Ho ucciso Napoleone

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Una “commedia nera femminista”. Così viene definita la nuova pellicola di Giorgia Farina. La regista è alla seconda opera (la prima Amiche da morire forse lo era). Questa sfiora il noir, lo accarezza ma non riesce a esserlo. Una Micaela Ramazzotti in stato di grazia viene sedotta, abbandonata e licenziata non appena incinta. Curiosa a prima vista la sua capigliatura (ricorda Franca Valeri ai tempi del Cretinetti). Recita una parte non semplice con estrema naturalezza. Quella di Anita, un sergente di ferro che ben presto cambierà. Ottima la recitazione di Elena Sofia Ricci. E le battute dei protagonisti. Chi è Napoleone? No, per sapere questo … Tutti al cinema!

Latin Lover

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Non ho resistito alla tentazione di un selfie con l’attrice-feticcio di Almodovar: la grande Marisa Paredes all’Adriano, dove ho appena visto Latin Lover di Cristina Comencini. Una commedia godibile, l’ultima della grande Virna Lisi, con una strepitosa (e che dubbio c’era?!) Marisa Paredes, nel ruolo di mogli e madri dello stesso uomo-star del cinema italico che fu… La storia resta un po’ in superficie, ma comunque divertono Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi & Co. nella veste di figlie dello stesso padre ma di diversa madre, che si ritrovano (parti di una famiglia intercontinentale) per il decennale della morte del papà, l’attore rubacuori…

la madre – Il racconto Presto in libreria!

la madre è il mio primo racconto che sarà pubblicato dalla NED proprio in occasione della Festa della Mamma. Nasce da un’esperienza personale, ma non troppo: sono in tantissimi, infatti, ad avermi scritto e contattato perché si sono ritrovati nella storia che accomuna madri e figlie in ogni latitudine. la madre, nella sua versione ridotta, è stata già editata on line come finalista del Premio Letterario Racconti nella Reta e pensavo tutto finisse lì. Invece, prestissimo, la potrete trovare in libreria, nella sua stesura definitiva e con una copertina creata da un’artista, MARTINA ROSSI, dalla prestigiosa Scuola Romana dei Fumetti. I proventi della vendita saranno devoluti a una o più onlus (presto avrete i nomi) che si occupano di donne in difficoltà. Creeremo degli eventi ad hoc per promuovere la raccolta fondi e conoscere ed essere magari di qualche conforto per chi attraversa (ha attraversato o attraverserà, perché la storia è un serpente che si morde la coda, per dirla con Nietzsche) le stesse vicende. Buona lettura e sosteneteci!

 

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La Solita Commedia INFERNO

Un selfie con Dante? Prego, accomodatevi! Che caos l’Inferno! Minosse (addetto allo smistamento dei dannati nei vari reparti) ha l’ufficio affollato. Troppi nuovi peccatori nel 2015 (hacker informatici, pornomani) non trovano una giusta collocazione nei vari gironi. Dio è costretto a parlare con Lucifero per trovare una nuova catalogazione dei peccati del terzo millennio. Quale idea? Ma certo:Mandiamo Dante sulla terra! Lui sì che saprà gestire le fiamme terrene. La solita Commedia? Questo è il titolo del film. Non lo è in verità. Scurrilità a non finire (come nella “migliore” tradizione dei Soliti Idioti) e qualche sketch simpatico. Dante viene impersonato da Francesco Mandelli e viene sostituito da Vasco Rossi come poeta contemporaneo. Il Virgilio di turno (di nome e di fatto) è Fabrizio Biggio. Nel loro cammino compare Gesù in versione femminile (buona interpretazione da parte di Tea Falco, già all’opera in Sotto una buona stella, uno dei peggiori film di Carlo Verdone), il padre (Dio, chi altro?) morente alla fine per troppo alcool e fumo. E’ un pap’occhio venuto male. Ma nel film di Arbore si scherzava con un cast di prim’ordine sulla religione cattolica. E si fa il solito verso a Cochi & Renato, con la canzoncina sanremese a far da cornice. Vita d’inferno. Ora si capisce il perché di quel testo al Festival. Per dirla come loro:Fortuna che non dura che in eterno…

