Riccardo Scamarcio direttore per un giorno a Metro – Lunedì 16 Novembre 2009

In occasione dell’uscita del film La prima luce diretto da Vincenzo Marra (https://oriettacicchinelli.com/2015/09/22/la-prima-luce/) riviviamo l’incontro con Riccardo Scamarcio (protagonista della pellicola) direttore per un giorno nella redazione romana di Metro. Era lunedì 16 Novembre 2009. In questa pagina trovate le foto e il numero storico del 17, da scaricare in Pdf

Metro Roma Martedì 17 11 2009 Riccardo Scamarcio direttore per un giorno

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Io e lei

Alla fine la confessione arrivò :”Sì, mi sono ispirata al Vizietto”. Maria Sole Tognazzi incalzata dalle domande dei giornalisti, risponde così a chi le ricorda il film-cult del papà (in realtà babbo Ugo ne fece ben tre…). Più che altro, il filippino gay sembra un piccolo, quanto doveroso omaggio. Un film politico? Anche, non foss’altro per le dichiarazioni di Sabrina Ferilli (sembra ringiovanita da La grande bellezza in poi) :”Se anche questo governo di sinistra (sinistra, Sabrina?!?) non prenderà una posizione sulle unioni civili e non le riconoscerà, allora i cittadini dovranno farsi sentire e combattere le loro battaglie” e di Margherita Buy :“Siamo in un momento e in una posizione importante, la nostra è una società arretrata, la situazione italiana ha ancora molte cose da risolvere e da discutere” durante l’incontro con la stampa. Quello che si è visto è in realtà una graziosissima commedia, con scene molto caste di amore e di tenerezza (più che di sesso) tra le due protagoniste. Se l’intento della regista era quello di raccontare una storia senza pregiudizi e senza pruriginosità, c’è riuscita in pieno. E’ stata nominata troppe volte la parola lesbo nei vari promo della pellicola (anche durante il photocall sentire qualcuno urlare:”bacio, bacio” alle due attrici è apparso piuttosto stucchevole e anacronistico, fatta salva l’ironia, comunque incomprensibile). Venendo al film, Federica (la Buy) e Marina (la Ferilli) dopo cinque anni di convivenza, entrano in crisi per i dubbi della prima. Incontrando un vecchio amico, Marina ci finisce a letto e il combattimento interiore sembra avere il sopravvento. Dalla sua, aveva comunque sempre cercato di camuffare il rapporto agli occhi della gente. Paura di essere giudicata, lei con ex marito e figlio ancora giovane. La solarità di Federica, invece, appare disarmante. No, lei non ha paura di dire che ha una compagna, non teme l’ilarità stupida di chi non vuole accettare quella che agli occhi di tutti è una realtà. E il messaggio che arriva è proprio questo. Io e lei non servirà a sconfiggere l’ignoranza, ma quantomeno ad aprire le menti, ancora oggi, troppo chiuse. Ermeticamente.

Dal 1 Ottobre al cinema.

La Prima luce

Figli contesi, la fine di una storia d’amore (quante volte viene usato a sproposito questo termine sacro), lei scappa con la prole e lui resta a casa (quando va bene) costretto a mantenere l’ex e il frutto del loro “amore” (ancora…). O viceversa. Parte da qui il nuovo film di Vincenzo Marra, toccante come lo è l’argomento. Marco (un superbo Riccardo Scamarcio, sempre più convincente), giovane e cinico avvocato, vive con la sua compagna Martina (Daniela Ramirez) a Bari, città di lui. Il figlio Mateo  (non è un errore, si scrive proprio così date le origini sudamericane, interpretato dal piccolo Gianni Pezzolla) vittima sacrificale della decisione della madre decisissima nel tornare in patria. Scelta solo sua, convinta che la decisione presa possa essere ottimale per lei e il bambino. Ma non è proprio così. Le intenzioni di Mateo (e del padre) sono ben diverse. Lei scappa con il figlio e fa perdere le proprie tracce. Fin quando Marco decide di andare a riprendere la sua vita. Una storia straziante, la separazione quando non è condivisa lo è sempre. Tra moglie e marito. Figuriamoci quando la madre “scappa con il malloppo”. Tragicomica e soffertissima la scena nel tribunale sudamericano. E molto emozionante l’abbraccio tra padre e figlio. L’amore (stavolta sì) tra i due è enorme e supera tutti gli ostacoli. Ogni confine. Quello che dovrebbe attraversare Scamarcio per riportare il bambino con sé. Ma…

