Pino è

 

La notte più lunga e più bella della musica italiana. L’omaggio postumo più significativo nei confronti di un artista. La notte dei miracoli (anche se si scomoderebbe un altro cantautore che ci osserva dall’alto). Così era stata presentata Pino è, andata in scena ieri sera davanti a poco più di 45mila anime, allo stadio San Paolo di Napoli. Terra di Pino Daniele, a tre anni dalla morte. Non solo: RaiUno e ben 9 network nazionali hanno diffuso tutto il concerto. E l’inizio non è stato certo deludente: sul palco la storica band Napoli Centrale con un James Senese che proprio non riesce a invecchiare (e meno male) e sullo schermo Pinú, in un duetto virtuale da brividi sulle note di Yes I Know my way. Ma ben presto, il delirio. Tra microfoni non funzionanti, canzoni pastrocchiate e inutilmente urlate (quando mai Daniele si canta così?) e inutili interventi (vedi Vanessa Incontrada e l’imbarazzante Alessandro Siani) si è andati avanti sperando in un piccolo miracolo. Ci ha pensato, all’improvviso (ed è parso un segno del destino) la cara e vecchia Mamma Rai, stroncando il duetto tra Eros Ramazzotti e Jovanotti (A me me piace ‘o blues) con gli spot. Al rientro, come se nulla fosse, l’accanimento è diventato completo: pezzo ricominciato daccapo. Lorenzo ha dichiarato che avrebbe potuto cantarla anche 19 volte, una e mezza è già abbastanza. Ma ancora il peggio non era arrivato. E il peggio si è materializzato con le sembianze di Enrico Brignano. Il comico romano è stato bombardato dai fischi per un monologo che accomunava Roma e Napoli nell’incuria e nell’immondizia. Come se già non fossero tesi i rapporti tra le due città non solo per mere questioni calcistiche. Una parte di Napoli non ha mai perdonato a Pino Daniele la sua scelta di andare a vivere tra la Toscana e Roma, pur non rinnegando mai le sue origini partenopee. Le note positive sono arrivate da una sublime Fiorella Mannoia (a suo agio anche nel tenere a bada Elisa in Quando), Claudio Baglioni (discreta l’interpretazione di Alleria, ottimo in Io dal mare, bella forza, è un suo pezzo…) e Giuliano Sangiorgi, ma solo nel duetto con Fiorella in Terra mia. Emozionante Vincenzo Salemme, la figlia di Pino (Sara) e il finale con il coro Napule è. Nel mezzo un Venditti e un De Gregori che hanno preferito non avventurarsi, scegliendo brani loro (di livello Generale, cantata dal Principe con Enzo Avitabile). Il contorno da Emma a Gianna Nannini, passando per Il Volo (onnipresente a dispetto dei santi) non ha onorato l’artista. Numerosi meme sui social hanno dato voce, simpaticamente, a un Pino Daniele in forte imbarazzo. Ma se l’intento era solo quello di ricordarlo e di amarlo per una notte ancora, nessuna lamentela. Magari, la prossima volta, con meno improvvisazione.

PIERLUIGI CANDOTTI

 

 

 

 

