Il Festival di Baglioni è di Fiorello e di Morandi

Ma è il festival di Baudo o di Baglioni? Tra sigla (mancava da anni da queste parti) e un’invasione di palco (ai tempi Cavallo Pazzo, stasera un uomo che voleva parlare con il sindaco di Sanremo prontamente bloccato) è partita la 68° edizione del festival della Canzone Italiana.

E subito una sorpresa: Fiorello, previsto per le 22:30, guadagna il palco lasciando Claudio Baglioni dietro le quinte. Un poco ingessato (aveva confessato di avere una paura folle pochi minuti prima ai microfoni di Radio Deejay) fa lo scaldapubblico, elenca le virtù cantautoriali dell’amico Claudio leggendo dal telefonino il messaggio che l’ha convinto ad accettare l’invito. E canta pure lui: un Morandi vs Baglioni mixando i testi e le musiche dei due Capitani Coraggiosi.

Poi, dopo una decina di minuti non indimenticabili, entra finalmente in scena il direttore artistico. Baglioni, papillon stortignaccolo, pare molto, ma molto imbalsamato, e si lancia in uno sproloquio sul Festival e sui miracoli della musica e sul potere delle canzoni. Cita il melodramma italiano e si autocita (e tante volte accadrà da qui a sabato) leggendo il gobbo. Ma la musica? No, ancora nulla. Tocca ai due veri presentatori di questa edizione: Pierfrancesco Favino e Michelle Hunziker (con la sua scollatura balconata che lascia poco all’immaginazione). Battute scontate, ma i due sembrano almeno più sciolti del loro capo. Dopo mezz’ora di chiacchiere, finalmente, arriva il primo brano. Tocca ad Annalisa aprire con un pezzo orecchiabile firmato da lei con il suo ex Davide Simonetta. Ma l’emozione più grande arriva da Ron. La sua Almeno pensami (inedito di Lucio Dalla) strappa applausi e commozione. I The Kolors riportano tutti sulla terra. Troppo presto.

Tocca aspettare Max Gazzè con la sua Leggenda di Cristanda e Pizzomunno per volare un po’ più in alto, tra sirene e marinai.
Il momento della prima ospite, Laura Pausini (assente come previsto, arriverà sabato per il gran finale) si trasforma in un caos inenarrabile: con la cantante di Solarolo al telefono, Fiorello e Baglioni (quest’ultimo sempre strozzato dal cravattino che continua a tormentare nel vano tentativo di sistemarlo) si cimentano nella storica E tu, sbagliando tempi, parole e andando fuori sincro. Proprio quando lo showman prende la scena è il momento di tornare a cantare seriamente. Bisogna imparare a condurre (è il caso di dirlo) e… Bisogna imparare ad amarsi come recita il trio Ornella Vanoni-Bungaro e Pacifico. Lei, una vera signora del belcanto fa la sua bella figura, la silhouette stretta in un abito bianco elegantissimo, maneggiando un pezzo di rara bellezza.

Ma chi convince di più è il duo super favorito della vigilia. La coppia formata da Ermal Meta e Fabrizio Moro portano sul palco dell’Ariston una ballata moderna destinata a sicuro successo. Non mi avete fatto niente, il titolo. Mario Biondi, il signore del soul, ha un brano, Rivederti, da riascoltare.

E poi arriva il tempo di Favino, attore-impegnato alla corte del dittatore artistico Claudio, che si lancia con coraggio in un siparietto, in volo da Leopardi a Lucio Battisti (raggiunto da Baglioni, giusto in tempo per sbagliare qualcosa) facendo cantare alla fine anche il pubblico sulle note del cult Un’avventura.

La vera piacevole sorpresa arriva però da Lo Stato Sociale. La band bolognese (già fortissima in radio) fa saltare sulle sedie il pubblico con Una vita in vacanza accompagnata dalla performance a dir poco incredibile di un’anziana e super-atletica ballerina, Paddy, 80 anni, già stella di Britain’s Got Talent (e poi dicono che il bello è solo giovane!). Il loro stile ricorda Rino Gaetano con un finale che pare un omaggio (neanche troppo velato, ma ci sta!) a Elio e le Storie Tese. Una sorta di passaggio di consegne, visto che il gruppo milanese di lì a poco si esibirà travestiti da veri geni della musica, senza lampada, con Arrivedorci, il loro ultimo brano di una carriera lunghissima. Pezzo autobiografico, ironico e demenziale proprio come loro. Un piccolo romanzo epico ma gioioso e ridente pur nella mestizia di un addio.