”ZERO IN LETTERATURA, percorsi poetici e sociali di Renato Zero”

Si è svolta stamattina alla Pelanda di Testaccio, in piazza Giustiniani, la premiazione per incoronare i vincitori del concorso  ZERO IN LETTERATURA, percorsi poetici e sociali di Renato Zero. Su http://www.metronews.it il racconto della giornata.

http://www.metronews.it/15/03/06/zero-la-lingua-non-si-usa-parlare.htm

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Ma che bella sorpresa

Claudio Bisio carico a pallettoni “insulta” i fotografi, Ornella Vanoni e il suo inseparabile cagnolino Why, baci tra Frank Matano e tutti i protagonisti, Renato Pozzetto più svampito che mai. Il photocall a margine della prima della nuova pellicola di Alessandro Genovesi è uno spasso vero. Con una dichiarazione della cantautrice della mala, detta in conferenza stampa, destinata a sollevare un vespaio di polemiche.

I napoletani ? Dei grandi figli di puttana!

La Vanoni nel pomeriggio cercherà di sdrammatizzare, ma la frittata ormai era fatta. Tutti abbiamo avuto la netta sensazione di una gaffe non voluta. In realtà l’offesa (se di offesa si tratta) è stata solo amplificata dal termine usato.

Ma che bella sorpresa è il titolo. E lo è davvero. Un film ispirato alla commedia brasiliana “A mulher invisivel” del 2009, racconta la storia d’amore impossibile tra Guido (romantico professore di liceo, appena lasciato dalla fidanzata) e Silvia, sua nuova vicina di casa. La donna perfetta. Sarà vero amore? Ma soprattutto:La donna sarà…vera? Spassosa commedia con la milanesissima coppia Vanoni-Pozzetto (genitori di Bisio) sugli scudi. E con la colonna sonora tutta napoletana. Da Carosone a Pino Daniele. Dall’undici Marzo al cinema.

Prima del Festival

“Lo share ? Per uno stakanovista televisivo come me dovrebbe essere pane quotidiano, ma vi assicuro che la mia più grande vittoria è stata assistere al primo compleanno di mio figlio, ieri.”
Retorica? Forse. A parlare così è Carlo Conti, a margine della conferenza stampa pre festivaliera. Si parte domani e ad ascoltare le dichiarazioni dei protagonisti sembrerebbe che vivano nella pace e serenità più assoluta. In realtà, la preoccupazione e l’adrenalina sono vive e si leggono nei loro occhi. E non potrebbe essere altrimenti. “Spero di regalare agli italiani canzoni che possano canticchiare, vorrei sentire un taxista cantare una canzone di Sanremo-continua Conti-lavoriamo per questo. Vorrei che ora facessimo tutti un applauso per Pippo Baudo. Se siamo ancora qui, se il Festival è ancora vivo è merito suo”. Siamo lontani anni luce dalle polemiche con Bonolis (il Pippo Nazionale lo definì De cuius rispondendo ai giornalisti anni fa, il giorno dopo un boom di ascolti  http://www.repubblica.it/2007/02/speciale/sanremo/servizi/2007sanremo/polemica-baudo/polemica-baudo.html). Chi darà pepe a questa edizione? Non certo i brani soporiferi (anche se, dice Conti, sul palco saranno valorizzati ampiamente). Forse le due (pardon, tre) vallette. Anche se dalle loro frasi di circostanza non sembrerebbe. “Sono molto felice di essere qui” dice Arisa, “Carlo, grazie per la fiducia”, ribatte Emma. Per non parlare di Rocio Muñoz Morales :” E’ un grande onore essere qui…”
Scoprire poi che la prima sorpresa verrà dalla reunion tra Albano & Romina Power e che uno degli ospiti sarà Giorgio Panariello, sembra che si parli più di una sagra paesana che di una festa musicale. Per non parlare dell’onnipresente Gabriele Cirilli. Verranno ricordati, giura il conduttore, tre interpreti della musica scomparsi recentemente. Giorgio Faletti (se non altro arrivò secondo da queste parti), Mango (un veterano) e Pino Daniele. Ma anche Jannacci e Gaber. La Nazionale Italiana Cantanti? Ma sì, ci sarà spazio anche per lei; quest’anno compie cinquant’anni e toccherà ad Enrico Ruggeri renderle omaggio. A proposito di ospiti: Quella più contestata è Conchita Wurst, vincitrice dell’EuroFestival 2014. Verrà a presentare il nuovo pezzo. A rappresentare l’Italia quest’anno andrà, se lo vorrà, il prossimo vincitore del Festival. E l’imbarazzo è palese se a trionfare dovessero essere i Dear Jack o Biggio & Mandelli … Sul palco saliranno anche gli Spandau Ballet (non si vedevano dal 1987 sul palco dell’Ariston), Tiziano Ferro, Gianna Nannini, Biagio Antonacci e Ed Sheeran. Senza dimenticare il vulcanico presidente della Sampdoria Massimo Ferrero. Avanti, c’è posto per tutti.
Il Carrozzone domani sera partirà con Annalisa, Malika Ayane, Alex Britti, Chiara, Dear Jack, la coppia Platinette-Grazia Di Michele, Lara Fabian, Gianluca Grignani, Nek e Nesli.

