in battere e… LEVANTE

http://www.vevo.com/watch/ITB261500759

Un monologo ad aprire la scena. Ed è subito Abbi cura di te. In ritardo (più che giustificato) ma lei si fa perdonare. Rivederla a Roma fa bene agli occhi e alle orecchie. La prima tappa del tour di Levante è al Teatro Quirinetta di Roma, in una serata di inizio autunno. La cantante siculo-torinese sempre più scatenata sul palco non si risparmia proprio mai. Niente la abbatte, neanche i disturbi alla strumentazione. Ha il cuore tra il pubblico. Lo regala a loro, a tutti quelli che sono corsi in massa a vederla. Due anni dal primo live, si presenta più matura (non che prima non lo fosse) e più spensierata. Ma riesce anche a commuoversi. Lacrime vere quelle che sgorgano dai suoi occhi durante la toccante Finché morte non ci separi (terzo toccante singolo), come reali sono quelle tra i ragazzi sotto al palco durante Ciao per sempre. In tutto i brani cantati saranno ventuno. Scaletta rispettata. La più apprezzata e richiesta? Senza zucchero, non a caso scelta come apertura dei bis. A fine concerto, ospiti del backstage, abbiamo scambiato con Claudia (il suo vero nome) qualche battuta a caldo (è proprio il caso di dirlo).

Mai come stasera i problemi tecnici hanno cercato di rovinare tutto. A differenza di altri cantanti però non si nota astio tra lei e lo staff. Finzione o realtà?

I tecnici sono la parte fondamentale di questo lavoro, oserei dire gli angeli custodi. Cerco sempre di non perdere il controllo con loro. Il mio modo per far capire che ci sono problemi è dichiararlo apertamente al microfono, magari cambiando strofa a un pezzo per farlo notare. Stasera ho dovuto abbandonare anche gli ear monitor e ho cantato anche a cappella perché non riuscivo a sentire gli strumenti, Ma ce l’ho fatta!

Con tutte le poesie d’amore raccontate in questi due dischi si potrebbe scrivere un libro. Alfonso (il tormentone dell’estate 2013) sembra essere un brano con poca attinenza agli altri

Alfonso è stata scritta in un momento nel quale non sapevo cosa ne sarebbe stato della mia carriera. Le avevo provate tutte, ma non ero riuscita ad avere visibilità. La festa raccontata nel pezzo è chiaramente una metafora. Non era il mio luogo, non era quello che volevo. Un momento di frustrazione. Ma fa parte di me. Io sono quella arrabbiata, aggressiva (come in Duri come me, ad esempio) ma anche quella dolce e timida.

Due anni fa, di questi tempi, l’esordio a Roma con Le feste di Alfonso. Ancora non era stato pubblicato nessun album. La canzone sulla quale puntava maggiormente era Cuori d’artificio. Stasera era relegata a fine scaletta.

Quest’anno ho fatto fatica a cantarla aldilà della stanchezza. Le voglio bene ma ora sono in uno step successivo. Guardo al futuro. E prima o poi sarò costretta ad allontanarmi da qualche brano. Resta chiaro che sono legatissima ad entrambi i dischi fatti. Mi hanno dato tantissime soddisfazioni.

Il brano al quale non Levante non rinuncerà mai?

Ad Alfonso devo voler bene per forza, grazie a lui i sacrifici mi sono stati restituiti sotto forma di carezze.

Nel ringraziarla pensiamo alla notte che ci aspetta. Si dormirà un’ora in più. Forse Levante ha scelto la data apposta per permetterci di sognare maggiormente.

@100CentoGradi

ROMEO E GIULIETTA – INCONTRO CON DAVID ZARD

“ROMEO E GIULIETTA. Ama e cambia il mondo”, l’ultima produzione di David Zard, torna a Roma, dove sarà in scena al Gran Teatro il 16, 17 e 18 ottobre. Lo spettacolo, campione di incassi, riprende per la sua ultima tournée, poi si fermerà per una lunga pausa.

Abbiamo incontrato lo storico produttore, a pranzo, in un famoso ristorante romano dove, tra una portata e l’altra, è stato protagonista di una gradevolissima chiacchierata

Zard, questa sì che è una bella sfida! Dalle grandi adunate rock, all’opera moderna, Ora addirittura l’approdo all’opera classica.

