Troppo Sanremo per nulla

Più di un’ora di conferenza stampa per aprire ufficialmente la settantesima edizione del Festival di Sanremo. Giusto per mettere in chiaro che non bisognerà avere un orologio vicino e che le scalette verranno sì rispettate ma con calma. Si sa quando si comincia, il resto sarà un’incognita. Già tutto previsto con i ventidue artisti (poi diventati misteriosamente ventiquattro) in gara. Stamattina, dopo una buona mezz’ora di chiacchiere con protagonisti il sindaco della città ligure e Antonio Matano (il direttore di RAI Pubblicità) ha preso la parola il padrone di casa. E, incalzato le domande ha chiarito, scusandosi con i giornalisti presenti, la gaffe clamorosa commessa prima di Natale. In realtà il conduttore aveva già ben chiara la situazione. E dopo essere stato beffato dal settimanale Chi ha deciso di dare una sua personalissima esclusiva a Repubblica tenendo volutamente nascosti due artisti. Un caos inenarrabile con la toppa peggiore del buco. Ma il nostro, dandosi del deficente, ha dichiarato

L’imprevedibilità è al primo posto, vorrei che ogni serata del Festival fosse diversa dalle altre. Rispettando la liturgia della kermesse ma con sorprese. Sarà una grande festa pop, all’insegna del nazionalpopolare, grazie al supporto della Rai e al lavoro di squadra che ormai prosegue da mesi. La 70a edizione di Sanremo per essere celebrata deve essere di ognuno di noi, aperta a tutti. Il Festival appartiene alle persone che lo seguono e a quelli che se ne occupano

Ad affiancare Amadeus anche in conferenza stampa cinque delle donne che saranno sul palco con lui: Antonella Clerici, Diletta Leotta, Emma D’Aquino, Laura Chimenti, Francesca Sofia Novello. Confermata la presenza di Monica Bellucci, probabilmente nel corso della seconda serata, mentre di certo non ci sarà Michelle Obama. Amadeus ha messo la parola fine anche al caso Rula Jebreal.

E’ una donna estremamente intelligente, cercavo proprio una donna così che potesse parlare di donne dal sapor internazionale

Spazio anche a Sabrina Salerno. Sul palco salirà anche Alketa Vejsiu, una conduttrice albanese. Infine la conferma ufficiale di Mara Venier. Anche nel presentare le donne (ben undici) il conduttore ne ha fatta un’altra delle sue. Introducendo Francesca Sofia Novello (fidanzata con Valentino Rossi) ha usato parole che hanno fatto storcere il naso a molti. Amadeus ha motivato la sua scelta così

Ho scelto Francesca perché ha la capacità di stare accanto a un grande uomo rimanendo un passo indietro

Dunque, per salire sul palco dell’Ariston bisogna essere belle, bellissime (si è parlato solo di aspetto fisico, presentando le vallette) e magari non parlare. Al di là degli scivoloni, ci sono state solo delle conferme. Tiziano Ferro sarà ospite tutte le sere, Roberto Benigni e Fiorello saranno delle schegge impazzite e i due super ospiti (ancora non ufficializzati) dovrebbero essere Zucchero e… Ultimo. Sì, proprio il secondo classificato della scorsa edizione che dopo aver insultato tre quarti di sala stampa è diventato un divo da venerare.

Questa a oggi la composizione delle cinque serate:

Prima puntata 4 febbraio 2020: Fra le donne: Diletta Leotta e Rula Jebreal. Sempre presenti: Tiziano Ferro e Fiorello. Ospite: Salmo. Oltre a lui: Pierfrancesco Favino, Kim Rossi StuartEmma Marrone presente non solo per parlare del film di Gabriele Muccino di cui è protagonista.

In apertura gareggiano i 4 giovani.

Mercoledì 5 febbraio 2020: Fra le donne: Emma D’Aquino e Laura Chimenti, insieme a loro forse Sabrina Salerno. Oltre a loro: Monica Bellucci. Sempre presenti: Fiorello e Tiziano Ferro. Poi, forse, una bella sorpresa…

In apertura gareggiano i 4 giovani.

Giovedì 6 febbraio 2020: sarà una serata speciale. Fra le donne vi saranno: Giorgina Rodriguez e Alketa. Ospiti: Luis Capaldi, Tiziano Ferro che canterà in coppia con Massimo RanieriMika e Roberto Benigni.

Venerdì 7 febbraio 2020: Semifinale dei giovani in apertura e nel clou della serata la Finalissima con l’annuncio del vincitore. Fra le donne: Antonella Clerici e Francesca Sofia Novello. Sempre presenti: Fiorello e Tiziano Ferro. Ospiti: Dua Lipa e Johnny Dorelli.

Sabato 8 febbraio 2020: Mara Venier farà il suo ingresso per parlare di Domenica In. Ritorneranno sul palco: Diletta Leotta, Sabrina Salerno e Francesca Sofia Novello. Sempre presenti: Tiziano Ferro e Fiorello. Oltre a loro: Diego Abatantuono, Christian De Sica, Rocco Papaleo, Massimo Ghini e Paolo Rossi. Atteso momento di spettacolo dedicato al film di Brizzi intitolato Pop Corn

Nella serata finale previsti Albano e Romina Power con un inedito scritto da Cristiano Malgioglio