L’esigenza di unirmi ogni volta con te

Tanto sesso, siamo italiani! Già dalla locandina, l’immaginazione viene accantonata. Piccola premessa fatta con occhi da cronista. La foto ricorda, con il debito rispetto, l’accoppiamento tra Marlon Brando e Maria Schneider in Ultimo tango a Parigi. Chiaramente parliamo di un frame, la storia e le scene sono nettamente diverse. L’onanismo femminile, già sdoganato in altre pellicole, vede la sensuale Claudia Gerini protagonista. Quello maschile, fortunatamente, ci viene risparmiato. Che storia è quella raccontata nel film di Tonino Zangardi (autore anche del romanzo regalatoci stamattina alla prima)? Passione, soprattutto, con la P maiuscola. Non amore, più esigenza fisica. Appare l’infelicità, la fragilità umana. Appaiono i vuoti di una vita piatta (quella della protagonista, Giuliana, cassiera in un supermercato, sposata da dieci anni con un marito tutto lavoro e zero testosterone), appare lui, Leonardo (Marco Bocci), poliziotto che le salva la vita e dal quale lei diventa dipendente. Lui “ucciso” moralmente dall’ex moglie (trovata a letto con suo fratello) odia tutte le donne. Tutte, tranne lei. Dolce e sfrontata, sessualmente parlando. Sincera nel raccontare al marito iceberg la tresca in atto. Rivelazione shock per l’uomo, che inizia a picchiare selvaggiamente la malcapitata. Un coltello da cucina nelle mani di Giuliana, e via. Più lontano che si può. Una notte e un giorno in fuga. Ma non si può scappare talmente lontano dai propri sensi di colpa. Il finale, scontato, risulta però molto gradevole. Non è l’amore a vincere su tutto. Non è una storia di vittorie. E’ solo una folle passione. Dal 24 Settembre al cinema. Ne vale la pena.

Quasi dimenticavamo… La colonna sonora è davvero bellissima, così come il pezzo, seppur non recentissimo. dei Radiodervish, tornati finalmente alla ribalta.

CAPITANI CORAGGIOSI – Il…varo!

Loro due, anzi quei due là (tanto per iniziare con le citazioni canore). Che hanno conosciuto gli anni d’oro della musica italiana, sono caduti nella polvere e si sono rialzati più forti di prima. I più amati da almeno quattro generazioni che si uniscono per una sera, e lo faranno ancora per almeno altre undici, e amalgamano le loro voci esperte in un mix perfetto. Tonalità diverse (Baglioni riesce ancora ad arrampicarsi sulle vette più alte del pentagramma), ma stessa unità d’intenti. Quella di far rivivere al pubblico tutte le emozioni di una carriera che sembra non finire mai. Anzi, che si rinnova costantemente. Morandi, re incontrastato dei social network ci sa fare con le nuove generazioni. L’artista di Montesacro…con tutte. Le tribunette (stranamente non gremtissime, diversi seggiolini vuoti specialmente in Tevere) impazziscono sin dal primo brano, quello che dà il titolo al tour (e conoscendo i due, a mille altre eventi) e lo faranno per tutte le tre ore di concerto. Parlavamo di voci, di tonalità, Ebbene, sono talmente in simbiosi che bisogna guardare il palco, ascoltare non basta, per capire chi dei due stia cantando un brano piuttosto che un altro. Scherzano sul palco, la loro rivalità non esiste. Le battute sulle mani di Morandi, sul naso di Baglioni:”Gianni, quel contrabasso tra le tue mani sembrava un violino” “Claudio, per asciugarti il naso le ho dovute usare entrambe le mie mani” o sulla leva militare:”Morandi è l’unica persona che ha fatto il militare per 15 anni!” (alludendo a tutti i musicarelli interpretati dall’eterno ragazzo di Monghidoro) “Baglioni ha fatto il militare per soli tre giorni ma aveva una relazione talmente solida con la ragazza dell’epoca al punto di farsi lasciare durante il periodo” (alludendo ai brani W l’Inghilterra e Porta Portese). C’è tutto in questa notte romana, anche l’omaggio al grande Umberto Bindi (Il nostro concerto, e qui Claudio si esalta avendo, una decina d’anni orsono, inciso il brano) e lo scambio di brani (Non sono degno di te cantata da Baglioni merita una menzione speciale). Le lacrime sulle note di Uno su mille e La vita è adesso, le gambe trepidanti sui seggiolini (solo una ragazza ha il coraggio e improvvisa un ballo scatenato) durante Andavo a cento all’ora e Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte. Il pubblico in tribuna è entusiasta ma composto. Molto meno quello del parterre, ma ampiamente giustificato quando i due scendono tra la gente. Tutti in piedi,al punto che i Capitani dopo aver più volte “minacciato” di tornare sul palco, lo fanno per davvero. Tutto perfetto, dunque. Qualora volessimo trovare un piccolo (ma insignificante) difetto potremmo parlare dello sfarzo eccessivo negli abiti (specialmente quelli di quattro coriste, voce splendida ma look da conigliette di Playboy). Il resto è “solo” musica leggera. E lo sappiamo tutti che peso ha. Quello che ti fa perdere la voce cantando a squarciagola ogni singolo pezzo. Altro che matusa!

