Braccialetti Rossi 3

 

Tantissimi ragazzi, alcuni accompagnati dai genitori. No, non siamo all’ingresso di una scuola dopo una giornata di sospensione collettiva. La folla presente stamattina in Viale Mazzini, davanti allo storico ingresso Rai, attende i protagonisti di una delle fiction più famose e seguite in Italia. Sono i fan di Braccialetti Rossi, giunto alla terza edizione. Quello che stupisce è la compostezza nel rimanere dietro le transenne anche se poi qualcuno riuscirà a eludere la vigilanza e a entrare nel blindatissimo palazzo. Il popolo del watanga (questo è ‘grido’ del gruppo, un segno d’unione) che rimane anche nel pomeriggio per un incontro speciale con il cast. Nuovi ingressi (Francesca Chillemi e Luca Ward su tutti) e la scelta Rai di tornare, almeno la domenica, a una programmazione normale. “Si partirà alle 20:35, subito dopo il Tg1, come negli anni d’oro della tv per permettere ai ragazzi che la guardano di non fare troppo tardi, visto che lunedì si va a scuola” (così il direttore di RaiUno Andrea Fabiano).

LA PRIMA PUNTATA –  In ospedale arriva Bobo, un ragazzo bello e tenebroso la cui vita è appesa ad un filo: solo un trapianto di cuore può salvarlo. Nel frattempo Nina costringe Vale a farle una promessa molto importante. Sull’isola, l’idillio amoroso di Leo e Cris deve fare i conti con la malattia del nostro leader: Leo ha un malore e deve tornare in ospedale per sottoporsi alle terapie. Il ragazzo scopre che il suo nuovo compagno di stanza è proprio Bobo.

In quel momento arriva anche un cardiochirurgo importante, chiamato proprio per seguire il ragazzo: si tratta del dottor Baratti. Nel reparto di oculistica, i genitori di Flam ricevono una notizia inaspettata, che costringe il papà a bussare alla porta della sua ex moglie, da cui ha avuto una figlia, Margi, che ignora l’esistenza di Flam ma potrebbe cambiarle la vita…

Leo esce di nascosto per andare sulla tomba di sua madre, ma con sua sorpresa, c’è un uomo che le sta portando dei fiori, un uomo che non ha mai visto.

 

@100CentoGradi

ITALO Il cane adottato dal popolo

È un film per bambini, speriamo con tutto il cuore che questa pellicola convinca i genitori a portare i loro figli al cinema

Così il cast di Italo, al termine della proiezione al cinema The Space Moderno.

Una storia vera, ambientata a Scicli (un paesino del ragusano) dove nel 2006 fece la sua comparsa un cane di grossa taglia sporco e affamato.

Dapprima mal visto da tutti, Italo (questo il nome) diventerà una vera e propria mascotte partecipando a tutte le funzioni religiose, alle sagre e un vero angelo custode dei bambini del luogo e di una ragazza, salvata da una sicura violenza. Da quella sera, tutte le notti, il meticcio andrà a prendere la ragazza alle 2 per accompagnarla a casa.

Non avrà il fiuto dell’addestratissimo commissario Rex ( e d’altronde Bocci che interpreta il sindaco di Scicli non è Capparoni), non farà consumare tonnellate di fazzoletti come Hachikō (il film di Richard Gere) ma la trama scorre via veloce tra qualche lacrimuccia e pochi colpi di scena. Era impossibile aspettarseli, vista la veridicità della pellicola. Non facciamo gli spoiler se vi annunciamo la scomparsa del bellissimo labrador alla fine del film. Non ci aspettavamo un finale del genere anche nella “finzione”.

Come non ci aspettavamo di dover trasferirci in massa dalla sala all’Hotel Bernini dove (a fare gli onori di casa, pardon di…albergo) c’era proprio lui Tomak (nella realtà cinematografica il cane si chiama così) pronto a farsi coccolare da colleghi e maggiordomi. Un vero cucciolo nonostante la mole…

L’ultima parola spetta alla regista Alessia Scarso : «Abbiamo vissuto ogni giorno di riprese con la paura di non farcela, ma il cast ha sempre avuto una grande unità. Nel film ho cercato di raccontare le abitudini di un intero paese che dapprima subisce l’incontro con questo randagio, facendolo assurgere poi a proprio simbolo».

Le parole finali della voce narrante (il siciliano Leo Gullotta) sono la vera morale della produzione:

“Ora tutti sanno come un semplice cane può diventare un grande esempio di umanità”