L’Altro Festival sarà in diretta esclusiva su RaiPlay, il padrone di casa Nicola Savino sarà affiancato dall’ospite fissa Myss Keta e il comico Valerio Lundini, da uno studio allestito appositamente al Palafiori. Lo studio sarà il centro di controllo, ma molti saranno gli interventi dall’esterno, probabile anche qualche incursione di Fiorello. Sempre su Raiplay, in diretta ogni mattina, si potrà seguire anche la consueta conferenza stampa giornaliera. Torna per la quarta volta il Prima Festival, il notiziario brillante partirà dal 26 di gennaio con la conduzione di Ema Stokholma e Gigi & Ross, in onda dal Glassbox di fronte all’Ariston. Su Radiodue ben 16 ore di diretta e nel contenitore giornaliero di Raiuno La vita in diretta i collegamenti saranno curati da Giovanna Civitillo. Sì, proprio la consorte di Amadeus. Anche lei: bella, bellissima… A margine della conferenza chiusa con le dichiarazioni di circostanza dei protagonisti un altro caso, destinato a sgonfiarsi presto. Elisabetta Gregoraci ex moglie di Flavio Briatore, ha scritto un lungo post sui social per raccontare che è stata esclusa da L’Altro Festival  a causa della presunta appartenenza politica alla Destra del suo ex marito, in quanto all’interno del format avrebbe già incluso comici sostenitori di sinistra. Cosa non si fa per avere visibilità. Ma in tempi di carestia andava alla ex Valletta di Mammuccari avrebbe fatto comodo anche andare a farsi prendere in giro da Savino e soci. Polemiche su polemiche, volute o meno. Giusto per far capire, se ancora non è chiaro che la musica è solo un pretesto per accumulare milioni di spettatori e di euro con la raccolta pubblicitaria. Nessuno si è lamentato della scarsità del cast. Se questo è un festival della canzone…

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Sanremo 2020, la prima conferenza stampa ufficiale della 70° edizionesanremo conf 3sanremo conf 9sanremo conf 6sanremo conf 5sanremo conf 4

PIERLUIGI CANDOTTI

Meta-Moro, il festival è vostro

Sono Ermal Meta e Fabrizio Moro i vincitori della 68°edizione del Festival di anremo con il brano Non mi avete fatto niente. Vittoria annunciata, messa in discussione per via di un regolamento incomprensibile, ma meritata. Secondo posto (e vincitori morali) per Lo Stato Sociale con Una vita in vacanza. Terza la sorpresa Annalisa con Il mondo prima di te

 

 

 

Risultati a parte, doveva essere la serata di Laura Pausini e in un certo senso lo è stata. Dopo aver cantato la sua “nuova” hit (le virgolette non sono messe a caso, la melodia è sempre la stessa da lustri) Non è detto, cerca di duettare con Baglioni sulle note di Avrai (facendo il resoconto dei pezzi massacrati, bisognerebbe chiedere i danni al diretto interessato) e chiude con uno dei brani minori della sua discografia: quella Come se non fosse stato mai amore, di quasi quindici anni fa, cantata uscendo dal teatro e buttandosi tra la folla. Il tutto con il vestito di scena (ma non era reduce da febbre e laringite?). Non solo: la performance è stata parzialmente rovinata, almeno per il pubblico a casa, da problemi di trasmissione, segnalati in molte parti d’Italia, che hanno oscurato a tratti la visione sui televisori. L’altra super ospite, Fiorella Mannoia ha (in)cantato eseguendo con Claudio Baglioni Mio fratello che guardi il mondo (brano scritto da Ivano Fossati) al termine di un monologo di Pierfrancesco Favino che ha commosso lui, prima di tutti. Tutti sì, forse non quel politico “che non possiamo inquadrare perché siamo in par condicio” presente in sala, accompagnato dalla gentil donzella. L’attore romano ha portato sul palco dell’Ariston un brano da La notte poco prima della foresta di Bernard-Marie Koltès, storia di estraneità e di esclusione, appena andata in scena all’Ambra Jovinelli di Roma. In un crescendo di pathos, ha recitato con le lacrime agli occhi. Dalla (dura) realtà alla tragicomica entrata in scena del trio Renga-Pezzali-Nek, tre carriere di tutto rispetto unite per chissà quale motivo. Alla vigilia del tour, niente di meglio che prendere una mannaia e buttare in vacca anche Strada facendo con il povero Max intimidito. Fortuna ha voluto (si era già a domenica) che non abbiano cantato la loro Duri da battere. In confronto Capitani coraggiosi di Baglioni-Morandi era da Grammy.

Serata aperta da Ultimo, il vincitore delle nuove proposte, con la scritta la libertà è sacra come il pane (verso del brano Libero di Fabrizio Moro) stampata sulla maglia e proseguita con il previsto ologramma di Mina nella solita sponsorizzazione Tim. Roba già imbarazzante nella teoria, da vietare ai minori nella messa in atto. Parlando della gara, è tornata in scena Paddy Jones (la vecchia che balla) durante il brano de Lo Stato Sociale e ha fatto alzare in piedi tutto il suo pubblico con la sua carica d’energia (ultraottantenne la signora…) portando il delirio anche in sala stampa. Il momento più emozionante l’ha regalato Renzo Rubino. Mentre il concorrente si esibiva sul palco dell’Ariston, sullo sfondo i nonni materni, Giacomina Fasano, chiamata nonna Mimma, e Michele Bufano, lo hanno accompagnato danzando per poi salutarsi con un romantico bacio. Il nonno, tra le altre cose, è stato protagonista della copertina del cd Il gelato dopo il mare e del 45 giri festivaliero appena uscito nei negozi.

Prima del verdetto finale, omaggio a Enzo Jannacci sulle note de La canzone intelligente con protagonisti Baglioni, la Hunziker, Favino e (finalmente) Sabrina Impacciatore. Le altre posizioni:

4) Ron

5) Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico

6) Max Gazzè

7) Luca Barbarossa

8) Diodato – Roy Paci

9) The Kolors

10) Giovanni Caccamo

11) Le Vibrazioni

12) Enzo Avitabile e Peppe Servillo

13) Renzo Rubino

14) Noemi

15) Red Canzian

16) Decibel

17) Nina Zilli

18) Roby Facchinetti-Riccardo Fogli

19) Mario Biondi

20) Elio e le storie tese

Premio della Critica Mia Martini a Ron con Almeno pensami. Premio della Sala Stampa Lucio Dalla a Lo Stato Sociale con Una vita in vacanza. Il premio Sergio Bardotti assegnato dalla giuria degli esperti (presieduta da Pino Donaggio) è andato a Mirko e il cane

