PRIDE Gay e minatori insieme nella Londra degli anni 80

Londra 1984

Chi ha vissuto gli 80’s in Italia li ricorderà prevalentemente come gli anni della Milano da Bere, dell’ottimismo socialista, del Pentapartito al governo. In Inghilterra invece al potere c’era la Lady di ferro The Iron Lady Margaret Thatcher impegnata nell’affrontare il potere dei sindacati

Ma cosa successe davvero in quell’inverno ? Nelle sale arriva Pride, un film che racconta un momento storico dimenticato dai media, forse volutamente. I minatori scioperano e, durante il Gay Pride di Londra, un gruppo di attivisti gay e lesbiche decide di raccogliere fondi per sostenere le loro famiglie. I GLSM (acronimo di Lesbians and gays support the miners).
Non è importante il lieto fine, conta la lotta contro lo stesso “nemico”. Durante il film si ride (anche molto) ci si commuove, si ascolta musica del periodo (Bronsky Beat,Culture Club, Dead or Alive) ma soprattutto si riflette. Anche sul male del secolo. L’AIDS entra prepotentemente nella storia. E, raccontando quegli anni, non potrebbe essere altrimenti.
Surreali sono le scene che vedono protagoniste le mogli dei minatori, le più sagge e le prime a credere che non può esserci imbarazzo nell’accettare aiuto anche da chi è “diverso”. Un film imperdibile, una fotografia perfetta degli anni ottanta.
La cornice di Londra rende tutto ancora più coinvolgente. La città è rimasta uguale. Forse ancora più bella e accogliente. Ci piace credere che il merito fu anche di quell’azione di lotta condivisa.

Il Ricco, il Povero e il Maggiordomo Natale con Aldo, Giovanni & Giacomo

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Tranquilli : Lui non era presente all’Adriano stamattina. Eravamo sì ospiti della sua multisala ma Massimo Ferrero non c’era. Avevamo bisogno di leggererezza, specialmente dopo le ultime notizie di cronaca. Ma sarebbe stato francamente troppo trovarlo bardato da Befana davanti i nostri occhi.

La prima de Il ricco, il povero e il maggiordomo ci strappa qualche risata seppur a denti stretti. Nel film Giacomo è un ricco broker appassionato di golf, Giovanni, cultore di arti marziali e della filosofia giapponese, è il maggiordomo e Aldo è un venditore abusivo nel mercato di quartiere.

Le loro vite diventano (come in tutti i film del trio milanese) una sola cosa, un aiutarsi reciproco verso il lieto fine. Sembrerebbe la solita pellicola dove si sorride (o non si ride affatto). Invece i tre, dopo un calo molto più che fisiologico durato più di quindici anni tornano nelle sale con un prodotto simpatico dove spicca una Giuliana Lojodice per l’occasione mamma di Aldo davvero notevole.

La colonna sonora conosciuta ai più per i pezzi di Tonino Carotone e Julio Iglesias racconta bene la storia. E I vahha put hanga di Walter Valdi rischia di diventare un inno in musica per chi ha necessità di sfogarsi.

Per questo Natale, visti anche gli altri prodotti in uscita, potremmo accontentarci. Ma non lo facciamo. Abbiamo troppa stima dei tre e troppo rispetto verso il pubblico.

All’uscita del cinema, panettoni e pandori per tutti. Buon Natale! Lo sarebbe stato anche senza (cine) panettone.

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MA TU DI CHE SEGNO 6 ?

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Eravamo prevenuti, è bene ammetterlo. A scanso d’equivoci, sapevamo già cosa avremmo visto nei quasi 100 minuti di proiezione del nuovo film di Natale targato Vanzina/Parenti.

E dalle prime scene (spottone clamoroso al nuovo libro di Paolo Fox nelle vesti di se stesso) si capisce l’andamento del film.

Cambia l’argomento (stavolta si parla di astrologia) ma non gli attori e soprattutto non le loro battute. Salemme e Proietti si autocitano in continuazione. Pio & Amedeo cercano di scimmiottare senza alcun successo Ficarra & Picone (non certo Vianello e Tognazzi, per intenderci).

Non mancano le classiche bellone, la bionda e la mora (come tradizione italica vuole). Mariana Rodriguez e Vanessa Hessler, quest’ultima innamorata di Ricky Memphis (sic!) solo dopo aver saputo di una congiunzione astrale che prevede la presenza di Saturno (il nome di Memphis nel film) nel suo segno.

