E poi… Giorgia e il Festival prende vita. Sprecata la carta Totti

Dopo tre ore di spettacolo, Carlo Conti decide di dare una netta sterzata a una serata con molte potenzialità sprecate. E cala l’asso. La voce di Giorgia, emozionata e stretta nel suo vestito, riesce a mettere d’accordo tutti. Autoironica quando parla del figlio romanista (“starà ancora davanti alla televisione ma mica per vedere me, per Totti”) e quasi commossa quando manda un affettuoso saluto a Pippo Baudo (“Ciao caro Pippo, mi hai inventata tu!”). Vanità ad aprire un medley dei suoi successi sanremesi. Quasi non ce la fa a chiudere sull’ultimo acuto di Di sole e d’azzurro. Ma si ferma, prende fiato e fa impazzire il teatro. E’ un paradosso che le emozioni più intense arrivino dagli ospiti ma quest’anno (si è capito ormai) è così e bisogna farsene una ragione. Si parlava di occasioni sprecate. Avere Francesco Totti sul palco, ad esempio. E metterlo in imbarazzo con domande senza senso, inutili e stupide. L’unico acuto del capitano giallorosso arriva quando lancia palloni autografati in piccionaia (Federico Russo ci prova e prende in pieno il povero Giletti…) e decide qual è il suo pezzo sanremese: il piccione di Povia (Vorrei avere il becco, vincitore nel 2006, quando a presentare Sanremo c’era la moglie Ilary Blasi e lui la osservava dalla platea). Le canzoni in gara sono leggeremnte migliori rispetto alla prima serata: merito di Paola Turci e di un sorprendente Francesco Gabbani, l’unico capace di far ballare l’Ariston. Discreti i pezzi di Marco Masini e di Sergio Sylvestre (qualità vocali eccelse per il vincitore di Amici). I peggiori? Le coppie Nesli-Alice Paba (chi???) e Raige-Giulia Luzi (peraltro, protagonista assoluta a teatro due anni fa con Romeo & Giulietta). Questi ultimi si sono esibiti in un brano dal titolo Togliamoci la voglia. Omissis per ogni cosa si potrebbe aggiungere. Per Bianca Atzei, Gigi D’Alessio e compagnia nulla da segnalare. A cosa sono servite le esibizioni di Robbie Williams e Keanu Reves non ci sarà risposta. Tanto più che al primo potevano far cantare tranquillamente Party Like a Russian invece di relegarlo al nuovo I love my life e di costringerlo a baciare una impacciatissima Maria De Filippi, con caramella in bocca. La serata era iniziata con la gara dei giovani. Frettolosamente eliminati Marianne Mirage (il suo pezzo è già nei primi posti dei passaggi in radio) e Braschi, passano alla finale di venerdì Francesco Guasti con Universo e Leonardo Lamacchia con Ciò che resta!

A rischio eliminazione Bianca Atzei e le coppie… di cui sopra.

@100CentoGradi

La seconda serata del Festival firmato Conti—De Filippi, è stata vista da 10 milioni 367 mila, pari al 46.6% di share. Il dato che magari preoccuperà Carlo Conti sta nel paragone con un anno fa: nel 2016 la media era stata di 10 milioni 748 mila spettatori, pari al 49.91% di share.

Tanti auguri Capitano!

In occasione dei quarant’anni del Capitano giallorosso Francesco Totti Metro News Italia dedica uno speciale all’ottavo Re di Roma. Qui il pdf scaricabile e le immagini da ingrandire. Con una chicca: il biglietto di Curva Nord relativo al primo gol di Totti in serie A. Era domenica 4 settembre 1994, Roma-Foggia 1-1…

 

 

http://ns341012.ip-176-31-251.eu/pdf/20160923_Roma.pdf

roma-foggia-totti

Roma-Sampdoria 3-2 Dopo il diluvio c’è Totti!

