Domenica in compie 40 anni. L’appuntamento è quello delle grandi occasioni, e non soltanto per la ricorrenza che celebra la trasmissione più longeva della televisione italiana. Dopo 6 anni torna infatti alla conduzione del programma Pippo Baudo, per la tredicesima volta al timone dell’atteso appuntamento domenicale di Rai 1. La conferenza stampa è andata in scena negli studi Rai di Via Asiago in Roma. Il servizio per Metro News Italia di Orietta Cicchinelli, foto di Pierluigi Candotti
Un buddy movie. Spiegare il significato è semplice… Due attori, perlopiù uomini, amici sul set. Al posto tuo fa parte di questo “nuovo” filone cinematografico. Luca Molteni (Luca Argentero) e Rocco Fontana (Stefano Fresi) sono due direttori creativi di due piccole aziende che si fondono. Il problema? Per loro c’è un solo posto. Così i due dovranno sottoporsi a una sfida improba: trascorrere una settimana nei panni dell’altro, per essere valutati in base ad abitudini e vita quotidiana. Fin qui la trama… Va detto, che Fresi in amore è già fortunato di suo. E’ il marito di Claudia (Ambra Angiolini) ,tre figli, una casa in campagna ed è perennemente a dieta. Argentero, invece, è un brillante architetto e single. Sul set, come consulente d’immagine ha la bellissima Ines (Grazia Schiavo),con lui e con il regista Max Croci anche in PoliOpposti (https://oriettacicchinelli.com/2015/10/05/poli-opposti/)La storia ha una trama divertente e regge bene anche (e soprattutto) per merito di Fresi, da maschera a protagonista del nuovo cinema italiano. Il pezzo cult? Occhio all’interruttore della luce…
In occasione dei quarant’anni del Capitano giallorosso Francesco Totti Metro News Italia dedica uno speciale all’ottavo Re di Roma. Qui il pdf scaricabile e le immagini da ingrandire. Con una chicca: il biglietto di Curva Nord relativo al primo gol di Totti in serie A. Era domenica 4 settembre 1994, Roma-Foggia 1-1…
Un bambino che porta sulle spalle il peso della morte della madre avvenuta nel tentativo di salvarlo da un incendio. Scritta così sembrerebbe la sceneggiatura perfetta di un film horror o strappalacrime senza lieto fine (per non parlare dell’inizio…). Invece la storia raccontata dal regista spagnolo Gerardo Olivares ha il sapore dolce di una fiaba con protagonisti principali il bambino (Lukas, interpretato da Manuel Camacho) e… un’aquila reale. Una trama che sin dalle prime battute regala insegnamenti, senza pretesa alcuna, sulla vita mescolando quella umana e quella animale. Due aquilotti che si trovano a condividere lo stesso nido…il più forte è destinato a scacciare il fratello più debole. Come Caino e Abele. Abel, appunto, che dopo aver imparato a volare, addestrato dal ragazzo, potrà prendersi la meritata rivincita. O forse no… Sullo sfondo viene narrata una storia di assoluta freddezza familiare con Lukas, rimasto solo insieme al papà (Tobias Moretti), chiuso in un mutismo assoluto. Parla con il suo cane e con l’aquila alla quale impartisce lezioni d’amore (quello che non ha tra le mura domestiche) oltre che di volo. Stupisce, nella pellicola, l’assenza di coetanei del ragazzo. L’unico “estraneo” è Danzer (Jean Reno) amico di vecchia data del papà e “complice” di Lukas nell’addestramento di Abel. Nessuna morale ma un connubio perfetto tra uomo e natura. E la libertà, di volare e lasciar andare, seppur con la morte del cuore, gli affetti più cari. E’ un film per tutti, con dei panorami mozzafiato. Abel Il figlio del vento è dal 29 settembre al cinema distribuito da Adler Entertainment
