Mario Biondi

Mario Biondi: 20 anni di carriera celebrati con “Prova d’autore”

Quest’anno Mario Biondi, la voce italiana più calda e riconoscibile del soul-jazz, celebra un traguardo straordinario: 20 anni di carriera internazionale. Un percorso iniziato nel 2006 con l’esplosione del singolo This Is What You Are, contenuto nell’album Handful of Soul, che ha portato il crooner siciliano a conquistare pubblico e critica in tutto il mondo.

Da allora la sua carriera non si è più fermata: concerti in oltre 50 Paesi, tournée nei principali teatri e festival internazionali e numerose certificazioni Oro e Platino per i suoi album. Un successo costruito nel tempo, grazie a uno stile unico capace di fondere eleganza soul, raffinatezza jazz e una voce immediatamente riconoscibile.

Le celebrazioni per questo anniversario sono iniziate lo scorso settembre con una nuova versione di This Is What You Are reinterpretata da importanti musicisti della scena jazz internazionale. A dicembre è arrivata la riedizione natalizia A Very Special Mario Christmas con i grandi classici delle feste, impreziosita dal brano Cool Yule insieme al pianista Antonio Faraò.

Tra i momenti più recenti di questa celebrazione anche la partecipazione al Festival di Sanremo, dove Mario Biondi è salito sul palco come ospite insieme a Sayf e Alex Britti, interpretando la celebre Hit the Road Jack resa immortale da Ray Charles, conquistando il podio della serata cover.

Il 10 aprile segna un’altra tappa fondamentale: l’uscita di Prova d’autore, il primo album interamente in italiano del crooner. Un progetto speciale in cui Mario Biondi si racconta come interprete, autore, compositore, arrangiatore e produttore, mettendo in luce una visione musicale completa e personale.

Con 20 brani che attraversano eleganza, profondità e passione, Prova d’autore rappresenta una vera dichiarazione artistica: un disco che celebra vent’anni di musica guardando al futuro con maturità e libertà creativa.

Il pre-order è disponibile dal 10 marzo:
https://bio.to/provadautore

L’album sarà disponibile dal 10 aprile in digitale e CD, mentre l’edizione in vinile da collezione arriverà dal 1° maggio.

A partire da maggio, Mario Biondi tornerà inoltre in tour nei teatri delle principali città italiane con uno spettacolo elegante e coinvolgente che ripercorrerà i grandi successi di Handful of Soul e dell’intera carriera, insieme ai nuovi brani. Sul palco lo accompagneranno musicisti storici e nuove eccellenze, tra cui il maestro Antonio Faraò, tra i pianisti jazz italiani più apprezzati a livello internazionale.

Un viaggio musicale raffinato, tra soul, jazz e grandi emozioni, per celebrare vent’anni di una delle voci più amate della musica italiana. 🎶✨


Se vuoi, posso anche prepararti una versione più corta (stile homepage) oppure una versione più giornalistica tipo comunicato stampa.

Mario Biondi: 20 anni di carriera celebrati con “Prova d’autore”

Quest’anno Mario Biondi, la voce italiana più calda e riconoscibile del soul-jazz, celebra un traguardo straordinario: 20 anni di carriera internazionale. Un percorso iniziato nel 2006 con l’esplosione del singolo This Is What You Are, contenuto nell’album Handful of Soul, che ha portato il crooner siciliano a conquistare pubblico e critica in tutto il mondo.

Da allora la sua carriera non si è più fermata: concerti in oltre 50 Paesi, tournée nei principali teatri e festival internazionali e numerose certificazioni Oro e Platino per i suoi album. Un successo costruito nel tempo, grazie a uno stile unico capace di fondere eleganza soul, raffinatezza jazz e una voce immediatamente riconoscibile.

Le celebrazioni per questo anniversario sono iniziate lo scorso settembre con una nuova versione di This Is What You Are reinterpretata da importanti musicisti della scena jazz internazionale. A dicembre è arrivata la riedizione natalizia A Very Special Mario Christmas con i grandi classici delle feste, impreziosita dal brano Cool Yule insieme al pianista Antonio Faraò.

