Sanremo 2016 4°Serata

Pronostico rispettato. E’ Francesco Gabbani con la sua Amen a trionfare nella categoria giovani del Festival di Sanremo. Ovvio, scontato. D’altronde il suo pezzo è molto orecchiabile. Brutto, invero ma il meno peggio tra quelli arrivati in finale. Che poi al suo posto avrebbe dovuto esserci Miele è un altro discorso già approfondito ieri. Mistero che non verrà comunque mai svelato. Come riconoscenza minima, Carlo Conti ha dato alla giovane cantante siciliana l’opportunità di aprire la serata. Magra consolazione. E dire che sino a poche ore prima della diretta (erano le 17…) ancora non era stata presa una decisione in merito. Si parlava di una finale a cinque e persino di annullare tutto. Alla fine ha prevalso il buon senso. La frittata era ormai fatta, Miele ha stoffa e talento da vendere. La sua carriera non finirà di certo in un… amen. Archiviata la gara delle nuove proposte, sul palco si sono esibiti tutti e venti i big. Sull’onda dell’entusiasmo per via della vittoria nella serata delle cover, gli Stadio si sono riscattati ampiamente. La folla ha anche chiesto loro il bis (da queste parte concesso solo alla Houston nel 1987, una vita fa). Noemi, capelli rossi e abito bianco, ha convinto ancora una volta e anche Morgan ha finalmente ritrovato la voce. A tarda notte anche Dolcenera ha potuto interpretare la sua Ora o mai più (le cose cambiano), uno dei brani più riusciti dell’intera manifestazione. I cinque eliminti sono: Zero Assoluto, Dear JackNeffa, Bluvertigo e Irene Fornaciari. Solo uno si “salverá”. All’inizio della finalissima sapremo chi verrà ripescato. Ospite d’onore Elisa con look total black, tatuaggi in vista e voce tremante. L’emozione ha giocato brutti scherzi anche alla ragazza di Trieste, vincitrice nel 2001 con Luce (Tramonti a Nord-Est) molto più a suo agio nell’interpretazione del nuovo singolo No Hero. Sul palco anche Enrico Brignano, protagonista di una figuraccia tremenda. Le centinaia di persone che avevano acquistato il biglietto per lo spettacolo di questa sera all’Auditorium di via della Conciliazione in Roma hanno protestato per la scarsa diffusione del rinvio dello spettacolo EvoluShow 2.0. L’artista romano ospite stasera all’Ariston ha dato “buca” ai suoi fan in attesa. L’organizzazione non avendo comunicato in modo adeguato lo spostamento dello spettacolo o il rimborso del biglietto ha lasciato il pubblico in fila sotto la pioggia. Gli spettatori hanno richiesto la presenza dei carabinieri sul posto e mentre scriviamo la situazione stenta a tornare alla normalità. Tutto questo per un monologo moscio e inutile sui figli e i giovani d’oggi. Neanche una risata nella parte comica, neanche una riflessione nella parte “seria”. Il vuoto pneumatico. Ma il peggio doveva ancora venire. Terzo ospite della serata J Balvin, cantante colombiano autore della hit Ginza, pezzo reggaeton del momento apprezzabile solo per la brevità: meno di tre minuti, rapido e (quasi) indolore. Neanche Virginia Raffaele era particolarmente in forma. La sua Belen Rodríguez, lontana anni luce dalle precedenti tre imitazioni non ha decollato. Una diretta lunga ben cinque ore, con il verdetto principale già annunciato a metà serata, poteva e doveva durare molto meno. Ora resta solo la finalissima. Abbiamo i nostri preferiti, non vinceranno.

 

La quarta serata del Festival di Sanremo, con la finale delle Nuove Proposte che ha incoronato Francesco Gabbani, ha ottenuto in media 10 milioni 164 mila spettatori con il 47.81% di share. Un risultato superiore di oltre 300 mila spettatori a quello dello scorso anno, quando la quarta serata del festival fu seguita in media da 9 milioni 857 mila telespettatori, con un identico share, 47.81%.  La prima parte della quarta serata del Festival ha fatto segnare 12 milioni 201 mila spettatori pari al 46.05% di share, la seconda 6 milioni 414 mila con il 55.20%. Un anno fa la quarta serata del festival aveva raccolto 12 milioni 21 mila spettatori con il 46.27% nella prima parte e 6 milioni 253 mila con il 53.49% nella seconda.