Sul palco salgono anche i Pooh (scioltisi da tempo ma presenti separati). La coppia Riccardo Fogli-Roby Facchinetti e Red Canzian non convincono. Meglio di loro i redivivi Decibel, ma Enrico Ruggeri è sinonimo di garanzia. Noemi ripete se stessa, ma con minore impatto scenico mentre Giovanni Caccamo stona paurosamente e pare la brutta copia di Battiato-giovane stasera.

A notte inoltrata arriva l’ospite musicale clou della serata. Quando l’Italia già sonnecchia, entra in scena Gianni Morandi e come per magia anche Baglioni sembra più a suo agio. Omaggiano Luis Bacalov interpretando Se non avessi più te, poi l’arrivo di Tommaso Paradiso, frontman dei Thegiornalisti regala Una vita che ti sogno (il pezzo già in radio è moderno e non avrebbe sfigurato in gara). Incantevole Nina Zilli, Renzo Rubino canta troppo tardi per farsi notare. Chiudono la coppia Enzo AvitabilePeppe Servillo e Le Vibrazioni. Nel girone dantesco dei colori (blu, giallo e rosso) si decide la sorte dei cantanti per la prima sera. In pole Max Gazzè, Ron, la coppia Meta-Moro, Nina Zilli, Noemi, Annalisa e Lo stato Sociale

Nella notte diventa un caso la canzone presentata dalla coppia Ermal Meta e Fabrizio Moro, Non mi avete fatto niente. Emerge, segnalato dal sito altrospettacolo.it, un brano presentato per l’edizione di Sanremo Giovani del 2016 che avrebbe molte similitudini nel testo e nella melodia.

Silenzio era cantata da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali e nel ritornello recitava “Non mi avete tolto niente, non avete avuto niente, questa è la mia vita che va avanti oltre tutto e oltre la gente”. Nel brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro, dato per favorito al festival da molti bookmaker, queste sono le parole del ritornello: “Non mi avete fatto niente, non mi avete tolto niente, questa è la mia vita che va avanti, oltre tutto, oltre la gente”. Tra gli autori della canzone, oltre a Meta e Moro, anche Andrea Febo, che avrebbe firmato appunto anche Silenzio per Calvani e De Pascali e più volte citato nelle interviste dai due big di Sanremo 2018.

Ma se la presenza dello stesso autore dovrebbe evitare eventuali accuse di plagio, è la diffusione del brano presentato a Sanremo Giovani 2016 che potrebbe dare problemi a Ermal Meta e Fabrizio Moro. Pur non essendo stata commercializzata, bisognerà appurare che Silenzio non sia stata eseguita in pubblico. In questo il regolamento del festival della canzone italiana, consultabile sul sito della Rai, è chiaro: “Tutte le canzoni dovranno essere nuove. (…) È considerata nuova, ai sensi e per gli effetti del presente Regolamento, la canzone che, nell’insieme della sua composizione o nella sola parte musicale o nel solo testo letterario (fatte salve per quest’ultimo eventuali iniziative editoriali  debitamente autorizzate), non sia già stata pubblicata e/o fruita, anche se a scopo gratuito, da un pubblico presente o lontano, o eseguita o  interpretata  dal vivo alla presenza di pubblico presente o lontano”. (…) Sussiste inoltre la caratteristica di canzone nuova nell’eventualità di utilizzo di stralci ‘campionati’ di canzoni già edite, sempre che questi – nel totale – non superino un terzo della canzone ‘nuova’ stessa”.
Nel caso Silenzio risultasse regolarmente eseguita davanti a un pubblico, secondo il regolamento il brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro dovrebbe quindi essere squalificato dalla gara del festival di Sanremo.

Il festival targato Baglioni, comunque convince il pubblico e gli ascolti fanno boom: la prima serata è stata vista da una media di 11 milioni 600 mila telespettatori con uno share medio del 52,1%, un risultato che migliora quello, pur ottimo, del 2017, quando la prima serata del festival condotto da Carlo Conti e Maria De Filippi aveva ottenuto una media di 11 milioni 374 mila spettatori e il 50,4% di share.

Orietta Cicchinelli

PIERLUIGI CANDOTTI

 

 

 

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