AMELUK

Abbiamo riso. E anche tanto. L’anteprima di Ameluk si è rivelata un successone. Applausi a scena aperta che hanno accompagnato i titoli di coda del progetto pugliese dal 9 Aprile nei cinema. Mimmo Mancini ha fatto centro raccontando, insieme ai protagonisti del cult movie “LaCapagira”, le vicende di un tranquillo Venerdì Santo a Mariotto (minuscolo paese della Puglia). Giornata di Via Crucis, con Gesù impersonato da un…musulmano! Scalpore in tutto il mondo, faide paesane intrise di becero populismo, di buoni valori e di un pizzico di cinismo. Su tutti Cosimo Cinieri. Per molti è un’opera prima. Di valore.

Tratto da una storia che potrebbe anche essere vera

La Scelta

 

Michele Placido ci riprova. Undici anni dopo Ovunque Sei, fischiato sonoramente alla Mostra del Cinema di Venezia, torna a dirigere un film tratto da una commedia di Luigi Pirandello. Con risultati imbarazzanti. Giusto per non essere troppo cattivi. Nel 2004 si ispirò alla brave commedia All’uscita, oggi il “capolavoro” è tratto da L’innesto (1919).

Ho tentato di essere quanto più fedele possibile alla matrice pirandelliana ma adeguandola all’oggi e al linguaggio cinematografico

Così l’attore e il regista di Ascoli Satriano. La storia, girata a Bisceglie, vede protagonisti Giorgio e Laura (Bova e la Angiolini) coppia solare e aperta ma senza figli (seppur cercati) all’improvviso catapultata in un dramma. Lei viene violentata e scopre di essere incinta. Giorgio va su tutte le furie mettendo anche in dubbio la veridicità del racconto della moglie, accusandola quasi di aver cercato la violenza (…). Lei vuole a tutti i costi il bambino e sembra quasi non aver subito lo stupro. In realtà il momento non viene ripreso dalle cineprese. Solo una mano nei vicoli pugliesi appare afferrare Laura. E la sua disperata voglia di non denunciare nulla appare discutibile anche al maresciallo dei Carabinieri (Placido, appunto). Nel mezzo tante domande…

1) Perché Bova e Ambra dialogano sempre di spalle e si guardano negli occhi (peraltro al buio) solo a letto?

2) Perché la sorella di Ambra (l’insipida Valeria Solarino) convive con marito, amante e due bambini?

3) Perché Placido dopo aver fatto da papà ai due attori (nel cast di Viva l’Italia) ha voluto farli incontrare rischiando un odioso e inutile incesto cinematografico?

4) Perché Ambra urla ancora con isteria in stile Non è la Rai, dopo aver girato film con Ozpetek e la Comencini?

Ma soprattutto: Che razza di film è?

Ho ucciso Napoleone

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Una “commedia nera femminista”. Così viene definita la nuova pellicola di Giorgia Farina. La regista è alla seconda opera (la prima Amiche da morire forse lo era). Questa sfiora il noir, lo accarezza ma non riesce a esserlo. Una Micaela Ramazzotti in stato di grazia viene sedotta, abbandonata e licenziata non appena incinta. Curiosa a prima vista la sua capigliatura (ricorda Franca Valeri ai tempi del Cretinetti). Recita una parte non semplice con estrema naturalezza. Quella di Anita, un sergente di ferro che ben presto cambierà. Ottima la recitazione di Elena Sofia Ricci. E le battute dei protagonisti. Chi è Napoleone? No, per sapere questo … Tutti al cinema!

