Assolo

 

Assolo vuole raccontare la solitudine di una donna profondamente insicura che ha passato la temuta boa dei cinquant’anni. Il tema è serio. Per questo vale la pena di scherzarci su

Così Laura Morante, durante la conferenza stampa di Assolo svoltasi lunedì scorso. Film diretto da lei con un cast di assoluto valore. La protagonista però è Flavia. Due matrimoni alle spalle (con altrettanti figli) e una terza relazione finita male, si trova per la prima volta da sola. Insicura e dipendente da tutti, perfino dalle amiche, cerca di trovare un minimo di autonomia e autostima nella sua psicanalista. Donna imbranata nella guida e goffa anche nelle pratiche più intime (tanto da dover comprare un manuale sull’autoerotismo) riesce a dare e a ricevere amore incondizionato dalla cagnetta dei vicini. La storia, a tratti banale e prevedibile, non decolla mai nonostante l’ottima recitazione di Piera Degli Esposti e di Marco Giallini (qui nei panni di un rozzissimo collega di lavoro dedito all’approccio). Resta amaro in bocca e un po’ di tristezza, anche se l’idea della Morante (al suo secondo film dietro la macchina da presa) era quella di far ridere e di far riconoscere molte donne nel suo personaggio.

La commedia verrà distribuita nelle sale cinematografiche da domani.

 

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Quo vado? Il botto di fine anno targato Zalone

 

 

Nella notte fra il 31 dicembre e il 1 gennaio anche 21 multisale del Circuito Uci (oltre che alcune del circuito The Space) proietteranno Quo vado? distribuito da Medusa in uscita nelle sale il 1 gennaio. Gli spettacoli partiranno alle 0.30, subito dopo il brindisi di inizio anno. Stretto nella morsa tra Star Wars, Minions e 007 Spectre, il cinema italiano boccheggia paurosamente. E a nulla servono i pur evidenti successi di Natale col boss e del cinepanettone di De Sica. Ci vuole Zalone, ormai diventato salvatore della patria. Un Benigni dei nostri giorni, anzi superiore se dovessimo solo guardare al botteghino. Arrivata alla quarta puntata della saga (chissà se riusciranno a eguagliare Fantozzi…) la coppia Zalone-Valsecchi non sembra dare segni di cedimento. La durata (90 minuti scarsi) è più che sufficiente per far ridere sino alle lacrime e per far riflettere anche sul riscaldamento globale e villaggi africani a cui servono vaccini. Il tema portante è comunque il posto fisso, retaggio della Prima Repubblica. Checco mette timbri all’ufficio caccia del suo paese, costantemente omaggiato di quaglie fresche, viziato dalla madre e dal padre (Maurizio Micheli e Ludovica Modugno) con i quali, a 38 anni, ancora vive, assecondato da una fidanzata ansiosa di sistemazione. Quando una riforma amministrativa – il taglio delle Province – mette a rischio il suo posto e una funzionaria aggressiva (Sonia Bergamasco) vuole costringerlo alle dimissioni, Zalone segue il consiglio del suo senatore di riferimento, Lino Banfi: resiste, adattandosi a qualunque situazione e in qualunque angolo, d’Italia e del mondo, viene spedito. Un film quasi autobiografico considerando che l’attore pugliese fece (in oltre dieci anni di ricerca) anche un concorso per diventare vice ispettore di polizia. In conferenza stampa si tocca l’argomento politico senza peli sulla lingua. Il regista Gennaro Nunziante dice :”Negli anni Sessanta la democrazia cristiana ha salvato l’Italia grazie a massicce assunzioni di impiegati pubblici. L’attuale mondo del lavoro mostra le sue fredde complessità a un paese che fa ancora richiesta di modelli assistenzialisti”. Si parla di cinquant’anni fa, mentre nei palazzi della Repubblica il premier attuale tiene la consueta conferenza di fìne anno. Forse si ride più qui. Non è molto consolatorio. Dal canto suo il comico ha come obiettivo quello. Ha voluto però raccontare con veridicità gli scienziati del Cern «perché rappresentano l’Italia migliore, fanno ricerca per pochi euro. L’unico limite che non attraverserò mai è quello del buonsenso. Oggi c’è la gara a essere politicamente scorretti, come in rete con le battute su Bocelli. All’inizio fanno ridere ma troppe diventano nauseanti. Noi non abbiamo mai varcato la soglia tra risata e offesa gratuita». Il film sarà distribuito in 1300 copie. E Checco regala un’altra perla a margine dell’incontro con i giornalisti dichiarando… :”E’ bellissimo vivere da Checco Zalone, lo auguro a tutti”

Buon anno Checco. Buon anno cinema italiano!

