La nuova vita di Chiara: nessun posto è casa mia

Negli ormai rituali firmacopie in Feltrinelli, a Roma, capita sovente di assistere a live e a incontri molto interessanti. Quando poi arriva una voce graziosa e una ragazza semplice come Chiara Galiazzo (ormai solamente Chiara) anche l’attesa diventa meno estenuante. Un cd fresco di stampa, un singolo sanremese passato da tutti i network (quel Nessun posto è casa mia massacrato al Festival, solo quattordicesimo…)  e una capacità non comune di mettersi in gioco. Il successo arrivato (forse) troppo presto, difficile da gestire, i duetti con Mika e poi, all’improvviso, la decisione di sparire dalle scene. Quasi due anni che hanno permesso all’artista padovana di riordinare le idee. Non solo musicalmente. Due anni passati a combattere con il cambiamento, con la difficoltà di accettarsi. Perché le cose cambiano inevitabilmente. E lei, ha capito che non possono essere accolte come negative le prove di vita.  “Sono le nostre fragilità che fanno venire fuori le cose belle. Se prima subivo molto le critiche, adesso ho capito che la perfezione non esiste e tutto è relativo. E allora tanto vale accettare le cose, soprattutto quelle negative, e farle diventare un punto di forza per andare avanti”. Chiara si confida a Gino Castaldo, raccontando anche un piccolo aneddoto capitatole pochi giorni fa: “L’altro giorno una ragazza della mia età mi ha detto: “Nessun posto è casa mia” è la mia vita, grazie per averla cantata. Mi sono commossa. Prima mi fermavano solo perché mi avevano visto in tv e per chiedermi un selfie. Ora per ringraziarmi”. E il testo (scritto da Nicco Verrienti) potrebbe essere la storia di tante ragazze. E forse anche quella di Chiara stessa. Anche se “Non era la vita che stavamo aspettando ma va bene lo stesso” non si addice a lei. Lei che ha avuto il coraggio e la forza di cambiare.

 

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Sanremo arcobaleno con Mika, Ermal Meta è re delle cover

