Questione di Karma

In un periodo dove la parola karma sembra farla da padrone (un esempio per tutti, la vittoria a Sanremo di Francesco Gabbani) anche il cinema strizza l’occhio alla legge di causa-effetto. Certo, è solo una coincidenza ma se un filone c’è (anche se bisognerebbe addentrarsi in logiche che con lo spettacolo hanno poco a che fare, si parla di religione…) è bene sfruttarlo. Ci pensa Edoardo Falcone, al ritorno dietro la macchina da presa dopo il fortunato e simpaticissimo Se Dio vuole (di cui ci sarà il remake americano prodotto da Bryan Singer). Allora la coppia era composta da Marco Giallini e Alessandro Gassmann, ora passati alla corte di Massimiliano Bruno. Per l’occasione un duetto tutto nuovo: Fabio De Luigi ed Elio Germano, quest’ultimo piacevole sorpresa anche nella commedia. Anche se Falcone rilegge in chiave ironica un tema, l’elaborazione della perdita, particolarmente vivo quest’anno, raccontato in film diversi per tono e genere.

Fabio De Luigi è il bizzarro erede di una dinastia di industriali che evita l’azienda per spendere il suo tempo in studi umanistici. In realtà è come si si rifiutasse di crescere, fermo al giorno in cui il padre si è buttato dalla finestra, senza lasciare un biglietto. Da ragazzino ha sviluppato grande interesse per la reincarnazione e si rivolge a un esoterista francese (Philippe Leroy) che si dice capace di scoprire – con tanto di nome e cognome – in chi si è trasformato il genitore: si tratta di Mario Pitagora, Elio Germano, cialtrone che vive di espedienti e pieno di debiti. Tra i due uomini, l’idealista e l’opportunista, nasce un rapporto che li porta a un viaggio di cambiamento. Il film prodotto da Wildside Rai Cinema sarà nelle sale da giovedì con 01 Distribution.

Comunque vada panta rei. And singing in the rain

 

 

@100CentoGradi

La Solita Commedia INFERNO

Un selfie con Dante? Prego, accomodatevi! Che caos l’Inferno! Minosse (addetto allo smistamento dei dannati nei vari reparti) ha l’ufficio affollato. Troppi nuovi peccatori nel 2015 (hacker informatici, pornomani) non trovano una giusta collocazione nei vari gironi. Dio è costretto a parlare con Lucifero per trovare una nuova catalogazione dei peccati del terzo millennio. Quale idea? Ma certo:Mandiamo Dante sulla terra! Lui sì che saprà gestire le fiamme terrene. La solita Commedia? Questo è il titolo del film. Non lo è in verità. Scurrilità a non finire (come nella “migliore” tradizione dei Soliti Idioti) e qualche sketch simpatico. Dante viene impersonato da Francesco Mandelli e viene sostituito da Vasco Rossi come poeta contemporaneo. Il Virgilio di turno (di nome e di fatto) è Fabrizio Biggio. Nel loro cammino compare Gesù in versione femminile (buona interpretazione da parte di Tea Falco, già all’opera in Sotto una buona stella, uno dei peggiori film di Carlo Verdone), il padre (Dio, chi altro?) morente alla fine per troppo alcool e fumo. E’ un pap’occhio venuto male. Ma nel film di Arbore si scherzava con un cast di prim’ordine sulla religione cattolica. E si fa il solito verso a Cochi & Renato, con la canzoncina sanremese a far da cornice. Vita d’inferno. Ora si capisce il perché di quel testo al Festival. Per dirla come loro:Fortuna che non dura che in eterno…