E Boldi ? No, non l’avevamo dimenticato. Anche lui è protagonista. Impersona un ipocondriaco, si ferisce un dito e viene operato di emorroidi.

Forse la morale del film è nella sua superba interpretazione del ruolo.

Film da cassetta, sbancherà al botteghino e risolleverà le asfittiche casse del cinema italiano.

Ma così non si va lontano.

Le note liete ? All’esterno del cinema Moderno (pardon, The Space). Fuori dal set, gli attori, fanno più sorridere che dentro alla sala.

Solo una domanda… .”Gigi (Proietti…), perchè lo fai” ?

Non tutti i mali vengono per nuocere:Alla proiezione era presente bellodenonna Alessandro Florenzi. E Proietti mi ha firmato una copia di Febbre da Cavallo. Bei tempi, quelli…

Almodovar e le sue Storie Pazzesche

Cari cineasti italiani, cari registi… Inizia così la recensione della nuova pellicola di Pedro Almodovar. Vi chiederete il perché…

Semplicissimo. Sareste in grado di rapire l’attenzione del pubblico oggi 25 Novembre 2014 ? Se la risposta è negativa (lo è, lo è…) vi consigliamo vivamente di uscire di casa, entrare in una qualsiasi sala (non oggi, dall’11 Dicembre) e godervi questo film geniale dove si ride anche nelle scene più pulp come tradizione almodoviana vuole.

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Un volo di linea dove tutti conoscono e deridono un certo signor Pastermark (non sanno che in realtà è il comandante…); una cucina dove si servono piatti al veleno; una lite automobilistica tutta da ridere; un uomo distrutto (l’Ingegner Bombetta) che sfoga tutte le sue frustrazioni contro una ditta di rimozioni autoveicoli; un pirata della strada la cui storia rispecchia la società moderna (pecunia non olet…o forse sì).

Il tutto condito da musiche che rimandano ai bmovie italiani anni 70. Che Almodovar si sia innamorato dei nostri filmetti come Tarantino ?

A proposito di cinema nostrano… Osservando attentamente le scene, un pò de “I Mostri” e una spruzzata di “Crimen” è balzata ai miei occhi.

Ma la Spagna, questa Spagna è purtroppo superiore a noi. Anche al cinema.

Andate e imparate !

Magic in the Moonlight…L’ ANTEPRIMA a ROMA

Stiamo per entrare nel mondo magico di Woody Allen. Chiudete la bocca! Spalancate gli occhi e il cuore.

Il film è ambientato nella mia seconda patria:la Francia del Sud, la Provenza con i suoi fantastici colori!

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La potenza dei dialoghi sono la vera magia di questo film ricco di battute esileranti. 98 minuti che volano via, grazie all’ottima sceneggiatura, oltre che alla sapiente regia, di un Woody Allen in stato di grazia. Come ai vecchi tempi…

La Trama

Siamo sul finire degli anni Venti, quando i maghi andavano di moda, e Stanley (ottimo Colin Firth) è il re degli illusionisti che viene ingaggiato per smascherare una finta ma affascinante medium, Sophie (che ha gli occhi magnetici di Emma Stone). La ragazza, con sua madre a farle da manager, è entrata nelle grazie di una ricca signora disposta a pagare ottimamente le sue prestazioni. Il mago è sicuro di sé e, soprattutto, della sua vittoria contro la stupidità umana. Ma il suo raziocinio sarà ben presto sopraffatto dall’imprevisto: l’amore che si fa beffe di ogni logica, tra gli incantevoli paesaggi della Costa Azzurra francese.

Memorabile!!!

La scena di Stanley che, accorso al capezzale della zia Vanessa (una strepitosa Eileen Atkins), vittima di un incidente d’auto, spinto dall’amico medico, comincia a pregare ad alta voce. È la preghiera dello scettico verso il “Padre benevolo”, perché “quando non si ha una risposta è persino logico che Dio possa esistere”. Ma poi a sentire se stesso invocare l’intervento divino, Stanley si ravvede, il buonsenso riprende il sopravvento, e torna a essere l’uomo razionale, il misantropo pessimista di sempre, che crede soltanto a ciò che vede.