Ermal Meta con Amara Terra Mia (brano portato al successo da Domenico Modugno) vince la serata delle cover al festival di Sanremo. Secondo posto a Un’emozione da poco di Paola Turci, terzo posto per Signor Tenente di Marco Masini. Una serata senza fine, aperta dall’omaggio al Coro dell’Antoniano di Bologna (in occasione dei sessant’anni dalla nascita). Sul palco, un anno dopo Cristina D’Avena. Mancano solo Topo Gigio e il Mago Zurlì e anche lo Zecchino d’Oro sarà salvo. Ma a meritare grandi applausi è anche l’Orquesta de reciclados de Cateura, arivata direttamente dal Paraguay: 28 talenti fra i dieci e i trent’anni che suonano strumenti fatti con materiale riciclato, dalle radiografie alle tubature. “Il mondo ci regala spazzatura, noi gli restituiamo la musica” è il motto del maestro di musica Favio Chavez che offre a circa 150 bambini e giovani che vivono in condizioni di vulnerabilità e di esclusione sociale nei pressi di Cateura e in tutto il Paraguay, un esempio e un’opportunità per imparare a suonare. Prima ancora la gara delle nuove proposte ha avuto un esito del tutto inaspettato: eliminati Valeria Farinacci (testo smielato ed esibizione peggiore) e Tommaso Pini (con tanto di rivoluzione in sala stampa). La gara delle cover è stata aperta da Chiara e non è un caso. Forse a Zucchero e Francesco de Gregori è stato consigliato di collegarsi dopo le 22. Altrimenti non si spiegherebbe la mancata denuncia alla cantante veneta per aver disintegrato Diamante (sarebbe bastato il violino di Mauro Pagani, oscurato dalla Galiazzo). Mina, al contrario, non avrà ritenuto opportuno ribellarsi a Ludovica Comello interprete de Le mille molle blu. Gli stacchetti della Tim, intonati dalla tigre di Cremona, è quanto di peggio sia stato ascoltato dalla sua voce. Voce da brividi, invece quella di Ermal Meta impegnato in Amara terra mia di Domenico ModugnoAl Bano è ancora convalescente e Pregherò di Adriano Celentano non ha avuto l’eco che avrebbe meritato. Dopo che Alessio Bernabei ha avuto contezza del suo valore distruggendo Un giorno credi (di essere un cantante, nel suo caso…) di Edoardo Bennato, ossigeno è arrivato dalle performance di Fiorella Mannoia e Paola Turci (rispettivamente impegnate in Sempre e per sempre di Francesco de Gregori e Un’emozione da poco di Anna Oxa). Una passeggiata per loro, un momento salvifico per il pubblico a casa e in teatro. Poi è stato Mika a infiammare l’Ariston con una lezione di civiltà e un arcobaleno di colori: “La musica fa cambiare il colore della mia anima – dice prima di esibirsi – posso essere bianco, blu, violetto… tutto. È molto bello essere di tutti i colori. E se qualcuno non vuole accettare tutti i colori del mondo, e pensa che un colore è migliore e deve avere più diritti di un altro, o che un arcobaleno è pericoloso perché rappresenta tutti i colori… Beh, peggio per lui. Sinceramente, questo qualcuno lo lasciamo senza musica” Peccato per l’omaggio a George Michael. Jesus to a child è francamente inarrivabile. Tornando alla gara, la faccia di Don Backy in sala stampa durante l’esibizione de L’immensità da parte di Gigi D’Alessio è tutta un programma. Michele Zarrillo rende gradevole Se tu non torni di Miguel Bosè, Francesco Gabbani rivaluta Susanna di Adriano Celentano e Marco Masini fa il suo intonando Signor Tenente di Giorgio FalettiSergio Sylvestre va totalmente fuori tempo ne La pelle nera mentre Elodie urla talmente tanto da non riuscire neanche a imbroccare Quando finisce un amore di Riccardo Cocciante. Ottimi Fabrizio Moro ne La leva calcistica della classe 68 di Francesco de Gregori e Samuel in Ho difeso il mio amore dei Nomadi. Ci sarebbe anche Michele Bravi, ma perché infierire? Per la cronaca ha “cantato” La stagione dell’amore di Franco Battiato. Relegata a notte fonda, la grazia di Lp, impegnata in una gara di dì fischiettii con Carlo Conti. Poi i verdetti: In finale Clementino, Bianca Atzei, Ron e Giusy Ferreri. Out le coppie Nesli & Alice Paba e Raige & Giulia Luzi E domani (pardon, tra qualche ora) il festival sceglierà il vincitore delle nuove proposte

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Sono stati 10 milioni 420 mila, pari al 49.70%, gli spettatori che hanno seguito la serata del Festival di Sanremo dedicata alle cover. Un risultato che migliora di due punti di share quello dell’anno scorso, quando la serata dedicata alle reinterpretazioni delle hit del passato aveva fatto segnare il 47.88% con 10 milioni 462 mila spettatori. La prima parte della terza serata del festival (dalle 21.19 alle 23.59) ha raccolto in media 12 milioni 751 mila spettatori con il 49.74%, la seconda (dalle 24 all’1.13) 5 milioni 403 mila con il 49.18%. L’anno scorso la prima parte della serata cover aveva avuto 12 milioni 33 mila spettatori con il 45.91%, la seconda 6 milioni 821 mila con il 58.04%.

SANREMO 2017, CROZZA E TROPPO AMORE. CHE SIA BENEDETTA LA MANNOIA!

