Gay Village 2016 Tutta un’altra storia!

La Preside Vladimir Luxuria (quarto anno consecutivo per lei) ha aperto la conferenza stampa del Gay Village 2016. Quindici anni e non sentirli. Anche perché ogni anno il contest è diverso. Per questa stagione il tema scelto è il College e le materie che vengono insegnate sono in particolar modo la convivenza, l’amore (universale) e il rispetto. Luxuria prende alla lettera le parole del ministro Giannini e tiene aperta la scuola dei diritti anche d’estate. Madrina di questa edizione è Mara Venier. Lei brinderà con il pubblico nella serata d’apertura del 1 giugno. Le Lectio Magistralis affidate tra gli altri a Franca Leosini, Luca Tommassini, Alberto Dandolo, Franca Leosini e Ferzan Optzetek e i live musicali che avranno come protagonisti  nomi del calibro di Noemi (il 4 giugno), Loredana Bertè (il 23 luglio), Paola Turci (il 6 agosto) e Aida Cooper saranno il piatto forte di un appuntamento irrinunciabile nell’afosa estate romana. Spazio anche al teatro con Wikipiera di Piera degli Esposti con Pino Strabioli, Il Marito di mio Figlio con Eva Grimaldi e Ludovico Fermont solo per citarne un paio e alle presentazioni dei libri. Tutto con ingresso libero perché “La cultura è per tutti!”  Mancheranno a differenza delle passate edizioni i corsi di cucina e i giochi olimpici. La location sarà come sempre il Parco del Ninfeo, all’Eur. La grande novità strutturale ideata da Carlo Santino è la Confraternita, , una maestosa terrazza che percorre il perimetro di tutte le piste permettendo ai clienti esclusivi, che potranno eccedervi previo tessera o prenotazione, di godersi tutto il villaggio guardando la folla dall’alto in basso. In più il ritorno del Muccassassina l’11 giugno, assente da troppi anni. Ci sarà da divertirsi comunque anche nella serata del 2 con i candidati sindaco a Roma. 45 date, si andrà avanti fino al 3 settembre. A fine presentazione la preside diventa anche “legionaria”, il libro Hijo de Puta accanto a lei durante le interviste. Ma la battaglia che combatte è quella per i diritti. Mai abbassare la guardia!

@100CentoGradi  @oriacicchinelli

 

 

 

 

 

I due Tardelli, un libro e un urlo mondiale

La storia d’Italia attraverso la Nazionale di calcio con uno dei suoi protagonisti principali. Uno degli eroi del Mundial spagnolo che ci vide trionfatori contro tutti i pronostici. Uno dei più talentuosi. Marco Tardelli, “intervistato” dalla figlia Sara, la vera protagonista del pomeriggio in Feltrinelli per presentare Tutto o niente, un libro che racconta l’urlo storico (simbolo della penisola pallonara) roba da far invidia a Munch. Ognuno di noi ricorda nitidamente quella sera, 11 luglio 1982, il Presidente Pertini, i gol di Rossi, Tardelli (appunto…) e Altobelli…il 3-1 finale davanti agli spauriti teutonici e la coppa alzata dal Capitano Dino Zoff. Ma come dimenticare gli anni precedenti, il terrorismo rosso, quello nero che impauriva la gente e svuotava le strade. Un pallone come amico per tornare a sognare, il calcio come riscatto per un’intera popolazione. Ma non si parla solo di sport, anzi. Forse è un pretesto. Le donne, la musica, le folli corse in macchina, i suoi segreti, gli amori e con perfidia anche i tradimenti (la storia con Moana Pozzi è tutta da leggere). Tardelli padre spiega benissimo il senso del racconto

Per troppo tempo sono stato ostaggio di quell’urlo. Sette secondi di estasi accompagnati dal boato di 90 mila persone e dopo una corsa infinita. Nei miei piedi tutta la liberazione e il riscatto di giorni molto elettrici. Quei 175 fotogrammi mi hanno regalato alla storia, ma poi hanno cancellato la mia vita intera: i sacrifici e le altre felicità. Volevo vivere il presente, ma tutto tornava a quella corsa. Così almeno questo libro, questo regalo che Sara mi ha fatto, doveva presentarsi diverso: Tutto o niente. Come sono io.