Si replica…a oltranza, la nave è ormai salpata! Buon viaggio Capitani!

@100CentoGradi

Scaletta a cura di Sabrina Panfili in esclusiva per doremifasol.org e saltasullavita.com – Courtesy foto Fabio e Francesco

  • Ore 21.14 Salgono sul palco: Claudio Baglioni e Gianni Morandi. Cantano:Capitani Coraggiosi
  • Ore 21.18 Io sono qui – Baglioni/Morandi
  • Ore 21.23 Scende la pioggia- Morandi/Baglioni
  • Ore 21.27 Dagli il via – Baglioni/Morandi
  • Ore 21.33 Se perdo anche te – Morandi/Baglioni
  • Ore 21.36 Baglioni e Morandi si ringraziano scherzando per essere ospite uno del concerto dell’altro
  • Ore 21.38 Grazie perché – Morandi e le coriste con Claudio Baglioni al pianoforte
  • Ore 21.41 Con tutto l’amore che posso – Baglioni con le coriste
  • Ore 21.46 E adesso la pubblicità- Baglioni. Claudio si scatena sul palco
  • Ore 21.51 Banane e Lamponi – Morandi con Claudio Baglioni alla chitarra
  • Ore 21.55 Canzoni stonate – Morandi
  • Ore 21.57 Sabato pomeriggio – Morandi. Sullo sfondo la scenografia rappresenta la copertina di Sabato Pomeriggio realizzata con un gioco di luci
  • Ore 22.01 Se non avessi più te – Morandi/Baglioni
  • Ore 22.04 Un mondo d’amore – Baglioni/Morandi
  • Ore 22.08 La fisarmonica- Morandi con Claudio Baglioni al pianoforte
  • Ore 22.10 Solo – Baglioni al pianoforte e Morandi alla chitarra
  • Ore 22.12 Chimera – Morandi e Baglioni al pianoforte
  • Ore 22.13 Amore bello – Baglioni al pianoforte, Morandi alla chitarra
  • Ore 22.16 Morandi e Baglioni giocano sui propri difetti fisici: mani e naso
  • Ore 22.17 In ginocchio da te – Morandi alla chitarra e Baglioni al pianoforte
  • Ore 22.19 Q.p.g.a. – Baglioni/Morandi
  • Ore 22.25 Con Voi – Baglioni
  • Ore 22.30 Vita – Morandi
  • Ore 22.34 Strada facendo- Baglioni/Morandi
  • Ore 22.40 C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones – Morandi/Baglioni
  • Ore 22.45 Il nostro concerto- Baglioni/Morandi
  • Ore 22.50 E tu come stai – Baglioni/Morandi
  • Ore 22.54 Varietà – Baglioni/Morandi
  • Ore 22.58 Baglioni e Morandi spiegano il senso di Capitani Coraggiosi
  • Ore 23.01 Poster – Claudio Baglioni al pianoforte e Gianni Morandi al controbasso
  • Ore 23.06 In amore- Morandi e le coriste
  • Ore 23.10 Solo insieme saremo felici- Morandi e le coriste
  • Ore 23.14 Io me ne andrei- Baglioni/Morandi
  • Ore 23.19 I vecchi – Baglioni al pianoforte
  • Ore 23.24 Non son degno di te – Baglioni
  • Ore 23.28 Avrai – Baglioni/Morandi
  • Ore 23.33 E tu – Baglioni/Morandi
  • Ore 23.39 Medley: Signora Lia, Andavo a 100 all’ora, W l’Inghilterra, Fatti mandare dalla mamma, Porta Portese – Baglioni e Morandi scendono in platea tra il pubblico. Claudio Baglioni invita il pubblico a sedersi
  • Ore 23.51 Occhi di ragazza – Morandi/Baglioni
  • Ore 23.54 Via – Baglioni/Morandi
  • Ore 23.58 Bella signora – Morandi/Baglioni
  • Ore 00.02 Mille giorni di te e di me – Baglioni (Lievissimo incidente a Claudio Baglioni. Durante la canzone ha cominciato a perdere del sangue da un sopracciglio. Evidentemente un piccolo urto con la chitarra sul finale della canzone precedente. Alla fine della canzone ferita tamponata senza alcun problema. Lo segnaliamo per dovere di cronaca, ma incidente senza alcuna conseguenza reale.)
  • Ore 00.07 Uno su mille – Morandi
  • Ore 00.10 La vita è adesso- Baglioni/Morandi
  • Ore 00.17 Saluti finali sulle note di Capitani Coraggiosi

