La Cantantessa torna e canta solamente (La Feltrinelli, Roma Venerdì 23 Gennaio 2015)

Piacevole sorpresa oggi pomeriggio alla presentazione del nuovo lavoro discografico dell’artista etnea. A La Feltrinelli abbiamo ascoltato musica, solo musica, musica e basta. Niente parole, quelle le avevamo già sentite e raccontate giorni fa. A Milano c’erano giornalisti… Oggi solo tanti ammiratori (la folla veniva contenuta a stento dagli uomini della security). Carmen, imbracciato la chitarra ha eseguito quattro pezzi tratti dal suo ultimo disco e ha chiosato con Parole di burro. Il pubblico, estasiato, recitava a memoria ogni brano di ogni canzone. E dire che l’album è nei negozi da soli tre giorni. C’è voglia e necessità di buona musica, specialmente prima dell’ondata sanremese che, inevitabilmente, ci travolgerà. La voce della Consoli matura con il passare degli anni. Ora anche il suo falsetto risulta  più deciso. E la sua pazienza nel firmare centinaia di copie scambiando una parola con tutti, la rende anche molto semplice come solo le grandi artiste sanno essere.

Sanremo 2015 Le Canzoni in Anteprima

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Tutto cambia affinché nulla cambi. Ma quale pop? Ma quale modernità radiofonica? Al primo ascolto dei pezzi (venti!) sanremesi, non rimaniamo per nulla estasiati. Il Festival è di un piattume generale. Non aiutano i nomi, è vero. Ma se anche loro, perlopiù vecchie glorie e reduci da talent, lasciano a desiderare, Sanremo parte in salita. Ci hanno vietato di trascrivere o citare pezzi di canzoni. Caro Conti, non abbia timore. Abbiamo troppo rispetto di chi legge!

Troppo amore, troppi sentimentalismi, troppo miele. Nessun riferimento alla situazione di un Paese ormai alla deriva, nessun richiamo. Siamo rimasti piacevolmente ammaliati da Malika Ayane, colpiti dal blues di Nina Zilli e dal rock di Irene Grandi. Tutto qui. Gli altri diciassette pezzi sono passati senza lasciare traccia alcuna nelle nostre teste. Anche Nesli e il fresco vincitore di X Factor Lorenzo Fragola hanno un effetto soporifero. Per non parlare di Moreno. Con lui non si dorme solo perché canta (?!?) il rap. Abbiamo provato a stilare una classifica man mano che ascoltavamo i brani. Il voto va alla canzone ascoltata solo una volta. Sperando di migliorare il giudizio tra pochi giorni. Si parte alle 11:30 in punto quando Conti annuncia tre comici sul palco dell’Ariston. Alessandro Siani, Angelo Pintus e Luca & Paolo. Poi spazio alla musica

1) Mauro Coruzzi & Grazia Di Michele 4

2) Bianca Atzei 5

3) Dear Jack 4

4) Anna Tatangelo 3–

5) Raf 5

6) Alex Britti 6

7) Irene Grandi 6,5

8) Lara Fabian 2

9) Marco Masini 5

10) Chiara Galiazzo 6

11) Il Volo 0

12) Gianluca Grignani 4

13) Biggio e Mandelli 5

14) Lorenzo Fragola 4,5

15) Malika Ayane 7

16) Nesli 5

17) Nina Zilli 6

18) Moreno 4

19) Annalisa Scarrone 5,5

20) Nek 5

Sarà dura.

Italiano medio

Applausi da parte della stragrande maggioranza dei colleghi alla presentazione del film di Maccio Capotonda. Una ventata di novità, un film geniale, risate a crepapelle (una giornalista della quale omettiamo il nome dirà testuali parole:”Non avevo mai riso così tanto alla prima di un film, il cinema italiano di solito fa piangere”). Abbiamo sentito questo e visto molto di più. Selfie di attempati cronisti, autografi chiesti per figli e nipoti (ma il nome scritto sui fogli era il loro…). Siamo sinceri. Se il livello del nuovo cinema italiano fosse davvero questo avremmo sbagliato mestiere. Non lo è e tiriamo un sospiro di sollievo. È vero:la pellicola non è un deja vu. Strizza l’occhio ai Soliti Idioti. In realtà è una trasposizione del programma di MTV sul grande schermo. Per chi ama il genere è il Paradiso. Il nostro paese è pieno. Per volontà di chi scrive non raccontiamo trama e personaggi. Andate al cinema e rendetevi conto chi è l’italiano medio.

CORRI RAGAZZO CORRI

Jurek ha nove anni quando, per salvarsi dal rastrellamento nazista, fugge dal ghetto di Varsavia. Costretto a separarsi dalla famiglia, vivrà gli anni della seconda guerra mondiale chiedendo ospitalità nei villaggi (contraccambiando con manodopera) dormendo sugli alberi, cacciando per sopravvivere. Avrà al suo fianco tanta gente. Tanta altra sarà pronto a tradirlo. La vita per lui, ragazzino ebreo, non sarà facile. Conoscerà presto le sue atrocità.

Il film è del 2013 e torna nelle sale in occasione della Giornata della Memoria. Dal 26 al 28 Gennaio tutti avranno occasione di assistere a un vero gioiello, tratto dal libro del più importante scrittore israeliano per ragazzi. Libro vincitore di molti premi, film toccante che racconta come, tra tanta solitudine, tra tanti bambini rimasti orfani, ce n’è sempre uno che non si lascia piegare. La forza della vita è davvero più forte di tutto.