Uno dei più controversi presidenti degli Stati Uniti d’America e il più famoso cantante rock di tutti i tempi. Che poi l’etichetta rock sia stata negli anni affibbiata un po’ a tutti è un altro discorso. Il Re veniva chiamato e per tante generazioni lo è stato. Amato, idolatrato, rispettato e imitato da milioni di persone. Lui, Elvis! E, strana coppia, Richard Nixon, trentasettesimo Governatore del Mondo (almeno così vengono definiti i Capi USA). Due mondi totalmente diversi? Non proprio. Tralasciando la fama (per Nixon non buona, va detto) ciò che accomuna i due è la visione del paese, politicamente parlando. Acerrimi anticomunisti, anzitutto. Amanti delle armi, anche se con modi e scopi diversi, entrambi terrorizzati dalla controcultura. L’America dell’epoca (siamo a Natale del 1970) era ancora scossa dall’omicidio Kennedy e faticava non poco a riprendersi dallo shock. Ballava e sognava con Love me tender, credeva di scacciare così la paura. Forse ci riusciva, almeno ci provava. E avrebbe fatto qualsiasi cosa avesse detto Presley. Elvis lo sapeva. Da qui la lucida follia di voler aiutare la sua gente diventando agente segreto del governo. Compito che solo il presidente poteva conferirgli. Scrivere a Nixon poteva essere l’unico modo. Una lettera di sei pagine con questo incipit “Caro Signor Presidente, innanzi tutto vorrei presentarmi, sono Elvis Presley, l’ammiro, ho molto rispetto per la sua carica e vorrei diventare un agente segreto del governo!”. Un incontro (avvenuto realmente, va detto) talmente surreale quanto coinvolgente. I minuti scorrono veloci anche senza brani del Re di Memphis, interpretato magistralmente da Michael Shannon (e doppiato altrettanto bene da Pino Insegno). Nixon, invece, ha la faccia di Kevin Spacey (due volte premio Oscar per I Soliti Sospetti nel 1996 e American Beauty nel 2000) e per quanto si sforzi non risulta essere così duro e spietato come il presidente. Ma qui non si parla di Watergate. E’ solo rock’n’roll. Ed è tutto godimento
ROMA Il coraggio di osare, di andare sempre oltre, battendo strade sconosciute e perciò incerte, senza lasciarsi scoraggiare dalla paura di non farcela. È questo il messaggio della tanto generosa quanto smemorata Dory, protagonista dell’ultimo block-buster targato Disney-Pixar. “Alla ricerca di Dory” (per la regia di Andrew Stanton) sbarca nelle sale dal 15 settembre e, c’è da scommetterci, incanterà grandi e piccini. Proprio com’è accaduto ieri sera, in un Auditorium della Conciliazione parato a festa, dai toni blu e gialli, stracolmo di bimbi festanti e ragazzini a caccia di autografi e foto-ricordo da postare, tra volti noti del web e del mondo dello spettacolo, molti dei quali hanno prestato la loro voce ai personaggi del film. Tra i tanti: Luca Zingaretti-Marlin e Carla Signoris-Dory, coppia comica inedita ed esilarante che tredici anni fa fu scelta per doppiare il pluripremiato “Alla Ricerca di Nemo”. «Nel 2003 i miei figli avevano tre e cinque anni: vedevamo solo cartoni animati – racconta la Signoris – e li conoscevo a memoria. In particolare quelli della Pixar». Mentre Zingaretti ammette: «Doppiare un film della Disney significa entrare nell’immaginario collettivo e nel mito. È la felicità di pensare di entrare a far parte dei sogni di tanti bambini». E a proposito del suo personaggio il Montalbano della tv riferisce: «Mi accomuna un po’ a Marlin (il pesce pagliaccio papà di Nemo, ndr) il senso di ansia che si può avere nei confronti delle persone amate e per cui faremmo di tutto». Mentre Stefano Masciarelli, l’attore che torna a dare voce alla longeva e audace tartaruga Scorza dice: «È davvero bello vedere dei film in cui i padri sono protagonisti». Un film che non si può mancare. La storia di Dory, che vive felicemente sulla barriera corallina con Nemo e Marlin, parte da un ricordo: anche lei deve avere una famiglia. Un papà e una mamma che forse la cercano ancora dopo un anno. Perché Dory, che ha aiutato il papà di Nemo a cercare il suo figliolo, si sa, soffre di perdita della memoria a breve termine, e si scorda un attimo dopo quanto detto un secondo prima! Una fiammella si accende nel buio della sua mente, ma tanto basta per farla partire verso l’ignoto oceano che fa paura anche ai grandi! L’aiuteranno nel suo viaggio i tre più strampalati abitanti del Parco Oceanografico (dove la voce di Licia Colò accoglie ospiti e visitatori): Hank, irascibile polpo che tenta continuamente la fuga; Bailey, un beluga convinto di avere un sonar difettoso, e Destiny (nel nome già un programma!), squalo balena miope. In loro compagnia Dory scoprirà i valori dell’amicizia, la bellezza dei difetti e il vero senso della famiglia.