Sanremo 2016 La serata Finale

A sorpresa, come nelle più belle favole, la vittoria degli Stadio con Un giorno mi dirai riporta la canzone d’autore sul podio più alto. Seconda Francesca Michielin con Nessun grado di separazione, terza classificata Via da qui cantata dalla coppia formata da Deborah Iurato e Giovanni Caccamo. Verdetto giunto dopo un’interminabile e noiosissima serata, ravvivata da un superlativo Renato Zero. La sua voce, le sue dichiarazioni mai banali (il discorso sul rapporto che hanno i veri artisti con il camerino è una vera e propria chicca) e un nuovo pezzo in anteprima Gli anni miei raccontano, che anticipa il nuovo album Alt in uscita l’8 aprile. All’inizio dell’esibizione un medley di successi aveva fatto ballare tutto il Teatro Ariston e scatenato un trenino in sala stampa. Serata iniziata con l’esibizione di Francesco Gabbani (vincitore delle nuove proposte) e con l’annuncio dell’unico big ripescato: Irene Fornaciari. Quasi inutile l’esito, visto il risultato finale che la figlia di Zucchero ha ottenuto. Ultima classificata come il padre 31 anni fa. Ottimo per chi crede nei corsi e ricorsi storici o nella scaramanzia. Fuori sincrono e inspiegabile, invece, il collegamento video con Il Volo (trionfatori lo scorso anno) direttamente da New York. A scaldare il pubblico c’è voluta la grazia e la maestria di Roberto Bolle esibitosi in una coreografia sulle note di We will rock you dei Queen e l’esordio a Sanremo di Cristina D’avena, approdata al festival dopo una vera e propria petizione sui social network. Sette milioni di dischi in trent’anni di carriera, una vita di sigle televisive di cartoon. Il valzer del moscerino, Kiss me Licia, Occhi di gatto, i Puffi, la D’Avena ha cantato tutti i suoi cavalli di battaglia con la platea in delirio. Simpatica la gag dei due amici storici di Conti (Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni) per lanciare lo spettacolo che li vedrà protagonisti il 5 settembre all’Arena di Verona. Una reunion per i tre inseparabili compagni di mille avventure. Per quel che riguarda i big, sempre spiazzanti Elio e le Storie Tese travestiti dai Kiss. Per il resto, piattume generale. Non un brivido, non un colpo di scena. Il verdetto finale è arrivato all’una e trenta. Si chiude così il secondo Festival dell’era Conti. Ne seguiranno almeno altri due. Forse Baudo ha trovato un degno erede. Anche se più ingessato.

Questo il resto della classifica:

4) Enrico RuggeriIl primo amore non si scorda mai

5) Lorenzo FragolaInfinite volte

6) Patty PravoCieli immensi

7) ClementinoQuando sono lontano

8) NoemiLa borsa di una donna

9) Rocco HuntWake up

10) ArisaGuardando il Cielo

11) AnnalisaIl diluvio Universale

12) Elio e Le STorie TeseVincere l’odio

13) Valerio ScanuFinalmente Piove

14) Alessio BernabeiNoi siamo infinito

15) DolceneraOra o mai più (le cose cambiano)

16) Irene FornaciariBlu.

Il Premio della Sala Stampa Radio-tv-web Lucio Dalla – Sezione Campioni è andato agli Stadio con il brano Un giorno mi dirai. Alla band emiliana sono andati 19 voti. Rocco Hunt ne ha presi 15, Annalisa 12, Elio e Le Storie Tese ed Enrico Ruggeri 11, Noemi 10.

Il Premio della Critica Mia Martini – Sezione Campioni è invece andato a Patty Pravo con il brano Cieli Immensi. All’artista sono andati 18 voti. Elio e Le Storie Tese ne hanno conquistati 17, gli Stadio 16. In tutto hanno votato 109 giornalisti presso la Sala Stampa Ariston Roof.

Il Premio Sergio Bardotti per il Miglior Testo è andato al brano Amen di Francesco Gabbani, vincitore tra le Nuove Proposte.

Sono stati 11 milioni 223 mila i telespettatori, pari al 52.52% di share, che hanno seguito ieri la finale del Festival di Sanremo. Rispetto all’anno scorso – quando l’ultima serata del festival era stata seguita in media da 11 milioni 843 mila spettatori, pari al 54.21% di share – gli ascolti sono in calo di circa 600 mila spettatori e quasi 2 punti di share. La prima parte della finale di Sanremo ha fatto segnare 12 milioni 695 mila spettatori con il 48.76% di share, la seconda 8 milioni 712 mila pari al 64.89%. Un anno fa la prima parte dell’ultima serata del festival era stata seguita da 12 milioni 763 mila spettatori pari al 50.77% di share, la seconda da 10 milioni 8 mila con il 65.48%.

 

