Torno indietro e cambio vita

I Vanzina ci riprovano. Finita (per sempre?) l’era dei cinepanettoni, provano, per la terza volta, l’ebbrezza del…cinecocomero. In occasione della conferenza stampa della 61° edizione del Taormina Film Fest, è stato presentato Torno indietro e cambio vita, film fuori concorso (anteprima il 14 giugno).
Una pellicola che strizza l’occhio nell’ordine a: Non ci resta che piangere, Notte prima degli esami, Immaturi. Senza scomodare Ritorno al futuro.
Marco (Raoul Bova) a 42 anni ha una vita perfetta: una bella famiglia e un ottimo lavoro. Ma un giorno, sua moglie Giulia (Giulia Michelini), con la quale sta insieme da quasi 25 anni, gli confessa che ha un altro uomo e vuole la separazione. Costretto ad andarsene di casa e a rivedere tutta la sua vita, confida a Claudio (Ricky Memphis)  di tornare indietro nel tempo. Eccoli catapultati, improvvisamente, nel 1990. Loro mantenendo la stessa età, tutti gli altri (compagni di scuola, amici e genitori) rimasti nello scorso millennio. Il vero scopo per il protagonista è quello di non risposare Giulia. Le varie gag sono divertenti e poco impegnative.
Il migliore del cast? Max Tortora, una spanna sopra gli altri.

Si può vedere, per sorridere un po’.

La Scelta

 

Michele Placido ci riprova. Undici anni dopo Ovunque Sei, fischiato sonoramente alla Mostra del Cinema di Venezia, torna a dirigere un film tratto da una commedia di Luigi Pirandello. Con risultati imbarazzanti. Giusto per non essere troppo cattivi. Nel 2004 si ispirò alla brave commedia All’uscita, oggi il “capolavoro” è tratto da L’innesto (1919).

Ho tentato di essere quanto più fedele possibile alla matrice pirandelliana ma adeguandola all’oggi e al linguaggio cinematografico

Così l’attore e il regista di Ascoli Satriano. La storia, girata a Bisceglie, vede protagonisti Giorgio e Laura (Bova e la Angiolini) coppia solare e aperta ma senza figli (seppur cercati) all’improvviso catapultata in un dramma. Lei viene violentata e scopre di essere incinta. Giorgio va su tutte le furie mettendo anche in dubbio la veridicità del racconto della moglie, accusandola quasi di aver cercato la violenza (…). Lei vuole a tutti i costi il bambino e sembra quasi non aver subito lo stupro. In realtà il momento non viene ripreso dalle cineprese. Solo una mano nei vicoli pugliesi appare afferrare Laura. E la sua disperata voglia di non denunciare nulla appare discutibile anche al maresciallo dei Carabinieri (Placido, appunto). Nel mezzo tante domande…

1) Perché Bova e Ambra dialogano sempre di spalle e si guardano negli occhi (peraltro al buio) solo a letto?

2) Perché la sorella di Ambra (l’insipida Valeria Solarino) convive con marito, amante e due bambini?

3) Perché Placido dopo aver fatto da papà ai due attori (nel cast di Viva l’Italia) ha voluto farli incontrare rischiando un odioso e inutile incesto cinematografico?

4) Perché Ambra urla ancora con isteria in stile Non è la Rai, dopo aver girato film con Ozpetek e la Comencini?

Ma soprattutto: Che razza di film è?

Sei mai stata sulla luna?

Beato te contadino! La storia di Guia (Liz Solari) donna in carriera abituata al lusso (viaggi in jet privato e affini) catapultata nella realtà del Sud Italia dopo aver ereditato un vecchio podere. Quella di Raoul Bova, contadino vedovo con figlio a carico e abitante abusivo del podere stesso. La vita di un tranquillo centro pugliese sconvolta dall’arrivo della bella franco-milanese di turno. Ci si conosce tutti. Il ritrovo è nella piazza del paese. Tra galli e mucche si cerca di far ridere. Rubini su tutti. La trama, in verità, non sarebbe neanche malvagia. Ma abbiamo visto già tanto sulla stessa falsa riga. Troppo. Solfrizzi anni fa fece perdere la testa (cinematograficamente parlando) a Belen Rodriguez. Ora ci prova con Sabrina Impacciatore. Bova recita la parte del duro e puro verso il gentil sesso da molti anni, da quando smise i panni di Ultimo. Sermonti, quella di un arido marito svagato. Marcorè  è il cugino della protagonista (anch’egli ospite abusivo) ma fa il suo mestiere egregiamente:fa ridere!

Come finirà la storia? Lo volete proprio sapere? Beh…con una bella canzone di Francesco De Gregori. Bella? Diciamo gradevole. Scritta appositamente per il film, porta il suo nome. Non vale il prezzo del biglietto. Anche con l’amore in prospettiva…