Roma- L’1-0 di Salah illumina l’Olimpico e il cielo sembra tenere dietro le nuvole nere, presagio dell’imminente tempesta che, di lì a poco, si sarebbe abbattuta sulla Capitale.
E quelle poche dozzine di tifosi sampdoriani, fastidiosi come mosche quando l’aria è umida, alla sinistra della Tribuna Tevere, paiono corvi in attesa del boccone facile: una squadra che fa acqua in difesa. Mentre la luce, già debole – complice il grigio gioco dei ragazzi di Spalletti – tiene poco, come il coro della Curva Sud gloriosa che s’affloscia, e non sale, se non quando vede, a bordo campo, il suo capitano scaldarsi: ed è un boato per Totti, l’unico e irripetibile. Nel bene (più) e nel male (meno).
Ma già si prepara a piovere sullo Stadio all’1-1 amaro siglato da Muriel che, tra fulmini e tuoni, grazie a una difesa imbarazzante, si fa subito 1-2, con il solito Quagliarella.
E il diluvio (perché l’ira del cielo non guarda in faccia a nessuno) si abbatte sui “poveri” della onorevole tribuna vip che s’inzuppano, più di noi che il biglietto lo abbiamo comprato (sudandocelo caro).
Pare il finimondo e solo i bambini si divertono a parare, con un bicchiere, la grandine, perché il match viene sospeso per un’oretta buona in cui l’Olimpico pare l’Arca di Noè. E noi i fortunati (perché no? Ci vuol coraggio a spendere 140 euro, per portare un figlio alla partita della sua squadra del cuore, di questi tempi!), noi prescelti di una qualche divinità che c’ha riempito il cuore e la testa di passione, al grido di “Forza Roma”, restiamo quasi all’asciutto, divertendoci a immortalare i fiumi d’acqua a bordo campo.
La mitica Curva non s’arrende, indietreggia sotto la pioggia battente, ma non molla: e tutti urlano “rincominciamooo” all’indirizzo dell’arbitro Giacomelli e della sua terna che fanno le prove sul manto erboso che, miracolosamente, tiene.
Alle 17,05 si riprende, ma è tutta un’altra musica: dirige l’orchestra il “vecchio” maestro di sempre: Totti (che prende il posto di un buon Perotti), e con l’ausilio di un cavallo di razza come Dzeko – che su 5 che ne sbaglia, mandando ai pazzi i romanisti che urlano rossi di rabbia e si strappano i capelli a ogni suo errore – una la centra, finalmente, per un pari meritato 2-2!
Palla di corsa al centro e la carica continua contro la porta stregata degli ospiti, difesa alla grande da un ottimo Viviano che, però, da sui nervi temporeggiando troppo sui rilanci a perder secondi preziosi.
Già il tempo sta per finire: il recupero di 3′ quasi andato, e noi sembriamo tutti rassegnati a un pari sofferto e all’ennesimo match sprecato. Ma dopo tanta sfortuna sotto porta, un rigore suona per noi: il malleolo di Dzeko preso in pieno e lui, che di solito resiste in piedi (tra gli improperi di Spalletti) caracolla giù e l’arbitro fischia. Il resto…è storia: Capitan Totti dei record dal dischetto sdraia il portiere e lo stadio viene giù!
ROMA-SAMPDORIA 3-2
(primo tempo 1-2)
MARCATORI Salah (R) all’8′, Muriel (S) al 18′, Quagliarella (S) al 41′ p.t.; Dzeko (R) al 16′, Totti (R) su rigore al 48′ st.