L’edizione numero 68 del Festival di Sanremo si congeda con un grande risultato di ascolti: ieri sera sono stati 12 milioni 125mila i telespettatori sintonizzati su Rai1, che ha portato la Gara canora più famosa d’Italia a totalizzare uno share del 58,3%. Il dato è sostanzialmente simile a quello dello scorso anno, quando gli spettatori erano stati 12 milioni 22mila e lo share del 58,41%. Per entrare nel dettaglio dei numeri, la prima parte della sfida conclusiva ha ottenuto 13 milioni 240 mila spettatori con il 54% di share, la seconda 10 milioni 401 mila con il 68.9%. Nell’access prime time, rispetto alle altre reti, è sempre Rai1 a stravincere con Prima Festival, visto da 8.123.000 spettatori pari al 34.4% di share e a seguire Sanremo Start, che ha ottenuto 10.881.000 telespettatori e il 42,8% di share, il risultato più alto di sempre. Nonostante i dati della serata di chiusura di questa edizione si discostino solamente di poche centinaia di spettatori dalla 67esima edizione, quella condotta da Carlo Conti insieme a Maria De Filippi il festival targato Claudio Baglioni si conferma il migliore da molti anni a questa parte. La media di share della quarta serata, prima della finale, ha totalizzato il 51.1% di share. Per trovare un dato migliore, è infatti necessario risalire al Sanremo condotto da Fabio Fazio con Renato Dulbecco e Laetitia Casta, che ottenne il 54.06%. Nel 2017, invece, la prima parte dell’ultima serata di Sanremo aveva avuto 13 milioni 602 mila spettatori con il 54.18%, la seconda 9 milioni 767 mila con il 69.65%.

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Ultimo è primo. Ma sbanca Lo Stato Sociale

 

E’ Ultimo il vincitore della 68° edizione del festival di Sanremo nella categoria giovani. Il pubblico ha rumoreggiato a lungo (preferiva vedere sul gradino più alto del podio Mudimbi o Lorenzo Baglioni, al quale visto il periodo storico di ignoranza non ha giovato di certo il cognome). Ma c’è da dire che il pezzo Il ballo delle incertezze resta in testa e funziona già benissimo in radio. Quindi, vittoria meritata. Una serata iniziata con… Heidi. Un po’ era attesa, va detto. Più che altro temuta. Ma Baglioni non ha voluto deludere i fan di Anima mia (programma storico condotto con Fabio Fazio che sdoganò il vecchio Agonia in un artista autoironico ai massimi livelli) e si è lanciato in una performance rock accompagnato da Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino sulle note del pezzo lanciato da Elisabetta Viviani. Claudio è un perfezionista ma, nel controllare tutto, ha toppato troppe volte nei versi dei suoi brani. L’emozione e la timidezza a volte riaffiorano e giocano brutti scherzi. E’ capitato anche nell’esibizione di Amore bello cantata superlativamente da Gianna Nannini. La cantante senese dopo aver portato sul palco dell’Ariston Fenomenale (molto meglio aver puntato sul primo singolo che su Cinema, ora in radio) ha messo un tassello in più nella sua carriera di cover (già sperimentata con successo nel disco Hitalia). La quarta serata, dopo il boom delle prime tre ha dimostrato come anche il pezzo meno riuscito, riarrangiato a dovere può essere gradevole. Il vincitore morale (e chissà…) è stato Lo Stato Sociale, capace di portare a Sanremo (dopo la vecchia che balla) il Piccolo coro dell’Antoniano e Paolo Rossi (il comico, non l’uomo che fece piangere il Brasile) in una versione de Una vita in vacanza riveduta e corretta, a misura di bambino: nel ritornello la frase nessuno che rompa i c….è stata sostituita con nessuno che buca i palloni. Notevole anche la presenza di Alessandro Preziosi, ospite del trio Bungaro-Vanoni-Pacifico mentre l’inserimento di Alice nel brano Almeno pensami di Ron nulla ha aggiunto. Detto, logicamente, nel massimo rispetto della forlivese. Bravi Annalisa-Michele Bravi e I Decibel (Lettera dal duca insieme a Midge Ure guadagna moltissimo). Menzione speciale per Ermal Meta e Fabrizio Moro: hanno affidato a Simone Cristicchi il compito di leggere le parole di Antoine Leiris, l’uomo che perse la moglie al Bataclan e scrisse una lettera aperta ai terroristi pronunciando la frase che dà il titolo al brano, Non mi avete fatto niente. Il controcanto di Anna Foglietta ha nobilitato Passame er sale di Luca Barbarossa. Prima della fine della serata, il premio alla carriera. Quest’anno è andato a Milva, a ritirarlo la figlia con tanto di lettera scritta dalla rossa. Pubblico in piedi e parole di commiato. Il secondo ospite musicale della serata, Piero Pelù ha riproposto per l’ennesima volta Il tempo di morire di Lucio Battisti. Voleva essere un omaggio. Ma Battisti era già avanti ai tempi: le chitarre distorte non gli si addicono.

Secondo la giuria di qualità (presieduta da Pino Donaggio) zona blu per Vanoni-Bungaro-Pacifico, Ron, Diodato & Roy Paci, Ermal Meta & Fabrizio Moro, gialla per Lo Stato Sociale, Red Canzian, The Kolors, Annalisa, Enzo Avitabile & Peppe Servillo e rossa (quella a rischio) per I Decibel, Roby Facchinetti & Riccardo Fogli, Noemi, Renzo Rubino, Mario Biondi, Nina Zilli ed Elio e le storie tese

La serata è stata seguita in media da 10 milioni 108 mila telespettatori con il 51.1% di share. È il risultato migliore dal 1999 in poi, quando lo share fu del 54,06%. Scendendo in dettaglio, la prima parte è stata seguita ieri su Rai1 da 12 milioni 246 mila telespettatori (49.1% di share) mentre la seconda è stata vista da 6 milioni 849 mila (57.3%). Nel 2017, sempre la quarta serata del festival, aveva avuto nella prima parte 11 milioni 707 mila spettatori con il 45.53%, la seconda 6 milioni 213 mila con il 53.20%. L’anno scorso la quarta serata del Festival aveva ottenuto in media 9 milioni 886 mila telespettatori pari al 47.05% di share

@100CentoGradi

 