“In realtà il merito non è da attribuire a me. Anzi, se devo essere sincero, è stato mio figlio Clemente che mi ha convinto a intraprendere questa strada. Ero in casa, seduto sul divano e lui, I Phone in mano intento ad ascoltare le musiche di Gérard Presgurvic. Io, nella mia vita ho messo qualche soldo da parte e gli ho chiesto se fosse davvero intenzionato a partire per Parigi e a spendere per acquistare i diritti dello spettacolo. E’ stata la sua tenacia a vincere. Mi ha convinto dicendomi che la gente aveva bisogno di un’opera del genere. Con Romeo e Giulietta inizia anche la nostra collaborazione artistica”

Eppure dieci anni fa rinunciò a questa opportunità

“Non mi convinceva la regia, anche la morte dei personaggi… In quell’occasione avrei dovuto comprare il pacchetto completo dell’opera francese. Ora ho potuto lavorarci. Il sottotitolo “Ama e cambia il mondo” l’ho scelto perchè l’amore è l’unica cosa in grado di farlo. Per le musiche, ho chiamato Vincenzo Incenzo (già con me in passato). Ha adattato alla perfezione i temi francesi aggiungendo anche molto della sua esperienza, arricchendo lo spettacolo di dialoghi creativi”

E’ un periodo di crisi. Non ha paura di un eventuale insuccesso?

“Aldilà di tutti i riconoscimenti avuti con questo spettacolo, devo dire che io ho sempre sperimentato. La crisi è reale, lo riconosco, Ma sono sicuro che la colpa sia di chi diffonde un terrorismo assoluto. Nella mia vita sono stato un precursore. Quando portai in Italia j gruppi rock (Pink Floyd, Genesis, Led Zeppelin tanto per fare qualche nome) mi davano del pazzo. Capelloni, drogati, brutti sporchi e cattivi, mi dicevano. La storia la conoscete tutti. Ho fatto pochi flop e quei pochi li ho saputi nascondere. In questo paese c’è bisogno di evasione. E io, da vecchio mercante di sogni, riuscirò a far sognare la gente. Alla prima, quando ho visto il pubblico uscire con gli occhi gonfi e il sorriso ho capito di aver fatto centro. Quando lo spettacolo è bello, funziona sicuramente. Di Oscar ne avrebbe meritato anche qualcuno in più. Il talento però, in Italia, viene premiato cercando di non scontentare nessuno. E pensare che il teatro, così come l’arte, sono le uniche cose made in Italy, non provenienti dalla Cina. Possiamo solo esportarle, non farle fare a loro”

Ci parli dei personaggi

“Preferirei faceste le domande a loro. Posso parlare degli assenti. Giuliano Peparini (il regista) ha avuto consensi in tutto il mondo, è una garanzia. Di Incenzo ho già detto. Ma in realtà ho un’équipe d’élite, un cast davvero eccezionale.”

A proposito del cast, notiamo la presenza di Barbara Cola (nell’opera interpreta Lady Capuleti). Di lei si erano perse le tracce dopo un secondo posto a Sanremo al fianco di Gianni Morandi, vent’anni fa. Ora la riscoperta.

“Mi state chiedendo perché proprio lei? Beh, è perfetta per il ruolo. Ha una bellissima voce e presenza scenica. Non esiste una regola che vieta ai partecipanti del Festival di avere altre chance. Io vinsi un Sanremo (con Colpo di Fulmine, interpretata da Giò Di Tonno e Lola Ponce, era il 2008) ma in realtà il pubblico votò Esmeralda e Quasimodo (i due personaggi chiave di Notre Dame de Paris, interpretati proprio dai due artisti)”

Prendendo spunto di Sanremo, ci rivolgiamo a Giulia Luzi (Giulietta)

Ha poco più di vent’anni e già tanta carriera. Nonostante ciò ha dichiarato di voler partecipare al Festival. Ancora esiste il mito di Sanremo?

“Sarei ipocrita a dire che non mi piacerebbe e che non mi servirebbe partecipare al Festival di Sanremo. Credo sia un po’ il sogno di ogni artista e credo che mi consacrerebbe come cantante. Certo, dovrei trovare un pezzo giusto. Tra dieci anni vorrei essere in giro per il mondo a promuovere i miei dischi.”

