COLOR YOUR LIFE AGOSTO 2015

Una nuova avventura, una nuova meravigliosa esperienza. E’ quella che mi attende qui al Color Campus di Loano dove si svolgono, in estate, i percorsi di formazione e orientamento d’eccellenza.

I giovani, compresi fra i 13 e i 18 anni, cioè, dalla 3a classe della Scuola secondaria di primo grado fino alla 5a classe di tutti gli Istituti Superiori e dei Centri di Formazione Professionale, accedono ai moduli estivi della durata di 10 giorni, completamente gratuiti, partecipando ai bandi promossi dalla Fondazione.

Stamattina sono arrivati i “miei” 35 ragazzi. Dopo la consegna delle magliette e il saluto ufficiale di William Salice, fondatore e ideatore del progetto Color your life, siamo pronti per le presentazioni ufficiali.

Ogni ragazza, ogni ragazzo si presenta dopo il suono della campanella che sancisce l’inizio e la fine degli incontri, le pause pranzo e cena, colazione e merenda

Il ColorCampus è situato presso i Chiostri di Sant’Agostino, nell’ex convento. Un posto meraviglioso.

Il motto? Qui sognare è lecito, anzi…obbligatorio!!!

William Salice e la prof.Renata Crotti hanno appena presentato il corso ai genitori dei ragazzi. Salice,una vita tra e per i ragazzi, è l’inventore delle sorprese contenute negli storici ovetti Kinder. Per anni è stato il braccio destro di Michele Ferrero, proprietario dell’omonimo gruppo, recentemente scomparso

Ed ecco i “miei” fantastici ragazzi!

In attesa della prima lezione…

I ragazzi si presentano: divisi in coppie casuali, ognuno racconta l’altro attraverso disegni fatti su un foglio. E’ il gioco delle maschere.

Da dove vengono e dove vanno, sogni e passioni, l’amore per gli animali e per la musica, la scrittura e l’arte… Sono pieni di vita!

La mia prima lezione-incontro con i ragazzi

Ora è il momento di comporre i gruppi di lavoro!

Prima di cena si chiacchiera un pò: chi ha voglia di ascoltare ascolta. Chi ha voglia di parlare ha tutta la platea per sé.

Alle 20: tutti a tavola. Nella mensa comune, dopo il suono della campanella. E c’è chi suona la chitarra.

Eccoci a tavola!

Ringraziamo http://www.coloryourlife.it per gli articoli seguenti

http://coloryourlife.it/altri-35-color-entrano-al-colorcampus-la-giornalista-orietta-cicchinelli-grande-amica-della-fondazione-sara-la-coloresperta-speciale/

Miss Roma 2015-L’anteprima

Passerella per la fascia di Miss Roma 2015 stamane alle 11,30 al Teatro Centrale dove sono state presentate le aspiranti Miss. Dodici bellezze in passerella, ognuna con il suo sogno. Dodici ragazze semplici, eleganti e giovanissime. Tra loro anche una mamma, Claudia Guidi, diplomata al liceo classico, con bimbo di venti mesi (il piccolo Edoardo). Fisioterapista, romana, alta 1,80 m., capelli castani ed occhi celesti, Claudia rappresenta l’apertura alle ragazze over 25 voluta nella scorsa edizione da Patrizia Mirigliani, presente anche lei alla selezione odierna. Da più di vent’anni, invece, la manifestazione nazionale accetta mamme e donne sposate. Lontani i tempi della squalifica a Mirka Viola (era il 1987…)

Il concorso è nell’ambito delle finali regionali che precedono il più celebre Miss Italia giunto alla sua 76ma edizione. A fare gli onori di casa, oltre alla lady Mirigliani, Margherita Praticò e Stefano Raucci di Radio Radio.

L’elezione di Miss Roma 2015 si terrà giovedì 16 luglio alle 22, sempre al Centrale

 

 

 

Lorenzo negli stadi Roma 12 07 2015

Un grande show per bambini di ogni età, dai 4 a 99 anni.