 

 

 

CINEMA: ZALONE, ANCHE IO SOGNAVO IL POSTO FISSO

 

Nota a margine. L’ormai famigerata espressione :”Escile!” è stata usata da Checco, durante il photocall, nei confronti della bellissima Eleonora Giovanardi, camicetta bianca sbottonata quasi in nude look. Lei se l’è cavata con una sonora risata e con la rassicurazione di avere indosso tutto fuorché un seno prosperoso.

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Natale col boss

 

 

Una cinepastiera più che un cinepanettone. La vera sorpresa sotto l’albero, quest’anno, è targata Peppino Di Capri. L’autore di pezzi come Roberta, Champagne, Il Sognatore tanto per citarne alcuni, diventa il protagonista della strenna natalizia firmata (anzi…filmata) da Aurelio De Laurentiis. Seicento sale ospiteranno il film, finalmente lontano dal cliché boccaccesco e molto più vicino a un romanzo gomorresco. Alex e Dino (Lillo & Greg) sono due affermati chirurghi plastici abituati a cambiare i connotati dei loro pazienti con pochi e delicati colpi di bisturi. Leo e Cosimo (Paolo Ruffini e Francesco Mandelli) sono invece due maldestri poliziotti sulle tracce di un pericoloso e potente boss di cui nessuno conosce il volto. Alex, Dino, Leo, Cosimo e il Boss inciamperanno l’uno nella vita dell’altro, in una commedia piena di equivoci e colpi di scena. Di Capri nel film incarna se stesso e un terribile boss partenopeo che assume i suoi tratti somatici dopo l’intervento di chirurgia plastica messogli a punto dai rinomati dottori Alex e Dino. Il mutamento fisico è reso necessario dalle compromettenti foto scattate dalla coppia di imbranati poliziotti che lo scoprono durante uno scambio di merce illegale al porto di Napoli. In realtà il suo volto avrebbe dovuto avere le sembianze di Leonardo di Caprio… Si ride molto, questa è la bella notizia, visti i mediocri film di Boldi (sarebbe come sparare sulla Croce Rossa) e Pieraccioni e attendendo il ciclone Zalone (in uscita il primo gennaio 2016 per Medusa). E anche lo chansonnier partenopeo si è divertito tantissimo durante le riprese…

Non è stato facile mettersi in gioco così dopo 57 anni spesi per la musica! Ho dovuto addirittura fare due ruoli per una paga sola: c’ho provato a raddoppiare lo stipendio ma De Laurentiis non c’ha sentito.. .Tornerò comunque a fare il mio mestiere, cioè il musicista

Dal 16 Dicembre al cinema!

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Babbo Natale non viene da Nord

 

