
⚠️ Pochissimi posti rimasti per la replica di sabato

Questa Madre (che può essere la madre di tutti e di ognuno) parla piano.
Ma se vi fermate ad ascoltare…
vi parlerà dritto al cuore.


Franco Battiato. Il lungo viaggio

“Franco Battiato. Il lungo viaggio” primo biopic dell’artista al cinema

Arriverà nelle sale cinematografiche solo il 2, 3 e 4 febbraio 2026 come evento speciale per Nexo Studios “Franco Battiato. Il lungo viaggio”, il primo film biografico dedicato a Franco Battiato, diretto da Renato De Maria e scritto da Monica Rametta.

Il film propone un ritratto della vita e del percorso artistico di uno dei protagonisti più significativi della musica italiana, concentrandosi in particolare sugli anni della formazione e sull’evoluzione personale e creativa dell’artista.

L’elenco delle sale che ospiteranno l’evento è disponibile su nexostudios.it. Le prevendite sono già aperte sul sito ufficiale di Nexo Studios.


DAL GIOVANE BATTIATO ALLA MATURITÀ ARTISTICA

Coprodotto da Rai Fiction e Casta Diva Pictures, “Franco Battiato. Il lungo viaggio” segue il percorso del giovane Battiato, interpretato da Dario Aita, dalla Sicilia al trasferimento a Milano negli anni Settanta, fino al ritorno nella terra d’origine.

Il racconto si concentra sui momenti chiave della sua crescita artistica, sulle prime sperimentazioni musicali e sul progressivo affermarsi di una visione che intreccia musica, ricerca interiore e spiritualità. Centrale anche il tema del viaggio come metafora di trasformazione personale.


INCONTRI E MUSICA

Nel film trovano spazio alcuni degli incontri determinanti per la carriera di Battiato, tra cui quelli con Giuni Russo, Juri Camisasca e Giusto Pio, collaboratore storico e coautore di molti dei brani più noti del cantautore.

Le musiche originali sono firmate da Vittorio Cosma con Giuvazza Maggiore.


IL CAST

Oltre a Dario Aita, il cast comprende Elena Radonicich, Simona Malato, Ermes Frattini, Nicole Petrelli, Giulio Forges Davanzati, Anna Castiglia e la partecipazione straordinaria di Joan Thiele.

Il trailer ufficiale del film è disponibile online.

La Befana

La Befana nei Paesi dell’Appennino: calze, castagne e il valore della povertà che sa amare

🧹✨ Non ricordo una Befana che portasse oggetti costosi, ma ricordo benissimo quando i regali scaldavano. Oggi abbiamo case piene, mani vuote e un bisogno continuo di dimostrare di essere “in linea”.
Forse non siamo diventati più ricchi: siamo solo diventati più affamati.

Quel tempo, per me, ha un nome preciso: Castronovo Valle Rovero, piccolo paese circondato dai monti dell’Appennino abruzzese.


La Befana nei paesi dell’Appennino abruzzese

Alla fine degli anni Settanta, nei paesi dell’Appennino abruzzese, la Befana non era una festa commerciale ma un rito domestico.
Castronovo Valle Rovero era povero, sì, ma vivo. Il fumo dei camini saliva lento, le cucine erano il centro della casa e della vita, e il freddo si combatteva insieme.

Il camino serviva per scaldarsi e per cucinare: polenta girata piano, pizza al coppo, patate sotto il coppo, con il profumo che riempiva tutta la casa.

🧹✨

La calza della Befana sotto il camino

La Befana arrivava in cucina.
La sera del 5 gennaio appendevamo la calza sotto il camino: una calza vera, spesso spaiata, rammendata, legata con uno spago a un chiodo storto. Non era bella, ma era nostra.

Bastava vederla appesa per sentire che stava per succedere qualcosa di importante.

🧹✨

Dolci, castagne e clementine: il valore del poco

La mattina ci si svegliava presto, con il freddo che ti mordeva la faccia.
La calza era gonfia, pesante, più grande di come l’avevamo lasciata.

