Sarà Sanremo 2017

Sarebbero dovuti essere 20, ma alla fine saranno 22. La spoilerata degli Statuto ha avuto effetto per un buon numero di big. Torna Albano e con tutto il rispetto per l’artista, visti gli eventi recenti (il doppio infarto che ha colpito il cantante pugliese venerdì scorso) è una scelta abbastanza incomprensibile. Come lo è quella di Gigi D’Alessio, contestato da tutta la sala allestita in Villa Ormond a Sanremo. Nessuna “soffiata” sugli ospiti, forse ci sarà la neo first lady della Casa Bianca Melanie Trump, ma sono solo voci. Ufficiale è invece il DopoFestival eccezionalmente anche di sabato con Nicola Savino e la Gialappa’s Band a fare gli onori (e gli oneri…) di casa. Per Carlo Conti sarà un festival che avrà come protagonisti i rapporti interpersonali in famiglia. L’amore non solo tra uomo e donna (anche perché di questi tempi…) ma nel nucleo in toto. Ecco nel dettaglio i Big di Sanremo 2017.

Albano con Di rose e di me

Chiara Galiazzo con Nessun posto è casa mia

Bianca Atzei con Ora esisti solo tu

Alessio Bernabei con Nel mezzo di un applauso

Clementino con Ragazzi fuori

Elodie con Tutta colpa mia

Francesco Gabbani con Occidentali’s karma

Paola Turci con Fatti bella per te

Samuel con Vedrai

Fiorella Mannoia con Che sia benedetta

Nesli e Alice Paba con Do retta a te

Michele Bravi con Il diario degli errori

Fabrizio Moro con Portami via con te

Giusy Ferreri con Fatalmente male

Gigi D’Alessio con La prima stella

Raige e Giulia Luzi con Togliamoci la voglia

Ron con L’ottava meraviglia

Ermal Meta con Vietato morire

Marco Masini con Spostato di un secondo

Michele Zarrillo con Mani nelle mani

Lodovica Comello con Il cielo non mi basta

Sergio Sylvestre con Con te

Nelle nuove proposte (in giuria Massimo Ranieri, Andrea Delogu, Anna Foglietta, Amadeus e Fabio Canino) eliminati tra le contestazioni la band dei La Rua, passano

Valeria Farinacci con Insieme (da Area Sanremo)
Braschi con Nel mare ci sono i coccodrilli (da Area Sanremo)

Leonardo Lamacchia con Ciò che resta

Tommaso Pini con Cose che danno ansia

Maldestro con Canzone per Federica

Marianne Mirage con Le canzoni fanno male

Lele Esposito con Ora mai

Francesco Guasti con Universo

@100CentoGradi

img_20161212_220051

Poveri ma ricchi

 

Da Torresecca senza pudore. I Tucci sono una famiglia povera di un piccolo paese del Lazio. Padre (Christian De Sica), madre (Lucia Ocone), una figlia vanitosa e un figlio genio, costretto a fingersi idiota per stare al passo con la famiglia (gli esordienti Giulio Bartolomei e Federica Lucaferri) Con loro vivono anche il cognato, botanico ma nullafacente (Enrico Brignano), e la nonna (Anna Mazzamauro), patita di serie TV. Un giorno accade qualcosa di completamente inaspettato: i Tucci vincono cento milioni di euro. Sull’onda dell’emozione decidono di mantenere segreta la vincita, ma, come spesso succede in questi casi, una parola di troppo scappa dalla bocca del capofamiglia e ai Tucci rimane soltanto una soluzione, prima di essere perseguitati da sedicenti amici e conoscenti: scappare. Verso Milano, dove ad attenderli (come ogni cafonal che si rispetti) c’è il dito medio, scultura posta al centro di Piazza degli Affari opera dell’artista italiano Maurizio Cattelan. Il tema già proposto più volte (da Un povero ricco a Ricky e Barabba) non riesce a sfondare. Si ride molto poco, solo con i cameo (Albano e il patron della Sampdoria Massimo Ferrero su tutti) e la bravura della Ocone non viene sfruttata per nulla. Per non parlare di Ubaldo Pantani, lontano parente del mattatore ospite fisso dalla Gialappa’s Band. Il lieto fine non può mancare. C’è, non potrebbe essere altrimenti e analizzando bene il film, lo spettatore lo capirà già dopo la prima mezz’ora. Una risata allunga la vita, qui si rischia di morire giovani…

Dal 18 dicembre al cinema

@100CentoGradi