Piccola ma doverosa premessa: Chi non ama la commedia napoletana (salernitana in questo caso…) è pregato di astenersi dalla visione di questo film. Chi non ama il teatro e il cinema dei vari Salemme, Buccirosso non apprezzerà il vero film di Natale. Il classico cinepanettone all’italiana diventa un love budget, una fiaba magica che stupisce e fa ridere dal primo all’ultimo istante. Il ritorno dietro alla macchina da presa di Maurizio Casagrande è un successo preannunciato. Lui “prestidigitatore” con figlia canterina al seguito tra amnesie, travestimenti e mille equivoci. Lui e Giampaolo Morelli come Totò e Peppino (con il dovuto rispetto…) del terzo millennio. Tutto nasce in un giardino incantato, pieno di luci colorate dove una bimba spaventata dalla vista di Babbo Natale, si lascia convincere ad ascoltare una storia. Quella del “nostro” Santa Claus, padre irresponsabile ma abilissimo prestigiatore e rubacuori. La figlia India interpretata da Annalisa Scarrone cerca di redimerlo andando a passare le feste di Natale con lui. La ragazza è una cantante di talento ma di scarso successo; nel film è la sosia proprio di …Annalisa, famosissima cantautrice. Un incidente cambierà completamente le sorti del suo soggiorno e quelle di un centro educativo per bambini disagiati nel quale il protagonista si ritrova coinvolto suo malgrado. A farla da padrone sono le continue battute dei due personaggi chiave. La Scarrone colpisce con la sua arma migliore: la voce. Aldilà dei gusti personali, ha stoffa da vendere e discograficamente parlando è giunta al quarto disco (tutti vendutissimi). La scelta della cantante anziché di un’attrice convenzionale come protagonista femminile è presto spiegata dallo stesso regista :”Annalisa somiglia mostruosamente a mia sorella quando eravamo piccolini. Appena l’ho vista, ho sentito subito un’aria di famiglia: i suoi occhioni, il suo visino delicato, una certa dolcezza che non perde nemmeno quando è arrabbiata. C’era bisogno nel film di una ragazza giovane, fresca, simpatica e con una bellissima voce. Tutte queste doti le ho trovate in lei”. I battibecchi tra Morelli e Giangrande, intanto, proseguono anche in conferenza stampa e si continua a ridere come se il film fosse ancora in proiezione. C’è da divertirsi questo Natale. Da domani nei cinema.

Al termine della proiezione il saluto di Annalisa ai lettori di Metro!

100CentoGradi

 

 

Gli ultimi saranno ultimi

Un Massimilano Bruno totalmente rinnovato e non parliamo certo del fisico (anche se la barba, rispetto al suo ultimo film è ricresciuta https://oriettacicchinelli.com/2014/10/27/confusi-e-felici/). Gli americani lo chiamerebbero dramedy (un mix, non sempre riuscito, tra commedia e dramma). Già dai primi frame si capisce che non assisteremo alla solita cavalvata comica delle precedenti pellicole. Pistole puntate e storie all’apparenza slegate dal contesto che, come per magia, si uniscono. L’amore (povero economicamente ma molto ricco) tra i due protagonisti, Paola Cortellesi e Alessandro Gassman si sgretola non appena lei viene licenziata “colpevole” di essere in stato interessante. Tra i due lavora solo lei, lui scommette e cerca affari (mezzi, per la precisione) non riuscendo a concludere mai nulla. E tradisce la moglie. Lo si intuisce ma ne si ha la conferma solo a film inoltrato. Il crescendo “bruniano” si ha proprio dopo la furiosa litigata tra i due. La dignità perduta da tutti i personaggi. Da Fabrizio Bentivoglio, ad esempio (prima volta nel cast del regista romano). Il tradimento negli affetti è la cosa che di solito fa scattare un senso di rivalsa, un desiderio fortissimo di non farsi pecore. La perdita del lavoro, la precarietà. Voluta o obbligata, poco importa. E’ un pugno nello stomaco, come spiega Bruno in conferenza stampa. Sarebbe stato semplice far ridere ancora una volta. Ma lui e la Cortellesi hanno scelto di intraprendere questa strada tortuosa, ma che sicuramente porterà i suoi frutti. Feroce satira anche sulle onde elettromagnetiche, quelle che ti fanno ascoltare la messa ovunque (anche dal lavandino e dal water). Si ride, per non piangere.