Beh, in verità, ora il sogno di chiunque voglia affermarsi nel mondo dello spettacolo si riflette nei talent show. Lei, ad esempio, partecipa a un format (Tale e Quale, su RaiUno) dove oltre a mostrare validissime doti canori, è costretta anche a trasformarsi ogni settimana (anche e soprattutto fisicamente) in un personaggio diverso

“Quando ho fatto il provino per ‘Romeo e Giulietta’, avevo giurato a me stessa che, nel caso non mi avessero scelta, avrei fatto un’audizione per X Factor. Fortunatamente non ne ho avuto bisogno. Io non ho nulla contro i talent, anzi, stando diversi mesi in tv avrei già un pubblico pronto a sostenermi. Non è però solo positivo tutto questo. Penso a chi pur avendo delle peculiarità importanti, non ha opportunità perché una major non punta più sui talent scout che vanno in giro per l’Italia a cercare il talento ma va in tv a pescarli. Sui giovani si punta poco ed è sempre più difficile emergere. Bisogna però anche avere delle caratteristiche e delle doti particolari”.

Parliamo di Giulietta. Quanto riesce a calarsi nel personaggio?

“Interpretare Giulietta rappresenta una sfida ogni sera. Con lei ho in comune la determinazione, la testardaggine e anche un pizzico di romanticismo, in lei sicuramente più spiccato.”

Accanto a Giulietta troviamo Romeo, interpretato da Federico Marignetti. Lui è stato voluto fortemente proprio dal regista.

“Alla fine della mia esperienza in “Spring Awakening” mi è stato chiesto dalla produzione di “Romeo e Giulietta” se fossi stato interessato a fare un’audizione. Io ovviamente ho accettato, e dopo tre provini, a febbraio, ho debuttato a Istanbul. Ho saputo che un anno prima Giuliano Peparini e sua sorella Veronica erano venuti al Brancaccio di Roma proprio per vedermi!”

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In tre anni di tour “ROMEO E GIULIETTA. Ama e cambia il mondo” ha visitato 14 diverse città italiane per complessive 23 tappe e totalizzato oltre 800.000 spettatori in 274 repliche di cui 27 matinée dedicati alle scuole, di cui lo spettacolo detiene i record di rappresentazioni, suscitando un entusiasmo senza precedenti e svettando in cima alle classifiche di incassi. Anche il matinée del 16 ottobre, tredicesimo spettacolo romano dedicato alle scuole, è sold out.

ROMEO E GIULIETTA. Ama e cambia il mondo ha ricevuto grandi riconoscimenti in Italia e all’estero. Lo scorso 21 settembre lo spettacolo è stato protagonista indiscusso agli OSCAR DEL MUSICAL 2015 che si sono tenuti al Teatro Brancaccio, ricevendo ben 8 candidature e vincendo 4 premi: Migliori coreografie (Veronica Peparini), Migliori costumi (Frédéric Olivier), Miglior Spettacolo (David e Clemente Zard) e Spettacolo più votato dal web. Il musical è tratto dall’opera di William Shakespeare; musiche e libretto di Gérard Presgurvic, versione italiana di Vincenzo Incenzo, regia e direzione artistica di Giuliano Peparini; coreografie di Veronica Peparini; Scenografia di Barbara Mapelli; Costumi di Frédéric Olivier; Casting Director e Vocal Coach Paola Neri.

CAPITANI CORAGGIOSI – Il…varo!