Questa la frase di Lorenzo per far accorrere il pubblico al suo spettacolo. Il più grande del…weekend. Non che ce ne fosse bisogno, in verità. Da tempo l’Olimpico era già soldout. Ogni poltrona e ogni pezzetto di prato erano occupati dagli Jovaboys, intenti a cantare, sulle note di Radio Soleluna (il privatissimo network attivo nei live) brani come “Triangolo” di Renato Zero, “Tutto il resto è noia” di Califano sino all’ovazione durante “Tanto pè cantà” di Manfredi. Il ragazzo fortunato sa bene come fare per allietare i fan durante l’attesa. Lui che ama frequentare l’ingenuità, che “ha salutato la gioventù per ritornare bambino”, che “si stupisce, si anima, si emoziona, si diverte, si eccita, si arrabbia, si rigenera, ama”

L’inizio è un vero e proprio film con Ornella Muti nella parte della Principessa Leila e Claudio Cecchetto (suo mentore da circa trent’anni) nel ruolo del dj radiofonico del futuro. Passato e futuro. Il presente lo viviamo giornalmente, stasera soprattutto. Qui, a Roma, ogni giorno più insopportabile (non solo per l’afa) ma al contempo meravigliosa. Ora che siamo qui, siamo davvero gli Immortali!   https://www.youtube.com/watch?v=hBoO0y8oPJo

Al termine del primo pezzo,entra in scena video anche Fiorello nei panni di un direttore d’orchestra super pazzo, con capelli alla Zichichi.

E Lorenzo non smette mai di ringraziare Roma (lui romano, alla soglia dei cinquanta…) forse un pò troppo ruffiano, se proprio volessimo trovare un difetto. Non ai livelli vendittiani comunque (Quanto sei bella Siena quann’è sera è fortunatamente inarrivabile…). Fa cantare davvero tutti, dimenticando i tempi da capo della banda e tuffandosi nei brani dal 93 in poi. Ma il clou arriva con le canzoni tratte dal nuovo disco. Pezzi come Sabato, Gli Immortali e soprattutto il singolo attualmente in radio L’estate addosso sono già dei cult e con molta difficoltà mancheranno nelle prossime sessioni autunnali. Il caldo è opprimente, ma il pubblico e tutta la band non sono affatto stanchi di regalare e regalarsi emozioni. Come quando, accendini in mano, lo stadio diventa un solo coro e una sola fiammella intonando Le tasche piene di sassi, deliziosa poesia dedicata alla madre.

Notte di dance e di rap, come nella celeberrima serenata, annunciata da un cameo di Carlo Conti e Saturnino (storico chitarrista di Jova). E poi, poi… A te, dedicata a chiunque e ancor prima Come musica con una menzione speciale per la moglie Francesca. Nessuno vorrebbe andar via, il fulmine (vero protagonista della serata) è lì e nessuno vorrebbe lasciarlo. A meno che lui non decidesse di portarci via con lui. Lorenzo lo sa fare. E Ti porto via con me è proprio la nostra richiesta. Ce ne andiamo con lui, felici, senza voce e (virtualmente) anche indossando il cappellino con visiera girata. Come sempre, quando ci congediamo da un concerto di Jovanotti che, non crescerà mai ma è un adorabile eterno Peter Pan, con la destrezza di Superman

@100CentoGradi

Anteprima del Premio Sinbad

ROMA. «No, non è l’anti-Strega». Ci tiene a sottolinearlo Ginevra Bompiani di Nottetempo. Si chiama Premio Sinbad, Città di Bari e il comitato promotore è composto da Elliot, Minimum fax, la stessa Nottetempo, la Nuova frontiera, Odei (Osservatorio degli Editori Indipendenti), Comune di Bari e Regione Puglia (che finanzia l’iniziativa).
Per gli editori indipendenti la via che porta alla ribalta dei grandi premi nazionali sta diventando sempre più ostica e tortuosa. La prerogativa del premio è la trasparenza; sono previste, infatti, votazioni pubbliche in grado di evitare manovre e accordi tra editori. Due sono le categorie: italiani e stranieri.
«La prima selezione viene fatta da tre librerie, tre biblioteche, tre blog letterari, tre circoli di lettura. Questi individuano una ventina di titoli, da cui una giuria di cinque esperti per gli italiani, cinque per gli stranieri, sceglie le due terne. Ogni giurato dichiarerà per chi e perché vota». La serata finale, a Bari, nel corso del Festival Internazionale degli editori indipendenti (dal 20 al 22 novembre), ove la giuria discuterà dei sei candidati e sceglierà il vincitore. Giuria e comitato tecnico cambieranno tutti gli anni e gli editori che ne faranno parte non potranno presentare libri.