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MALALA

Tutti hanno il diritto di vivere in pace. E io spero che questo film aiuti a diffondere questo messaggio

Un documentario duro, amaro nei contenuti, una pallottola contro l’ignoranza. La stessa che colpì Malala Yousafzai, allora quindicenne, durante un ritorno a casa sul bus scolastico nella valle dello Swat in Pakistan. Era diventata un obiettivo dei Talebani, insieme al padre, per la sua battaglia a favore dell’istruzione femminile. Un boomerang, quell’attentato che suscitò l’indignazione e le proteste di sostenitori da tutto il mondo. Malala vissuta due volte. Prima e dopo il 9 Ottobre 2012. La sua “seconda vita” dedicata all’insegnamento. In realtà la pace cercata dalla protagonista è quanto di più difficile si possa cercare. Quanto è arduo il compito di affrontare l’integralismo! Perché una donna deve abbassare lo sguardo davanti a un uomo? Perché non può innamorarsi e dichiarare i suoi sentimenti? Perché non può andare a scuola, studiare? A queste domande (e a tantissime altre) il film (con degli inserti cartoon per rendere più leggero il tutto) cerca di rispondere. E’ proprio Malala stessa a confessarsi davanti all’obiettivo. Lei, il padre e tutta la sua famiglia sono testimoni diretti della loro vita. Il folle attentato ha avuto un grande risultato. Quello di far capire al mondo occidentale e a una buona parte di quello islamico, come realmente si vive in quelle terre. Ogni fonte d’informazione viene data al rogo. Letteralmente. Televisioni, pc, nastri, tutti in un unico falò. E chi viene scoperto intento ad ascoltare notizie diverse da quelle che il regime propone, viene punito. La parte moralmente più impattante è la relazione finale di ogni giornata. Il leader Mullah Fazlulla nomina mediante gli altoparlanti piazzati all’angolo delle strade i nomi degli infedeli e i principali obiettivi da sconfiggere. Una radio di regime che racconta l’islam a modo suo. Le immagini sono tutte reali.

Malala è un ritratto intimo e personale del Premio Nobel per la Pace più giovane della storia Malala Yousafzai. Miracolosamente sopravvissuta, ora conduce una campagna globale per il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini nel mondo, come co-fondatrice del Fondo Malala

Malala sarà al cinema dal 5 novembre, distribuito da 20th Century Fox Italia. Nel cast Malala Yousafzai,  Zisuddin Yousafzai,Toor Pekai Ypusafzai, Atal Khan Yousafzai.

Da non perdere!

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Io che amo solo te

Quei due ragazzi lì sullo schermo… Sì, proprio loro: Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti, che coppia perfetta. Sul set? Non solo, anche nella vita. Non ce ne vogliano i rispettivi partner ma vederli così solari e complici, affiatati anche nelle gag in conferenza stampa, si ha l’impressione di avere a che fare con una coppia… di fatto. Sono proprio loro a dichiararsi in questo modo. Non è certo il primo film che girano insieme! “Sono felice di essere tornato a lavorare con questa monellaccia – dice Scamarcio – ma come ti sei vestita?” E il riferimento è a un bracciale a scheletro che gingilla durante l’incontro con la stampa. “È qualcosa di sobrio, visto che era una presentazione la mattina”, risponde lei. Nel film, una commedia d’amore con due storie intrecciate, quella di Chiara e Damiano pochi giorni prima di sposarsi e quella dei loro genitori fidanzati tanti anni prima, interpretano due innamorati profondamente insicuri che alla vigilia di un matrimonio, per quel piccolo paese pugliese l’evento dell’anno, si ritrovano a mettere a rischio la loro storia e la famiglia in procinto di formarsi. Per Chiara la tentazione verrà da Vito fotografo, impegnato nel servizio sulle nozze, per Damiano da una ex che torna a farsi viva come ultimo addio al celibato. Una Polignano a Mare baciata dal sole settembrino a far da sfondo. L’accento pugliese dei protagonisti rende il film ancora più gradevole, Ci sarebbe da ridire sulla colonna sonora. Un brano così bello (forse il top della musica italiana, come molti di quel genio di Sergio Endrigo) avrebbe meritato l’incisione originale almeno nei titoli di coda. Il pezzo è interpretato invece da Alessandra Amoroso (anche lei artista nata nel Salento). In sala incontriamo anche la figlia di Endrigo, Claudia, sempre disponibile.