Loro due, anzi quei due là (tanto per iniziare con le citazioni canore). Che hanno conosciuto gli anni d’oro della musica italiana, sono caduti nella polvere e si sono rialzati più forti di prima. I più amati da almeno quattro generazioni che si uniscono per una sera, e lo faranno ancora per almeno altre undici, e amalgamano le loro voci esperte in un mix perfetto. Tonalità diverse (Baglioni riesce ancora ad arrampicarsi sulle vette più alte del pentagramma), ma stessa unità d’intenti. Quella di far rivivere al pubblico tutte le emozioni di una carriera che sembra non finire mai. Anzi, che si rinnova costantemente. Morandi, re incontrastato dei social network ci sa fare con le nuove generazioni. L’artista di Montesacro…con tutte. Le tribunette (stranamente non gremtissime, diversi seggiolini vuoti specialmente in Tevere) impazziscono sin dal primo brano, quello che dà il titolo al tour (e conoscendo i due, a mille altre eventi) e lo faranno per tutte le tre ore di concerto. Parlavamo di voci, di tonalità, Ebbene, sono talmente in simbiosi che bisogna guardare il palco, ascoltare non basta, per capire chi dei due stia cantando un brano piuttosto che un altro. Scherzano sul palco, la loro rivalità non esiste. Le battute sulle mani di Morandi, sul naso di Baglioni:”Gianni, quel contrabasso tra le tue mani sembrava un violino” “Claudio, per asciugarti il naso le ho dovute usare entrambe le mie mani” o sulla leva militare:”Morandi è l’unica persona che ha fatto il militare per 15 anni!” (alludendo a tutti i musicarelli interpretati dall’eterno ragazzo di Monghidoro) “Baglioni ha fatto il militare per soli tre giorni ma aveva una relazione talmente solida con la ragazza dell’epoca al punto di farsi lasciare durante il periodo” (alludendo ai brani W l’Inghilterra e Porta Portese). C’è tutto in questa notte romana, anche l’omaggio al grande Umberto Bindi (Il nostro concerto, e qui Claudio si esalta avendo, una decina d’anni orsono, inciso il brano) e lo scambio di brani (Non sono degno di te cantata da Baglioni merita una menzione speciale). Le lacrime sulle note di Uno su mille e La vita è adesso, le gambe trepidanti sui seggiolini (solo una ragazza ha il coraggio e improvvisa un ballo scatenato) durante Andavo a cento all’ora e Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte. Il pubblico in tribuna è entusiasta ma composto. Molto meno quello del parterre, ma ampiamente giustificato quando i due scendono tra la gente. Tutti in piedi,al punto che i Capitani dopo aver più volte “minacciato” di tornare sul palco, lo fanno per davvero. Tutto perfetto, dunque. Qualora volessimo trovare un piccolo (ma insignificante) difetto potremmo parlare dello sfarzo eccessivo negli abiti (specialmente quelli di quattro coriste, voce splendida ma look da conigliette di Playboy). Il resto è “solo” musica leggera. E lo sappiamo tutti che peso ha. Quello che ti fa perdere la voce cantando a squarciagola ogni singolo pezzo. Altro che matusa!

Si replica…a oltranza, la nave è ormai salpata! Buon viaggio Capitani!

@100CentoGradi

Scaletta a cura di Sabrina Panfili in esclusiva per doremifasol.org e saltasullavita.com – Courtesy foto Fabio e Francesco