Ad accompagnare papà e figlia, i giornalisti Giampiero Mughini e il radiocronista Riccardo Cucchi. Alle loro spalle, lo schermo con i frammenti di calcio di uno juventino che con un grido ha fatto rialzare la testa all’Italia intera.

 

@100CentoGradi

Hijo de Puta in…Cima!

La serata di ieri allo SpazioCima… Riviviamola attraverso le immagini, i protagonisti, il “photocall”, il firmacopie. Hijo de Puta instore. Grazie a Roberta Cima (meravigliosa padrona di casa con la preziosa collaborazione di Donatella Di Marzio), agli amici di Terra di Sapori e di Saperi che hanno deliziato tutti con i loro prodotti, a Elio Sena (immancabile la sua presenza…e meno male!), a Cinzia Mascoli che riesce sempre a emozionarci. Grazie all’editrice Maria Grazia Catanzani che ha creduto in questo progetto (siamo all’inizio ma i risultati iniziano a vedersi). Ma soprattutto grazie a chi c’era: dal direttore di RaiSport Carlo Paris al segretario dell’ANM Francesco Minisci,  da Antonio Lupetti a Giovanni il Legionario e gli amici della Caritas di Roma… Grazie a che, magari, vedendo le foto, avrà voglia di esserci (o di ritornare) nelle prossime occasioni. Per esempio già il 27 maggio alla Mondadori di via Piave 18, alle 18! Intanto Su questo sito e sulla pagina Fb  https://www.facebook.com/Orietta-Cicchinelli-1051844031542688/?fref=ts troverete sempre aggiornamenti ed eventi!

 

 

 

 

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Hijo de Puta in…Cima


La serata di ieri allo SpazioCima… Riviviamola attraverso le immagini, i protagonisti, il “photocall”, il firmacopie. Hijo de Puta instore. Grazie a Roberta Cima (meravigliosa padrona di casa con la preziosa collaborazione di Donatella Di Marzio), agli amici di Terra di Sapori e di Saperi che hanno deliziato tutti con i loro prodotti, a Elio Sena (immancabile la sua presenza…e meno male!), a Cinzia Mascoli che riesce sempre a emozionarci. Grazie all’editrice Maria Grazia Catanzani che ha creduto in questo progetto (siamo all’inizio ma i risultati iniziano a vedersi). Ma soprattutto grazie a chi c’era: dal direttore di RaiSport Carlo Paris al segretario dell’ANM Fracesco Minisci,  da Antonio Lupetti a Giovanni il Legionario e gli amici della Caritas di Roma… Grazie a che, magari, vedendo le foto, avrà voglia di esserci (o di ritornare) nelle prossime occasioni. Per esempio già il 27 maggio alla Mondadori di via Piave 18, alle 18! Intanto Su questo sito e sulla pagina Fb  https://www.facebook.com/Orietta-Cicchinelli-1051844031542688/?fref=ts troverete sempre aggiornamenti ed eventi!

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Hijo de Puta in Rai

Questa mattina Hijo de Puta è stato ospite negli studi Rai di Saxa Rubra, all’interno del contenitore Buongiorno Regione. Grazie a Carla Cucchiarelli, collega e scrittrice impagabile, e alla generosa professionista del piccolo schermo Mariella Anziano!

Qui link e foto!

 

 

