TZN European Tour 2015

Una gelida serata romana scandita dalla pioggia, un periodo storico da incubo per i noti fatti parigini. La psicosi, la paura a farla da padrone. Questo il clima che si respirava ieri sera davanti ai cancelli del PalaLottomatica per la seconda (e ultima) tappa romana del tour invernale di Tiziano Ferro. Sguardi attoniti, poca fila all’ingresso nonostante il soldout al botteghino. E prefiltraggi infiniti prima di accedere al PalaEur (per i romani continuerà sempre a chiamarsi così, in modo molto famigliare). La paura non deve vincere ma vallo a spiegare ai ragazzi! Tiziano ci prova da subito con un video messaggio e ripeterà il concetto numerose volte durante la serata. Più di mille persone, parole sue e dati alla mano, non si sono presentate alla prima serata (sabato) pur avendo acquistato il biglietto. In questo periodo suonare e far divertire il pubblico è quanto più difficile possa esserci. Ma il cantante di Latina non parte sconfitto. Anzi! Ha preparato per i suoi fan una scaletta composta rigorosamente di hit. Tutti i suoi singoli senza sosta in due ore di puro spettacolo. Non c’è spazio per i brani “minori”. Parte subito con Xdono poi La differenza tra me e te, Sere nere… Lui non si risparmia (anche se appare leggermente più “ingessato” rispetto alle tappe precedenti). Riesce a sciogliersi con Il Vento (in alta rotazione radiofonica) e da lì è un crescendo. Presentatosi elegantissimo, smoking nero d’ordinanza, cambierà altre quattro volte gli abiti per concludere in t shirt e jeans. Tra il pubblico la voglia di normalità è testimoniata dai selfie di ragazzine e genitori (mai come questa volta tanti “accompagnatori”). E’ un segno dei tempi o solo l’ennesima testimonianza di paura? Sarà il tempo a dirlo. A un passo da noi Massimo Ferrero (patron della Sampdoria, immancabile), snobbato dai più. Dopo L’ultima notte al mondo e con il pubblico finalmente festante, Ferro intona Per dirti Ciao!, Alla mia età, La fine (da sempre, chissà perché, la più amata). Il bis è per Lo stadio, Non me lo so spiegare e Incanto. Sulle note di questo pezzo, Tiziano, telefonino alla mano, gira per il palco inquadrandosi e facendo salire alle stelle i decibel dell’impianto romano, la cui acustica (da sempre mediocre) è sembrata finalmente dignitosa. Merito dei fonici intenti a lavorare, osservati estasiati da due fidanzati più interessati a loro che al palco… Due ore soltanto, è vero, scaletta rispettata alla… nota. Ma per tornare a respirare un minimo di normalità non potevamo aspettarci di più. La paura, nonostante i larghi spazi vuoti, non vincerà.

 

in battere e… LEVANTE

http://www.vevo.com/watch/ITB261500759

Un monologo ad aprire la scena. Ed è subito Abbi cura di te. In ritardo (più che giustificato) ma lei si fa perdonare. Rivederla a Roma fa bene agli occhi e alle orecchie. La prima tappa del tour di Levante è al Teatro Quirinetta di Roma, in una serata di inizio autunno. La cantante siculo-torinese sempre più scatenata sul palco non si risparmia proprio mai. Niente la abbatte, neanche i disturbi alla strumentazione. Ha il cuore tra il pubblico. Lo regala a loro, a tutti quelli che sono corsi in massa a vederla. Due anni dal primo live, si presenta più matura (non che prima non lo fosse) e più spensierata. Ma riesce anche a commuoversi. Lacrime vere quelle che sgorgano dai suoi occhi durante la toccante Finché morte non ci separi (terzo toccante singolo), come reali sono quelle tra i ragazzi sotto al palco durante Ciao per sempre. In tutto i brani cantati saranno ventuno. Scaletta rispettata. La più apprezzata e richiesta? Senza zucchero, non a caso scelta come apertura dei bis. A fine concerto, ospiti del backstage, abbiamo scambiato con Claudia (il suo vero nome) qualche battuta a caldo (è proprio il caso di dirlo).

Mai come stasera i problemi tecnici hanno cercato di rovinare tutto. A differenza di altri cantanti però non si nota astio tra lei e lo staff. Finzione o realtà?

I tecnici sono la parte fondamentale di questo lavoro, oserei dire gli angeli custodi. Cerco sempre di non perdere il controllo con loro. Il mio modo per far capire che ci sono problemi è dichiararlo apertamente al microfono, magari cambiando strofa a un pezzo per farlo notare. Stasera ho dovuto abbandonare anche gli ear monitor e ho cantato anche a cappella perché non riuscivo a sentire gli strumenti, Ma ce l’ho fatta!

Con tutte le poesie d’amore raccontate in questi due dischi si potrebbe scrivere un libro. Alfonso (il tormentone dell’estate 2013) sembra essere un brano con poca attinenza agli altri

Alfonso è stata scritta in un momento nel quale non sapevo cosa ne sarebbe stato della mia carriera. Le avevo provate tutte, ma non ero riuscita ad avere visibilità. La festa raccontata nel pezzo è chiaramente una metafora. Non era il mio luogo, non era quello che volevo. Un momento di frustrazione. Ma fa parte di me. Io sono quella arrabbiata, aggressiva (come in Duri come me, ad esempio) ma anche quella dolce e timida.

Due anni fa, di questi tempi, l’esordio a Roma con Le feste di Alfonso. Ancora non era stato pubblicato nessun album. La canzone sulla quale puntava maggiormente era Cuori d’artificio. Stasera era relegata a fine scaletta.

Quest’anno ho fatto fatica a cantarla aldilà della stanchezza. Le voglio bene ma ora sono in uno step successivo. Guardo al futuro. E prima o poi sarò costretta ad allontanarmi da qualche brano. Resta chiaro che sono legatissima ad entrambi i dischi fatti. Mi hanno dato tantissime soddisfazioni.

Il brano al quale non Levante non rinuncerà mai?

Ad Alfonso devo voler bene per forza, grazie a lui i sacrifici mi sono stati restituiti sotto forma di carezze.

Nel ringraziarla pensiamo alla notte che ci aspetta. Si dormirà un’ora in più. Forse Levante ha scelto la data apposta per permetterci di sognare maggiormente.

@100CentoGradi