  • Ore 21.14 Salgono sul palco: Claudio Baglioni e Gianni Morandi. Cantano:Capitani Coraggiosi
  • Ore 21.18 Io sono qui – Baglioni/Morandi
  • Ore 21.23 Scende la pioggia- Morandi/Baglioni
  • Ore 21.27 Dagli il via – Baglioni/Morandi
  • Ore 21.33 Se perdo anche te – Morandi/Baglioni
  • Ore 21.36 Baglioni e Morandi si ringraziano scherzando per essere ospite uno del concerto dell’altro
  • Ore 21.38 Grazie perché – Morandi e le coriste con Claudio Baglioni al pianoforte
  • Ore 21.41 Con tutto l’amore che posso – Baglioni con le coriste
  • Ore 21.46 E adesso la pubblicità- Baglioni. Claudio si scatena sul palco
  • Ore 21.51 Banane e Lamponi – Morandi con Claudio Baglioni alla chitarra
  • Ore 21.55 Canzoni stonate – Morandi
  • Ore 21.57 Sabato pomeriggio – Morandi. Sullo sfondo la scenografia rappresenta la copertina di Sabato Pomeriggio realizzata con un gioco di luci
  • Ore 22.01 Se non avessi più te – Morandi/Baglioni
  • Ore 22.04 Un mondo d’amore – Baglioni/Morandi
  • Ore 22.08 La fisarmonica- Morandi con Claudio Baglioni al pianoforte
  • Ore 22.10 Solo – Baglioni al pianoforte e Morandi alla chitarra
  • Ore 22.12 Chimera – Morandi e Baglioni al pianoforte
  • Ore 22.13 Amore bello – Baglioni al pianoforte, Morandi alla chitarra
  • Ore 22.16 Morandi e Baglioni giocano sui propri difetti fisici: mani e naso
  • Ore 22.17 In ginocchio da te – Morandi alla chitarra e Baglioni al pianoforte
  • Ore 22.19 Q.p.g.a. – Baglioni/Morandi
  • Ore 22.25 Con Voi – Baglioni
  • Ore 22.30 Vita – Morandi
  • Ore 22.34 Strada facendo- Baglioni/Morandi
  • Ore 22.40 C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones – Morandi/Baglioni
  • Ore 22.45 Il nostro concerto- Baglioni/Morandi
  • Ore 22.50 E tu come stai – Baglioni/Morandi
  • Ore 22.54 Varietà – Baglioni/Morandi
  • Ore 22.58 Baglioni e Morandi spiegano il senso di Capitani Coraggiosi
  • Ore 23.01 Poster – Claudio Baglioni al pianoforte e Gianni Morandi al controbasso
  • Ore 23.06 In amore- Morandi e le coriste
  • Ore 23.10 Solo insieme saremo felici- Morandi e le coriste
  • Ore 23.14 Io me ne andrei- Baglioni/Morandi
  • Ore 23.19 I vecchi – Baglioni al pianoforte
  • Ore 23.24 Non son degno di te – Baglioni
  • Ore 23.28 Avrai – Baglioni/Morandi
  • Ore 23.33 E tu – Baglioni/Morandi
  • Ore 23.39 Medley: Signora Lia, Andavo a 100 all’ora, W l’Inghilterra, Fatti mandare dalla mamma, Porta Portese – Baglioni e Morandi scendono in platea tra il pubblico. Claudio Baglioni invita il pubblico a sedersi
  • Ore 23.51 Occhi di ragazza – Morandi/Baglioni
  • Ore 23.54 Via – Baglioni/Morandi
  • Ore 23.58 Bella signora – Morandi/Baglioni
  • Ore 00.02 Mille giorni di te e di me – Baglioni (Lievissimo incidente a Claudio Baglioni. Durante la canzone ha cominciato a perdere del sangue da un sopracciglio. Evidentemente un piccolo urto con la chitarra sul finale della canzone precedente. Alla fine della canzone ferita tamponata senza alcun problema. Lo segnaliamo per dovere di cronaca, ma incidente senza alcuna conseguenza reale.)
  • Ore 00.07 Uno su mille – Morandi
  • Ore 00.10 La vita è adesso- Baglioni/Morandi
  • Ore 00.17 Saluti finali sulle note di Capitani Coraggiosi

https://www.facebook.com/Claudio-Baglioni-Network-News-126307332998/timeline/

Antonello Venditti Live Stadio Olimpico Sabato 5 Settembre 2015 Tortuga Tour

Raccontare un concerto di Antonello Venditti per di più allo Stadio Olimpico di Roma è un esercizio non solo musicale ma anche politico, calcistico e sociale. Maggiormente negli ultimi anni, per merito (colpa?) del cantautore romano. Mancava all’appuntamento da 15 anni e ha dato tutto sia nei mesi precedenti (12 per l’esattezza, un anno intero) sia durante le tre ore di live dove per strafare ha dimenticato parole, è andato fuori tempo, ha usato la sua voce come base nelle canzoni del nuovo album. Visibilmente emozionato ha dato il via al concerto alle 21 esatte tornando indietro di ben ventiquattro anni con Raggio di Luna, pezzo d’apertura dei concerti dell’epoca. Poi ha tirato fuori dal cilindro brani indimenticabili (assenti da troppi anni in scaletta) come Peppino, Stella (legata agli eroi di Capaci) sino ad arrivare al brano migliore e più toccante di Tortuga. Sulle note di Non so dirti quando, le sue lacrime erano ben visibili mentre il maxischermo alle sue spalle mandava foto di suoi compagni, amici e colleghi scomparsi negli ultimi tempi: Lucio Dalla, Pino Daniele, Alessandro Centofanti.