Paoli e Giorgia: emozione e nostalgia. Ma la serata è dei Negramaro

Finalmente Baglioni ha capito che cantando da solo può ancora dire la sua. La partenza con Via ha trasformato in una discoteca il teatro Ariston. Roba che se avesse continuato almeno con un paio di pezzi, si poteva tranquillamente chiudere il Festival e dare appuntamento al prossimo anno. Le Nuove proposte hanno al solito aperto la gara. Per primo Mudimbi con Il mago, Eva, (reduce da X Factor 2016), con Cosa ti salverà, Ultimo con Il ballo delle incertezze e Leonardo Monteiro con Bianca. E la giuria demoscopica premia Mudimbi, l’unico a dare un minimo di brio a giovani già vecchi. Che poi, le due categorie possono andare a braccetto tranquillamente. Vedere (e sentire) per credere l’esibizione de Lo Stato Sociale. La loro Una vita in vacanza con la ballerina âgé (Paddy Jones, la straordinaria “vecchia che balla”) ha fatto impazzire la sala stampa e si candida come outsider per la vittoria finale. Con loro è salita sul palco anche l’attualità perché i cinque ragazzi hanno, attaccati alle giacche, dei cartellini con i nomi di Domenico Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore, i cinque metalmeccanici della Fiat reintegrati dopo il licenziamento, dichiarato illegittimo, ma mai tornati in fabbrica, nonostante venga pagato loro un regolare stipendio. Al termine dell’esibizione è balzata sul palco Virginia Raffaele, che sistemando il ciuffo del direttore artistico lo ha etichettato come sex symbol. «Lo sai che sei giovanile Claudio, ma come scendi bene le scale…da solo», dice Virginia. E ancora: «Ma che bello che hai invitato la tua prima fidanzatina, quella che balla con Lo Stato Sociale». Poi arrivano le imitazioni, Virginia nei panni di Michelle, “la badante svizzera”, finalmente fa ridere.  Battute sugli ologrammi degli artisti: «Non vedo l’ora di vedere Mina, perché Red Canzian sembrava vero». Povero Claudio, punchball del Festival. Ma incassa bene. Tornando allo Stato Sociale, nota di colore: nella serata dei duetti, hanno scelto di portare sul palco Il Piccolo Coro dell’Antonino. E un gruppo di bambini che canta a squarciagola quella parolina è un’immagine che Claudio Baglioni non vuole nemmeno immaginare. «Quando ho sentito il testo, ho detto al gruppo: siete sicuri di voler inserire la parola? Poi sentendo il pezzo e vedendolo ho cambiato idea. Credo che verrà edulcorato rispetto alla presenza del Piccolo Coro», racconta il direttore artistico.

Fuori gara, i Negramaro (destino, il loro simile a quelli di molti altri: eliminati a Sanremo, poi assurti nell’élite della musica italiana). Il ricordo di Mentre tutto scorre, poi La prima volta (il loro nuovo singolo) e l’immancabile duetto con Baglioni sulle note di Poster. E che duetto! Il più riuscito finora. Tornando alla gara, il brano di Luca Barbarossa (più si ascolta Passame er sale e più vengono in mente gli stornelli di Gabriella Ferri e di una Roma sempre più lontana) è davvero accattivante. Si spera che il pubblico non abbia voglia di mangiare sciapo. Da Roma a Napoli con Enzo Avitabile e Peppe Servillo (anche per loro il secondo ascolto migliora nettamente la prima impressione). Chi non vuole arrendersi al tempo che passa è Roby Facchinetti. Una stecca clamorosa durante il pezzo, interpretato con Riccardo Fogli e un’arrampicata imbarazzante sul pentagramma hanno definitivamente massacrato il brano (già bruttarello di suo). Noemi con una scollatura vertiginosa ha risvegliato gli ormoni. Il pezzo è quello che è: senza infamia né lode. Le emozioni vere arrivano dai duetti Giorgia-James Taylor e soprattutto da Danilo Rea e Gino Paoli con il ricordo di Fabrizio De André e Umberto Bindi. Con loro Baglioni: e allora La canzone dell’amore perduto e Il nostro concerto già immortali di loro assumono ancora più bellezza. Alla faccia degli esterofili. La chiusura con Una lunga storia d’amore vale tutta la serata. La classifica della sala stampa premia al momento Gazzè, Stato sociale e Meta-Moro. Nella fascia media The Kolors, Barbarossa, Avitabile-Servillo e all’inferno Facchinetti-Fogli, Caccamo, Noemi

La terza serata del Festival di Sanremo di Claudio Baglioni ha ottenuto in media 10 milioni 825 mila spettatori con il 51.60%. Un risultato eccellente, che migliora anche gli ascolti dell’anno scorso, quando la terza serata del festival di Carlo Conti e Maria de Filippi, dedicata alle cover dei successi del passato (tra gli appuntamenti più amati di Sanremo), aveva fatto registrare una media di 10 milioni 421 mila spettatori, pari al 49.68%.

E’ un risultato da record il 51.6% di share messo a segno dalla terza serata: bisogna risalire infatti al 1999, al festival condotto da Fabio Fazio con Renato Dulbecco e Laetitia Casta, per trovare un risultato più alto

 

@100CentoGradi

 

Perché Baudo è Sanremo

Ora devo andare, vi devo lasciare I brividi per quello che sembra un commiato e le lacrime accompagnate da un’ovazione.

Se ieri è toccato a Fiorello salvare la baracca, stasera non poteva che essere Pippo Baudo il gran cerimoniere di Sanremo. Un lungo sermone per ricordare a tutti chi è salito sul palco del Casinò, prima ancora dell’Ariston. Da Louis Armstrong a Bruce Springsteen, da Madonna a Sharon Stone fino alla scoperta di Giorgia, Laura Pausini, Eros Ramazzotti. Tutti devono qualcosa a Baudo. Lui deve (quasi) tutto a Sanremo. E ha giocato sulla sua frase storica: “l’ho inventato io”. Ed è tutto vero. Serata aperta dalla solita ghettizzazione per le nuove proposte. Relegarle in uno spazio denominato Sanremo Start (escludendole così dalla gara) significa trattarle con sufficienza e come un ingombro del quale disfarsene il prima possibile. Tanto vale abolire la gara o inglobare i ragazzi tra i big. Tra i giovani, classifica parziale, primo posto per Alice Caioli. Passando ai campioni, appare sempre più convincente il pezzo di Nina Zilli, sempre meno quello di Elio e le Storie Tese mentre il trio Vanoni-Bungaro e Pacifico merita tutti gli applausi del pubblico. Ron fuoriclasse, ogni ascolto del suo pezzo è una fitta al cuore. E’ toccato invece a Renzo Rubino prendere il posto di Ermal Meta e Fabrizio Moro sospesi precauzionalmente dalla gara dopo il caos accaduto nella notte (https://oriettacicchinelli.com/2018/02/07/il-festival-di-baglioni-e-di-fiorello-e-di-morandi/). Domani dovrebbero tornare. Oggi le comiche, insomma.