https://www.facebook.com/Claudio-Baglioni-Network-News-126307332998/timeline/

Carmen Consoli su Metro – Giovedì 10 Settembre 2015

http://www.metronews.it/15/09/09/consoli-dopo-il-tour-torno-fare-la-mamma.html

L’intervista su sito e cartaceo a Carmen Consoli in occasione della tappa a Eutropia!

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Stesso posto, due mesi fa… Io, Carmen e… la madre!

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Stasera a Eutropia, invece…

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Erica… Tienimi il posto!

Iniziamo la terapia di gruppo!

Può avere inizio una presentazione di un lavoro discografico per quanto introspettivo e autobiografico possa essere con queste parole? La risposta è affermativa se si parla di Erica Mou e del suo nuovo progetto. Poi, se a intraprendere la seduta psicoterapica non è (solo) lei ma la scrittrice (e amica) Chiara Gamberale, il concetto si rafforza. Lo showcase di ieri pomeriggio in Feltrinelli ha visto la cantautrice pugliese entrare con largo anticipo per il soundcheck. Spie e chitarre in ordine, si può partire. Le parole e la musica sono tutte testimoniate in questi video. Ci sarebbe poco da aggiungere. Meglio parlare allora del nuovo lavoro.

Tienimi il posto, il titolo. Chi l’ha ascoltato deve ancora metabolizzarlo. Non si può certo dire che sia un disco facile. Ed è molto meglio così. Scordatevi le sonorità e i testi degli album precedenti. Erica arriva al suo quarto disco (il pupo, lo chiama lei in maniera affettuosa) molto maturata. Sembra un’altra nel sentirla (e vederla) suonare. Le rimane la semplicità (hai detto nulla…). Brani come Sottovoce, Le macchie, Se mi lasciassi sola sono delle piccole pietre preziose che inevitabilmente andranno a catturare l’orecchio di chi sa ascoltare. Sì, ascoltare. Sentire è un altro verbo. Non è un prodotto radiofonico, non è quello l’intento. Se cercate il motivetto da canticchiare per distrarvi, avete sbagliato disco. Se volete invece ritrovare una parte di vissuto in uno o più testi della Mou… beh, non dovete far altro che mettervi le cuffie e lasciarvi trasportare dal volo che la ragazza di Bisceglie ha prenotato per voi. Il pezzo migliore per chi scrive? Che pioggia. Quella di emozioni regalate!

