Forever Young

 

Una risata tira l’altra. E un’altra ancora. Il tema portante del nuovo film di Fausto Brizzi non è tanto la gioventù portata agli eccessi, il non voler arrendersi al tempo che passa. E’ quella cosa che ti allunga la vita più di ogni altra. Quell’elemento che non seppellisce, anzi! Il cinema italiano è più vivo che mai. Chiariamo subito: Forever Young non è un capolavoro che rimarrà negli annali coma pietra miliare. Ma è una commedia scaccia pensieri con quel pizzico di riflessione che serve a tirare fuori i difetti (molti) e i pregi (quali?) dei protagonisti. Nell’Italia di oggi l’avvocato Franco (Teo Teocoli) è un settantenne, appassionato praticante di sport e, soprattutto, di maratona. La sua vita cambia quando scopre che sta per diventare nonno grazie a sua figlia Marta (Claudia Zanella) e a suo genero Lorenzo (Stefano Fresi) e che il suo fisico non è poi così indistruttibile. Angela (Sabrina Ferilli), un’estetista di 49 anni, ha una storia d’amore con Luca (Emanuel Caserio), 20 anni, osteggiata dalla madre di lui, Sonia (Luisa Ranieri), sua amica. Diego (Lillo), deejay radiofonico di mezz’età, deve fare i conti con gli anni che passano e con un nuovo, giovanissimo e agguerrito, rivale (Francesco Sole). Le scene dei due hanno come sponsor RDS (cameo di Anna Pettinelli e degli Zero Assoluto) Giorgio (Fabrizio Bentivoglio) direttore della radio ha 50 anni e una giovanissima compagna (Pilar Fogliati), ma la tradisce con una coetanea di 50 (Lorenza Indovina). Un Lillo in forma smagliante (anche senza Greg) e un Nino Frassica superlativo. La loro piccola scena insieme (Radio Amen) è di gran lunga la migliore del film.

 

Non è però una pellicola che strizza l’occhio ai supergiovani. E’ presente (lo dice lo stesso regista) una profonda critica verso l’età della maturità a parole. E dopo la proiezione viene davvero voglia di mettere sul piatto del giradischi il vinile di Bonnie Tyler e di spegnere Facebook. Che si può vivere anche senza. E meglio.

@100CentoGradi

 

 

Io e lei

Alla fine la confessione arrivò :”Sì, mi sono ispirata al Vizietto”. Maria Sole Tognazzi incalzata dalle domande dei giornalisti, risponde così a chi le ricorda il film-cult del papà (in realtà babbo Ugo ne fece ben tre…). Più che altro, il filippino gay sembra un piccolo, quanto doveroso omaggio. Un film politico? Anche, non foss’altro per le dichiarazioni di Sabrina Ferilli (sembra ringiovanita da La grande bellezza in poi) :”Se anche questo governo di sinistra (sinistra, Sabrina?!?) non prenderà una posizione sulle unioni civili e non le riconoscerà, allora i cittadini dovranno farsi sentire e combattere le loro battaglie” e di Margherita Buy :“Siamo in un momento e in una posizione importante, la nostra è una società arretrata, la situazione italiana ha ancora molte cose da risolvere e da discutere” durante l’incontro con la stampa. Quello che si è visto è in realtà una graziosissima commedia, con scene molto caste di amore e di tenerezza (più che di sesso) tra le due protagoniste. Se l’intento della regista era quello di raccontare una storia senza pregiudizi e senza pruriginosità, c’è riuscita in pieno. E’ stata nominata troppe volte la parola lesbo nei vari promo della pellicola (anche durante il photocall sentire qualcuno urlare:”bacio, bacio” alle due attrici è apparso piuttosto stucchevole e anacronistico, fatta salva l’ironia, comunque incomprensibile). Venendo al film, Federica (la Buy) e Marina (la Ferilli) dopo cinque anni di convivenza, entrano in crisi per i dubbi della prima. Incontrando un vecchio amico, Marina ci finisce a letto e il combattimento interiore sembra avere il sopravvento. Dalla sua, aveva comunque sempre cercato di camuffare il rapporto agli occhi della gente. Paura di essere giudicata, lei con ex marito e figlio ancora giovane. La solarità di Federica, invece, appare disarmante. No, lei non ha paura di dire che ha una compagna, non teme l’ilarità stupida di chi non vuole accettare quella che agli occhi di tutti è una realtà. E il messaggio che arriva è proprio questo. Io e lei non servirà a sconfiggere l’ignoranza, ma quantomeno ad aprire le menti, ancora oggi, troppo chiuse. Ermeticamente.

Dal 1 Ottobre al cinema.