 

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Sanremo 2016 3°Serata

La terza serata del Festival ha dimostrato, qualora ce ne fosse stato bisogno, il desiderio di amarcord da parte del pubblico e l’assoluta inesistenza della musica contemporanea. Almeno di quella presente sul palco dell’Ariston. O hai alle spalle almeno 30 anni di carriera o sei un imberbe appena uscito da un talent. Altrimenti non sei nessuno. La certezza è arrivata dalla reunion dei Pooh in formazione tipo. Il figliol prodigo (pardon, il fogliol prodigo) tornato alla base e un anno davanti per l’ultimo tour insieme. I 50 anni di successi suggellati sul palco che li ha visti trionfatori nel 1982 (il solo Fogli) e nel 1990 (tutti gli altri) con Uomini soli. E proprio al termine del brano, vien giù il teatro. Una standing ovation che dura anche durante i 90 secondi di pubblicità e costringe Carlo Conti a intervenire per riportare il pubblico seduto. Presentatore nervoso anche per via di un epic fail destinato a entrare nella storia sanremese. Nella sfida dei giovani Miele vs Francesco Gabbani, vince la ragazza di Caltanissetta. Ma qualcosa non va. I giornalisti dalla sala stampa iniziano a twittare di difficoltà tecniche. Si capisce che una parte dei colleghi (che conta il 50% del risultato) non è riuscita a votare: il piccolo telecomando per il voto non dava l’OK necessario per la conferma del voto. Si fanno dei controlli, mentre la serata scorre. Si decide di far rivotare la sala stampa. Al secondo tentativo tutto va bene, tecnicamente, ma tutto cambia. Il comunicato letto da Carlo Conti è diverso da quello annunciato: Miele non ha vinto, Francesco Gabbani passa il turno. E il conduttore toscano, finora impeccabile, esprime immediatamente la volontà di far ricantare Miele nella serata di venerdì come “consolazione”. Una beffa, insomma. Tanto da far intervenire persino la Polizia Postale (!) per verificare la presenza di brogli. Ma non è stato l’unico disguido tecnico nella gara delle nuove proposte. Un blackout tecnico durante l’esibizione del tenore italo-australiano Michael Leonardi ha oscurato per alcuni secondi la diretta. Ma per lui nessun ripescaggio, nessuna votazione ulteriore. Nella finale di domani passano quindi Gabbani (la sua Amen è orecchiabile ma non convince appieno) e Mahmood, nato a Milano da mamma sarda e papà egiziano, con il brano Dimentica. La serata (che ha visto ancora una volta una Virginia Raffaele superlativa, stavolta nei panni di Donatella Versace) era dedicata alle cover. I 20 big si sono cimentati con alterne fortune. Emozionante l’esibizione di Francesca Michielin alle prese con Il mio canto libero di Battisti con tanto di lacrime nel finale. Esilaranti gli Elii con Quinto Ripensamento, Morgan e i Bluvertigo avrebbero forse meritato di più ma il problema della voce e delle stecche è annoso e ormai non sarà più risolvibile. O lo si ama o lo si odia. E francamente La lontananza eseguita da loro non è stato un capolavoro. Stesso discorso per Patty Pravo (l’unica che ha deciso di coverizzare se stessa). Bravissima Annalisa in America della Nannini. Una spanna su tutti Noemi. Dedicato della Bertè le calza a pennello. A proposito del verbo “calzare”: La lite tra Deborah Iurato e lo stilista Francesco Paolo Salerno ha dato i suoi frutti. La ragazza senza l’abito della prima sera è apparsa rinata. Mentre gli Zero Assoluto hanno provato a distruggere Goldrake (impresa peraltro già riuscita anni fa, con gli stessi accordi, ad Alessio Caraturo) La giuria combattuta tra Noemi, Clementino, Rocco Hunt, Valerio Scanu e gli Stadio ha premiato questi ultimi straordinari interpreti de La sera dei miracoli dell’immenso Lucio Dalla. Una nota di colore (no, non stiamo parlando di Conti…) l’ha portata la giovane campionessa biellese Nicole Orlando (vincitrice di quattro ori ai mondiali per atleti down). Ha candidamente confessato che Garko alla madre non piace proprio. L’attore, finalmente meno impacciato del solito, è rimasto comunque spiazzato. Non si può piacere a tutti, evidentemente. Il festivalone domani promuoverà il giovane più meritevole (almeno si spera) mentre i bookmaker danno favorita la coppia Iurato-Caccamo tra i big. Lo scopriremo solo vivendo (e dagli con Battisti e con gli amarcord…). E’ proprio vero: Siamo afflitti da nostalgia cronica e canaglia.