@100CentoGradi

Antonello Venditti Live Stadio Olimpico Sabato 5 Settembre 2015 Tortuga Tour

Raccontare un concerto di Antonello Venditti per di più allo Stadio Olimpico di Roma è un esercizio non solo musicale ma anche politico, calcistico e sociale. Maggiormente negli ultimi anni, per merito (colpa?) del cantautore romano. Mancava all’appuntamento da 15 anni e ha dato tutto sia nei mesi precedenti (12 per l’esattezza, un anno intero) sia durante le tre ore di live dove per strafare ha dimenticato parole, è andato fuori tempo, ha usato la sua voce come base nelle canzoni del nuovo album. Visibilmente emozionato ha dato il via al concerto alle 21 esatte tornando indietro di ben ventiquattro anni con Raggio di Luna, pezzo d’apertura dei concerti dell’epoca. Poi ha tirato fuori dal cilindro brani indimenticabili (assenti da troppi anni in scaletta) come Peppino, Stella (legata agli eroi di Capaci) sino ad arrivare al brano migliore e più toccante di Tortuga. Sulle note di Non so dirti quando, le sue lacrime erano ben visibili mentre il maxischermo alle sue spalle mandava foto di suoi compagni, amici e colleghi scomparsi negli ultimi tempi: Lucio Dalla, Pino Daniele, Alessandro Centofanti.

Il pianoforte rosso, uno dei tanti simboli rimossi, rinnegati e poi tornati sul palco regalava Sotto il segno dei pesci, Bomba o non bomba, Sara finalmente riportate alle sonorità degli anni 70 insieme al suo gruppo storico Stradaperta. A differenza del suo sodale Francesco De Gregori, Venditti non stravolge mai le sue canzoni, anzi… Un bene per chi vuole cantare con lui, meno per chi volesse ascoltare un po’ di sperimentazione maggiore.

Briga, chi era costui? Il ragazzo di Amici tanto acclamato dalle ragazzine amanti del programma quanto poco dal pubblico presente ieri sera, ha cercato di interpretare Dalla pelle al cuore e nel finale, addirittura, Roma Capoccia. Si poteva evitare, tanto più che la sua voce era travolta da quella del protagonista. Scarso gradimento e pochi applausi per lui. Moltissimi invece per Biagio Antonacci, in formissima al fianco di Venditti nell’interpretazione di Che fantastica storia è la vita e Amici mai. Tonalità diverse ma molto affiatamento. Parlavamo prima del nuovo disco. Sull’ultimo singolo Ti amo inutilmente stenderemmo un pietoso velo. Ci anticipa Antonello quasi scusandosi dicendo:” E’ la più stupida canzone che abbia mai scritto, ma non si sempre si può dare il massimo”. La folla la balla lo stesso, facendo poca attenzione al testo. Meglio per tutti.

Manca il gran finale, quello che (non) ti aspetti da nessun cantante. Ma da Venditti sì. Il Grazie Roma con Dado, Carlo Verdone alla batteria, Simona Izzo – “oddio,c’è pure la mia ex moglie”- Ricky Tognazzi e… Massimo Ferrero (il patron della Sampdoria, ex curvarolo) che invita il pubblico a saltare improvvisando un:” Chi non salta della Lazio è”. Stupiti ci ritroviamo a saltare anche noi in prima fila e guardiamo tutto lo stadio alle nostre spalle fare lo stesso. Resta in tribuna solo Renato Zero. Venditti chiama a gran voce il pubblico del parterre a salire con lui sul palco, ma la sicurezza ci ferma dopo un principio di rissa scoppiata a un metro da chi vi scrive. Mentre lo stadio si svuota e i musicisti hanno riposto gli strumenti, Venditti torna sul palco. E’ il momento di Ricordati di me. Finisce sempre così, neanche stavolta è mancato uno dei pezzi più riusciti del suo repertorio. La fredda cronaca finisce qui. Ma non possiamo esimerci dal muovere una critica all’andamento del concerto, preparato troppo a parole e poco nei fatti. Capiamo l’emozione, il voler essere eternamente ggiovane (con due g, ovvio) il ritorno all’Olimpico, ma troppe cose si potevano evitare. Briga su tutte. Forse anche Dado (ripete se stesso da tanti, troppi anni). E forse (anzi sicuramente) bisognava rivedere il nuovo disco cercando di ricordare bene le parole. Una certezza: di Tortuga nei prossimi concerti romani non ci sarà traccia. Come è stato per tutti gli altri dischi, da vent’anni a questa parte.

@100CentoGradi

Le foto sono © @Rtl102.5 e @Ilaria Baisi