Tra i momenti più recenti di questa celebrazione anche la partecipazione al Festival di Sanremo, dove Mario Biondi è salito sul palco come ospite insieme a Sayf e Alex Britti, interpretando la celebre Hit the Road Jack resa immortale da Ray Charles, conquistando il podio della serata cover.

Il 10 aprile segna un’altra tappa fondamentale: l’uscita di Prova d’autore, il primo album interamente in italiano del crooner. Un progetto speciale in cui Mario Biondi si racconta come interprete, autore, compositore, arrangiatore e produttore, mettendo in luce una visione musicale completa e personale.

Con 20 brani che attraversano eleganza, profondità e passione, Prova d’autore rappresenta una vera dichiarazione artistica: un disco che celebra vent’anni di musica guardando al futuro con maturità e libertà creativa.

Il pre-order è disponibile dal 10 marzo:
https://bio.to/provadautore

L’album sarà disponibile dal 10 aprile in digitale e CD, mentre l’edizione in vinile da collezione arriverà dal 1° maggio.

A partire da maggio, Mario Biondi tornerà inoltre in tour nei teatri delle principali città italiane con uno spettacolo elegante e coinvolgente che ripercorrerà i grandi successi di Handful of Soul e dell’intera carriera, insieme ai nuovi brani. Sul palco lo accompagneranno musicisti storici e nuove eccellenze, tra cui il maestro Antonio Faraò, tra i pianisti jazz italiani più apprezzati a livello internazionale.

Un viaggio musicale raffinato, tra soul, jazz e grandi emozioni, per celebrare vent’anni di una delle voci più amate della musica italiana.

Meta-Moro, il festival è vostro

Sono Ermal Meta e Fabrizio Moro i vincitori della 68°edizione del Festival di anremo con il brano Non mi avete fatto niente. Vittoria annunciata, messa in discussione per via di un regolamento incomprensibile, ma meritata. Secondo posto (e vincitori morali) per Lo Stato Sociale con Una vita in vacanza. Terza la sorpresa Annalisa con Il mondo prima di te

 

 

 

Risultati a parte, doveva essere la serata di Laura Pausini e in un certo senso lo è stata. Dopo aver cantato la sua “nuova” hit (le virgolette non sono messe a caso, la melodia è sempre la stessa da lustri) Non è detto, cerca di duettare con Baglioni sulle note di Avrai (facendo il resoconto dei pezzi massacrati, bisognerebbe chiedere i danni al diretto interessato) e chiude con uno dei brani minori della sua discografia: quella Come se non fosse stato mai amore, di quasi quindici anni fa, cantata uscendo dal teatro e buttandosi tra la folla. Il tutto con il vestito di scena (ma non era reduce da febbre e laringite?). Non solo: la performance è stata parzialmente rovinata, almeno per il pubblico a casa, da problemi di trasmissione, segnalati in molte parti d’Italia, che hanno oscurato a tratti la visione sui televisori. L’altra super ospite, Fiorella Mannoia ha (in)cantato eseguendo con Claudio Baglioni Mio fratello che guardi il mondo (brano scritto da Ivano Fossati) al termine di un monologo di Pierfrancesco Favino che ha commosso lui, prima di tutti. Tutti sì, forse non quel politico “che non possiamo inquadrare perché siamo in par condicio” presente in sala, accompagnato dalla gentil donzella. L’attore romano ha portato sul palco dell’Ariston un brano da La notte poco prima della foresta di Bernard-Marie Koltès, storia di estraneità e di esclusione, appena andata in scena all’Ambra Jovinelli di Roma. In un crescendo di pathos, ha recitato con le lacrime agli occhi. Dalla (dura) realtà alla tragicomica entrata in scena del trio Renga-Pezzali-Nek, tre carriere di tutto rispetto unite per chissà quale motivo. Alla vigilia del tour, niente di meglio che prendere una mannaia e buttare in vacca anche Strada facendo con il povero Max intimidito. Fortuna ha voluto (si era già a domenica) che non abbiano cantato la loro Duri da battere. In confronto Capitani coraggiosi di Baglioni-Morandi era da Grammy.