Il ricordo di Sergio Endrigo è stato quasi obbligato ma farlo così, con i ragazzi de Il Volo intenti a trasformare la sublime Canzone per te in una sorta di epopea melodrammatica equivale a perdere un’occasione.  Più tardi, con La vita è adesso, faranno di peggio. Mentre Biagio Antonacci alle prese con Mille giorni di te e di me cantata insieme a Baglioni ha messo tutto sé stesso. Ma non è bastato. Nelle sue corde il Fortuna che ci sei in airplay radiofonico. A ognuno il suo. E comunque in sala stampa nessuno ha ascoltato. Anche il più rockettaro conosceva a memoria ogni sillaba del brano e il Palafiori è diventato un enorme karaoke. Pierfrancesco Favino ha recitato Despacito, spacciandola per una poesia inedita di Federico Garcia Lorca per poi ballare (e bene!) con Michelle Hunziker. Ma è Sting che il pubblico aspetta. E lui, pur non in formissima non delude. Interpreta Muoio per te e accompagnato da Shaggy la deboluccia Don’t Make Me Wait, pezzo caraibico che anima un poco la platea. In riviera, se parli di Sting, viene rievocata Russians (era il 1986). Meglio non immalinconirci. Per allungare il brodo (fossero poche 14 canzoni…) niente di peggio di un bello spot per Franca Leosini con Baglioni nelle vesti di imputato per la sua Questo piccolo grande amore. E, neanche a dirlo, Claudio sbaglia non solo l’anno della premiazione avvenuta come canzone del secolo (1985 e non 84…) ma riesce nell’impossibile: inciampare nei versi del suo successo più famoso. Anche senza papillon (ieri storto, stasera dritto poi tolto del tutto) non ne va bene una. A mezzanotte e mezza arriva il professor Roberto Vecchioni. Ed è Samarcanda, è magia. Unico mistero: che senso strategico ha far cantare Il Volo presto e buttare Morandi e Vecchioni poco prima del Consorzio Nettuno? La chiusura è tutta da ridere con il Mago Forrest. Ed è passata l’una da un pezzo

Nella classifica parziale (voti della sala stampa), zona a rischio per Nina Zilli, Elio e le Storie Tese, Renzo Rubino Red Canzian purgatorio per Le Vibrazioni, Annalisa e i Decibel e zona blu per il trio Vanoni-Bungaro-Pacifico, Ron e il duo Diodato-Roy Paci

Il pubblico continua a premiare il festival di Sanremo. Dopo gli ottimi risultati del primo appuntamento, la seconda serata è stata vista da 9 milioni 687 mila telespettatori con uno share del 47,7%, percentuale superiore dunque all’edizione 2017: un anno fa la seconda serata aveva raccolto una media di 10 milioni 367 mila spettatori ma la media di share era stata del 46,58%.

PIERLUIGI CANDOTTI

 

Il Festival di Baglioni è di Fiorello e di Morandi

Ma è il festival di Baudo o di Baglioni? Tra sigla (mancava da anni da queste parti) e un’invasione di palco (ai tempi Cavallo Pazzo, stasera un uomo che voleva parlare con il sindaco di Sanremo prontamente bloccato) è partita la 68° edizione del festival della Canzone Italiana.

E subito una sorpresa: Fiorello, previsto per le 22:30, guadagna il palco lasciando Claudio Baglioni dietro le quinte. Un poco ingessato (aveva confessato di avere una paura folle pochi minuti prima ai microfoni di Radio Deejay) fa lo scaldapubblico, elenca le virtù cantautoriali dell’amico Claudio leggendo dal telefonino il messaggio che l’ha convinto ad accettare l’invito. E canta pure lui: un Morandi vs Baglioni mixando i testi e le musiche dei due Capitani Coraggiosi.

Poi, dopo una decina di minuti non indimenticabili, entra finalmente in scena il direttore artistico. Baglioni, papillon stortignaccolo, pare molto, ma molto imbalsamato, e si lancia in uno sproloquio sul Festival e sui miracoli della musica e sul potere delle canzoni. Cita il melodramma italiano e si autocita (e tante volte accadrà da qui a sabato) leggendo il gobbo. Ma la musica? No, ancora nulla. Tocca ai due veri presentatori di questa edizione: Pierfrancesco Favino e Michelle Hunziker (con la sua scollatura balconata che lascia poco all’immaginazione). Battute scontate, ma i due sembrano almeno più sciolti del loro capo. Dopo mezz’ora di chiacchiere, finalmente, arriva il primo brano. Tocca ad Annalisa aprire con un pezzo orecchiabile firmato da lei con il suo ex Davide Simonetta. Ma l’emozione più grande arriva da Ron. La sua Almeno pensami (inedito di Lucio Dalla) strappa applausi e commozione. I The Kolors riportano tutti sulla terra. Troppo presto.

Tocca aspettare Max Gazzè con la sua Leggenda di Cristanda e Pizzomunno per volare un po’ più in alto, tra sirene e marinai.
Il momento della prima ospite, Laura Pausini (assente come previsto, arriverà sabato per il gran finale) si trasforma in un caos inenarrabile: con la cantante di Solarolo al telefono, Fiorello e Baglioni (quest’ultimo sempre strozzato dal cravattino che continua a tormentare nel vano tentativo di sistemarlo) si cimentano nella storica E tu, sbagliando tempi, parole e andando fuori sincro. Proprio quando lo showman prende la scena è il momento di tornare a cantare seriamente. Bisogna imparare a condurre (è il caso di dirlo) e… Bisogna imparare ad amarsi come recita il trio Ornella Vanoni-Bungaro e Pacifico. Lei, una vera signora del belcanto fa la sua bella figura, la silhouette stretta in un abito bianco elegantissimo, maneggiando un pezzo di rara bellezza.