Il pianoforte rosso, uno dei tanti simboli rimossi, rinnegati e poi tornati sul palco regalava Sotto il segno dei pesci, Bomba o non bomba, Sara finalmente riportate alle sonorità degli anni 70 insieme al suo gruppo storico Stradaperta. A differenza del suo sodale Francesco De Gregori, Venditti non stravolge mai le sue canzoni, anzi… Un bene per chi vuole cantare con lui, meno per chi volesse ascoltare un po’ di sperimentazione maggiore.

Briga, chi era costui? Il ragazzo di Amici tanto acclamato dalle ragazzine amanti del programma quanto poco dal pubblico presente ieri sera, ha cercato di interpretare Dalla pelle al cuore e nel finale, addirittura, Roma Capoccia. Si poteva evitare, tanto più che la sua voce era travolta da quella del protagonista. Scarso gradimento e pochi applausi per lui. Moltissimi invece per Biagio Antonacci, in formissima al fianco di Venditti nell’interpretazione di Che fantastica storia è la vita e Amici mai. Tonalità diverse ma molto affiatamento. Parlavamo prima del nuovo disco. Sull’ultimo singolo Ti amo inutilmente stenderemmo un pietoso velo. Ci anticipa Antonello quasi scusandosi dicendo:” E’ la più stupida canzone che abbia mai scritto, ma non si sempre si può dare il massimo”. La folla la balla lo stesso, facendo poca attenzione al testo. Meglio per tutti.

Manca il gran finale, quello che (non) ti aspetti da nessun cantante. Ma da Venditti sì. Il Grazie Roma con Dado, Carlo Verdone alla batteria, Simona Izzo – “oddio,c’è pure la mia ex moglie”- Ricky Tognazzi e… Massimo Ferrero (il patron della Sampdoria, ex curvarolo) che invita il pubblico a saltare improvvisando un:” Chi non salta della Lazio è”. Stupiti ci ritroviamo a saltare anche noi in prima fila e guardiamo tutto lo stadio alle nostre spalle fare lo stesso. Resta in tribuna solo Renato Zero. Venditti chiama a gran voce il pubblico del parterre a salire con lui sul palco, ma la sicurezza ci ferma dopo un principio di rissa scoppiata a un metro da chi vi scrive. Mentre lo stadio si svuota e i musicisti hanno riposto gli strumenti, Venditti torna sul palco. E’ il momento di Ricordati di me. Finisce sempre così, neanche stavolta è mancato uno dei pezzi più riusciti del suo repertorio. La fredda cronaca finisce qui. Ma non possiamo esimerci dal muovere una critica all’andamento del concerto, preparato troppo a parole e poco nei fatti. Capiamo l’emozione, il voler essere eternamente ggiovane (con due g, ovvio) il ritorno all’Olimpico, ma troppe cose si potevano evitare. Briga su tutte. Forse anche Dado (ripete se stesso da tanti, troppi anni). E forse (anzi sicuramente) bisognava rivedere il nuovo disco cercando di ricordare bene le parole. Una certezza: di Tortuga nei prossimi concerti romani non ci sarà traccia. Come è stato per tutti gli altri dischi, da vent’anni a questa parte.

@100CentoGradi

Le foto sono © @Rtl102.5 e @Ilaria Baisi

Lorenzo negli stadi Roma 12 07 2015

Un grande show per bambini di ogni età, dai 4 a 99 anni.

Questa la frase di Lorenzo per far accorrere il pubblico al suo spettacolo. Il più grande del…weekend. Non che ce ne fosse bisogno, in verità. Da tempo l’Olimpico era già soldout. Ogni poltrona e ogni pezzetto di prato erano occupati dagli Jovaboys, intenti a cantare, sulle note di Radio Soleluna (il privatissimo network attivo nei live) brani come “Triangolo” di Renato Zero, “Tutto il resto è noia” di Califano sino all’ovazione durante “Tanto pè cantà” di Manfredi. Il ragazzo fortunato sa bene come fare per allietare i fan durante l’attesa. Lui che ama frequentare l’ingenuità, che “ha salutato la gioventù per ritornare bambino”, che “si stupisce, si anima, si emoziona, si diverte, si eccita, si arrabbia, si rigenera, ama”

L’inizio è un vero e proprio film con Ornella Muti nella parte della Principessa Leila e Claudio Cecchetto (suo mentore da circa trent’anni) nel ruolo del dj radiofonico del futuro. Passato e futuro. Il presente lo viviamo giornalmente, stasera soprattutto. Qui, a Roma, ogni giorno più insopportabile (non solo per l’afa) ma al contempo meravigliosa. Ora che siamo qui, siamo davvero gli Immortali!   https://www.youtube.com/watch?v=hBoO0y8oPJo

Al termine del primo pezzo,entra in scena video anche Fiorello nei panni di un direttore d’orchestra super pazzo, con capelli alla Zichichi.