Latin Lover

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Non ho resistito alla tentazione di un selfie con l’attrice-feticcio di Almodovar: la grande Marisa Paredes all’Adriano, dove ho appena visto Latin Lover di Cristina Comencini. Una commedia godibile, l’ultima della grande Virna Lisi, con una strepitosa (e che dubbio c’era?!) Marisa Paredes, nel ruolo di mogli e madri dello stesso uomo-star del cinema italico che fu… La storia resta un po’ in superficie, ma comunque divertono Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi & Co. nella veste di figlie dello stesso padre ma di diversa madre, che si ritrovano (parti di una famiglia intercontinentale) per il decennale della morte del papà, l’attore rubacuori…

La Solita Commedia INFERNO

Un selfie con Dante? Prego, accomodatevi! Che caos l’Inferno! Minosse (addetto allo smistamento dei dannati nei vari reparti) ha l’ufficio affollato. Troppi nuovi peccatori nel 2015 (hacker informatici, pornomani) non trovano una giusta collocazione nei vari gironi. Dio è costretto a parlare con Lucifero per trovare una nuova catalogazione dei peccati del terzo millennio. Quale idea? Ma certo:Mandiamo Dante sulla terra! Lui sì che saprà gestire le fiamme terrene. La solita Commedia? Questo è il titolo del film. Non lo è in verità. Scurrilità a non finire (come nella “migliore” tradizione dei Soliti Idioti) e qualche sketch simpatico. Dante viene impersonato da Francesco Mandelli e viene sostituito da Vasco Rossi come poeta contemporaneo. Il Virgilio di turno (di nome e di fatto) è Fabrizio Biggio. Nel loro cammino compare Gesù in versione femminile (buona interpretazione da parte di Tea Falco, già all’opera in Sotto una buona stella, uno dei peggiori film di Carlo Verdone), il padre (Dio, chi altro?) morente alla fine per troppo alcool e fumo. E’ un pap’occhio venuto male. Ma nel film di Arbore si scherzava con un cast di prim’ordine sulla religione cattolica. E si fa il solito verso a Cochi & Renato, con la canzoncina sanremese a far da cornice. Vita d’inferno. Ora si capisce il perché di quel testo al Festival. Per dirla come loro:Fortuna che non dura che in eterno…

Ma che bella sorpresa

Claudio Bisio carico a pallettoni “insulta” i fotografi, Ornella Vanoni e il suo inseparabile cagnolino Why, baci tra Frank Matano e tutti i protagonisti, Renato Pozzetto più svampito che mai. Il photocall a margine della prima della nuova pellicola di Alessandro Genovesi è uno spasso vero. Con una dichiarazione della cantautrice della mala, detta in conferenza stampa, destinata a sollevare un vespaio di polemiche.

I napoletani ? Dei grandi figli di puttana!

La Vanoni nel pomeriggio cercherà di sdrammatizzare, ma la frittata ormai era fatta. Tutti abbiamo avuto la netta sensazione di una gaffe non voluta. In realtà l’offesa (se di offesa si tratta) è stata solo amplificata dal termine usato.

Ma che bella sorpresa è il titolo. E lo è davvero. Un film ispirato alla commedia brasiliana “A mulher invisivel” del 2009, racconta la storia d’amore impossibile tra Guido (romantico professore di liceo, appena lasciato dalla fidanzata) e Silvia, sua nuova vicina di casa. La donna perfetta. Sarà vero amore? Ma soprattutto:La donna sarà…vera? Spassosa commedia con la milanesissima coppia Vanoni-Pozzetto (genitori di Bisio) sugli scudi. E con la colonna sonora tutta napoletana. Da Carosone a Pino Daniele. Dall’undici Marzo al cinema.

Braccialetti Rossi 2 L’Anteprima

Folla di ragazzi stamattina davanti la storica sede di RadioRai in Via Asiago a Roma. Strada e accesso transennati al punto che Max Giusti, conduttore di Radio2, è dovuto passare da un’entrata secondaria. Maxischermi e polizia. One Direction? Violetta? Non proprio. Gli eroi di giornata erano i misconosciuti ragazzi di Braccialetti Rossi, fiction campione d’ascolti, giunta alla seconda serie. Urla e foto per Leo, Vale e gli altri protagonisti piuttosto imbarazzati davanti a simile entusiasmo. Nella sala A abbiamo assistito alla prima puntata. Troppo poco per giudicare il lavoro del cast apparso comunque più maturo rispetto alla prima edizione. I fan più impazienti avranno l’opportunità di vedere i propri beniamini all’opera domenica 8 febbraio alle 10.30 in diversi cinema italiani. Per gli altri l’appuntamento è su Raiuno a partire da domenica 15 febbraio alle ore 21.15. Ma non finisce qui. I ragazzi saranno ospiti del Festival di Sanremo ormai alle porte. Solito spottone ai programmi Rai come sempre avviene nella settimana dedicata alle canzonette.