Ma chi convince di più è il duo super favorito della vigilia. La coppia formata da Ermal Meta e Fabrizio Moro portano sul palco dell’Ariston una ballata moderna destinata a sicuro successo. Non mi avete fatto niente, il titolo. Mario Biondi, il signore del soul, ha un brano, Rivederti, da riascoltare.

E poi arriva il tempo di Favino, attore-impegnato alla corte del dittatore artistico Claudio, che si lancia con coraggio in un siparietto, in volo da Leopardi a Lucio Battisti (raggiunto da Baglioni, giusto in tempo per sbagliare qualcosa) facendo cantare alla fine anche il pubblico sulle note del cult Un’avventura.

La vera piacevole sorpresa arriva però da Lo Stato Sociale. La band bolognese (già fortissima in radio) fa saltare sulle sedie il pubblico con Una vita in vacanza accompagnata dalla performance a dir poco incredibile di un’anziana e super-atletica ballerina, Paddy, 80 anni, già stella di Britain’s Got Talent (e poi dicono che il bello è solo giovane!). Il loro stile ricorda Rino Gaetano con un finale che pare un omaggio (neanche troppo velato, ma ci sta!) a Elio e le Storie Tese. Una sorta di passaggio di consegne, visto che il gruppo milanese di lì a poco si esibirà travestiti da veri geni della musica, senza lampada, con Arrivedorci, il loro ultimo brano di una carriera lunghissima. Pezzo autobiografico, ironico e demenziale proprio come loro. Un piccolo romanzo epico ma gioioso e ridente pur nella mestizia di un addio.

Sul palco salgono anche i Pooh (scioltisi da tempo ma presenti separati). La coppia Riccardo Fogli-Roby Facchinetti e Red Canzian non convincono. Meglio di loro i redivivi Decibel, ma Enrico Ruggeri è sinonimo di garanzia. Noemi ripete se stessa, ma con minore impatto scenico mentre Giovanni Caccamo stona paurosamente e pare la brutta copia di Battiato-giovane stasera.

A notte inoltrata arriva l’ospite musicale clou della serata. Quando l’Italia già sonnecchia, entra in scena Gianni Morandi e come per magia anche Baglioni sembra più a suo agio. Omaggiano Luis Bacalov interpretando Se non avessi più te, poi l’arrivo di Tommaso Paradiso, frontman dei Thegiornalisti regala Una vita che ti sogno (il pezzo già in radio è moderno e non avrebbe sfigurato in gara). Incantevole Nina Zilli, Renzo Rubino canta troppo tardi per farsi notare. Chiudono la coppia Enzo AvitabilePeppe Servillo e Le Vibrazioni. Nel girone dantesco dei colori (blu, giallo e rosso) si decide la sorte dei cantanti per la prima sera. In pole Max Gazzè, Ron, la coppia Meta-Moro, Nina Zilli, Noemi, Annalisa e Lo stato Sociale

Nella notte diventa un caso la canzone presentata dalla coppia Ermal Meta e Fabrizio Moro, Non mi avete fatto niente. Emerge, segnalato dal sito altrospettacolo.it, un brano presentato per l’edizione di Sanremo Giovani del 2016 che avrebbe molte similitudini nel testo e nella melodia.

Silenzio era cantata da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali e nel ritornello recitava “Non mi avete tolto niente, non avete avuto niente, questa è la mia vita che va avanti oltre tutto e oltre la gente”. Nel brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro, dato per favorito al festival da molti bookmaker, queste sono le parole del ritornello: “Non mi avete fatto niente, non mi avete tolto niente, questa è la mia vita che va avanti, oltre tutto, oltre la gente”. Tra gli autori della canzone, oltre a Meta e Moro, anche Andrea Febo, che avrebbe firmato appunto anche Silenzio per Calvani e De Pascali e più volte citato nelle interviste dai due big di Sanremo 2018.

Ma se la presenza dello stesso autore dovrebbe evitare eventuali accuse di plagio, è la diffusione del brano presentato a Sanremo Giovani 2016 che potrebbe dare problemi a Ermal Meta e Fabrizio Moro. Pur non essendo stata commercializzata, bisognerà appurare che Silenzio non sia stata eseguita in pubblico. In questo il regolamento del festival della canzone italiana, consultabile sul sito della Rai, è chiaro: “Tutte le canzoni dovranno essere nuove. (…) È considerata nuova, ai sensi e per gli effetti del presente Regolamento, la canzone che, nell’insieme della sua composizione o nella sola parte musicale o nel solo testo letterario (fatte salve per quest’ultimo eventuali iniziative editoriali  debitamente autorizzate), non sia già stata pubblicata e/o fruita, anche se a scopo gratuito, da un pubblico presente o lontano, o eseguita o  interpretata  dal vivo alla presenza di pubblico presente o lontano”. (…) Sussiste inoltre la caratteristica di canzone nuova nell’eventualità di utilizzo di stralci ‘campionati’ di canzoni già edite, sempre che questi – nel totale – non superino un terzo della canzone ‘nuova’ stessa”.
Nel caso Silenzio risultasse regolarmente eseguita davanti a un pubblico, secondo il regolamento il brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro dovrebbe quindi essere squalificato dalla gara del festival di Sanremo.

Il festival targato Baglioni, comunque convince il pubblico e gli ascolti fanno boom: la prima serata è stata vista da una media di 11 milioni 600 mila telespettatori con uno share medio del 52,1%, un risultato che migliora quello, pur ottimo, del 2017, quando la prima serata del festival condotto da Carlo Conti e Maria De Filippi aveva ottenuto una media di 11 milioni 374 mila spettatori e il 50,4% di share.

Orietta Cicchinelli

PIERLUIGI CANDOTTI

 

 

 

Sanremo è adesso. Capitan Baglioni, si parte!