A margine della conferenza stampa, avvenuta stamane nella sede romana della Regione Puglia, c’è stato spazio anche per l’intervento del neo presidente Michele Emiliano, reduce da un incontro con il Presidente della Repubblica. Le sue parole: «La Puglia, come la Sicilia (terra natia di Mattarella), sono due regioni attentissime alla cultura, ma con pochi palloni giocabili (testuale…) per mettersi in mostra. Il premio Sinbad – il nome mi ricorda il marinaio di Le mille e una notte – sarà una prestigiosissima vetrina».

Il sito, online da stamane, è http://www.premiosinbad.it

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Cesare Cremonini Live “al buio”

Pochi invitati, pochissimi fortunati in fila davanti al Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma. L’evento privato Move your energy night organizzato dalla Peugeot è stato soprattutto uno spottone megagalattico alla famosa casa automobilistica. Un modello 308 rosso fiammante faceva bella mostra alla destra del palcoscenico. Per tutti l’accesso e i posti a sedere nella terrazza erano a partire della… sesta fila in poi. Ma non eravamo tutti invitati allo stesso modo? Ehm, no… In realtà le postazioni migliori erano esclusivamente riservate agli ospiti del marchio francese. Sin qui nessun problema. Le prime frizioni (in tutti i sensi) tra il pubblico e la security sono avvenute ai primi scatti fotografici. Assolutamente vietate le riprese audio/video (come ai concerti anni 80…). Gente controllata a vista e continuamente ripresa dai solerti vigilantes. Addirittura un drone (!) nel cielo spiava i furfanti videoamatori. Ma siamo stati ampiamente ripagati da una performance piano e voce di Cesare Cremonini, la vera guest star della serata (altro che cambi automatici). Tutti i pezzi più famosi, partendo da Figlio di un re fino ad arrivare a Logico passando per Marmellata#25 e Vieni a vedere perchè (tutte cantate in coro dal pubblico, redarguito anche in questa occasione).

La genialata più grande l’ha avuta proprio l’artista bolognese che, in un francese volutamente storpiato, ha preso in giro le file occupate dagli ospiti d’oltralpe. Il finale dei 45 minuti di concerto (troppo pochi, davvero troppo) sarebbe dovuto essere un augurio per gli astanti. Un buon viaggio come recita l’ultimo singolo. Cremonini invece, da gran signore, ha colto al volo i gesti di chiusura ricevuti dal retropalco dicendo :”Dobbiamo chiudere, adesso potete andare a ballare e a bere qualcosa magari un’altra… Greygoose”  E ha chiuso così l’esibizione, cantando il pezzo simbolo della scorsa estate. Impagabile!

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Il Volo @ Cavea Auditorium Parco Della Musica In Rome, Italy