Dentro c’era “ogni ben di Dio”: dolci fatti in casa o comprati con parsimonia, perché i soldi non li avevamo e non c’era da scialare.
Clementine, tante noci e castagne — quelle della nostra terra — anche per fare volume, ma per noi erano una ricchezza vera.

🧹✨

Il carbone fatto in casa: una lezione silenziosa

Il carbone della Befana non si comprava.
Si prendevano i tizzoni arsi del giorno prima e si incartavano con cura, come fossero veri regali. Perché qualche marachella ci sta.

Era un’educazione silenziosa: niente prediche, niente umiliazioni.
Solo affetto, misura e senso delle cose.

🧹✨

Natale, un solo regalo e tanta attesa

La Befana era il prolungamento del Natale.
A Natale si aspettava Babbo Natale, che portava un solo giocattolo, “comprato al negozio”. Uno soltanto, ma vero.

Per il resto si inventava, si costruiva, si aggiustava.
La povertà non era una colpa, era una condizione condivisa.
E dentro quella mancanza c’erano fantasia, attesa e sentimenti non interessati.

🧹✨

Consumismo e regali tecnologici: quando niente basta più

Oggi di grana ce n’è fin troppa, eppure non basta mai.
I regali tecnologici non sono mai all’altezza se non sono l’ultimo modello dopo il penultimo. Bisogna essere in linea, inseguire le mode, consumare e consumare.

Gli oggetti nascono già vecchi.
Il regalo non dice più “ti ho pensato”, ma “sei all’altezza?”.
E anche i sentimenti rischiano di diventare merce.

🧹✨

La ricchezza che non si compra

Ripensando a quella calza sotto il camino, alle castagne e al carbone incartato, capisco che non era nostalgia.
Era misura.
Era senso.

Il poco obbligava a sentire di più.
A dare valore ai gesti.
A riconoscere l’amore dove oggi vediamo solo mancanza.

Forse la vera ricchezza stava lì, in una cucina calda di Castronovo Valle Rovero, mentre fuori i monti dell’Appennino custodivano il silenzio.
E forse la vera povertà è arrivata dopo, quando abbiamo smesso di aspettare e abbiamo cominciato solo a consumare.

Stranger Things 5

Stranger Things 5: cresce l’attesa del finale di stagione su Netflix


Attendo come una ragazzina il finale di stagione di Stranger Things 5

Una serie che mi ha rapita dalla prima all’ultima sequenza. L’eterna lotta tra il bene e il male, il lato oscuro che è in ognuno di noi e che può palesarsi indomito o essere addomesticato (come si fa con un animale selvaggio), ha sempre il suo fascino. Tutto parte sempre da lì… E la lotta contro il male che tutto vorrebbe ingoiare, la battaglia eterna per la sopravvivenza del pianeta da parte un gruppo di intrepidi ragazzini, con il supporto di qualche adulto o genitore più illuminato, può fare la differenza!

Non è tratto da una storia vera, ma Stranger Things è fortemente ispirato a leggende urbane, teorie del complotto e film di fantascienza degli Anni ’80, in particolare alle teorie sul Progetto Montauk, che esplorava esperimenti segreti del governo su bambini e viaggi nel tempo, e all’opera di due grandi mostri sacri: Stephen King e Steven Spielberg. 

Vedere per credere!

Stranger Things 5

Dopo gli eventi della quarta stagione, nell’autunno del 1987, il gruppo si mette sulle tracce di Vecna con l’obiettivo di trovarlo ed eliminarlo, dopo che le Spaccature si sono aperte a Hawkins. La missione si complica quando l’esercito arriva in città e inizia a dare la caccia a Undici…

Da vedere tutto d’un fiato! Può essere una buona maratona di Capodanno…

Nel cast brillano:

Buen Camino con Checco Zalone

Il Buen Camino di Checco Zalone per Natale al cinema!

Per la regia di regia di GENNARO NUNZIANTE, sta per tornare nelle sale il ciclone Checco Zalone! Dal 25 dicembre 2025 arriva Buen Camino, ultima pellicola del comico “spiaggiato”.