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TIMBUKTU

Raccontare la Jihad è in questo particolare periodo storico quanto di piu’ pericoloso e al contempo stimolante. Si parla dell’Islam, della follia estremista, si dipingono i guerrafondai come persone comuni con le loro passioni, i loro vizi (fumare di nascosto…), le loro fragilità. Non esiste differenza tra jihadisti offensivi e difensivi per Sissako. Tutti uguali, tutti ridicoli, coglioni (così li definisce la moglie di uno di loro ascoltando una conversazione calcistica), ipocriti. Eravamo in attesa di scene cruente. Ne abbiamo viste ben poche, a parte la lapidazione (storia vera) di una coppia. Paradossalmente il film potrebbe avere questo come unico frame. Spiegherebbe il significato di guerra santa. In realtà la storia che si vuole raccontare è quella di una zona occupata dai fondamentalisti religiosi. Tutto ambientato tra le dune sabbiose, il film vede come protagonisti Kidane, la moglie Samira, la figlia Toya e il guardiano della loro mandria di buoi (il dodicenne Issan). Vivono in una tenda. Intorno a loro vengono emessi divieti surreali e sentenze tragiche. La loro vita trascorre serenamente sino all’uccisione di Gps (il loro bue prediletto) da parte di Amadou, il pescatore della città. La vendetta di Kidane sarà letale quanto involontaria. Parlavamo di divieti. E’ vietato giocare a pallone, ascoltare musica, cantare, persino ridere. Scena memorabile e di grande impatto emotivo vede impegnati i ragazzi del paese in una partita di calcio senza il…pallone. La pellicola è candidata agli Oscar come miglior film straniero ed ha aperto la scorsa edizione del Festival di Cannes. Da vedere e rivedere.

 

 

MUNE IL GUARDIANO DELLA LUNA

Cosa succederebbe se il Sole non tornasse a splendere ogni mattina? O se la Luna dimenticasse di fare il suo giro e di illuminare le stelle e il cielo della notte? Arriva Mune, il custode della Luna, che combatterà con i suoi poteri magici (ignoti anche a lui) contro le forze del male che hanno oscurato il Sole e la Luna. Mune si occupa di illuminare la foresta di notte. Compito ben più gravoso lo attende. Sohone, invece, è un arrogante e presuntuoso che ha trascorso la vita nell’attesa di diventare Guardiano del Sole. Tra le sue innumerevoli ammiratrici (notiamo un richiamo seppur sottile con Gaston di disneyana memoria) ecco Glim dolcissima ma fatta di cera. Al sole si scioglierebbe…

Abbiamo visto in anteprima mondiale questo piccolo capolavoro della Notorious Pictures realizzato soprattutto per i bambini. Loro hanno seguito con trepidazione le avventure dei personaggi. E anche i più grandi non hanno distolto un attimo gli occhi dallo schermo. Dal 5 Febbraio al cinema. Da vedere assolutamente.

Italiano medio

Applausi da parte della stragrande maggioranza dei colleghi alla presentazione del film di Maccio Capotonda. Una ventata di novità, un film geniale, risate a crepapelle (una giornalista della quale omettiamo il nome dirà testuali parole:”Non avevo mai riso così tanto alla prima di un film, il cinema italiano di solito fa piangere”). Abbiamo sentito questo e visto molto di più. Selfie di attempati cronisti, autografi chiesti per figli e nipoti (ma il nome scritto sui fogli era il loro…). Siamo sinceri. Se il livello del nuovo cinema italiano fosse davvero questo avremmo sbagliato mestiere. Non lo è e tiriamo un sospiro di sollievo. È vero:la pellicola non è un deja vu. Strizza l’occhio ai Soliti Idioti. In realtà è una trasposizione del programma di MTV sul grande schermo. Per chi ama il genere è il Paradiso. Il nostro paese è pieno. Per volontà di chi scrive non raccontiamo trama e personaggi. Andate al cinema e rendetevi conto chi è l’italiano medio.