Le note di un pianoforte. Una serata non propriamente estiva, con una mezza luna e il cielo limpido a far da cornice. L’Auditorium Parco della Musica è al limite della capienza. Sul palco questa sera ci sono tre star internazionali. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble hanno poco più di vent’anni ma già tanta dimestichezza con i principali palcoscenici del mondo. Sono i tre tenorini (per quanto tempo li chiameremo ancora così?) vincitori dell’ultimo Festival di Sanremo. Il pubblico composto perlopiù da attempate signore con nipotini al seguito (sia chiaro, detto senza offesa ma il pubblico è quello) che si sbracciano di continuo dalle tribunette, alla ricerca di calamitare l’attenzione dei tre. Ben più fortunato il pubblico della platea che, sfidando a più riprese la security, si alza e va sotto il palcoscenico ricevendo baci e selfie. Il trio, ha fatto breccia nei cuori di tutti quelli che amano la tradizione canora, quella dei vecchi festival, quella di un’Italia pre boom economico (sempre ci sia mai stato). Il loro repertorio spazia da Canzone per te (mirabile la loro esecuzione dello splendido pezzo di Sergio Endrigo) a Piove di Modugno passando per Un amore così grande (riportata ai vecchi fasti dai Negramaro in occasione dell’indecorosa prestazione della nostra Nazionali agli ultimi Mondiali di calcio). Spazio per l’opera? Certo! Ma anche per Unchained Melody (tema portante di Ghost) e addirittura per Beautiful day degli U2, il brano più recente in scaletta. Nel mezzo della serata, omaggi a Frank Sinatra, Elvis Presley e (vivaddio) a Pino Daniele. In platea moglie e figlio del cantante partenopeo, forse il momento più toccante della serata, con i virtuosismi al sassofono di Stefano di Battista. I tre tenori(…ni) tra un brano e l’altro, trovano anche il modo di dar vita ad alcune scenette. Hanno pur sempre vent’anni. Tutti in piedi per O Sole Mio (qui si sente l’anima vera de Il Volo) e per il gran finale con Grande Amore. Cosa rimane dopo una serata del genere? I ragazzi hanno talento da vendere, è indubbio (anche se all’Eurovision sono giunti “solamente” terzi), la gente li adora. E la loro fortuna è che sono gli stessi fruitori di dischi, L’età di mezzo non acquista più il supporto fisico. Figuriamoci i giovani. La testimonianza più grande? Una ragazza seduta la fila accanto alla nostra, intima ai suoi vicini di posto il silenzio più assoluto poco prima dell’esecuzione del brano sanremese. Motivo? Presto spiegato :”Devo registrare la canzone, che senso ha comprarla?”. Piccoli già vecchi. Non si sentivano affermazioni di questo tipo dall’epoca dei magnetofoni. I nostri nonni, se fossero ancora in vita, avrebbero sentito un brivido di nostalgia correre lungo la schiena. Il Volo replica per altre due serate, sempre in Cavea. Sempre soldout.

Per Leonardo Pieraccioni è già Natale

A 20 anni dal suo esordio con I LAUREATI

Leonardo Pieraccioni torna sul set per girare il suo film di Natale

IL PROFESSOR CENERENTOLO

insieme a Laura Chiatti, Massimo Ceccherini e Flavio Insinna

A 20 anni dal suo esordio con I LAUREATI,Leonardo Pieraccioni torna dietro la macchina da presa per girare il suo dodicesimo film IL PROFESSOR CENERENTOLO prodotto da Marco Belardi per Lotus Production con Rai Cinema e Levante che vede come protagonisti Leonardo Pieraccioni, Laura Chiatti, Massimo Ceccherini e Flavio Insinna.

Scritto da Leonardo Pieraccioni insieme a Giovanni Veronesi e Domenico Costanzo IL PROFESSOR CENERENTOLO racconta la storia di Umberto (Leonardo Pieraccioni) che per evitare il fallimento della sua disastrata ditta di costruzioni ha tentato insieme ad un dipendente (Massimo Ceccherini) un maldestro colpo in banca che gli ha fruttato però solo quattro anni di carcere! Ma se non altro, nella prigione di una bellissima isola italiana: Ventotene. Adesso Umberto è a fine pena e lavora di giorno nella biblioteca del paese. Una sera, in carcere, durante un dibattito aperto al pubblico, conosce Morgana (Laura Chiatti), una donna affascinante, un po’ folle e un po’ bambina. Morgana crede che lui lavori nel carcere e che non sia un detenuto. Umberto, approfittando dell’equivoco, inizia a frequentarla durante l’orario di lavoro in biblioteca. Ma ogni giorno entro la mezzanotte, proprio come Cenerentola, deve rientrare di corsa nella struttura per evitare che il direttore del carcere (Flavio Insinna) scopra il tutto e gli revochi il permesso di lavoro in esterno.

Le riprese iniziano lunedì 15 giugno a Roma e si svolgeranno per 8 settimane tra Roma, Gaeta, Formia e Ventotene.

IL PROFESSOR CENERENTOLO è interpretato da Leonardo Pieraccioni, Laura Chiatti, Massimo Ceccherini e Flavio Insinna.

Prodotto da Marco Belardi per Lotus Production con Rai Cinema e Levante, uscirà nelle sale il 10 dicembre distribuito da 01 Distribution.