L’appuntamento è al Centro Produzione Rai di Corso Sempione a Milano alle 11.30. Un venerdì pieno di angoscia. La più bella notizia in una giornata funestata dalle notizie provenienti dall’Abruzzo, arriva proprio da quella regione tormentata. Le parole di Carlo Conti mentre si ascoltano le canzoni di Sanremo: “Ci sono dei sopravvissuti al Rigopiano”. E gli applausi, le lacrime. Poi, come un segno del destino, parte il brano di Fiorella Mannoia. E tutti, sollevati, aspettano che il conduttore rientri per annunciare:”La canzone vincitrice della 67° edizione del Festival di Sanremo è Che sia benedetta“. Ma non sarà così. Già da qualche anno il vincitore non rientra nei pronostici. Giusto o sbagliato che sia, c’è più suspence. Venendo ai brani in gara si potrebbe esordire con un: “Torna l’amore al Festival di Sanremo!” Non che fosse mai andato via, forse si era solo nascosto nel podio dell’anno scorso con gli Stadio vincitori assoluti, la Michielin eroina radiofonica e la freschezza del duo Caccamo-Iurato. Quest’anno trionferà soprattutto nei testi di Gigi D’Alessio (un pezzo dedicato alla mamma) e in quello di Ron (non per inimicarci il cantautore napoletano, ma siamo su altri pianeti…). Da un primo ascolto, Mannoia a parte, le radio troveranno ossigeno grazie a Samuel (già nell’airplay dalla scorsa estate con due singoli, non ne sbaglia una), Alessio Bernabei (l’unico a dare un po’ di ritmo alla kermesse, ma il pezzo sta in piedi per scommessa…), Clementino (idem come sopra) e Chiara Galiazzo (voce splendida, il problema anche per lei è il testo). Mediocri i brani di Violetta (ops, Ludovica Comello) ed Elodie (le sue corde vocali meriterebbero molto di più). Il mistero più grande resta sempre la presenza di Bianca Atzei, lasciata in naftalina per tutto l’anno e tolta dagli armadi polverosi solo per la kermesse canora. Menzione a parte per Paola Turci ed Ermal Meta. Li separano 17 anni anagraficamente. Quando la cantautrice romana iniziava a cantare, il ragazzo albanese iniziava le elementari. Ma emozionano entrambi. A fine “maratona”, Conti fornisce anche qualche dettaglio in più sulle serate, annunciando gli ospiti: Maurizio Crozza farà una copertina tutte le sere (in diretta), martedì ci saranno Tiziano Ferro (interpreterà anche con Carmen Consoli il brano Il conforto) e Ricky Martin, mercoledì sarà la volta di Giorgia, giovedì di Mika e sabato di Zucchero. Chiusura con l’exploit di Renato Zero. Escluso dal festival come autore per Sal Da Vinci si è fatto sentire così: “Sono in…cacchiatissimo, diciamo così. Non per me, non per la canzone, e nemmeno per Sal, con cui ho composto gran parte del suo nuovo disco. Avevo scritto, in questo momento, un inno d’amore per Napoli città aperta, Nanà appunto: possibile che non meritasse di essere tra i 22 brani scelti? Tutti migliori del mio? Tutte voci migliori di quella di Sal?”. Forse quando Conti disse, a fine dicembre:”Mi è arrivato un messaggio che mi ha fatto molto dispiacere, da parte di una persona che pensavo conoscesse bene me, il mio rigore, la mia correttezza nella scelta dei brani” si riferiva proprio al Re dei sorcini…

 

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Sanremo 2017 – La conferenza stampa

 