Braccialetti Rossi 2 L’Anteprima

Folla di ragazzi stamattina davanti la storica sede di RadioRai in Via Asiago a Roma. Strada e accesso transennati al punto che Max Giusti, conduttore di Radio2, è dovuto passare da un’entrata secondaria. Maxischermi e polizia. One Direction? Violetta? Non proprio. Gli eroi di giornata erano i misconosciuti ragazzi di Braccialetti Rossi, fiction campione d’ascolti, giunta alla seconda serie. Urla e foto per Leo, Vale e gli altri protagonisti piuttosto imbarazzati davanti a simile entusiasmo. Nella sala A abbiamo assistito alla prima puntata. Troppo poco per giudicare il lavoro del cast apparso comunque più maturo rispetto alla prima edizione. I fan più impazienti avranno l’opportunità di vedere i propri beniamini all’opera domenica 8 febbraio alle 10.30 in diversi cinema italiani. Per gli altri l’appuntamento è su Raiuno a partire da domenica 15 febbraio alle ore 21.15. Ma non finisce qui. I ragazzi saranno ospiti del Festival di Sanremo ormai alle porte. Solito spottone ai programmi Rai come sempre avviene nella settimana dedicata alle canzonette.

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TIMBUKTU

Raccontare la Jihad è in questo particolare periodo storico quanto di piu’ pericoloso e al contempo stimolante. Si parla dell’Islam, della follia estremista, si dipingono i guerrafondai come persone comuni con le loro passioni, i loro vizi (fumare di nascosto…), le loro fragilità. Non esiste differenza tra jihadisti offensivi e difensivi per Sissako. Tutti uguali, tutti ridicoli, coglioni (così li definisce la moglie di uno di loro ascoltando una conversazione calcistica), ipocriti. Eravamo in attesa di scene cruente. Ne abbiamo viste ben poche, a parte la lapidazione (storia vera) di una coppia. Paradossalmente il film potrebbe avere questo come unico frame. Spiegherebbe il significato di guerra santa. In realtà la storia che si vuole raccontare è quella di una zona occupata dai fondamentalisti religiosi. Tutto ambientato tra le dune sabbiose, il film vede come protagonisti Kidane, la moglie Samira, la figlia Toya e il guardiano della loro mandria di buoi (il dodicenne Issan). Vivono in una tenda. Intorno a loro vengono emessi divieti surreali e sentenze tragiche. La loro vita trascorre serenamente sino all’uccisione di Gps (il loro bue prediletto) da parte di Amadou, il pescatore della città. La vendetta di Kidane sarà letale quanto involontaria. Parlavamo di divieti. E’ vietato giocare a pallone, ascoltare musica, cantare, persino ridere. Scena memorabile e di grande impatto emotivo vede impegnati i ragazzi del paese in una partita di calcio senza il…pallone. La pellicola è candidata agli Oscar come miglior film straniero ed ha aperto la scorsa edizione del Festival di Cannes. Da vedere e rivedere.