Il sabato nel villaggio di Vallabrègues

Dopo gli Abrivado tra Montfrin e Fontvielle, con la tradizionale corsa dei tori (tenuti a freno dai tradizionali gardians della Manada de l’Amista) per le vie dei villaggi, tra cittadini e turisti curiosi, la Fête de la Vannerie nella vicina Vallabrègues.
Il tempo si è fermato in questo villaggio che ha inventato la tradizionale Maison de Camargue, quelle casette dai tetti di canna che i pescatori usavano costruire per la stagione della pesca.
Mani esperti lavorano i vimini come si usava fare nei nostri paesini rurali anche nella mia terra d’Abruzzo… E mi rivedo bambina, curiosa di tutto, a spiare un vecchio nonno che davanti al fumante camino, nelle lunghe sere d’inverno, intreccia vimini stagionati per farne cestini, panieri e ceste utili per la raccolta delle olive o delle ciliegie o per andare a funghi nei boschi di castagno della Valle Roveto. Dalle sapienti mani, ruvide e callose, venivano fuori come per incanto quelle piccole opere d’arte. E ogni volta mi sembrava di
assistere a un piccolo miracolo. Parlo di un tempo, oggi troppo lontano, in cui con niente si faceva davvero tutto…

@oriacicchinelli

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Promenade d’un jour à Aigues-Mortes

 

 

 

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Non è veramente mare, le acque sono troppo basse e incerte. Non è veramente terra, le maree ricoprono la piana… Il fascino di Aigues-Mortes, città voluta da Louis IX come porto sul Mediterraneo, si evince dal paesaggio surreale che si staglia oltre la grande Torre di Costanza (30 metri di altezza, su 4 livelli) che vide partire l’VIII crociata e conobbe pure la forza e il coraggio di donne, come Marie Durand, qui imprigionate solo perché non rinunciarono alla loro fede protestante. Una stele le ricorda davanti al maestoso hotel du Gouverneur.

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Oggi meta imprescindibile per chi sceglie di passare le vacanze in Provence, Aigues è stata per anni, anzi, per secoli un’elegante Bella addormentata dopo che Marsiglia fu unita alla Francia…
La torre Carbonara, in lontananza, austera e solitaria, si erge sopra le maree, controllore e prima difesa della città. La muraglia di pietra, con la sua camminata della ronda, fanno impazzire grandi e piccoli che da lì si godono meglio lo spettacolo dei colori, cangianti
sul rosa, dei tetti, dei fenicotteri gracili ed eleganti nel cielo pure risato del tramonto.

Aigues-Mortes è anche la Camarga selvaggia, paradiso di tori, cavalli e ogni sorta di uccelli.
E che dire delle Saline du Midi? Figlio del mare, del sole e del vento, il sale viene raccolto in montagne (cammelles) e poi lavato delle sue impurità per finire a tavola. E anche questo ha il suo fascino: basta salire sul trenino che conduce attraverso questo “non mare” che va dal rosa al grigio all’azzurro per riempirsi gli occhi di tante meraviglie.

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E per riempirsi un po’ anche la pancia, mentre i bimbi giocano nella fontana di Place Saint-Louis, non c’è che l’imbarazzo della scelta: dal salato al dolce, tutte le leccornie sono a portata! Ma prima di abbandonare la cittadella fortificata, non mancate le pasticcerie
intorno e le piccole boutique provenzali. Infine, una visita alla vicina Notre-Dame-des-Sablons, fatta di grosse pietre di bionda roccia, che custodisce la statua d’oro di Saint Louis…

Voilà, ma Promenade d’un jour à Aigues-Mortes!

 

 

@oriacicchinelli