Roma-  L’1-0 di Salah illumina l’Olimpico e il cielo sembra tenere dietro le nuvole nere, presagio dell’imminente tempesta che, di lì a poco, si sarebbe abbattuta sulla Capitale.
E quelle poche dozzine di tifosi sampdoriani, fastidiosi come mosche quando l’aria è umida, alla sinistra della Tribuna Tevere, paiono corvi in attesa del boccone facile: una squadra che fa acqua in difesa. Mentre la luce, già debole – complice il grigio gioco dei ragazzi di Spalletti – tiene poco, come il coro della Curva Sud gloriosa che s’affloscia, e non sale, se non quando vede, a bordo campo, il suo capitano scaldarsi: ed è un boato per Totti, l’unico e irripetibile. Nel bene (più) e nel male (meno).
Ma già si prepara a piovere sullo Stadio all’1-1 amaro siglato da Muriel che, tra fulmini e tuoni, grazie a una difesa imbarazzante, si fa subito 1-2, con il solito Quagliarella.
E il diluvio (perché l’ira del cielo non guarda in faccia a nessuno) si abbatte sui “poveri” della onorevole tribuna vip che s’inzuppano, più di noi che il biglietto lo abbiamo comprato (sudandocelo caro).
Pare il finimondo e solo i bambini si divertono a parare, con un bicchiere, la grandine, perché il match viene sospeso per un’oretta buona in cui l’Olimpico pare l’Arca di Noè. E noi i fortunati (perché no? Ci vuol coraggio a spendere 140 euro, per portare un figlio alla partita della sua squadra del cuore, di questi tempi!), noi prescelti di una qualche divinità che c’ha riempito il cuore e la testa di passione, al grido di “Forza Roma”, restiamo quasi all’asciutto, divertendoci a immortalare i fiumi d’acqua a bordo campo.
La mitica Curva non s’arrende, indietreggia sotto la pioggia battente, ma non molla: e tutti urlano “rincominciamooo” all’indirizzo dell’arbitro Giacomelli e della sua terna che fanno le prove sul manto erboso che, miracolosamente, tiene.
Alle 17,05 si riprende, ma è tutta un’altra musica: dirige l’orchestra il “vecchio” maestro di sempre: Totti (che prende il posto di un buon Perotti), e con l’ausilio di un cavallo di razza come Dzeko – che su 5 che ne sbaglia, mandando ai pazzi i romanisti che urlano rossi di rabbia e si strappano i capelli a ogni suo errore – una la centra, finalmente, per un pari meritato 2-2!
Palla di corsa al centro e la carica continua contro la porta stregata degli ospiti, difesa alla grande da un ottimo Viviano che, però, da sui nervi temporeggiando troppo sui rilanci a perder secondi preziosi.
Già il tempo sta per finire: il recupero di 3′ quasi andato, e noi sembriamo tutti rassegnati a un pari sofferto e all’ennesimo match sprecato. Ma dopo tanta sfortuna sotto porta, un rigore suona per noi: il malleolo di Dzeko preso in pieno e lui, che di solito resiste in piedi (tra gli improperi di Spalletti) caracolla giù e l’arbitro fischia. Il resto…è storia: Capitan Totti dei record dal dischetto sdraia il portiere e lo stadio viene giù!

 

ROMA-SAMPDORIA 3-2
(primo tempo 1-2)
MARCATORI Salah (R) all’8′, Muriel (S) al 18′, Quagliarella (S) al 41′ p.t.; Dzeko (R) al 16′, Totti (R) su rigore al 48′ st.
ROMA (4-3-3) Szczesny; Florenzi, Manolas, Juan Jesus, Peres; Nainggolan (dal 40′ s.t. Iturbe), De Rossi, Strootman; Salah, Perotti (dal 1′ st Totti), El Shaarawy (dal 1′ st Dzeko). (Alisson, Lobont, Emerson, Seck, Fazio, Gerson, Paredes, Marchizza). All. Spalletti.
SAMPDORIA (4-3-1-2) Viviano; Sala, Silvestre, Regini, Pavlovic (dal 1′ st Dodò, dal 36′ s.t. Skriniar); Barreto, Torreira, Linetty; Alvarez; Quagliarella, Muriel (dal 17′ st Budimir). (Puggioni, Krapikas, Pereira, Dodò, Eramo, Palombo, Cigarini, Fernandes, Praet, Schick). All. Giampaolo.
ARBITRO Giacomelli di Trieste.
NOTE Time-out al 23′ p.t. Espulso Alvarez (S) per proteste al 48′ s.t.
Ammoniti: Sala per gioco scorretto, De Rossi per proteste, Juan Jesus per gioco scorretto, Skriniar per gioco scorretto.
Tiri in porta 11-7. Tiri fuori 7-2. In fuorigioco 7-1. Angoli 10-7. Recuperi: 2′ pt, 3′ st.

 

 

 

@oriacicchinelli

 

 

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Antonio Giuliani e le 7 REpliche… de Roma

Sette re in sette domeniche. Sette appuntamenti in sette teatri diversi. Una bella sfida quella che attende Antonio Giuliani, quella di raccontare vizi e virtù che contraddistinguono la natura umana, partendo dai 7 Re di Roma fino alla contemporaneità. Pregi e difetti di uomini e donne, guardando il mondo dalla città eterna. Spettacolo scritto dallo stesso Giuliani e da Maurizio Fracabandiera, con l’aiuto regia di Chiara Perfetti.