ROMA (4-3-3) Szczesny; Florenzi, Manolas, Juan Jesus, Peres; Nainggolan (dal 40′ s.t. Iturbe), De Rossi, Strootman; Salah, Perotti (dal 1′ st Totti), El Shaarawy (dal 1′ st Dzeko). (Alisson, Lobont, Emerson, Seck, Fazio, Gerson, Paredes, Marchizza). All. Spalletti.
SAMPDORIA (4-3-1-2) Viviano; Sala, Silvestre, Regini, Pavlovic (dal 1′ st Dodò, dal 36′ s.t. Skriniar); Barreto, Torreira, Linetty; Alvarez; Quagliarella, Muriel (dal 17′ st Budimir). (Puggioni, Krapikas, Pereira, Dodò, Eramo, Palombo, Cigarini, Fernandes, Praet, Schick). All. Giampaolo.
ARBITRO Giacomelli di Trieste.
NOTE Time-out al 23′ p.t. Espulso Alvarez (S) per proteste al 48′ s.t.
Ammoniti: Sala per gioco scorretto, De Rossi per proteste, Juan Jesus per gioco scorretto, Skriniar per gioco scorretto.
Tiri in porta 11-7. Tiri fuori 7-2. In fuorigioco 7-1. Angoli 10-7. Recuperi: 2′ pt, 3′ st.
Parte domani sera (con un giorno di ritardo) il Roma Fringe Festival nella cornice di Villa Ada. Senza festa, con programmazione ordinaria. Non potrebbe essere altrimenti dopo il devastante sisma che ha colpito il cuore del nostro Paese. A proposito di questo, aprendo il sito http://www.villaada.org appare un banner per effettuare donazioni alle popolazioni laziali e marchigiane. Ma sarà comunque un evento da ricordare! Scorrendo velocemente i nomi presenti, la scelta per una piacevole chiacchierata, non poteva essere migliore. La rivelazione della stagione teatrale appena conclusa, Claudia Gusmano porta in scena Mozza, spettacolo che ha entusiasmato molte platee. Si esibirà sul Palco C lunedì 29 alle 21:30 e il 31 alle 23:10; sul Palco A l’appuntamento è per venerdì 2 settembre alle 22:15
Nella Capitale vinse il premio come migliore attrice al Roma Fringe Festival con Taddrarite due anni fa. Ora il ritorno a Villa Ada con uno spettacolo tutto suo, già sold out nel corso della passata stagione. Come ha risposto, aldilà delle presenze in sala, il pubblico?
Molto bene! Mozza ha la capacità di far empatizzare anche il cuore più duro. .Abbiamo debuttato sia a Roma che in Sicilia e fatto sold out..io non sono un nome…mi diverto a dire che mio nonno da lassù si stia specializzando in marketing.
Ci racconterebbe la storia di Mozza? Perché ha scelto di “mettersi in proprio”?
Mozza racconta la storia di una bambina che trascorre tutta l’infanzia mano nella mano con il nonno marinaio che le insegna l’arte del vivere in mare. Dopo la sua morte le viene diagnosticato il “mal di mare ” in terra. A quel punto il da farsi è chiaro Mozza per vivere bene ” a mare deve stare”. Scopre durante il suo viaggio, dentro un piccolo peschereccio che manca della parte fondamentale, il timone, che quel mare non è infinito come le raccontava il nonno e che anzi finisce esattamente dove inizia la terra. E’ un viaggio dentro un cuore puro…un diamante grezzo, Mozza è una creatura troppo leggera per il mare e troppo fragile per la terra..che lotterà per trovare il suo posto.E’ uno spettacolo con una forte componente emotiva..e sinceramente ti dico che parla della mia famiglia. La mia è una generazioni di marinai. Ho sempre considerato come alternativa al mio lavoro la possibilità di continuare il mestiere mio padre…ma essendo “femmina” non sono mai stata presa in considerazione seriamente. Mio padre un anno fa mi ha permesso di trascorrere una giornata in mare a lavoro con lui. Non finirò mai di dirgli grazie, è stato ed è il regalo più bello che abbia mai potuto ricevere da lui. Ho scelto di “mettermi in proprio ” perchè sentivo l’esigenza di camminare sulle mie gambe.