Il Volo @ Cavea Auditorium Parco Della Musica In Rome, Italy

Le note di un pianoforte. Una serata non propriamente estiva, con una mezza luna e il cielo limpido a far da cornice. L’Auditorium Parco della Musica è al limite della capienza. Sul palco questa sera ci sono tre star internazionali. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble hanno poco più di vent’anni ma già tanta dimestichezza con i principali palcoscenici del mondo. Sono i tre tenorini (per quanto tempo li chiameremo ancora così?) vincitori dell’ultimo Festival di Sanremo. Il pubblico composto perlopiù da attempate signore con nipotini al seguito (sia chiaro, detto senza offesa ma il pubblico è quello) che si sbracciano di continuo dalle tribunette, alla ricerca di calamitare l’attenzione dei tre. Ben più fortunato il pubblico della platea che, sfidando a più riprese la security, si alza e va sotto il palcoscenico ricevendo baci e selfie. Il trio, ha fatto breccia nei cuori di tutti quelli che amano la tradizione canora, quella dei vecchi festival, quella di un’Italia pre boom economico (sempre ci sia mai stato). Il loro repertorio spazia da Canzone per te (mirabile la loro esecuzione dello splendido pezzo di Sergio Endrigo) a Piove di Modugno passando per Un amore così grande (riportata ai vecchi fasti dai Negramaro in occasione dell’indecorosa prestazione della nostra Nazionali agli ultimi Mondiali di calcio). Spazio per l’opera? Certo! Ma anche per Unchained Melody (tema portante di Ghost) e addirittura per Beautiful day degli U2, il brano più recente in scaletta. Nel mezzo della serata, omaggi a Frank Sinatra, Elvis Presley e (vivaddio) a Pino Daniele. In platea moglie e figlio del cantante partenopeo, forse il momento più toccante della serata, con i virtuosismi al sassofono di Stefano di Battista. I tre tenori(…ni) tra un brano e l’altro, trovano anche il modo di dar vita ad alcune scenette. Hanno pur sempre vent’anni. Tutti in piedi per O Sole Mio (qui si sente l’anima vera de Il Volo) e per il gran finale con Grande Amore. Cosa rimane dopo una serata del genere? I ragazzi hanno talento da vendere, è indubbio (anche se all’Eurovision sono giunti “solamente” terzi), la gente li adora. E la loro fortuna è che sono gli stessi fruitori di dischi, L’età di mezzo non acquista più il supporto fisico. Figuriamoci i giovani. La testimonianza più grande? Una ragazza seduta la fila accanto alla nostra, intima ai suoi vicini di posto il silenzio più assoluto poco prima dell’esecuzione del brano sanremese. Motivo? Presto spiegato :”Devo registrare la canzone, che senso ha comprarla?”. Piccoli già vecchi. Non si sentivano affermazioni di questo tipo dall’epoca dei magnetofoni. I nostri nonni, se fossero ancora in vita, avrebbero sentito un brivido di nostalgia correre lungo la schiena. Il Volo replica per altre due serate, sempre in Cavea. Sempre soldout.

Sanremo Social ? Lo vince Nesli!

A due settimane dall’inizio del Festival di Sanremo abbiamo già i vincitori. Se è vero che la Rete è lo specchio fedele delle mode giovanili e non, la canzone italiana sta messa peggio di quanto avevamo preventivato negli scorsi articoli. Nesli, la Tatangelo e Il Volo. Questo il terzetto vincitore secondo Reputation Manager (www.reputazioneonline.it) leader in Italia nell’analisi della reputazione on line dei brand e delle figure di rilievo pubblico, nel gradimento/seguito su Facebook. Leggermente più consolante l’andamento di Twitter dove i cinguettii sono anche per Irene”Irek”Grandi. Ma in questo caso il podio verrebbe occupato dalla signora D’Alessio con il trio pop/lirico ancora una volta medaglia di bronzo.
“Questa è la prima edizione del Festival in cui effettivamente tutti i cantanti possiedono un profilo digitale e molti lo curano direttamente”, commenta Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager.

Auguriamoci che il Festival venga snobbato dai giovani, se questo è il risultato.

BIG SANREMO

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Nesli   937.752     49.246
Anna Tatangelo   872.004   382.655
Il Volo   825.812   245.142
Moreno   707.638   153.614
Annalisa   585.956   233.297
Biagio e Mandelli (I Soliti Idioti)   448.777   11.743
Nek   420.531   198.816
Gianluca Grignani   371.933     32.427
Nina Zilli    327.374   184.243  
Dear Jack   303.044     63.365
Marco Masini   245.309       8.569
Chiara   249.934     226.269
Raf   209.698     13.164
Lorenzo Fragola   121.149     54.346
Malika Ayane   100.474   201.645
Irene Grandi   94.760   361.103
Lara Fabian     88.570     47.009
Alex Britti     75.914   138.610
Bianca Atzei     66.385     14.388
Mauro Coruzzi (Platinette)   9.287   116.602
Grazia Di Michele       7.178   5.944

NUOVE PROPOSTE SANREMO

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Kutso   14.495   894
Amara   11.209   0
Giovanni Caccamo     9.237   853
Rakele    4.495   35
Serena Brancale    2.933   195
Enrico Nigiotti    2.413   251
Chanty     2.265   2.196
Kaligola     1.664   212