Se avessi un cuore – Annalisa instore

La folla è quella delle grandi occasioni. Gli idoli incontrastati delle nuove generazioni sono i ragazzi figli dei vari talent. Poco spazio nel loro cuore (leggasi Ipod) per i vari Calcutta, TheGiornalisti, Dente e altri che pure sono ascoltatissimi (anche se nel loro caso si può parlare tranquillamente di un’abiogenesi). E’ il passaggio televisivo, ora anche radiofonico, che rompe gli argini e fa respirare il mercato discografico. D’altronde gli instore servono a vendere qualche migliaia di copie fisiche del prodotto che altrimenti rimarrebbe a impolverarsi sugli scaffali dei pochissimi negozi di dischi ancora con le serrande alzate. E la dedica sul cd fa gola ai fan (tutti rigorosamente under 20, tranne poche eccezioni). La musica verrà salvata dai giovani? Viva i giovani, allora. E viva Annalisa (è lei la protagonista dell’incontro in Feltrinelli andato in scena venerdì pomeriggio) cantautrice più che interprete. Specialmente con l’ultimo disco Se avessi un cuore, uscito la notte precedente la presentazione e già al primo posto nelle classifiche di vendita sulle principali piattaforme digitali. L’aspetto più curioso avvertito durante le ore di attesa (la cantante ha fatto il suo ingresso in leggero ritardo, poco dopo le 17:30) è derivato dall’assimilazione da parte del pubblico di ogni pezzo nuovo. E’ questo il grande successo dell’artista ligure. Poche ore dopo il live nella Capitale, i fan conoscevano già a memoria le parole di ogni canzone. La più bella dopo un primo ascolto resta la sanremese Il diluvio universale, meritevole di maggior fortuna in Riviera. Tra gli altri brani spicca Quello che non sai di me mentre Used to you altro non è che la versione inglese di Potrei abituarmi (entrambe presenti nel lavoro e potenziali nuovi singoli). Tutto l’incontro è avvenuto in diretta con il telefonino della stessa Annalisa, grazie all’applicazione Facebook Mentions con il countdown scandito da lei e il pubblico prima dell’immancabile selfie. L’amore tra loro non è davvero una colpa, non è un mistero, non è una scelta, non è un pensiero. E’ tutto meritato.

@100CentoGradi

 

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