Il carrozzone riparte dal duopolio Rai-Mediaset (o Fininvest o Publitalia). Un Sanremo sempre meno di stato e sempre più affidato ai privati. Dopo anni di vittorie con protagonisti canori della sua trasmissione, mancava solo lei sul palco dell’Ariston. La signora Costanzo, meglio nota come Maria De Filippi scenderà le scale non più come ospite ma come valletta. Anzi, co-conduttrice (fa più figo e non impegna). Del resto, tutte le previsioni spingevano in tal senso. Troppi trionfi (Emma Marrone su tutti, prima ancora Valerio Scanu e Marco Carta) per non pensare anche alla presenza fisica di Maria nella città dei fiori. La notizia non notizia è stata data stamattina da Carlo Conti aprendo la conferenza stampa della 67° edizione del Festival. A chi chiede se ci saranno altre vallette, valletti o co-conduttori, il presentatore ha risposto con una battuta: “Con quello che ci è costata Maria, non c’è rimasta neppure una lira per pagare altri”. Che sia una battuta lo si è capito subito dopo, quando Conti ha sottolineato che la De Filippi “parteciperà a Sanremo a puro titolo gratuito”. Lei, apparsa non molto a suo agio ha precisato:”Forse vi siete fatti un’idea sbagliata di me. C’è troppa pressione. Sono qui per partecipare. Non ho avuto nessun ruolo nella scelta delle canzoni in gara e non le ho nemmeno ascoltate. Sanremo è il Festival della Rai e di Carlo Conti. Io farò esattamente quello che hanno fatto tutti gli altri conduttori. Leggerò il gobbo, canta Tizio, dirige l’orchestra il maestro Caio. Chi fa il mio mestiere si deve prendere anche questi rischi, soprattutto se ti chiamano a fare una cosa così bella. E poi faccio qualcosa che probabilmente non rifarò mai più nella vita. Penso di avere dei punti in comune con lui nel modo di pensare al nostro lavoro, che è un lavoro dove non si va alla ricerca di nessuno scandalo, ma alla ricerca di un Festival che abbia come centro la canzone”. Sarà proprio così? Relegata a fare quello che hanno fatto tutti? A sentire Conti arriva la prima smentita: “Solo io potevo riuscire nell’impresa di portarla a Sanremo. Per il terzo anno ci voleva il top, un’idea completamente diversa. Ovviamente pensando al top ho pensato a Maria De Filippi. A giugno – luglio abbiamo preso un caffè insieme, di lì a poco, ad agosto abbiamo cercato di concretizzarci. E’ stato difficile trovare il punto di incontro durante le nostre vacanze e una cosa è certa, sono molto onorato che Maria abbia detto sì alla nostra co-conduzione.” Sì, ma la musica? “Le canzoni sono sempre al centro del Festival. Questo anno infatti sono 22 i cantanti in gara e i giovani saranno in testa. Festeggiamo i 67 anni e dobbiamo continuare a essere una grande vetrina della musica italiana. Sono particolarmente felice perché ci sono dei meravigliosi nomi e dei grandi ritorni, esordi fantastici e tra i big ci sono due protagonisti delle nuove proposte dello scorso anno”.

Per quanto riguarda gli ospiti, è stata confermata la presenza di Tiziano Ferro (alcuni rumors lo davano come valletto assieme a Marco Mengoni…) e annunciata la partecipazione di star come Giorgia, Mika, Ricky Martin, Rag’n’Bone Man. Il resto delle stelle che prenderanno parte alla manifestazione non è stato invece ancora resto noto, ma si sa che a Sanremo il 7 febbraio ci sarà anche un ricordo dei 30 anni dalla scomparsa di Claudio Villa con una mostra. Mentre Tim è lo sponsor unico del Festival che sarà robotizzato nella regia e molto tecnologico con tecniche prese in prestito dall’Aeronautica. Non ci sarebbe invece alcuna certezza circa l’eventuale partecipazione di Maurizio Crozza (al quale fischiano ancora le orecchie dopo la contestazione avuta da queste parti tre anni fa nel corso di un’imitazione di Silvio Berlusconi, riuscita malissimo). Almeno stando a quanto afferma Carlo Conti che rispondendo a chi gli chiedeva se fosse stata confermata la partecipazione del comico che ha recentemente lasciato La7, ha risposto: “Magari ci fosse! Magari con settanta punti esclamativi!”. Per la moda, sarà Riccardo Tisci a vestire Maria De Filippi al Festival di Sanremo: “Firma Givenchy da dodici anni – ha spiegato la conduttrice – è un’eccellenza uscita dall’Italia per poter riuscire a fare quello che voleva fare ed è un peccato. E’ un uomo intelligente, viene da una famiglia umile, pugliese, è vissuto a Como ed è andato all’estero a 17 anni. Si è mantenuto grazie alle borse di studio ed è diventato quello che è diventato”. Salvatore Ferragamo firmerà invece, come sempre, gli abiti indossati da Carlo Conti. Praticamente, tutti sapevano già tutto. Nessun colpo di scena dal Casinò. Sanremo è alle porte e tra meno di un mese si parlerà solamente di questo. Si parte il 7. San Pippo (ancora in vita…) proteggilo tu, anche stavolta

Tutti i big e le nuove proposte al link:

https://oriettacicchinelli.com/2016/12/13/sara-sanremo-2017/

In più ecco tutte le cover che presenteranno i big in gara nella serata tradizionalmente dedicata ai vecchi successi:

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