Il film è ispirato al romanzo scritto da Luca Bianchini che affronta proprio le complessità di una coppia di innamorati in procinto di sposarsi. Dal 22 Ottobre al cinema. Nota di colore al termine della proiezione. Massimo Ferrero, onnipresente Viperetta, proprietario della sala cinematografica, vedendo una folta schiera di fotografi in attesa degli attori si è lasciato andare a un:”Ma questi chi c…o aspettano?” Domanda: Era stato avvisato?

Poli Opposti

Cary Grant e Katharine Hepburn? Harry ti presento Sally? Sì, giusto un pizzico. Il novello Gassman italiano (Alessandro, non Vittorio…ora non esageriamo) e la bella signorina De Rossi hanno fatto centro. La commedia semplice, all’italiana, forse un po’ romantica, melensa è giusto lievemente scontata. La trama? Stefano è un terapista di coppia che si è appena separato dalla moglie. Claudia è un avvocato divorzista e madre single con figlio preadolescente. I loro studi, con annessa abitazione, si ritrovano sullo stesso pianerottolo. L’antipatia (e attrazione) reciproca sono immediate, e a queste si aggiunge la rivalità professionale quando i pazienti dell’una cominciano a rivolgersi all’altro, e viceversa. Ma questa, fin dall’inizio, si identifica come una commedia romantica, e dunque i poli opposti del titolo sono destinati ad avvicinarsi. La differenza tra la vecchia commedia e questa è squisitamente legata al sesso (si fa con più partner senza bisogno di sposarsi) e alle battute colorite. Una delle più riuscite? “Sei stronza di tuo o hai fatto un master?” “Ho fatto un master!” In realtà la iena che appare sullo schermo (detto tra noi, alla Felberbaum riesce benissimo) è totalmente diversa dalla realtà. Mentre Argentero risulta essere simpatico e spigliato anche fuori dal set. In conferenza stampa l’attore torinese confesserà di essere convinto che il romanticismo non si impari e che regalare dei fiori a una donna e aprirle lo sportello della macchina gli viene naturale. Ha visto i suoi genitori fare sempre così e non conosce altro modo. Chissà cosa penserà la sua Myriam Catania! I tempi del Grande Fratello sono lontani anni luce (fortunatamente!). Con questo film Argentero potrebbe definitivamente spiccare il volo. Sarah? Lei è già salpata. E non ha nessuna intenzione di fermarsi. Menzione speciale per Grazia Schiavo. Si propone come donna avvezza al cambiamento pedissequo di partner. Ne sentiremo parlare. La prima del regista Max Croci è nei cinema dall’8 Ottobre. Si ride con leggerezza, ne abbiamo bisogno!

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Sopravvissuto – The Martian

Nel film ci sono almeno due errori:La prima è la tempesta iniziale, una sorta di uragano fortissimo che causa la morte (presunta) di Watney, con l’abbandono del pianeta. Su Marte una tempesta simile è impensabile a causa della leggerezza atmosferica. La seconda è la gravità del Pianeta rosso. Gli astronauti dovrebbero saltellare e parlare al rallentatore. Ma era impossibile girare in quelle condizioni