Incontro con la Cantantessa

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L’invito non lasciava spazio a dubbi. Negli storici studi fotografici Circus, la cantantessa ci aspettava per presentare il nuovo disco. Preoccupati dal bluemonday? Ma no! Ansiosi, piuttosto, di ascoltare la voce dell’arttista catanese. E lei, salita in silenzio sulle tavole degli studi milanesi, maglietta rossa e giacchina nera con strasse, con la sua chitarra acustica ha deliziato l’udito di noi giornalisti (e da oggi quello di tutti i fruitori di musica liquida e non). Prima tutti i pezzi, poi le parole. Intelligenti. Come quando ci ha detto che, da Elettra in poi, ha preferito fare la mamma a tempo pieno “di un masculo” invece di dedicarsi allo showbiz e alla produzione. Non per mancanza di idee (lei non ha di questi problemi) ma piuttosto per ritagliarsi cinque anni da “persona comune”.

“Sono diventata una cronista verista. Ora non racconto più singole storie, cerco di metterle in un contesto storico”

Lo fa, ad esempio ne La signora del quinto piano (si parla del femminicidio) e in Ottobre (uno dei brani migliori del lavoro) dove si narra l’amore omosessuale degli anni cinquanta in una Sicilia ancora troppo bigotta (come tutta l’Italia) per poter solo lontanamente immaginare una coppia diversa. Si parla anche di mafia. Ancora.

“Nel disco troviamo la storia di Catania, della sua evoluzione nel corso degli anni, del…pescivendolo Orazio. Nel disco non ci sono vincitori, nenche vinti. Ci sono dei percorsi che porteranno comunque alla vittoria. Almeno mi pisce pensare possa essere così”

La ritroveremo venerdì pomeriggio nel firmacopie a La Feltrinelli di Roma (ieri era a Milano). E lì saranno i fan a cantare e a chiedere di più a Carmen Consoli.

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Sei mai stata sulla luna?

Beato te contadino! La storia di Guia (Liz Solari) donna in carriera abituata al lusso (viaggi in jet privato e affini) catapultata nella realtà del Sud Italia dopo aver ereditato un vecchio podere. Quella di Raoul Bova, contadino vedovo con figlio a carico e abitante abusivo del podere stesso. La vita di un tranquillo centro pugliese sconvolta dall’arrivo della bella franco-milanese di turno. Ci si conosce tutti. Il ritrovo è nella piazza del paese. Tra galli e mucche si cerca di far ridere. Rubini su tutti. La trama, in verità, non sarebbe neanche malvagia. Ma abbiamo visto già tanto sulla stessa falsa riga. Troppo. Solfrizzi anni fa fece perdere la testa (cinematograficamente parlando) a Belen Rodriguez. Ora ci prova con Sabrina Impacciatore. Bova recita la parte del duro e puro verso il gentil sesso da molti anni, da quando smise i panni di Ultimo. Sermonti, quella di un arido marito svagato. Marcorè  è il cugino della protagonista (anch’egli ospite abusivo) ma fa il suo mestiere egregiamente:fa ridere!

Come finirà la storia? Lo volete proprio sapere? Beh…con una bella canzone di Francesco De Gregori. Bella? Diciamo gradevole. Scritta appositamente per il film, porta il suo nome. Non vale il prezzo del biglietto. Anche con l’amore in prospettiva…

ITALO Il cane adottato dal popolo

È un film per bambini, speriamo con tutto il cuore che questa pellicola convinca i genitori a portare i loro figli al cinema

Così il cast di Italo, al termine della proiezione al cinema The Space Moderno.

Una storia vera, ambientata a Scicli (un paesino del ragusano) dove nel 2006 fece la sua comparsa un cane di grossa taglia sporco e affamato.

Dapprima mal visto da tutti, Italo (questo il nome) diventerà una vera e propria mascotte partecipando a tutte le funzioni religiose, alle sagre e un vero angelo custode dei bambini del luogo e di una ragazza, salvata da una sicura violenza. Da quella sera, tutte le notti, il meticcio andrà a prendere la ragazza alle 2 per accompagnarla a casa.

Non avrà il fiuto dell’addestratissimo commissario Rex ( e d’altronde Bocci che interpreta il sindaco di Scicli non è Capparoni), non farà consumare tonnellate di fazzoletti come Hachikō (il film di Richard Gere) ma la trama scorre via veloce tra qualche lacrimuccia e pochi colpi di scena. Era impossibile aspettarseli, vista la veridicità della pellicola. Non facciamo gli spoiler se vi annunciamo la scomparsa del bellissimo labrador alla fine del film. Non ci aspettavamo un finale del genere anche nella “finzione”.

Come non ci aspettavamo di dover trasferirci in massa dalla sala all’Hotel Bernini dove (a fare gli onori di casa, pardon di…albergo) c’era proprio lui Tomak (nella realtà cinematografica il cane si chiama così) pronto a farsi coccolare da colleghi e maggiordomi. Un vero cucciolo nonostante la mole…

L’ultima parola spetta alla regista Alessia Scarso : «Abbiamo vissuto ogni giorno di riprese con la paura di non farcela, ma il cast ha sempre avuto una grande unità. Nel film ho cercato di raccontare le abitudini di un intero paese che dapprima subisce l’incontro con questo randagio, facendolo assurgere poi a proprio simbolo».

Le parole finali della voce narrante (il siciliano Leo Gullotta) sono la vera morale della produzione:

“Ora tutti sanno come un semplice cane può diventare un grande esempio di umanità”