Dal «parappapapparà» al «popòpopoppoppò». No, non è un delirio presanremese, per quanto possa sembrare. E’ l’ultima polemica legata al carrozzone festivaliero che tra poche ore verrà varato. In realtà all’Ariston già si canta da giorni: prove interminabili mentre nel backstage l’attesa per avere più ospiti possibili è febbrile. A memoria, non c’era mai stata tanta smania nell’avere o meno tanti cantanti fuori gara. Si rischia di oscurare i big. Ma, tornando indietro negli anni, ricordiamo come il primo intervento canterino fuori dai canoni fu proprio quello di Claudio Baglioni. Era il 1985 e il neo direttore artistico salì sul palco per interpretare Questo piccolo grande amore votata “canzone del secolo”. Quindi, nessun stupore. E gli ospiti saranno davvero tanti. Da Laura Pausini (in forse per una fastidiosissima laringite e febbre alta) a Biagio Antonacci, dai Negramaro a Max Pezzali, Francesco Renga e Nek fino a Gianni Morandi. Nel mezzo tra gli altri: Piero Pelù, Il Volo e Giorgia. C’è da dire che Baglioni sta curando nei minimi dettagli, con un’attenzione maniacale, come sempre ha fatto. Personaggio che non scende mai a compromessi, capace di bacchettare continuamente la sua scelta femminile Michelle Hunziker (ne azzeccasse una…) in ogni conferenza stampa. Accanto a lei, Pierfrancesco Favino che non sembra affatto teso «Già so che lunedì prossimo avrò nostalgia di Sanremo: ricominceranno a trattarmi male, io vorrò fare le prove e invece mi manderanno a fare la spesa. Stare su un palco fa parte della mia vita, anche se non su questo palco: è una cosa che dà tantissima adrenalina e una sfida elettrizzante. Certo non mi aspettavo questa atmosfera da Nazioni Unite». Baglioni parla invece, come suo costume, in modo forbito spiegando quello che già tutti sanno: ospiti o meno, ci sarà solo tanta musica

La stella polare di Sanremo è sempre stata la musica, ma negli ultimi anni la navigazione ha preso un’altra direzione. Un cantante come direttore artistico — la cosa più naturale per il Festival della musica italiana — è stata un’ipotesi che non è stata presa in considerazione nelle ultime edizioni. Anche Morandi ha fatto in fondo solo il conduttore. In questo Festival non vedrete astronauti o sportivi, la musica sarà centrale.

Approfondisce il concetto il direttore di Rai1 Angelo Teodoli:

Lo strappo alla regola, il segno di discontinuità rispetto alle scorse edizioni è lo spazio alla musica: non solo i cantanti in gara, ma anche tanti cantanti come superospiti. Questo Festival sarà un prodotto meno televisivo e più artistico

Tornando alla querelle del motivetto, a Sanremo ogni cantante interpreterà una parte del testo e il ritornello sarà proprio quel «popòpopoppoppò» destinato a fare da tormentone. Pare che molti di loro abbiano storto il naso, anche per un problema di tempistica. «Baglioni o chi per lui ci ha fatto arrivare la richiesta all’ultimo momento – dichiara un addetto ai lavori – e qualche discografico, uno in particolare, si è talmente irritato da chiedere ai suoi artisti di non firmare la liberatoria». Pare ci sia voluta tutta la forza persuasiva di un supermediatore come l’ex presidente della Warner a far da paciere. Altra polemica è quella riguardante il premio alla carriera. Verrà consegnato a Milva. O meglio, a sua figlia. Sui social, la figlia di Sergio Endrigo (Claudia) è scatenata. Proprio quest’anno si celebra il cinquantennale della vittoria del cantautore di Pola con l’immensa Canzone per te e in molti chiedevano un ricordo. Verrà fatto da… Il Volo. Capirete la differenza.

Primo ospite del festival: Fiorello. Ansiosissimo ha dichiarato:”Claudio, #escimipresto, ti prego, così mi tolgo il pensiero! L’ansia me se magna. Ma chi me lo ha fatto fare’. E’ atteso al teatro Ariston, ma non dovrebbe provare, anche perché, ribadisce minimizzando il suo ruolo, “farò solo lo scaldapubblico” e il copione sarà di una riga “su le mani, giù le mani”. Le aspettative sulla sua incursione e su quello che farà accrescono la sua ansia da prestazione. “Sarò talmente critico su me stesso – conclude – che sui social mi insulterò da solo”.

I cantanti e le canzoni in gara al Festival di Sanremo per la categoria “Campioni”

Annalisa – Il mondo prima di te (venerdì si esibisce con Michele Bravi)
Decibel – Lettera dal Duca (venerdì si esibiscono con Midge Ure)
Diodato e Roy Paci – Adesso (venerdì si esibiscono con Ghemon)
Elio e le Storie Tese – Arrivedorci (venerdì si esibiscono con i Neri per Caso)
Enzo Avitabile e Peppe Servillo – Il coraggio di ogni giorno (venerdì si esibiscono con Avion Travel e Daby Touré)
Ermal Meta e Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente (venerdì si esibiscono con Simone Cristicchi)
Giovanni Caccamo – Eterno (venerdì si esibisce con Arisa)
Le Vibrazioni – Così sbagliato (venerdì si esibiscono con Skin)
Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza (venerdì si esibiscono con il Piccolo Coro dell’Antoniano e Paolo Rossi)
Luca Barbarossa – Passame er sale (venerdì si esibisce con Anna Foglietta)
Mario Biondi – Rivederti  (venerdì si esibisce con Ana Carolina e Daniel Jobim)
Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno (venerdì si esibisce con Rita Marcotulli e Roberto Gatto)
Nina Zilli – Senza appartenere (venerdì si esibisce con Sergio Cammariere)
Noemi – Non smettere mai di cercarmi (venerdì si esibisce con Paola Turci)
Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico – Imparare ad amarsi (venerdì si esibiscono con Alessandro Preziosi)
Red Canzian – Ognuno ha il suo racconto (venerdì si esibisce con Marco Masini)
Renzo Rubino – Custodire (venerdì si esibisce con Serena Rossi)
Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – Il segreto del tempo (venerdì si esibiscono con Giusy Ferreri)
Ron – Almeno pensami (venerdì si esibisce con Alice)
The Kolors – Frida (mai, mai, mai) (venerdì si esibiscono con Tullio De Piscopo e Enrico Nigiotti)

I cantanti e le canzoni in gara al Festival di Sanremo per la categoria “Nuove proposte”

Lorenzo Baglioni – Il congiuntivo
Mirkoeilcane – Stiamo tutti bene
Eva – Cosa ti salverà
Giulia Casieri – Come stai
Mudimbi – Il mago
Ultimo – Il ballo delle incertezze
Leonardo Monteiro – Bianca
Alice Caioli – Specchi rotti

 

Come funziona quest’anno il Festival di Sanremo

I telespettatori possono votare le proprie canzoni preferite con il televoto. La differenza principale di questa edizione del Festival è che non ci saranno cantanti eliminati di serata in serata: tutti e 20 arriveranno a sabato sera, quando verrà stilata una classifica preliminare e verranno esclusi automaticamente tutti i cantanti sotto al terzo posto. Chi vincerà lo spareggio tra i primi tre classificati sarà il vincitore del Festival di Sanremo.