Questi gli appuntamenti tra il 28 febbraio e il 15 maggio, de Le 7 Re(pliche) de Roma

28 Febbraio Teatro Manzoni (Romolo)

13 Marzo Salone Margherita (Numa Pompilio)

20 Marzo Sala Umberto (Tullo Ostilio)

10 Aprile Teatro Roma (Anco Marzio)

17 Aprile Teatro Ghione (Tarquinio Prisco)

8 Maggio Tirso de Molina (Servio Tullio)

15 Maggio …Gran Finale a sorpresa (Tarquinio il Superbo)

L’incontro di presentazione dello spettacolo, avvenuto in un locale di Trastevere, è servito anche da pretesto per fare una bella chiacchierata a 360 gradi sulla carriera dell’attore comico dalle origini ai nostri giorni. Giuliani, un vero e proprio fiume in piena ha raccontato aneddoti sfiziosi e paradossali, sempre con il sorriso sulle labbra

Lo spettacolo

Con il ritorno sul palco sono tornato bambino. La dimensione piccola rispecchia le mie origini da comico. Lo spettacolo, comunque, sarà tutto nuovo. Ogni serata inizierò parlando del rispettivo re partendo da Roma per poi allargare i miei orizzonti a tutta Italia. La scelta di Romolo e Remo non è casuale. Furono i due primi palazzinari di Roma! Chiudo lo spettacolo con una frase di Charlie Chaplin :” Ogni giornata senza sorriso è un giorno perso”

Gli esordi

Ai primi provini, i romani venivano schifati da tutti. Con me c’erano artisti del calibro di Isabella Orsini e Alberto Farina. Appena ho raggiunto un pizzico di notorietà ho voluto fare un corso gratuito per 35 ragazzi al Centro Culturale Elsa Morante, ormai chiuso. E‘ stata la mia rivincita. Quando andavo a fare le serate rientravo alle 3 di notte con i soldi in tasca e mia madre mi diceva che ero un drogato perché giravo di notte e che mi avrebbe denunciato. Sull’Aurelia, dopo uno spettacolo, mi fermarono i carabinieri. Andavo in giro per locali a lavorare e nella mia valigetta avevo delle parrucche finte e una pistola giocattolo. Era il mio bagaglio per imitare Carlo Verdone e altri comici. Cercai di spiegare che facevo l’operaio di giorno e il cabarettista di notte ma loro vollero una dimostrazione. Mi toccò fare un’esibizione di mezz’ora sull’Aurelia! Di mattina lavoravo come muratore, ero specializzato in controsoffitti. Ma tutti i soldi guadagnati li investivo per acquistare abiti di scena. Da lì iniziai ad avere le prime soddisfazioni. Ma in casa non mi credevano: quando mamma vide i primi manifesti in giro per Roma tornò a casa urlando che io e Stefano Fabrizi (mio storico sodale) eravamo dei delinquenti perché tutta Roma era tappezzata di Porci e bugiardi, commedia scritta con Stefano. Allora regnava l’ignoranza nel senso puro del termine. Poi andai a fare spettacoli nei ristoranti e locali in giro per Roma. La gente veniva a mangiare o a prendere un gelato e io ero l’elemento di disturbo. Ma riuscivo a far riconciliare le coppie : il fidanzato che aveva litigato con la ragazza me la passava al telefono per fare pace.

Il successo

Fui scoperto da Maurizio Costanzo. Una sera, durante uno show, mi venne a vedere Enzo Iacchetti. Al Teatro Parioli devo la mia notorietà. Negli anni, ad assistere ai miei spettacoli, ho avuto nelle prime file molti calciatori della Roma (Totti e De Rossi su tutti) ma non li ho mai usati per farmi pubblicità. DI questo, il Capitano me ne è riconoscente. Con lui siamo ancora amici. Ricordo che tanti anni fa regalò all’Ospedale San Filippo Neri di Roma un macchinario da usare in radiologia. 480 milioni spesi per nulla. Non è mai stata usata per mancanza di tecnici!

I romani

Che dire? Semo troppo forti! Il romano è conviviale, predilige il buon cibo e ha sempre la battuta pronta. Un esempio? Recentemente, durante le minacce dell’Isis, per alleggerire la tensione e sconfiggere i timori, a Roma abbiamo risposto con ironia facendo vignette raffiguranti cammelli sui sampietrini, il raccordo intasato e la conquista delle donne

La Roma

Non ne ho mai fatto mistero: Sono tifosissimo della squadra giallorossa e nella querelle tra Totti e Spalletti non faccio fatica a schierarmi. Sto con il Capitano. Il mister è un tipo un po’ troppo manesco. Francesco poteva evitare di rilasciare quell’intervista alla Rai, la moglie Ilary e il suo amico Vito Scala hanno provato fino alla fine a dissuaderlo. Ma Totti è Totti. E’ un’istituzione. L’ottavo re di Roma è sicuramente lui!

Il libro

Durante lo spettacolo presento anche il mio libro. E’ un’autobiografia ironica e interattiva con cruciverba e parole in romanesco. L’ho scritta a quattro mani con Fabrizio Finamore. Si chiama D.O.C. di origine comica. In 25 anni di carriera non avevo mai fatto neanche un dvd. E’ il mio primo prodotto editoriale. L’incasso verrà devoluto interamente all’Associazione L’arcobaleno della Speranza, per la lotta alla leucemia, linfoma e mieloma. Vicino casa, a Tor Vergata, c’è la sede dove vado spesso a trovare i ragazzi presenti. Potrebbe anche essere un libro per l’estate. Infatti non ha la copertina. Sai com’è… L’estate fa caldo! 

 

@oriacicchinelli