Un legionario al Gay Village

Il legionario Giovanni è approdato nella storica location del Gay Village, a Roma insieme ai suoi amici. In primis Tony Lupetti (colui che fin da subito ha creduto nella bontà del progetto), lo psichiatra Elio Sena (autore della prefazione) e naturalmente la scrittrice di Hijo de Puta Orietta Cicchinelli. Padrone di casa il conduttore Pino Strabioli. A lui e a tutto lo staff del Village i ringraziamenti con un pensiero particolare all’ufficio stampa di Carla Fabi e Roberta Savona

 

Il legionario a Spoleto!

Il legionario è approdato a Spoleto a due giorni dall’avvio del Festival dei Due Mondi. A ospitare la compagnia di Hijo de Puta, come avvenne lo scorso anno per la presentazione de La madre, la biblioteca di Palazzo Mauri. Il ringraziamento affettuoso va a tutti gli spoletini e soprattutto all’Assessore alla Cultura (il premio Oscar Gianni Quaranta) ad Alfonso Marchese (che ha regalato una sua visione del romanzo) e all’artista Maria Gloria Sirabella che ne ha letto un capitolo, compresa la Canzone del Legionario. A chiudere la giornata, non poteva mancare la visita a due posti “storici” : Il bar Tebro e la profumeria Mariangela di Corso Mazzini. I prossimi appuntamenti? Sulla pagina pubblica Fb di Orietta Cicchinelli https://www.facebook.com/oriacicchinelli/?fref=ts e su questo sito.

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Hijo de Puta a Contestaccio

La serata a Contestaccio raccontata dalle vostre immagini. Grazie di cuore a tutti! L’avventura del legionario continua! Il prossimo appuntamento? A Spoleto, il 22 giugno a Palazzo Mauri, nell’ambito del Festival dei due Mondi. Sempre connessi su questo sito e sulla pagina Fb di Orietta Cicchinelli

 

Hijo de Puta in…Cima!

La serata di ieri allo SpazioCima… Riviviamola attraverso le immagini, i protagonisti, il “photocall”, il firmacopie. Hijo de Puta instore. Grazie a Roberta Cima (meravigliosa padrona di casa con la preziosa collaborazione di Donatella Di Marzio), agli amici di Terra di Sapori e di Saperi che hanno deliziato tutti con i loro prodotti, a Elio Sena (immancabile la sua presenza…e meno male!), a Cinzia Mascoli che riesce sempre a emozionarci. Grazie all’editrice Maria Grazia Catanzani che ha creduto in questo progetto (siamo all’inizio ma i risultati iniziano a vedersi). Ma soprattutto grazie a chi c’era: dal direttore di RaiSport Carlo Paris al segretario dell’ANM Francesco Minisci,  da Antonio Lupetti a Giovanni il Legionario e gli amici della Caritas di Roma… Grazie a che, magari, vedendo le foto, avrà voglia di esserci (o di ritornare) nelle prossime occasioni. Per esempio già il 27 maggio alla Mondadori di via Piave 18, alle 18! Intanto Su questo sito e sulla pagina Fb  https://www.facebook.com/Orietta-Cicchinelli-1051844031542688/?fref=ts troverete sempre aggiornamenti ed eventi!

 

 

 

 

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Hijo de Puta in…Cima


La serata di ieri allo SpazioCima… Riviviamola attraverso le immagini, i protagonisti, il “photocall”, il firmacopie. Hijo de Puta instore. Grazie a Roberta Cima (meravigliosa padrona di casa con la preziosa collaborazione di Donatella Di Marzio), agli amici di Terra di Sapori e di Saperi che hanno deliziato tutti con i loro prodotti, a Elio Sena (immancabile la sua presenza…e meno male!), a Cinzia Mascoli che riesce sempre a emozionarci. Grazie all’editrice Maria Grazia Catanzani che ha creduto in questo progetto (siamo all’inizio ma i risultati iniziano a vedersi). Ma soprattutto grazie a chi c’era: dal direttore di RaiSport Carlo Paris al segretario dell’ANM Fracesco Minisci,  da Antonio Lupetti a Giovanni il Legionario e gli amici della Caritas di Roma… Grazie a che, magari, vedendo le foto, avrà voglia di esserci (o di ritornare) nelle prossime occasioni. Per esempio già il 27 maggio alla Mondadori di via Piave 18, alle 18! Intanto Su questo sito e sulla pagina Fb  https://www.facebook.com/Orietta-Cicchinelli-1051844031542688/?fref=ts troverete sempre aggiornamenti ed eventi!

