Qualcosa di nuovo

 

Toy boy o toy girl? La voglia sfrenata di avere un compagno giovane o “solamente” la paura di restare soli? E soprattutto, il sesso può colmare quel vuoto? A tutte queste domande un prodotto cinematografico non può evidentemente rispondere. Ma fa riflettere ed è un buon inizio. Non è un film al femminile (guai a dirlo a Micaela Ramazzotti, una delle protagoniste), è una buona commedia italiana. Tratto dall’opera teatrale di Cristina Comencini (La scelta), la pellicola (che vede la stessa autrice coinvolta nella sceneggiatura con Giulia Calenda e Paola Cortellesi) racconta la storia di due donne amiche da sempre, molto diverse tra loro. Maria (la Ramazzotti) è una mamma single che abborda gli uomini e ci va a letto facilmente perché non vuole restare da sola. La Cortellesi invece è Lucia, una cantante jazz, anche lei separata, che però ha chiuso con il sesso maschile. Fino all’arrivo del ciclone Luca (Eduardo Valdarnini), prima nel letto di Maria e poi in quello di Lucia. Un uomo perfetto, molto più piccolo delle protagoniste che, dopo la prima sbandata, prenderanno una bella vacanza dalle loro abitudini. E’ un film da vedere almeno due volte:la prima per ridere, la seconda per riflettere e magari rispecchiarsi nel ruolo delle due protagoniste. Le stesse che, durante la conferenza stampa, non si sono sbottonate più di tanto alla classica domanda:”Voi andreste con un uomo molto più giovane?”. Risate e molta riservatezza. Dicono di essere ancora immature. Forse nella vita, sul set lo sono da anni entrambe. E’ un ottimo lavoro, con una Cortellesi sempre più cantante. Non gliel’ha ancora detto nessuno che ha la più bella voce italiana degli ultimi vent’anni? Dal 13 ottobre nei cinema, con o senza toy boy…

 

@100CentoGradi

Gli ultimi saranno ultimi

Un Massimilano Bruno totalmente rinnovato e non parliamo certo del fisico (anche se la barba, rispetto al suo ultimo film è ricresciuta https://oriettacicchinelli.com/2014/10/27/confusi-e-felici/). Gli americani lo chiamerebbero dramedy (un mix, non sempre riuscito, tra commedia e dramma). Già dai primi frame si capisce che non assisteremo alla solita cavalvata comica delle precedenti pellicole. Pistole puntate e storie all’apparenza slegate dal contesto che, come per magia, si uniscono. L’amore (povero economicamente ma molto ricco) tra i due protagonisti, Paola Cortellesi e Alessandro Gassman si sgretola non appena lei viene licenziata “colpevole” di essere in stato interessante. Tra i due lavora solo lei, lui scommette e cerca affari (mezzi, per la precisione) non riuscendo a concludere mai nulla. E tradisce la moglie. Lo si intuisce ma ne si ha la conferma solo a film inoltrato. Il crescendo “bruniano” si ha proprio dopo la furiosa litigata tra i due. La dignità perduta da tutti i personaggi. Da Fabrizio Bentivoglio, ad esempio (prima volta nel cast del regista romano). Il tradimento negli affetti è la cosa che di solito fa scattare un senso di rivalsa, un desiderio fortissimo di non farsi pecore. La perdita del lavoro, la precarietà. Voluta o obbligata, poco importa. E’ un pugno nello stomaco, come spiega Bruno in conferenza stampa. Sarebbe stato semplice far ridere ancora una volta. Ma lui e la Cortellesi hanno scelto di intraprendere questa strada tortuosa, ma che sicuramente porterà i suoi frutti. Feroce satira anche sulle onde elettromagnetiche, quelle che ti fanno ascoltare la messa ovunque (anche dal lavandino e dal water). Si ride, per non piangere.

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