Passo d’uomo con Francesco De Gregori

A passo d’uomo. Non nella locuzione avverbiale corretta ma nel trascorrere degli anni. Quelli di Francesco De Gregori, per la prima volta a tutto campo incalzato dal giornalista di Repubblica Antonio Gnoli in una serie di conversazioni. Un libro dove il cantautore romano racconta in 230 pagine intrise di vita vissuta, la sua infanzia, l’arte e la bellezza, la filosofia e la letteratura, il tempo che scorre, la famiglia, il suo rapporto controverso con la religione e con il partito (comunista, non fa più fico dirlo, ai tempi sì…). Parla anche di musica, ma non è il tema principale. Per la prima volta il Principe smette i panni di artista reticente e indossa quelli del comune mortale. Un colpo al cuore per chi aveva trovato nel brano Guarda che non sono io una conferma definitiva ai pochi dubbi sulla spigolosità del personaggio. L’incontro in Feltrinelli ha però, diversamente da quello avuto per la presentazione del cd dylaniano, ridato adito al canto dei fan. Il De Gre non è affatto cambiato. Niente foto sul palco, niente copie firmate aldilà del libro. E soprattutto niente domande. Cantata e suonata dai due sul palco. Forse non c’è molto da sapere di più rispetto a quello che si leggerà. O forse, l’autore di pezzi celebri vuole ancora mantenere un rapporto distaccato con il suo pubblico. L’importante è la consapevolezza. Certo è che sfogliando le pagine ci si trova davanti a un uomo molto più simpatico rispetto al previsto. Non vuole essere assolutamente considerato un intellettuale, ad esempio. Lui fa il suo mestiere, quello di cantante. Un musicista “con i calli, dalle mani sporche”. Così si definisce. Dopo aver fatto pace con Dylan e con il pubblico forse è giunto il momento di far pace anche con se stesso. Sempre che ci abbia mai litigato. Passo d’uomo è Edizioni Laterza

@100CentoGradi

Vecchioni… che si ama

Un surrogato di felicità, un piccolo grande gioiello da leggere per imparare (o rammentare) l’importanza di una parola talmente poco in voga in un mondo che sa andare solo di corsa. Tredici racconti autobiografici di un uomo che ne ha passate tante ma che ha sempre combattuto con il sorriso stampato sul volto. E con le lacrime che danno ancora più forza all’essere umano. Altrimenti sei un robot. No, qui si parla di vita, di emozioni forti. Un vademecum di sogni, speranze e poche certezze. Di esperienze come figlio, prima che padre. Figlio di Aldo, commerciante napoletano di San Giorgio a Cremano (colui che si giocava il cielo a dadi in un brano portato nel lontano 1973 al festival di Sanremo) morto troppo presto e di Eva, casalinga del Vomero. Padre di Carolina, Arrigo, Riccardo (avuti dall’attuale moglie Daria Colombo) e di Francesca (figlia di Irene Bozzi). Il libro è dedicato proprio a loro. La felicità vissuta nell’attraversamento del vento e della tempesta, non nell’imperturbabilità. Così il professore milanese nell’ultima di copertina descrive la sua ultima fatica letteraria. E’ molto più di un disco, qui Vecchioni si mette totalmente a nudo. Anche nelle tristezze più profonde ha la forza di sorridere anche in maniera beffarda al destino. Quella maledetta notte che dovrà ben finire o quel dolore che non vale un cazzo di niente come recitano due tra le sue più belle composizioni. E mentre legge qualche pagina (notevoli i racconti sul tempo verticale e sul Professor Rattazzi) la commozione e il nodo alla gola lo coglie. In verità nell’ultimo capitolo (Che c’eri sempre) gli occhi lucidi vengono a tutti. E’ forse la parte più toccante, quella dedicata alla mamma. La vita che si ama Storie di felicità (distribuito da Einaudi) è il punto più alto del Vecchioni scrittore. Come Io non appartengo più lo è stato del cantautore. Migliorarsi con l’età è un privilegio che solo i grandissimi possono avere. E lui lo è.

 

@100CentoGradi

Nella notte di Roma – Il nuovo romanzo di Antonello Venditti

Un incontro casuale. Una città sospesa. I suoi vizi capitali” Questo il sottotitolo del nuovo romanzo di Antonello Venditti presentato ieri a La Feltrinelli di Galleria Colonna (per i romani il nome rimarrà sempre lo stesso, con tutto il rispetto per Alberto Sordi) Nella notte di Roma è il frutto di un incontro casuale con una ragazza che viene da fuori Roma (Laura) avvenuto per caso sul Lungotevere una notte, rimasta vittima di una pioggia di guano. Lui la soccorre e da lì inizia un’avventura insieme dentro la Capitale. Conoscendo il cantautore si pensa subito che il racconto sia autobiografico. Lui non conferma. Ma neanche smentisce. Le sue parole, prima di immergersi nel firmacopie spaziano dal libro a Totti, passando per Mafia Capitale fino alle primarie del PD.