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Secondo i dati Auditel sugli ascolti di Sanremo 2016, la terza serata del Festival – andata in onda giovedì 11 febbraio – è stata vista da 10.461.000 di spettatori col 47.8 per cento di share. Il dato è una media ponderata tra i dati delle due “parti” in cui è stata formalmente divisa la serata di Sanremo: in media 12.033.000 di spettatori hanno visto la prima parte, 45,91 per cento di share, mentre 6.815.000 di spettatori, 57,93 per cento di share, hanno visto la seconda parte. La terza puntata di Sanremo 2016 è andata peggio della terza puntata dell’edizione dello scorso anno, la prima condotta da Carlo Conti, che era stata vista da 10.586.000 spettatori, col 49,51 per cento per cento di share e peggio della seconda puntata di quest’anno, che mercoledì è stata vista da 10.747.000 spettatori, col 49.91 per cento di share.

Sanremo 2016 1°Serata

 

La tanto temuta sortita pro adozioni gay da parte di Elton John non è arrivata. In compenso sul palco dell’Ariston l’attualità è giunta con un fiorire di nastri arcobaleno da far impallidire (se mai ce ne fosse stato bisogno) l’aria da medioevo (leggi family day…) incline alla censura di qualsivoglia forma di progresso (pardon…di civiltà). Il richiamo arcobaleno, ovviamente, si riferisce alla causa LGBT e alla discussione in Senato sul progetto di legge Cirinnà sulle unioni civili. Noemi, Enrico Ruggeri e Irene Fornaciari li hanno appesi sul microfono, Arisa li stringeva in mano, Sergio Carnevale, batterista dei Bluvertigo, li aveva nel taschino. Laura Pausini, da sempre vicina a queste tematiche, presentando il suo ultimo singolo Simili ha spiegato che il messaggio è anche il rispetto tra le diversità. In tutta onestà, sia gli addetti ai lavori che gli spettatori non hanno assolutamente capito la ragione dei colori (frutto di una richiesta inviata via twitter). Soltanto dopo diversi minuti l’arcano è stato svelato. Forse ci voleva un pizzico di coraggio in più.