Si è esibita al Piccolo di Milano (il sogno di ogni attore, almeno così si dice…) a New York ma anche in piccoli teatri. Il suo ricordo più emozionante?
Per me l’emozione più grande è stata vincere il premio come migliore attrice due anni fa al Fringe Festival…stavo attraversando un periodo di grande confusione nella mia vita, soprattutto lavorativa…quell’episodio insieme ad una lunga chiacchierata ed una promessa con Lella Costa (avevamo appena finito il primo anno di tournee di “Nuda Proprietà”) mi hanno spinto a non smettere.
A proposito di emozione, quanta ne aveva al suo esordio in Sicilia l’11 agosto? Il detto Nemo propheta in patria vale anche per lei?
Moltissima! Ero molto felice di poter condividere con la mia gente il mio spettacolo…abbiamo fatto sold out in prevendita e la sera stessa abbiamo purtroppo dovuto dire no a tutte le altre persone che volevano acquistare il biglietto. Abbiamo lavorato quella sera con il rumore delle onde del mare come sottofondo…è stato un regalo. Il detto Nemo Propheta in patria vale anche per me purtroppo, ma solo quando ho a che fare con l’amministrazione comunale della mia città natale Marsala…tutti gli altri invece mi hanno sempre spalancato le braccia ed aiutata. Bisogna essere molto piccoli per essere grandi dentro.
Quanto è stato duro l’approdo da Marsala a Roma?
Abbastanza. Sono dovuta crescere molto in fretta, sono molto legata alla mia terra… Sei mai stato in Sicilia? Se si, sai benissimo cosa intendo quando dico “mal d’Africa”. Vivo a Roma da 12 anni adesso e se guardo indietro provo tanta tenerezza.
Ci racconta i suoi esordi?
Ho scoperto la passione per il teatro al Liceo all’età di 14 anni ed ho iniziato a lottare subito contro tutto e tutti per fare questo lavoro.La mia famiglia, nonostante adesso sia la mia prima sostenitrice, all’inizio è stata molto restìa…mentre i ragazzini della mia età litigavano in casa per avere il vestito nuovo o per dormire da un’amica, io litigavo per fare teatro. Nonostante la fatica, ricordo quegli anni dell’adolescenza con molta tenerezza e ad oggi a 31 anni ti dico che se non mi avessero ostacolato cosi tanto non avrei mai scoperto così tanto amore per questo lavoro e per loro.
A 19 anni, finita la scuola, dopo essermi trasferita a Roma, ho avuto un incontro fortunatissimo con la regista Emanuela Giordano che mi ha permesso di imparare il mestiere sul palco. Abbiamo viaggiato per anni con diverse tournee, l’ultima “Nuda proprietà” con Lella Costa, Paolo Calabresi e Marco Palvetti.
Ricordo ancora l’emozione fortissima del mio primo debutto nazionale a 19 anni con “Alice delle Meraviglie” con Mascia Musy… Quando si è acceso il primo faro di scena credevo sarei morta di crepacuore…ho stretto fortissimo i pugni e chiuso gli occhi, un secondo dopo la prima battuta ricordo perfettamente la felicità che scorreva nel mio corpo nell’essere ancora viva. Fa ridere che un’attrice ricordi come la sensazione più forte questo…ma è proprio così!
Circa dieci anni fa tentò la fortuna mediante un talent. Bisogna necessariamente passare da Amici per farsi conoscere?
Assolutamente no. Credo che ogni tappa sia un tassello in più per il proprio percorso. Avevo 18 anni…e non credo mi riconosca nessuno per quello.
Da oggi in poi potremo chiamarla semplicemente Mozza o preferisce Claudia?
Io sono Claudia ed è stato un piacere parlare con te. Ti aspetto con Mozza al Fringe.