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Torno indietro e cambio vita

I Vanzina ci riprovano. Finita (per sempre?) l’era dei cinepanettoni, provano, per la terza volta, l’ebbrezza del…cinecocomero. In occasione della conferenza stampa della 61° edizione del Taormina Film Fest, è stato presentato Torno indietro e cambio vita, film fuori concorso (anteprima il 14 giugno).
Una pellicola che strizza l’occhio nell’ordine a: Non ci resta che piangere, Notte prima degli esami, Immaturi. Senza scomodare Ritorno al futuro.
Marco (Raoul Bova) a 42 anni ha una vita perfetta: una bella famiglia e un ottimo lavoro. Ma un giorno, sua moglie Giulia (Giulia Michelini), con la quale sta insieme da quasi 25 anni, gli confessa che ha un altro uomo e vuole la separazione. Costretto ad andarsene di casa e a rivedere tutta la sua vita, confida a Claudio (Ricky Memphis)  di tornare indietro nel tempo. Eccoli catapultati, improvvisamente, nel 1990. Loro mantenendo la stessa età, tutti gli altri (compagni di scuola, amici e genitori) rimasti nello scorso millennio. Il vero scopo per il protagonista è quello di non risposare Giulia. Le varie gag sono divertenti e poco impegnative.
Il migliore del cast? Max Tortora, una spanna sopra gli altri.

Si può vedere, per sorridere un po’.

Crushed lives il sesso dopo i figli

Gradevole commedia sul sesso prima, durante e dopo i figli. Soprattutto, come promesso dal titolo, dopo. Il sesso come pretesto per raccontare la scarsissima solidità di tre coppie alle prese con l’arrivo di un bimbo. Le loro defaillance, il loro affiatamento che viene meno giorno dopo giorno. Ma sarà solo colpa del nuovo arrivato? Il film (come troppo spesso accade) prende spunto da un’altra opera. Il libro “Patatrac-il sesso dopo i figli”. Stavolta, fortunatamente, l’autore e lo sceneggiatore sono la stessa persona.
Ed è un film nel film. Il documentario che il protagonista sta montando e il racconto delle coppie indagate. C’è anche un pizzico di tradimento. Da parte maschile. Tutti i protagonisti si ritrovano a casa di una prostituta alla ricerca di quello che la compagna non dà più. O forse non ha mai dato….

Le badanti

Le macchine parcheggiate sul viale che portava alla sede della proiezione erano tappezzate di cartoline pubblicizzanti il film. Iniziativa davvero carina. Eravamo pronti ad assistere a qualcosa di veramente gradevole e simpatico. Ma i problemi tecnici (audio e video di pessima qualità per mancati collegamenti con il grande schermo, con conseguente maxi ritardo nella proiezione) avrebbero dovuto suonare come campanello d’allarme. Imperterriti, non l’abbiamo data vinta alla tecnologia. Per nulla al mondo avremmo voluto perderci questo prodotto made in Veneto con sottotitoli in inglese (quando, per parecchie scene, sarebbero serviti quelli in italiano, con buona pace di Zaia e secessionisti vari).

È la storia di tre badanti extracomunitarie senza permesso di soggiorno (Irina, Carmen e Lola… complimenti alla fantasia) venute in Italia a cercar fortuna (nel 2015?) e ben presto ritrovatesi a scappare da feste di lusso e uomini troppo gelosi. Si ritrovano tutte, per un curioso caso del destino, in una casa di riposo per anziani dove vivono tre uomini e tre donne. Scherzi idioti fatti dagli attempati signori fanno vacillare le tre ragazze che sono costrette, loro malgrado, a dover affrontare anche il fallimento dell’ospizio e a cercar fondi facendo collette.

L’idea del film era pessima, la riuscita è tremenda. A tratti sembra di assistere a un video amatoriale (neanche ben recitato).
Si cerca di strizzare l’occhio ad Amici miei atto terzo e alla fiction Villa Arzilla, con risultati devastanti.
Non si ride, non si riflette, non si piange (anche se ce ne sarebbe bisogno).
Per fortuna, dopo i titoli di coda, ottimo buffet e ottimi vini. Non per chi vi scrive (astemia da sempre).