Serata aperta da Ultimo, il vincitore delle nuove proposte, con la scritta la libertà è sacra come il pane (verso del brano Libero di Fabrizio Moro) stampata sulla maglia e proseguita con il previsto ologramma di Mina nella solita sponsorizzazione Tim. Roba già imbarazzante nella teoria, da vietare ai minori nella messa in atto. Parlando della gara, è tornata in scena Paddy Jones (la vecchia che balla) durante il brano de Lo Stato Sociale e ha fatto alzare in piedi tutto il suo pubblico con la sua carica d’energia (ultraottantenne la signora…) portando il delirio anche in sala stampa. Il momento più emozionante l’ha regalato Renzo Rubino. Mentre il concorrente si esibiva sul palco dell’Ariston, sullo sfondo i nonni materni, Giacomina Fasano, chiamata nonna Mimma, e Michele Bufano, lo hanno accompagnato danzando per poi salutarsi con un romantico bacio. Il nonno, tra le altre cose, è stato protagonista della copertina del cd Il gelato dopo il mare e del 45 giri festivaliero appena uscito nei negozi.

Prima del verdetto finale, omaggio a Enzo Jannacci sulle note de La canzone intelligente con protagonisti Baglioni, la Hunziker, Favino e (finalmente) Sabrina Impacciatore. Le altre posizioni:

4) Ron

5) Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico

6) Max Gazzè

7) Luca Barbarossa

8) Diodato – Roy Paci

9) The Kolors

10) Giovanni Caccamo

11) Le Vibrazioni

12) Enzo Avitabile e Peppe Servillo

13) Renzo Rubino

14) Noemi

15) Red Canzian

16) Decibel

17) Nina Zilli

18) Roby Facchinetti-Riccardo Fogli

19) Mario Biondi

20) Elio e le storie tese

Premio della Critica Mia Martini a Ron con Almeno pensami. Premio della Sala Stampa Lucio Dalla a Lo Stato Sociale con Una vita in vacanza. Il premio Sergio Bardotti assegnato dalla giuria degli esperti (presieduta da Pino Donaggio) è andato a Mirko e il cane

L’edizione numero 68 del Festival di Sanremo si congeda con un grande risultato di ascolti: ieri sera sono stati 12 milioni 125mila i telespettatori sintonizzati su Rai1, che ha portato la Gara canora più famosa d’Italia a totalizzare uno share del 58,3%. Il dato è sostanzialmente simile a quello dello scorso anno, quando gli spettatori erano stati 12 milioni 22mila e lo share del 58,41%. Per entrare nel dettaglio dei numeri, la prima parte della sfida conclusiva ha ottenuto 13 milioni 240 mila spettatori con il 54% di share, la seconda 10 milioni 401 mila con il 68.9%. Nell’access prime time, rispetto alle altre reti, è sempre Rai1 a stravincere con Prima Festival, visto da 8.123.000 spettatori pari al 34.4% di share e a seguire Sanremo Start, che ha ottenuto 10.881.000 telespettatori e il 42,8% di share, il risultato più alto di sempre. Nonostante i dati della serata di chiusura di questa edizione si discostino solamente di poche centinaia di spettatori dalla 67esima edizione, quella condotta da Carlo Conti insieme a Maria De Filippi il festival targato Claudio Baglioni si conferma il migliore da molti anni a questa parte. La media di share della quarta serata, prima della finale, ha totalizzato il 51.1% di share. Per trovare un dato migliore, è infatti necessario risalire al Sanremo condotto da Fabio Fazio con Renato Dulbecco e Laetitia Casta, che ottenne il 54.06%. Nel 2017, invece, la prima parte dell’ultima serata di Sanremo aveva avuto 13 milioni 602 mila spettatori con il 54.18%, la seconda 9 milioni 767 mila con il 69.65%.

@100CentoGradi