La storia di Buen Camino

 Quella di Checco è una vita agiata e comodissima e non potrebbe essere altrimenti visto che è il figlio unico di Eugenio Zalone, un ricchissimo produttore di divani. Spiaggiato in piscina nelle sue ville lussuose, un numero imprecisato di filippini a servizio, una giovanissima modella messicana come fidanzata, vacanze sul suo yacht in compagnia di amici con i quali condivide la passione del non voler lavorare; si direbbe una vita davvero invidiabile visto che non gli manca niente ma proprio niente. Anzi no. Qualcosa gli manca. È la figlia minorenne Cristal, chiamata così in onore delle famose bollicine francesi, scomparsa all’improvviso senza lasciare traccia. Chiamato d’urgenza a Roma dalla ex moglie Linda si ritrova per la prima volta ad affrontare le responsabilità della sua paternità provando a cercare la ragazzina, compito parecchio complicato visto che di Cristal e della sua vita non sa assolutamente niente. In suo soccorso giunge però Corina, la migliore amica di Cristal, che Checco riesce a corrompere e farle confessare che la figlia è partita per la Spagna. Per fare cosa? Scoprirà raggiungendola che Cristal ha deciso di percorrere da pellegrina il cammino di Santiago di Compostela, 800 chilometri da camminare a piedi alla ricerca di un senso per la sua vita, una distanza immensa da percorrere che Checco giudica folle ma che suo malgrado sarà costretto ad intraprendere. Per sentieri assolati, montagne fredde e piovose, passando per piccoli paesi sperduti, mangiando quel che capita e dormendo in ostelli fatiscenti e carichi di pellegrini, Checco proverà a ricomporre la sua relazione con Cristal. L’impresa ha dell’impossibile ma un viaggio si sa può cambiare la vita e renderla ricca per davvero.

Nel cast

Accanto a Checco nel film gli attori:
BEATRIZ ARJONA, LETIZIA ARNÒ

soggetto e sceneggiatura
LUCA MEDICI 
e GENNARO NUNZIANTE

Sal Da Vinci

🎤 Sal Da Vinci a Sanremo 2026

La favola contemporanea di un artista senza tempo

Sal Da Vinci è pronto a tornare sul palcoscenico più iconico d’Italia: il Festival di Sanremo 2026 lo accoglierà tra i protagonisti della sua 76ª edizione. Una notizia che segna l’inizio di un nuovo capitolo nella storia di un artista che, da oltre quarant’anni, continua a lasciare un’impronta indelebile nel mondo della musica e del teatro. Con la sua eleganza, la sua autenticità e un talento capace di attraversare generazioni, Sal si conferma una delle voci più riconoscibili e amate del panorama italiano.

🌟 Due anni di successi verso l’Ariston

La partecipazione a Sanremo arriva al termine di un biennio straordinario. Solo lo scorso 6 settembre, Sal Da Vinci ha trasformato Piazza del Plebiscito in un enorme teatro sotto le stelle con il concerto-evento “Stasera che Sera! – Special Edition”. Un’esperienza memorabile che ha coniugato musica, poesia ed emozione pura, conquistando un pubblico trasversale.

E i numeri parlano chiaro:

  • 450 milioni di streaming per “Rossetto e Caffè”;
  • Oltre un milione di spettatori negli spettacoli al Teatro Augusteo dal 2002 a oggi;
  • Una carriera che intreccia musica, teatro, cinema e televisione, sostenuta da una presenza scenica camaleontica e da una voce che è ormai un marchio di fabbrica.

🎭 Un artista nato sul palcoscenico

Nato a New York durante una tournée del padre, Mario Da Vinci, Sal ha respirato il teatro sin dai primi istanti di vita. È cresciuto tra quinte e palchi, sviluppando una sensibilità artistica unica: un equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione, tra melodie intramontabili e nuove contaminazioni.

La scena è la sua vera casa. Ed è proprio lì che Sal riesce a trasformare ogni progetto in un’esperienza collettiva, viva, capace di emozionare e sorprendere.

🎶 Sanremo 2026: il ritorno di una favola

Il ritorno al Festival rappresenta il sigillo ideale di questi due anni straordinari. Una sorta di favola contemporanea che racconta il percorso di un artista capace di evolversi senza mai perdere il cuore, trasformando ogni palco in un universo possibile, ogni canzone in un racconto che resta.