E Lorenzo non smette mai di ringraziare Roma (lui romano, alla soglia dei cinquanta…) forse un pò troppo ruffiano, se proprio volessimo trovare un difetto. Non ai livelli vendittiani comunque (Quanto sei bella Siena quann’è sera è fortunatamente inarrivabile…). Fa cantare davvero tutti, dimenticando i tempi da capo della banda e tuffandosi nei brani dal 93 in poi. Ma il clou arriva con le canzoni tratte dal nuovo disco. Pezzi come Sabato, Gli Immortali e soprattutto il singolo attualmente in radio L’estate addosso sono già dei cult e con molta difficoltà mancheranno nelle prossime sessioni autunnali. Il caldo è opprimente, ma il pubblico e tutta la band non sono affatto stanchi di regalare e regalarsi emozioni. Come quando, accendini in mano, lo stadio diventa un solo coro e una sola fiammella intonando Le tasche piene di sassi, deliziosa poesia dedicata alla madre.

Notte di dance e di rap, come nella celeberrima serenata, annunciata da un cameo di Carlo Conti e Saturnino (storico chitarrista di Jova). E poi, poi… A te, dedicata a chiunque e ancor prima Come musica con una menzione speciale per la moglie Francesca. Nessuno vorrebbe andar via, il fulmine (vero protagonista della serata) è lì e nessuno vorrebbe lasciarlo. A meno che lui non decidesse di portarci via con lui. Lorenzo lo sa fare. E Ti porto via con me è proprio la nostra richiesta. Ce ne andiamo con lui, felici, senza voce e (virtualmente) anche indossando il cappellino con visiera girata. Come sempre, quando ci congediamo da un concerto di Jovanotti che, non crescerà mai ma è un adorabile eterno Peter Pan, con la destrezza di Superman

@100CentoGradi

Cesare Cremonini Live “al buio”

Pochi invitati, pochissimi fortunati in fila davanti al Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma. L’evento privato Move your energy night organizzato dalla Peugeot è stato soprattutto uno spottone megagalattico alla famosa casa automobilistica. Un modello 308 rosso fiammante faceva bella mostra alla destra del palcoscenico. Per tutti l’accesso e i posti a sedere nella terrazza erano a partire della… sesta fila in poi. Ma non eravamo tutti invitati allo stesso modo? Ehm, no… In realtà le postazioni migliori erano esclusivamente riservate agli ospiti del marchio francese. Sin qui nessun problema. Le prime frizioni (in tutti i sensi) tra il pubblico e la security sono avvenute ai primi scatti fotografici. Assolutamente vietate le riprese audio/video (come ai concerti anni 80…). Gente controllata a vista e continuamente ripresa dai solerti vigilantes. Addirittura un drone (!) nel cielo spiava i furfanti videoamatori. Ma siamo stati ampiamente ripagati da una performance piano e voce di Cesare Cremonini, la vera guest star della serata (altro che cambi automatici). Tutti i pezzi più famosi, partendo da Figlio di un re fino ad arrivare a Logico passando per Marmellata#25 e Vieni a vedere perchè (tutte cantate in coro dal pubblico, redarguito anche in questa occasione).

La genialata più grande l’ha avuta proprio l’artista bolognese che, in un francese volutamente storpiato, ha preso in giro le file occupate dagli ospiti d’oltralpe. Il finale dei 45 minuti di concerto (troppo pochi, davvero troppo) sarebbe dovuto essere un augurio per gli astanti. Un buon viaggio come recita l’ultimo singolo. Cremonini invece, da gran signore, ha colto al volo i gesti di chiusura ricevuti dal retropalco dicendo :”Dobbiamo chiudere, adesso potete andare a ballare e a bere qualcosa magari un’altra… Greygoose”  E ha chiuso così l’esibizione, cantando il pezzo simbolo della scorsa estate. Impagabile!