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HOMICIDE HOUSE di Emanuele Aldrovandi al Teatro Dell’Orologio

 

Imperdibile al Teatro dell’Orologio di Roma il testo agrodolce di Emanuele AldrovandiHomicide House” in scena fino a sabato 16. Quattro personaggi, sospesi nell’animo come il tavolo e la sedia dell’essenziale scenografia, s’interrogano sfruttando un gioco crudele su Verità e Menzogna, immaginando l’Amore come unica e contraddittoria Realtà da dimostrare. Quattro attori, Luca Cattani, Cecilia Di Donato, Marco Maccieri (anche regista) e Valeria Perdonò, uno più bravo dell’altro, manichini abusati dal Male scandiscono battute a tratti degne di una pagina filosofica sulla miseria della prosa quotidiana, umanizzata nel Desiderio della verifica necessaria all’infantile dubbio quando diventa perversione adulta. I recenti fatti di cronaca nera romana ritrovano sinistre assonanze in questa piccola pièce, capace di distogliere il pensiero lugubre grazie a un linguaggio tessuto a spirale, a tratti esilarante. Si possono intuire distribuiti come in gironi danteschi l’Odio e l’Invidia dello psicopatico, l’avidità rivendicativa dell’Usura, accanto all’Ira della superbia ferita e impotente. Al sicuro e senza gloria, il sopravvissuto invero del tutto morto, che tanto somiglia al nome che ripete: l’Uomo (di sempre, forse, di sicuro d’oggi).

ELIO SENA

 

 

 

PATTY PRAVO ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA

 

Ieri sera, 10 aprile 2016, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium si è esibita Patty Pravo, nell’unica data romana del suo “Eccomi Tour”: successo prevedibile di una serata piacevole e un po’ disincantata. Sessantotto primavere di sguardi magnetici, carriera cinquantennale con brusche cadute e rinascite inattese, milioni di dischi venduti per canzoni molto belle sempre e veri capolavori talvolta, il ricordo di una voce fuori da ogni registro e perciò trappola di ogni teorica alternativa: tutto questo ha richiamato al Parco della Musica un foltissimo pubblico, scandito in almeno tre generazioni, già canticchiante al bar, nella cavea e nella fila d’ingresso… Ottimi musicisti inseriti in una metallica scenografia essenziale supportano il Mito, non tanto appassionato di sé, che raggiunge il palco dopo il cadenzato Intro del primo pezzo: “La vita è qui”; seguono l’hit sanremese “Cieli immensi” e “Per difenderti da me” di Tiziano Ferro, dall’ultimo CD, da cui la Pravo propone in concerto, alternati ai classici, anche i brani: “A parte te” (gran pezzo di Giuliano Sangiorgi, autore anche di “Unisono”, del 2011 e ugualmente in scaletta), “Ci rivedremo poi”, “Come una preghiera” (autore del figlio di Mogol che, per non sfigurare, usa il nom de plume Cheope, che Patty trova buffo assai), “Nuvole” (invocata a gran voce fin dall’inizio, è stata cantata con trasporto collettivo alla fine dello spettacolo) e “Qualche cosa di diverso” (perla perfetta di Zibba, interpretata bene anche dal vivo, sembra davvero il brano migliore dell’ottimo “Eccomi” ).

Rabberci e stonature a parte, Nicoletta ha emozionato certo i faziosi fans ma forse anche i critici più ostili, perché è riuscita (ma come fa?) con imponderabile malia a disattivare nel pubblico ogni circuito giudicante per lasciar nudo il nucleo emotivo, di cui quella voce e quella dizione, imperfette e straordinarie, sembrano essere assolute regine ormai da mezzo secolo. Così, ai primi accordi di “Non andare via” i sudditi sono tutti rientrati ai loro posti e in religioso silenzio hanno ascoltato una vibrante e sofferta esecuzione, senza dubbio il vertice interpretativo della serata, di un classico ogni volta nuovo.

Patty è sembrata a suo agio soprattutto con i suoi cavalli di battaglia: “Pazza idea”, “Ragazzo triste”, “Il Paradiso”, “Sentimento”, “Pensiero stupendo” e l’immarcescibile “Bambola”, proposta nella versione 2008 celebrativa del quarantennale; attenta nel riproporre la bellissima e sfortunata “Il vento e le rose”, trascinante nell’abbraccio del pubblico complice in “… e dimmi che non vuoi morire”.

Vengono dal passato due “novità”: la suggestiva e un po’ sulfurea “Dimensione”, tratta dal bellissimo “Munich Album” del 1979, e la commovente “Dove andranno i nostri fiori” classico contro ogni guerra ripreso dal long-playing “Tanto” del 1976, pieno di ottimi pezzi arrangiati da Vangelis.

Pubblico a bordo palco e pressoché tutto in piedi consente alla Pravo il saluto finale che è ormai una ritrovata bandiera, la canzone più bella: “Tutt’al più” .

