Natale a Londra – Dio salvi la Regina

Esce domani il vero film di Natale, quello prodotto da Aurelio De Laurentiis che, orfano di Higuain per il suo Napoli, potrebbe inserire tranquillamente Lillo & Greg di punta. Poi, sfruttando l’infortunio di Milik, dare una chance a Nino Frassica. Sì, perché i veri bomber sono proprio loro e non sfigurerebbero neanche in maglia azzurra. Scherzi a parte, la banda del sud colpisce ancora. Dopo il successo di Natale col boss (ricordate? Peppino Di Capri in grande spolvero) tornano tutti (o quasi) per mettere a segno un colpo sensazionale: rapire i preziosissimi cani della Regina e travolgere Buckingham Palace. La meta scelta, dopo la Brexit, è d’obbligo e già nei vari teaser si gioca molto sulla rivoluzione inglese. Molto gradito il ritorno di Ninetto Davoli (sul set padre di Lillo & Greg) e molto curioso l’esordio degli Arteteca (duo cult del programma Made in Sud, coppia anche nella vita). Ma è tutto il cast a funzionare, dallo “chef” Paolo Ruffini (col baffetto alla Ratatouille) a Eleonora Giovanardi (capo chef nel ristorante di Londra e figlia di Frassica) vestita, alla prima, con un grazioso cappottino. Le trasparenze messe in mostra un anno fa durante la presentazione di Quo Vado? sono solo un ricordo. Azione (molta) e sentimento (quanto basta). E i cani della regina, portati sul set da ‘U barone. Lesa maestà (per rimanere in tema) se paragonassimo il film a I soliti ignoti o a La banda degli onesti. Ma, con quello che gira nelle sale sotto l’albero, la pellicola supera ampiamente la sufficienza

Nota di colore, durante il photocall. L’attore Paolo Ruffini, dopo aver compiuto un salto ha divelto una mattonella del Visconti Palace Hotel, tra l’ilarità generale. Tempestivo il… riassestamento della pavimentazione

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Quo vado? Il botto di fine anno targato Zalone

 

 

Nella notte fra il 31 dicembre e il 1 gennaio anche 21 multisale del Circuito Uci (oltre che alcune del circuito The Space) proietteranno Quo vado? distribuito da Medusa in uscita nelle sale il 1 gennaio. Gli spettacoli partiranno alle 0.30, subito dopo il brindisi di inizio anno. Stretto nella morsa tra Star Wars, Minions e 007 Spectre, il cinema italiano boccheggia paurosamente. E a nulla servono i pur evidenti successi di Natale col boss e del cinepanettone di De Sica. Ci vuole Zalone, ormai diventato salvatore della patria. Un Benigni dei nostri giorni, anzi superiore se dovessimo solo guardare al botteghino. Arrivata alla quarta puntata della saga (chissà se riusciranno a eguagliare Fantozzi…) la coppia Zalone-Valsecchi non sembra dare segni di cedimento. La durata (90 minuti scarsi) è più che sufficiente per far ridere sino alle lacrime e per far riflettere anche sul riscaldamento globale e villaggi africani a cui servono vaccini. Il tema portante è comunque il posto fisso, retaggio della Prima Repubblica. Checco mette timbri all’ufficio caccia del suo paese, costantemente omaggiato di quaglie fresche, viziato dalla madre e dal padre (Maurizio Micheli e Ludovica Modugno) con i quali, a 38 anni, ancora vive, assecondato da una fidanzata ansiosa di sistemazione. Quando una riforma amministrativa – il taglio delle Province – mette a rischio il suo posto e una funzionaria aggressiva (Sonia Bergamasco) vuole costringerlo alle dimissioni, Zalone segue il consiglio del suo senatore di riferimento, Lino Banfi: resiste, adattandosi a qualunque situazione e in qualunque angolo, d’Italia e del mondo, viene spedito. Un film quasi autobiografico considerando che l’attore pugliese fece (in oltre dieci anni di ricerca) anche un concorso per diventare vice ispettore di polizia. In conferenza stampa si tocca l’argomento politico senza peli sulla lingua. Il regista Gennaro Nunziante dice :”Negli anni Sessanta la democrazia cristiana ha salvato l’Italia grazie a massicce assunzioni di impiegati pubblici. L’attuale mondo del lavoro mostra le sue fredde complessità a un paese che fa ancora richiesta di modelli assistenzialisti”. Si parla di cinquant’anni fa, mentre nei palazzi della Repubblica il premier attuale tiene la consueta conferenza di fìne anno. Forse si ride più qui. Non è molto consolatorio. Dal canto suo il comico ha come obiettivo quello. Ha voluto però raccontare con veridicità gli scienziati del Cern «perché rappresentano l’Italia migliore, fanno ricerca per pochi euro. L’unico limite che non attraverserò mai è quello del buonsenso. Oggi c’è la gara a essere politicamente scorretti, come in rete con le battute su Bocelli. All’inizio fanno ridere ma troppe diventano nauseanti. Noi non abbiamo mai varcato la soglia tra risata e offesa gratuita». Il film sarà distribuito in 1300 copie. E Checco regala un’altra perla a margine dell’incontro con i giornalisti dichiarando… :”E’ bellissimo vivere da Checco Zalone, lo auguro a tutti”

Buon anno Checco. Buon anno cinema italiano!

 

 

 

CINEMA: ZALONE, ANCHE IO SOGNAVO IL POSTO FISSO

 

Nota a margine. L’ormai famigerata espressione :”Escile!” è stata usata da Checco, durante il photocall, nei confronti della bellissima Eleonora Giovanardi, camicetta bianca sbottonata quasi in nude look. Lei se l’è cavata con una sonora risata e con la rassicurazione di avere indosso tutto fuorché un seno prosperoso.

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