Parole (senza musica) di Ridley Scott, regista del nuovo spassosissimo film spaziale. Chiariamo subito un equivoco. La notizia del ritrovamento di acqua su Marte è una mera coincidenza. Il film visto in anteprima per voi (e in uscita oggi) non strizza l’occhio all’evento. Anche se il regista ha dichiarato:”L’avessi saputo prima il protagonista avrebbe sicuramente trovato un ghiacciaio”. E’ la storia di un esperto di botanica, ottimista indomabile, abbandonato (involontariamente) nell’altra dimensione a seguito di un incidente nello Spazio. Cosa ci faccia lì è, dunque, presto svelato. Di professione fa l’astronauta ma sembra cavarsela maggiormente nell’altro ruolo. Destinato a una fine certa, non si dà per vinto e inizia a rovistare nella navicella alla ricerca di sopravvivenza. Coltiva patate dopo aver capito che la razione di viveri non basterà neanche per un mese. Ma perché lasciarsi morire su Marte senza provarle tutte? Ecco che Matt Damon (alias Watney) riesce a mettersi in contatto con i colleghi della Nasa. Pochi colpi di scena (se non nel finale, tutto da vedere qualunque cosa accada) ma tante risate per merito del protagonista totalmente a suo agio nella parte. Aggiungiamo un terzo errore se Scott permette. Rimanere diversi mesi senza avere la possibilità di radersi e non avere un minimo di barba (se non dopo giorni e giorni) lascia stupiti. La sensazione, dalle parole del regista, è quella di aver fatto un buon lavoro senza badare ai particolari. Per chi vi scrive, invece la mancanza di certi accorgimenti è la vera essenza del film. Un pizzico (e che pizzico!) di quote rosa: Nel film l’equipaggio è femminile al 30%, una quota ben più alta che nella realtà. E sarà di buon auspicio. Dimenticate per un attimo la saga di Guerre Stellari, il fenomenale Interstellar (https://oriettacicchinelli.com/2014/11/16/interstellar/). Qui è tutta un’altra storia. Cercate scienza, umorismo e sentimenti? Nel film è presente un condensato di tutti questi elementi. Visto in 3D (la nostra fortuna…) si ha quasi l’impressione di sentire sul volto le sferzate di sabbia. Gli episodi di Happy Days e l’inascoltabile discomusic anni settanta (lasciata in dotazione a Watney da Jessica Chastain, qui nelle vesti del Comandante Lewis) diventano piacevoli. Si balla al ritmo di Hot Stuff ma si canticchia soprattutto con la favolosa Starman di David Bowie. Inserire Life on Mars? sarebbe stato troppo scontato. Il Duca Bianco ha accettato di buon grado il dono del suo pezzo alla sceneggiatura. Non se ne pentirà.

@100CentoGradi

 

Poster Film

the-martian

Io e lei

Alla fine la confessione arrivò :”Sì, mi sono ispirata al Vizietto”. Maria Sole Tognazzi incalzata dalle domande dei giornalisti, risponde così a chi le ricorda il film-cult del papà (in realtà babbo Ugo ne fece ben tre…). Più che altro, il filippino gay sembra un piccolo, quanto doveroso omaggio. Un film politico? Anche, non foss’altro per le dichiarazioni di Sabrina Ferilli (sembra ringiovanita da La grande bellezza in poi) :”Se anche questo governo di sinistra (sinistra, Sabrina?!?) non prenderà una posizione sulle unioni civili e non le riconoscerà, allora i cittadini dovranno farsi sentire e combattere le loro battaglie” e di Margherita Buy :“Siamo in un momento e in una posizione importante, la nostra è una società arretrata, la situazione italiana ha ancora molte cose da risolvere e da discutere” durante l’incontro con la stampa. Quello che si è visto è in realtà una graziosissima commedia, con scene molto caste di amore e di tenerezza (più che di sesso) tra le due protagoniste. Se l’intento della regista era quello di raccontare una storia senza pregiudizi e senza pruriginosità, c’è riuscita in pieno. E’ stata nominata troppe volte la parola lesbo nei vari promo della pellicola (anche durante il photocall sentire qualcuno urlare:”bacio, bacio” alle due attrici è apparso piuttosto stucchevole e anacronistico, fatta salva l’ironia, comunque incomprensibile). Venendo al film, Federica (la Buy) e Marina (la Ferilli) dopo cinque anni di convivenza, entrano in crisi per i dubbi della prima. Incontrando un vecchio amico, Marina ci finisce a letto e il combattimento interiore sembra avere il sopravvento. Dalla sua, aveva comunque sempre cercato di camuffare il rapporto agli occhi della gente. Paura di essere giudicata, lei con ex marito e figlio ancora giovane. La solarità di Federica, invece, appare disarmante. No, lei non ha paura di dire che ha una compagna, non teme l’ilarità stupida di chi non vuole accettare quella che agli occhi di tutti è una realtà. E il messaggio che arriva è proprio questo. Io e lei non servirà a sconfiggere l’ignoranza, ma quantomeno ad aprire le menti, ancora oggi, troppo chiuse. Ermeticamente.

Dal 1 Ottobre al cinema.