“Si svolge tutto in una notte, ma la notte è molto più lunga, senza questo incontro non avrei mai scritto questo romanzo, perché è dalla vita che traggo ispirazione. Ad esempio se non ci fossero stati gli stormi a Roma…. non avrei mai trovato parcheggio sul Lungotevere… Da questo romanzo esce una visione diversa di Roma, dal mio e dal suo punto di vista , c’è la Roma dove tutto si anima, la notte di Roma, attraverso i fari della mia Smart e gli occhi di Laura, un ‘friccicore’ che può regalare solo la nostra città”.

 

A proposito di politica, Venditti smentisce categoricamente di aver scelto di votare M5S alle prossime elezioni come riportato in copertina sul nuovo numero di Vanity Fair. Viene tirato per la giacca da più partiLui, uomo di sinistra, dichiara di aver preso posizione solo una volta nella vita, a favore di Enrico Berlinguer (al quale ha anche dedicato un brano Dolce Enrico, a sette anni dalla morte). Neanche si può dire che da questo racconto nasca un nuovo Antonello. Il suo impegno per il sociale e per una moralità da troppo tempo persa non è mai stato messo in discussione. Si è parlato poco o nulla di musica. Ma quella rimarrà sempre. Fortunatamente anche fuori dal Grande Raccordo Anulare…

 

@100CentoGradi

Par tibi, Roma, nihil

Una Roma bagnata ha fatto da cornice alla presentazione del progetto Patrimonio storico e creazione contemporanea, messo a punto dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale insieme alla Fondazione Romaeuropa, che da giugno a novembre inaugurerà arti visive, musica e teatro, nei luoghi storici della Città Eterna. Roma bagnata ma non solo per colpa di tuoni e di un inverno in netto ritardo. Bagnata, zuppa di Storia, quella millenaria della Capitale. Il cuore pulsante di un luogo (lo Stadio Palatino di Domiziano) che finalmente riprenderà vita. Il 24 giugno partirà la mostra Par tibi, Roma, nihil ideata da Monique Veaute (Presidente della Fondazione Romaeuropa arte e cultura), curata da Raffaella Frascarelli e realizzata in collaborazione con Nomas foundation ed ElectaIl. L’arte farà riaprire anche il peristilio inferiore della Domus Augustana, mentre l’area pubblica tra il Colosseo e il Palatino (la Meta Sudans) ospiterà una grande installazione di Sislej Xhafa: una fontana di 30 metri di altezza fatta di tante mani di resina. Dal 4 al 9 luglio Alessandro Baricco delizierà gli spettatori con una rivisitazione del suo Palamede, l’eroe cancellato, Con lui, Valeria Solarino.Fino al 18 settembre, da Jannis Kounellis allo stesso Sislej Xhafa e Nico Vascellari, 27 artisti presenteranno le espressioni artistiche in una esposizione all’aperto che si articolerà dalle arcate, di solito chiuse al pubblico, e dal grande terrazzo della Domus severiana, al magnifico (e normalmente non accessibile) Stadio Palatino di Domiziano. Al termine della conferenza stampa, prima di una visita guidata effettuata con occhi stupefatti da tanta meraviglia, ha preso la parola il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini 

«Ci sono tantissimi luoghi straordinari che i romani e il turismo internazionale spesso non conoscono, anche se meriterebbero. Portare in luoghi importanti dell’archeologia romana l’arte e la musica contemporanea è un modo di valorizzarli, tenerli vivi e di incrociare le arti tra loro. Non dobbiamo occuparci soltanto del glorioso passato che l’Italia ha avuto ma valorizzare lo straordinario patrimonio di creatività, talenti e contemporaneità che c’è nel nostro Paese»

“Par tibi, Roma, nihil” Non c’è nulla di comparabile a te, o Roma. Niente di più vero.

@100CentoGradi

Hijo de Puta I punti vendita!

Ecco tutti i punti vendita dove poter trovare il mio nuovo libro! Tutte le edicole e i link ai vari siti on line che distribuiscono Hijo de Puta. Disponibile, su richiesta, anche in tutte le librerie!

FILE EDICOLE

http://www.lafeltrinelli.it/libri/cicchinelli-orietta/hijo-de-puta-parabola-un/9788898803118

http://www.ibs.it/code/9788898803118/cicchinelli-orietta/hijo-de-puta-la.html

http://www.libreriauniversitaria.it/hijo-de-puta-parabola-legionario/libro/9788898803118

 

hijo metro