La Prima luce

Figli contesi, la fine di una storia d’amore (quante volte viene usato a sproposito questo termine sacro), lei scappa con la prole e lui resta a casa (quando va bene) costretto a mantenere l’ex e il frutto del loro “amore” (ancora…). O viceversa. Parte da qui il nuovo film di Vincenzo Marra, toccante come lo è l’argomento. Marco (un superbo Riccardo Scamarcio, sempre più convincente), giovane e cinico avvocato, vive con la sua compagna Martina (Daniela Ramirez) a Bari, città di lui. Il figlio Mateo  (non è un errore, si scrive proprio così date le origini sudamericane, interpretato dal piccolo Gianni Pezzolla) vittima sacrificale della decisione della madre decisissima nel tornare in patria. Scelta solo sua, convinta che la decisione presa possa essere ottimale per lei e il bambino. Ma non è proprio così. Le intenzioni di Mateo (e del padre) sono ben diverse. Lei scappa con il figlio e fa perdere le proprie tracce. Fin quando Marco decide di andare a riprendere la sua vita. Una storia straziante, la separazione quando non è condivisa lo è sempre. Tra moglie e marito. Figuriamoci quando la madre “scappa con il malloppo”. Tragicomica e soffertissima la scena nel tribunale sudamericano. E molto emozionante l’abbraccio tra padre e figlio. L’amore (stavolta sì) tra i due è enorme e supera tutti gli ostacoli. Ogni confine. Quello che dovrebbe attraversare Scamarcio per riportare il bambino con sé. Ma…

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