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Il Volo @ Cavea Auditorium Parco Della Musica In Rome, Italy

Le note di un pianoforte. Una serata non propriamente estiva, con una mezza luna e il cielo limpido a far da cornice. L’Auditorium Parco della Musica è al limite della capienza. Sul palco questa sera ci sono tre star internazionali. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble hanno poco più di vent’anni ma già tanta dimestichezza con i principali palcoscenici del mondo. Sono i tre tenorini (per quanto tempo li chiameremo ancora così?) vincitori dell’ultimo Festival di Sanremo. Il pubblico composto perlopiù da attempate signore con nipotini al seguito (sia chiaro, detto senza offesa ma il pubblico è quello) che si sbracciano di continuo dalle tribunette, alla ricerca di calamitare l’attenzione dei tre. Ben più fortunato il pubblico della platea che, sfidando a più riprese la security, si alza e va sotto il palcoscenico ricevendo baci e selfie. Il trio, ha fatto breccia nei cuori di tutti quelli che amano la tradizione canora, quella dei vecchi festival, quella di un’Italia pre boom economico (sempre ci sia mai stato). Il loro repertorio spazia da Canzone per te (mirabile la loro esecuzione dello splendido pezzo di Sergio Endrigo) a Piove di Modugno passando per Un amore così grande (riportata ai vecchi fasti dai Negramaro in occasione dell’indecorosa prestazione della nostra Nazionali agli ultimi Mondiali di calcio). Spazio per l’opera? Certo! Ma anche per Unchained Melody (tema portante di Ghost) e addirittura per Beautiful day degli U2, il brano più recente in scaletta. Nel mezzo della serata, omaggi a Frank Sinatra, Elvis Presley e (vivaddio) a Pino Daniele. In platea moglie e figlio del cantante partenopeo, forse il momento più toccante della serata, con i virtuosismi al sassofono di Stefano di Battista. I tre tenori(…ni) tra un brano e l’altro, trovano anche il modo di dar vita ad alcune scenette. Hanno pur sempre vent’anni. Tutti in piedi per O Sole Mio (qui si sente l’anima vera de Il Volo) e per il gran finale con Grande Amore. Cosa rimane dopo una serata del genere? I ragazzi hanno talento da vendere, è indubbio (anche se all’Eurovision sono giunti “solamente” terzi), la gente li adora. E la loro fortuna è che sono gli stessi fruitori di dischi, L’età di mezzo non acquista più il supporto fisico. Figuriamoci i giovani. La testimonianza più grande? Una ragazza seduta la fila accanto alla nostra, intima ai suoi vicini di posto il silenzio più assoluto poco prima dell’esecuzione del brano sanremese. Motivo? Presto spiegato :”Devo registrare la canzone, che senso ha comprarla?”. Piccoli già vecchi. Non si sentivano affermazioni di questo tipo dall’epoca dei magnetofoni. I nostri nonni, se fossero ancora in vita, avrebbero sentito un brivido di nostalgia correre lungo la schiena. Il Volo replica per altre due serate, sempre in Cavea. Sempre soldout.

La Cantantessa torna e canta solamente (La Feltrinelli, Roma Venerdì 23 Gennaio 2015)

Piacevole sorpresa oggi pomeriggio alla presentazione del nuovo lavoro discografico dell’artista etnea. A La Feltrinelli abbiamo ascoltato musica, solo musica, musica e basta. Niente parole, quelle le avevamo già sentite e raccontate giorni fa. A Milano c’erano giornalisti… Oggi solo tanti ammiratori (la folla veniva contenuta a stento dagli uomini della security). Carmen, imbracciato la chitarra ha eseguito quattro pezzi tratti dal suo ultimo disco e ha chiosato con Parole di burro. Il pubblico, estasiato, recitava a memoria ogni brano di ogni canzone. E dire che l’album è nei negozi da soli tre giorni. C’è voglia e necessità di buona musica, specialmente prima dell’ondata sanremese che, inevitabilmente, ci travolgerà. La voce della Consoli matura con il passare degli anni. Ora anche il suo falsetto risulta  più deciso. E la sua pazienza nel firmare centinaia di copie scambiando una parola con tutti, la rende anche molto semplice come solo le grandi artiste sanno essere.