Martedì sera le canzoni saranno votate con un sistema che terrà conto per il 40 per cento del televoto, per il 30 per cento del giudizio dei membri della giuria della sala stampa e per il 30 per cento della giuria demoscopica, formata da 300 normali fruitori di musica scelti in modo da essere rappresentativi della popolazione italiana.

Mercoledì sera si esibiranno 10 dei 20 “Campioni” (e 4 delle 8 “Nuove proposte”) in gara: saranno votati con lo stesso procedimento usato martedì.

Giovedì sera sarà il turno dei rimanenti 10 “Campioni” (e 4 “Nuove proposte”), votati con il solito sistema. Alla fine della serata verrà stilata una classifica parziale dei “Campioni”, che terrà conto dei voti ottenuti martedì da tutti gli artisti, di quelli ottenuti mercoledì dai primi 10 e di quelli ottenuti giovedì dai secondi 10.

Venerdì sera i 20 “Campioni” canteranno una versione rivisitata della loro canzone con un altro artista: la votazione terrà conto per il 40 per cento del televoto, per il 30 per cento del giudizio della giuria della sala stampa e per il 30 per cento del voto della “giuria di esperti” del Festival (professionisti nello spettacolo, nella musica o nel giornalismo). Sempre venerdì si esibiranno tutti e 8 gli artisti che gareggiano per la categorie “Nuove proposte”: uno di loro sarà proclamato vincitore dopo una votazione ripartita tra televoto, giuria della sala stampa e giuria di esperti.

Sabato sera si esibiranno tutti e 20 i “Campioni” in gara: saranno votati con lo stesso sistema della quarta serata. Verrà stilata un’altra classifica parziale sulla base dei voti ottenuti in tutte le serate precedenti, e saranno assegnati diversi premi (tra cui quello della critica). Quindi verranno eliminati 17 artisti su 20: resteranno in gara solo i primi 3 “Campioni” in classifica. Il loro punteggio verrà azzerato, e si sfideranno in uno spareggio da cui uscirà il vincitore del Festival di Sanremo.

PIERLUIGI CANDOTTI

Moglie e marito

E se un giorno ti svegliassi nel corpo dell’altro e, più precisamente nel corpo di tuo marito o di tua moglie? Cosa potrebbe accadere nella tua vita di coppia? Ce lo racconta al cinema – dal prossimo 12 aprile – il regista Simone Godano, alla sua prima esperienza alla regia, nel film Moglie e Marito. Una commedia esilarante e surreale per certi versi, che permette di analizzare la vita di una coppia nella quale molte coppie di spettatori potranno rivedersi. Protagonisti Kasia Smutniak (Sofia) e Pierfrancesco Favino (Andrea), i quali si ritroveranno, inaspettatamente, l’una nel corpo (e dunque nella vita) dell’altro. Un film che strizza l’occhio alle commedie americane, al vecchio scambio dei ruoli (dal celebre TootsieQuel pazzo venerdì passando per Nei panni di una bionda) Probabilmente Simone Godano non ha inventato nulla. Anche se Favino, in conferenza stampa non sminuisce il lavoro del regista: “le commedie legate al doppio esistono ben prima dei film realizzati dagli americani! Il gancio è sicuramente un’idea classica trasposta ai giorni nostri. Personalmente ho preferito non aggrapparmi a film simili. Di solito, quando il regista è esordiente, tende ad avere tutto sotto controllo, senza lasciar spazio alla creatività che può sbucare fuori sul set, e invece io ho avuto la possibilità di fidarmi dei componenti del cast tecnico e artistico. Ci siamo divertiti tanto e spero si percepisca”.

Sofia e Andrea sono sposati da 10 anni e, dopo essere stati una coppia affiatata e innamorata, sono ad un punto di crisi e iniziano a pensare al divorzio. Sofia è una conduttrice televisiva in ascesa, Andrea un geniale neurochirurgo che sta tentando con tutte le forze (anche economiche) di portare avanti una sperimentazione sul cervello umano. Hanno due figli, una bella casa, ma non si capiscono più, non si ascoltano più. Quando ormai la loro storia sembra essere arrivata al capolinea, però, un esperimento fatto con “Charlie”, la macchina protagonista della ricerca di Andrea,scambierà le loro memorie, facendoli ritrovare l’uno nel corpo dell’altra. Andrea nel corpo di Sofia a tentare di condurre una trasmissione sulle donne, con trucco, gonne a tubino e tacchi a spillo. Sofia nel corpo di Andrea a vedersela con pazienti, sale operatorie e medici arrivisti. Una situazione surreale, l’unica in grado di farli rincontrare. Moglie e Marito è una godibile commedia degli equivoci e gli stessi Smutniak e Favino hanno ammesso che è stato fondamentale per loro studiarsi al fine di poter interpretare i loro personaggi e rendere credibile questo scambio. “Quando non c’era Pierfrancesco sul set, quando non potevo confrontarmi con lui, avevo molte più difficoltà” ha infatti dichiarato Kasia in conferenza stampa confessando che “un esperimento di questo genere,nella vita reale, lo accetterei per pura curiosità”. Secondo Favino, invece, sarebbe quasi liberatorio poter entrare nel corpo di qualcun altro in quanto “anche quello che non diremmo mai potrebbe essere detto”.

Simone Godano, forse, non ha inventato nulla. Ma quel nulla è divertentissimo.

 

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