Un festival aperto dal ricordo di David Bowie (anche se Starman suonata dall’orchestra non rimarrà indimenticabile) e proseguita con la simpatia di Virginia Raffaele, ieri nei panni di Sabrina Ferilli, e nell’impacciatissima conduzione/condizione di Gabriel Garko. L’attore non ha distolto per un solo attimo lo sguardo dal gobbo, inutile la sua presenza sul palco sanremese. Anche l’occhio vuole la sua parte? Allora bastava un cartonato. L’altra valletta Madalina Ghenea (per qualche giornalista denominata “il culo” di Sanremo, suo il fondoschiena sulla copertina del film Youth di Paolo Sorrentino) ha fatto poco di più avendo dalla sua la scusante della poca dimestichezza con la lingua. Detto della Pausini, la standing ovation maggiore l’ha avuta tal Giuseppe Ottaviani, atleta centenario che va tre volte a settimana in palestra con la moglie. Il recordman, invitato per la rubrica Tutti cantano Sanremo, ha scelto Vecchio Scarpone (1953) come sua canzone preferita (…) Impalpabile o quasi l’esibizione di Aldo Giovanni e Giacomo (lodevole la loro iniziativa di dare in beneficenza tutto il cachet) e di Maître Gims (artista francese idolo indiscusso delle radio con la hit Est-ce que tu m’aimes). Sofferente di uveite, alla richiesta di uno scambio di occhiali propostagli da Carlo Conti ha risposto picche. E la musica? Beh, al Festival della Canzone Italiana è ormai da anni un contorno abbastanza fastidioso. Tutte (o quasi) da riascoltare, le canzoni. Accattivanti quelle di Noemi, Enrico Ruggeri e Irene Fornaciari. Belle (ma cantate senza voce) quelle de Gli Stadio e dei Bluvertigo. Dalle prime votazioni Irene Fornaciari, Noemi, Bluvertigo e i Dear Jack sono a rischio eliminazione. I quattro artisti rispettivamente con Blu, La borsa di una donna, Semplicemente e Mezzo Respiro, sono nelle ultime posizioni dopo la prima serata. I più votati da televoto e sala stampa sono stati: gli Stadio con Un giorno mi dirai, Enrico Ruggeri con Il primo amore non si scorda mai, Lorenzo Fragola (primo ad esibirsi)con Infinite volte, Rocco Hunt con Wake up, Giovanni Caccamo e Deborah Iurato (criticata nel Dopofestival per l’abito impresentabile) con Via da qui, Arisa con Guardando il cielo. Non è stato reso noto il posizionamento in classifica dei singoli artisti. Venerdì dopo l’ultima esibizione sarà stilata la classifica finale: gli ultimi 5 andranno a rischio eliminazione. Solo uno sarà ripescato con il televoto e rientrerà in gara sabato sera. E gli ascolti? Volano!11 milioni e 134mila spettatori pari al 49,48% di share, in linea con gli ottimi ascolti dell’anno scorso quando il Festival di Carlo Conti debuttò con 11 milioni e 767mila spettatori e il 49,34% di share.

La prima parte del Festival, in onda dalle 21:12 alle 23:56, ha totalizzato 12 milioni e 516mila spettatori pari al 49,15% di share, mentre nella seconda parte, in onda da mezzanotte per 45 minuti, si sono sintonizzati 5 milioni e 907mila spettatori pari al 52,31%. Stasera entrano in scena le nuova proposte, altri 10 big e… Nicole Kidman. La settimana più importante dell’anno è appena iniziata. Che vi piaccia o no, fino a sabato, si parlerà solo di Sanremo. Non è propriamente un male, visti i tempi…

@100CentoGradi

 

 

 

Sanremo 2016 Ecco i big!!!

Come consuetudine, il carrozzone sanremese inizia prima delle feste natalizie. E’ il palco de L’Arena, il contenitore domenicale condotto da Massimo Giletti su RaiUno, a ospitare Carlo Conti, per il secondo anno alla guida dell’indomabile rassegna canora. Il presentatore toscano, dopo interminabili preamboli con i soliti inutili opinionisti (tra gli altri Alba Parietti, Iva Zanicchi e Mario Luzzato Fegiz, sempre pronto a sparare nel mucchio), ha svelato in anteprima i 20 “big”, i 20 grandi artisti sanremesi. Conti, che il 23 giugno 2015 è stato nominato pubblicamente direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo del 2016 – dopo la fortunata edizione 2015 – manterrà anche la direzione artistica della rassegna musicale del 2017. Parecchie novità, ottimo il ritorno degli Stadio, soliti reduci dai talent e reunion dei Bluvertigo in formazione originaria con a capo Morgan. E gli Elii a dare pepe a tutta la kermesse.
Al Teatro Ariston lo show in programma dal 9 al 13 febbraio 2016, verrà seguito minuto per minuto anche su questo sito.

Ecco i nomi!

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