 

 

Elio SENA

 

 

 

 

 

Patty Pravo ? “Eccomi!”

 

 

I cinquant’anni di un’Artista (in maiuscolo, ovvio), le sue nozze d’oro con il pubblico. Patty Pravo non poteva esimersi dal festeggiare un anniversario così importante con il suo pubblico. L’idea degli instore è balenata anche nella sua mente. E dopo essere stata a Milano e Firenze (e prima di far tappa conclusiva a Napoli, domani pomeriggio) la cantante veneziana è sbarcata a Roma, in Feltrinelli (ormai luogo d’incontro tra i fan e l’artista di turno). Poco avvezza a questi riti, l’eterna ragazza del Piper è giunta con quasi quindici minuti di anticipo. Senza farsi annunciare, senza rispondere a domande. Ha chiamato a gran voce la gente per farla salire sul palco con la copia del cd ben in vista “perché devo sbrigarmi, altrimenti finiamo alle 10!“. Diva lo è sempre stata, bellezza e bravura (ancora intatte) non l’hanno mai tradita. Piacevole è stato trovare moltissimi ragazzi, alcuni poco più che ventenni) stregati da un’artista che ancora ora fa impallidire molte sue colleghi. Tra il pubblico anche paragoni azzardati tra lei e Mina. Due donne con due carriere diversissime, con due voci e stili imparagonabili. Impossibile scegliere. Ma la musica italiana ha la fortuna di averle ancora entrambe piene di idee e di musica!

 

@100CentoGradi

 

Il disco Eccomi ci viene raccontato dal giornalista e psichiatra Elio Sena

A distanza di cinque anni dall’ultima raccolta di inediti, è uscito lo scorso 12 febbraio il nuovo CD di PATTY PRAVO, che contiene anche il brano “Cieli immensi” presentato al Festival di Sanremo, dove ha riscosso un grande successo di pubblico e conquistato il Premio della Critica.

Da ben mezzo secolo lo straordinario personaggio cui dà anima la veneziana Nicoletta Strambelli è in grado di calamitare l’attenzione sia degli esperti di Musica e Costume sia della gente comune, tutti sedotti dall’indiscusso carisma della cantante. Troppo spesso, però, Patty Pravo attiva ironici commenti relativi al suo look e alla progressiva compromissione delle sue abilità vocali, in funzione a volte solo del malanimo di chi giudica. È forse il prezzo da pagare se da dieci lustri puntualmente dimostri di essere in grado di anticipare i tempi, prefigurare i gusti, riagguantare il successo anche dopo lunghi periodi bui. Così, chi si è perso nella valutazione microscopica degli effetti dei “ritocchi estetici”, cui forse per semplice pulsione autodistruttiva Nicoletta ha dovuto cedere per far contenta Patty, oppure si è dedicato con zelo a calibrare l’attuale estensione vocale e la potenza delle stonature, non si è accorto che proprio sul palco di Sanremo ancora una volta la piccola arte della musica leggera esibiva una delle poche vere artiste cui essa deve moltissimo.

“Eccomi”, presenta nel nome se stesso e la Diva. È un disco pregevole, curatissimo, non privo di originalità di testi e melodie, sospeso tra il passato cui necessariamente deve far riferimento un Mito attualizzato e il futuro che somiglia per lo stesso motivo all’immortalità. Almeno cinque pezzi spiccano fra questi dodici inediti (il disco contiene anche la memorabile “Tutt’al più”, nella versione rivisitata per il Festival): “A parte te” (di Giuliano Sangiorgi), “Qualche cosa di diverso” (di Zibba), “Se chiudo gli occhi” (di Tullio Mancino), “Per difenderti da me” (di Tiziano Ferro) e ovviamente il siderale giro di do che incardina incisi e ritornelli di “Cieli immensi” (di Fortunato     Zampaglione), bella canzone dal successo immediato. Gli altri brani cedono al confronto, ma sono di ottimo livello, ugualmente ben confezionati e, manco a dirlo, godono tutti di interpretazioni eccelse e personalissime; persino “Possiedimi” il pezzo scritto da Gianna Nannini, a fronte di un riconoscibilissimo marchio di fabbrica, viene “posseduto” fino allo spasimo dall’originalità del “tarocco” della Pravo.

Alcuni preziosismi negli arrangiamenti, talvolta funzionali al sostegno di una voce non più potente come un tempo, e qua e là minime sbavature di sintesi tra musica e canto, non svalutano di un cent un prodotto di sontuosa eleganza, modernissimo e classico al tempo stesso, difficilmente imitabile e destinato a lunga attenzione… proprio come l’artista che lo firma, Patty Pravo.