Il Volo @ Cavea Auditorium Parco Della Musica In Rome, Italy

Le note di un pianoforte. Una serata non propriamente estiva, con una mezza luna e il cielo limpido a far da cornice. L’Auditorium Parco della Musica è al limite della capienza. Sul palco questa sera ci sono tre star internazionali. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble hanno poco più di vent’anni ma già tanta dimestichezza con i principali palcoscenici del mondo. Sono i tre tenorini (per quanto tempo li chiameremo ancora così?) vincitori dell’ultimo Festival di Sanremo. Il pubblico composto perlopiù da attempate signore con nipotini al seguito (sia chiaro, detto senza offesa ma il pubblico è quello) che si sbracciano di continuo dalle tribunette, alla ricerca di calamitare l’attenzione dei tre. Ben più fortunato il pubblico della platea che, sfidando a più riprese la security, si alza e va sotto il palcoscenico ricevendo baci e selfie. Il trio, ha fatto breccia nei cuori di tutti quelli che amano la tradizione canora, quella dei vecchi festival, quella di un’Italia pre boom economico (sempre ci sia mai stato). Il loro repertorio spazia da Canzone per te (mirabile la loro esecuzione dello splendido pezzo di Sergio Endrigo) a Piove di Modugno passando per Un amore così grande (riportata ai vecchi fasti dai Negramaro in occasione dell’indecorosa prestazione della nostra Nazionali agli ultimi Mondiali di calcio). Spazio per l’opera? Certo! Ma anche per Unchained Melody (tema portante di Ghost) e addirittura per Beautiful day degli U2, il brano più recente in scaletta. Nel mezzo della serata, omaggi a Frank Sinatra, Elvis Presley e (vivaddio) a Pino Daniele. In platea moglie e figlio del cantante partenopeo, forse il momento più toccante della serata, con i virtuosismi al sassofono di Stefano di Battista. I tre tenori(…ni) tra un brano e l’altro, trovano anche il modo di dar vita ad alcune scenette. Hanno pur sempre vent’anni. Tutti in piedi per O Sole Mio (qui si sente l’anima vera de Il Volo) e per il gran finale con Grande Amore. Cosa rimane dopo una serata del genere? I ragazzi hanno talento da vendere, è indubbio (anche se all’Eurovision sono giunti “solamente” terzi), la gente li adora. E la loro fortuna è che sono gli stessi fruitori di dischi, L’età di mezzo non acquista più il supporto fisico. Figuriamoci i giovani. La testimonianza più grande? Una ragazza seduta la fila accanto alla nostra, intima ai suoi vicini di posto il silenzio più assoluto poco prima dell’esecuzione del brano sanremese. Motivo? Presto spiegato :”Devo registrare la canzone, che senso ha comprarla?”. Piccoli già vecchi. Non si sentivano affermazioni di questo tipo dall’epoca dei magnetofoni. I nostri nonni, se fossero ancora in vita, avrebbero sentito un brivido di nostalgia correre lungo la schiena. Il Volo replica per altre due serate, sempre in Cavea. Sempre soldout.

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