❤️ Dal 19 dicembre 2025 il nuovo spettacolo “Dalla parte del cuore”

E non finisce qui. A suggellare questa stagione luminosa, Sal Da Vinci tornerà dal 19 dicembre 2025 sul palcoscenico del Teatro Augusteo con “Dalla parte del cuore”: un viaggio teatrale poetico e visionario, che promette di confermare la sua straordinaria versatilità e la sua abilità nel raccontare emozioni universali.


Sergio Cammariere

Sergio Cammariere e La pioggia che non cade mai

Arriva il 28 novembre LA PIOGGIA CHE NON CADE MAI, il nuovo album di Sergio Cammariere. Un’ulteriore autentica immersione nel mondo suggestivo e raffinato dell’artista calabrese che ancora una volta conferma la sua unicità nel panorama musicale italiano. Il disco è già disponibile in presave al link:

13 canzoni intime e malinconiche

Un viaggio composto da tredici canzoni che esplorano amore, memoria, distanza, rinascita e consapevolezza, costruiti come capitoli di un’unica storia sentimentale: amori interrotti, lunghe attese, riflessioni sul tempo. Un percorso intimo sospeso tra malinconia e meraviglia che danno vita ad un’opera elegante e intensa. Con questo nuovo lavoro, Sergio Cammariere conferma la sua straordinaria capacità di fondere la sua musica con la poesia di Roberto Kunstler, mescolando generi e sensibilità differenti, intrecciando jazz, cantautorato ed evocazioni cinematografiche in un dialogo armonioso, dove la voce calda e il pianoforte restano, come sempre, protagonisti assoluti per offrire un’esperienza d’ascolto intensa e profondamente emozionale.

Le ritmiche sono affidate a due maestri della batteria – Alfredo Golino e Amedeo Ariano – e a tre raffinati contrabbassisti – Ares Tavolazzi, Luca Bulgarelli e Alfredo Paixão – dando vita a un tessuto sonoro ricco e sofisticato, valorizzato dagli interventi della violoncellista Giovanna Famulari, di Daniele Tittarelli al sax soprano e Christian Mascetta alle chitarre.

Su YouTube il videoclip della title track “La pioggia che non cade mai”, diretto da Stefano Schirato e Riccardo Alessandri: le immagini alternano la natura rigogliosa e fiorente del Parco Nazionale del Gran Sasso dove un bambino gioca e corre libero, a un paesaggio arido e deteriorato in cui si muove l’artista.

Link: https://www.youtube.com/watch?v=muORKQ05S3k

L'Ultima Missione

L’ultima missione di Ryan Goslin nelle sale a marzo 2026

L’ultima missione: Project Hail Mary, diretto dai premi Oscar Phil Lord e Christopher Miller (Spider-Man – Un nuovo universo) con i candidati al premio Oscar Ryan Gosling (BarbieLa La Land) e Sandra Hüller (Anatomia di una cadutaLa zona d’interesse).
Il film è basato sul romanzo “Project Hail Mary” di Andy Weir, autore di “The Martian”. Nel cast anche Lionel Boyce (The Bear), Ken Leung (A.I. – Intelligenza artificiale), Milana Vayntrub (A cena con il lupo – Werewolves Within).

L’ultima missione: Project Hail Mary sarà nelle sale italiane dal 19 marzo 2026 distribuito da Eagle Pictures. Ma intanto ci si può “consolare” con il trailer dell’atteso film.

LA STORIA

L’insegnante di scienze Ryland Grace (Ryan Gosling) si sveglia su un’astronave lontano da casa anni luce e senza alcun ricordo di chi sia o di come sia arrivato lì. Con il riaffiorare della sua memoria, torna alla luce lo scopo della sua missione: risolvere l’enigma della misteriosa sostanza che sta causando il collasso del Sole. Dovrà fare affidamento sia sulle sue conoscenze scientifiche che sulle sue capacità di pensare fuori dagli schemi per salvare dall’estinzione la vita sulla Terra… ma un’inaspettata amicizia gli farà capire che non è solo in questa impresa.