Woman’s Night, le donne al Vittoriano

In una splendida cornice… Quante volte viene detta questa frase, molte delle quali a sproposito. Ma mai come ieri sera non è stato un azzardo pronunciarla. Il Piazzale del Bollettino del Vittoriano, autentico gioiellino incastonato nel complesso monumentale in piazza Venezia, a Roma ha ospitato una serata interamente dedicata all’altra metà del cielo. Woman’s Night, il titolo: un viaggio nell’universo femminile attraverso il linguaggio universale della musica e dell’arte. Cinque donne, amiche per una notte (e poi chissà) sul palcoscenico a emozionare il pubblico presente. Più di mille persone e tante altre rimaste fuori per godersi i virtuosismi di Rita Marcotulli al pianoforte, le incredibili capacità vocali di Nicky Nicolai, la voce incantevole di Karima, la sorprendente Violante Placido e Noemi, per la quale sono quasi finiti gli aggettivi. A fare gli onori di casa e a realizzare diversi siparietti con le artisti, il sassofonista Stefano Di Battista, tra le tante cose marito della Nicolai. E proprio loro si sono battibeccati simpaticamente di continuo in una sorta di Casa Vianello al femminile. Quasi tutto straniero il repertorio, pescato a mani basse dai grandi della musica jazz. Si è distinta Karima con un omaggio a Luigi Tenco (Vedrai Vedrai), la stessa Nicky Nicolai (con una versione molto mineggiante di Se stasera sono qui) e la Placido, impegnata in due pezzi dell’indimenticabile Marilyn Monroe. Poi, tutte insieme, nel gran finale, eseguendo La bambola di Patty Pravo. Due ore piene di musica, musica vera. Senza tempo di annoiarsi. Una ventata d’aria fresca per dimenticare l’afa opprimente e il periodo storico disgraziato che sta attraversando il nostro paese (per non parlare, poi, di Roma nello specifico). Bene hanno fatto le girls a non fare alcun accenno alla situazione politica. Soltanto Karima e Nicky hanno lanciato qualche frecciatina. Ma una serata del genere ha dimostrato quanto la diversità (in questo caso musicale) unisce le persone e non le divide. Mai.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna ArtCity promossa dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, per valorizzare l’identità e la bellezza del Monumento a Vittorio Emanuele. Il Polo Museale del Lazio risponde a questa domanda con un programma di ampio respiro, che mette spalanca i confini del Museo, aprendoli ulteriormente all’arte e alla cultura

PIERLUIGI CANDOTTI

Foto © Ansa

Sanremo: Ferro emoziona, la Mannoia (in)canta. Il resto è noia

Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio. Anche per ascoltare tutte le canzoni del Festival. Sette pezzi imbarazzanti, uno mediocre (Fabrizio Moro), due decenti (Ron e Samuel) e un piccolo capolavoro (Fiorella Mannoia). Che poi la rossa non abbia portato il suo brano più bello sul palco dell’Ariston fa capire in che mani (pardon, in che ugole) siamo capitati. Serata aperta da una mezz’ora noiosissima (e francamente inutile) denominata Sanremo Start, con mini interviste ai cantanti in gara e poi ufficialmente presa sulle spalle da Tiziano Ferro con il suo personalissimo ricordo di Luigi Tenco. La sua versione di Mi sono innamorato di te (da mezzanotte in vendita nelle piattaforme digitali, sia mai che si perda un solo euro dalla vendita degli mp3) è stata azzeccata prevalentemente per la scenografia. Il bianco e nero vince sempre. Ferro ha fatto di meglio a metà serata esibendosi in Potremmo ritornare e, soprattutto nel duetto con Carmen Consoli. Il conforto è al primo posto nell’airplay radiofonico e ascoltandola dal vivo si percepisce la differenza tra loro e il 70% del cast, essendo generosi. Delusione da Elodie (bella voce, ma pezzo inesistente) mentre parlare di Ludovica Comello sarebbe accanimento terapeutico. Per non parlare del brano di Al Bano. Fin qui la musica (?!?). La parte dedicata allo show ha avuto momenti emozionanti con gli angeli di Rigopiano (“Di eroi ce ne sono tanti – dice Maria De Filippi introducendoli – basta saperli vedere, guardare. Gli eroi sono quelli che non mollano, non si piangono addosso, fanno il loro dovere, vanno a casa senza popolarità né soldi. La cosa importante è non dimenticarli”). La stessa conduttrice però non si è accorta di essere sul palco di Sanremo. Momenti della serata sembravano edizioni speciali di C’è posta per te, mancava solo la busta. Che non avrebbe aperto nessuno.Mancava l’invettiva politica. Ci ha pensato Maurizio Crozza. Non ha fatto ridere, va detto, ma riflettere. Cita le polemiche sul cachet di Conti per attaccare Matteo Salvini che aveva preso di mira il conduttore: «Io darei anche il suo stipendio ai terremotati. Ma poi che lavoro fa Salvini? È pagato dall’Europa per dire che dobbiamo uscire dall’Europa. Io ve lo dico: sono di Genova, col cazzo che non voglio essere pagato». Poi battute su Renzi e la Raggi (scema? no sindaca). E un sonoro ceffone ai qualunquisti del web che avevano pensato bene di lanciare invettive di boicottaggio al Festival per donare i soldi delle serate ai terremotati lo aveva già lanciato il presentatore toscano, parlando degli sms per aiutare le popolazioni: “Ma attenzione, non vi chiederei mai di fare una donazione se prima non avessi fatto qualcosa anch’io”. C’era da dirlo? Per i webeti, evidentemente sì. A rischio eliminazione Clementino, Ron e Giusy Ferreri

@100CentoGradi

La prima serata del 67° Festival di Sanremo ha ottenuto, nella prima parte, una media d’ascolto di 13.176.000 telespettatori, pari a uno share del 50,10%. Nella seconda parte la media è stata di 6.177.000 spettatori (51,89%).