La terra torna a tremare nel cuore della notte. Un terremoto di magnitudo 6.0 si è verificato nella zona di Rieti intorno alle 3.36. L’epicentro nel territorio del comune di Accumoli, l’ipocentro a soli 4 chilometri di profondità. La scossa, molto forte e prolungata, è stata chiaramente avvertita anche a Roma e in tutto il centro Italia. Nel corso della giornata di oggi sono state rilevate oltre 300 scosse di assestamento. Dopo un’ora, intorno alle 4.34, la terra è tornata a tremare per alcuni secondi (magnitudo 5.4). Tra i comuni più colpiti Arquata del Tronto e Amatrice. I morti accertati al momento, come dichiarato dal premier Renzi durante una riunione tecnica alla Prefettura di Rieti, sono già 169 (123 nel Lazio e 46 nelle Marche) tra i quali numerosi bambini. Moltissimi i dispersi con il numero destinato a salire tragicamente. Attivi i numeri del contact center della Protezione Civile: 800840840 e della sala operativa della Protezione Civile Lazio:803555
Su Twitter, alcuni utenti raccomandano a chi si trova nelle zone terremotate di togliere le password ai collegamenti Wi-Fi per rendere più veloci le comunicazioni. Facebook ha attivato il suo Safety Check , il sistema per comunicare ai propri amici di stare bene. «I nostri cuori sono con tutti coloro che sono stati toccati da questi tragici eventi», ha spiegato un portavoce del social. «Ci auguriamo che questo strumento sia utile per le persone delle zone colpite e che lo trovino un modo efficace per comunicare ad amici e parenti di essere in salvo e al sicuro».
Anche gli Alpini sono impegnati con alcune squadre di ricognizione, le squadre alpinistiche e le unità cinofile per la ricerca di dispersi sotto le macerie. In serata è previsto l’arrivo in zona di altri volontari Ana per allestire i primi campi d’accoglienza.
La Direzione Regionale Sanità del Lazio ha disposto l’apertura straordinaria dei centri trasfusionali di Roma e Rieti, per far fronte all’esigenza di sangue per l’evento sismico. Chi è in possesso dei requisiti per donare il sangue è invitato a recarsi in uno dei centri indicati sul sito http://www.salutelazio.it/salutelazio/donare-il-sangue che saranno aperti in via straordinaria, senza limiti di orario, in particolar modo quello dell’ospedale San Camillo de Lellis, in viale J.F. Kennedy, 1 a Rieti.
E’ stata disposta anche l’attenuazione delle attività chirurgiche non urgenti programmate per poter mettere a disposizione dell’emergenza le sale operatorie e le terapie intensive, negli ospedali DEA di II e di I livello predisposti per l’attività di elisoccorso: Policlinico Umberto I, Policlinico Tor Vergata, Sant’Andrea, Policlinico Gemelli, San Filippo Neri, Sant’Eugenio, San Camillo di Roma. Inoltre è stata richiesta disponibilità anche, in seconda battuta, agli ospedali Spaziani di Frosinone, Belcolle di Viterbo e il Santa Maria Goretti di Latina. Si sta predisponendo, inoltre, presso la Asl di Rieti un’équipe regionale di psichiatri e psicologi per garantire il supporto alle persone più fragili e agli anziani.
Il Centro Trasfusionale del Policlinico Umberto I rimarrà aperto, IN VIA STRAORDINARIA, dalle ore 7.30 alle ore 15.00 nei giorni 24, 25, 26 Agosto.
Per info contattare i numeri 0649976414 / 0649976415
Punti di raccolta di beni di prima necessità a Roma. Il primo si trova a via Flaminia 490 (Sutton, zona ponte Milvio) Il secondo, temporaneo, in via Paola Falconieri 12, zona Monteverde. Occorrono soprattutto acqua e cibo in scatola.
Metro Venerdì 23 02 2018 – Presentazione del Montecarlo Film Festival
http://www.metronews.it Giovedì 01 03 2018 – Montecarlo Film Festival (Intervista a Claude Lelouch)
Metro Lunedì 05 03 2018 – Montecarlo Film Festival (Intervista a Valeria Solarino)
Metro Lunedì 05 03 2018 – Post Napoli Roma 2-4
Metro Giovedì 08 03 2018 – Pre Roma-Torino
Metro Venerdì 09 03 2018 – Intervista a Peter Rabbit
I primi diciotto anni a Metro. In questa pagina ripercorreremo i momenti più importanti e quelli sopravvissuti al…tempo. E’ un work in progress, verranno inseriti di volta in volta i “reperti” che verranno riportati alla luce. Un vero e proprio amarcord. Ma non ci fermiamo di certo qui!!!