Un anno fa, la prima serata del secondo Sanremo di Carlo Conti registrò una media d’ascolto di 12.516.000 telespettatori nella prima parte (49,15%), 5.903.000 spettatori (52,18%) nella seconda parte, per una media ponderata pari a 11.134.000 spettatori (49,5%).

L’anteprima «Sanremo Start» ha ottenuto una media di 10.994.000 spettatori (38,28%).

Bomba o non bomba parte Sanremo. Aprono Ferro e… Ferreri

Tra allarmi bomba al Palafiori (ben due, la paura è sempre cattiva consigliera), più di 500 agenti in tenuta antisommossa, controlli a ogni angolo delle strade (è di stamattina la notizia che a Villa Ormond, dove verrà condotto il DopoFestival non sia stato fatto entrare il conduttore Nicola Savino…), red carpet (neanche fossimo a Cannes), maxi schermi piazzati a Piazza Colombo e a Piazza Bresca per dare l’opportunità a tutti i sanremesi di assistere all’evento, parte stasera la 67° edizione del Festival della Canzone Italiana. In conferenza stampa Carlo Conti con il suo eloquio semplice e diretto, anche leggermente cerchiobottista, se vogliamo, ha annunciato punto per punto come si svolgeranno le serate. La curiosità è sapere se le canzoni sono davvero orrende come da primo ascolto (tranne quelle 3/4 ampiamente annunciate) oppure se l’Orchestra riuscirà nella titanica impresa di farle diventare apprezzabili. Del resto, di musica se ne è parlato davvero poco in un’ora e mezza di chiacchiere. Sarebbero bastati i primi dieci minuti. Il resto è stato appannaggio delle domande relative al main sponsor Tim (dove la voce di Mina riecheggerà dopo aver fatto saltare insieme al suo sodale Adriano Celentano le due serate che avrebbero permesso alla Rai di avere altri introiti pubblicitari e ascolti alle stelle). Ma Mina-Celentano tirano ancora? Sembrerebbe di sì, così come vanno alla grande gli amarcord. Primo tra tutti, quello di Claudio Villa, scomparso esattamente trant’anni fa durante la serata finale del Festival più visto della storia, condotto da Pippo Baudo. Stamattina è stata donata una targa alla figlia, Manuela, onnipresente in Riviera. Poi, garofani, ellebori, ginestre, ranuncoli e il bianco come tonalità per un tripudio floreale. Ad aprire la prima serata, altra sorpresa svelata, sarà Tiziano Ferro. Il cantautore di Latina, in un Teatro Ariston completamente buio, interpreterà Mi sono innamorato di te, un classico di Luigi Tenco, scomparso 50 anni fa. Paura di flop per la concomitanza della serie A? Conti ci scherza su: “Stasera c’è Roma Fiorentina. Le prime due ore della serata le condurrà Maria De Filippi, poi entrerò io”. Considerando che domani sera giocheranno la Juve (a Crotone) e il Milan a Bologna e che tra venerdì e sabato scenderanno in campo il Napoli e poi, nuovamente, la Viola la paura di qualche fuga da RaiUno appare fondata. Il direttore di rete e il presentatore si accontenterebbero di arrivare al 45% di share. Conti ha testualmente dichiarato: “Tocco gli amuleti che ho con me dalla nascita”. Ma, alla fine, Sanremo è diventato talmente social da essere visto da chiunque. E’ la settimana nella quale non si parla d’altro. Già l’imbarazzante PrimaFestival condotto da Federico Russo e Tess Masazza è andato oltre le più rosee previsioni. Per quanto riguarda la gara, ecco (in ordine di apparizione) i big:

Giusy Ferreri, Fabrizio Moro, Elodie, Ludovica Comello, Fiorella Mannoia, Alessio Bernabei, Al Bano, Samuel, Ron, Clementino, Ermal Meta

Nelle serate di domani e giovedì, i giovani apriranno il Festival con la formula Sanremo Start (eh?!?). Mercoledì toccherà a Marianne Mirage, Francesco Guasti, Braschi e Leonardo Lamacchia. Dopodomani, invece, Maldestro, Tommaso Pini, Valeria Farinacci e Lele

Che la festa abbia inizio. Per divertirci (Maurizio Crozza dovrebbe farlo, il condizionale è d’obbligo) appuntamento al DopoFestival con Savino, Ubaldo Pantani e la Gialappa’s Band. E c’è ancora chi lo chiama Festival della Canzone…

 

@100CentoGradi