La scena delle scene

Indimenticabile, e da vedere e rivedere il siparietto tra zia Vanessa, apparentemente intenta a fare un solitario con le carte, e uno Stanley deluso da certi eventi. Lui non sa decidersi se tornare alla sua vita di prima di incontrare la falsa medium oppure correre tra le braccia di lei, “la ragazzetta” che lo “ha fatto scemo”. È la lotta tra la parte razionale e quella follia chiamata amore e che non ti lascia scampo se ti capita di inciamparci lungo la strada. Ora si può credere o non credere in qualcosa di oltre il materiale, “il mondo può essere privo di scopo (dirà la saggia zia), ma non di una certa magia”.

Da vedere assolutamente questo Magic in The Moonlight, dal 4 dicembre nelle sale

ANTEPRIMA “Magic in the moonlight”

Solo il 24 la mia curiosità sull’ultimo film di Woody Allen  (Magic in the Moonlight che sarà nelle sale il 4 dicembre) sarà soddisfatta.

Lunedì sera ci sarò anch’io all’anteprima stampa per pochi “eletti”, al Cinema Moderno di piazza della Repubblica a Roma!

Intanto: il trailer e un po’ di trama del film, scritto e diretto da Allen, che vede protagonisti Colin Firth ed Emma Stone.

Siamo nel Sud della Francia del 1928, dove un noto illusionista inglese, Stanley, alias Wei Ling Soo, viene ingaggiato per smascherare una giovane sedicente sensitiva, Sophie, sospettata di essere mossa da scopi fraudolenti ai danni di ricchi personaggi della Costa Azzurra Inizialmente Stanley rimane profondamente impressionato da Sophie (in trance rivela addirittura particolari della vita privata dell’uomo) tanto che le sue certezze razionali cominciano a vacillare. Dopo varie peripezie e colpi di scena, il mago riesce ad avere la certezza che la bella chiaroveggente è in realtà una truffatrice, ma l’amore tra i due avrà la meglio.

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https://www.youtube.com/user/warnerbrostrailers

INTERSTELLAR

Se siete a caccia di emozioni non avete sbagliato film! Tenere 4 ragazzini (tra i 10 e gli 11 anni) incollati alla poltrona per quasi tre ore non è poca cosa. Christopher Nolan ce l’ha fatta. E non importa se la teoria del buco nero sia più o meno credibile, non interessa se la gravità riesca o no a reggere il peso della storia, tra scoperte nello spazio e ricerca di soluzioni per il futuro della razza umana… Perché Interstellar è, non solo un complesso e ambizioso film di astronauti e fantascienza, ma un racconto di vita.
Da vedere!

Momenti toccanti
Cooper/Matthew McConaughey cattura con l’aiuto dei figli un drone di sorveglianza indiano che vola libero nei cieli per farne uno strumento utile a coltivare la terra, poiché il raccolto scarseggia. Ma la figlia Murph (legge di Murphy…)  gli chiede perché non lo lascia andare e lui: “Anche il drone deve imparare ad adattarsi, come tutti noi”!

Frasi che restano
“Sembra ci siamo dimenticati chi fossimo. Esploratori, pionieri non dei guardiani… Un tempo per la meraviglia alzavamo lo sguardo per osservare il firmamento, ora l’abbassiamo per paura di non far parte di questo mare di fango”.

Alla nascita di un figlio: “Siamo solo qui per essere il ricordo dei nostri figli.Quando diventi genitore diventi il fantasma per il futuro dei tuoi figli”

“Il leone è maligno perché fa a pezzi una gazzella?” Dice la dottoressa Brand prima di ibernarsi, a proposito della natura maligna…

“L’amore non è una cosa che abbiamo inventato noi…è un’altra dimensione…è l’unica cosa che riusciamo a percepire che supera le dimensioni di tempo e di spazio”!
(Anne Hathaway alias Dottoressa Amelia Brand)

“L’unica cosa che gli umani hanno trovato per andare avanti è lasciarsi qualcosa alle spalle”!
Parole del computer TARS che accompagna la missione Interstellar con il suo alto tasso di ironia: “La verità? Necessaria solo al 90 percento” dirà a Cooper che lo interroga su relazioni umane e connessi.

Il filo conduttore dell’intero film è una citazione poetica di Dylan Thomas con Non andartene docile in quella buona notte, composta nel maggio 1951 e dedicata al padre David John allora consumato da un cancro

Non andartene docile in quella buona notte
di Dylan Thomas

Non andartene docile in quella buona notte,
I vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno;
Infuria, infuria, contro il morire della luce.

Benché i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta
Perchè dalle loro parole non diramarono fulmini
Non se ne vanno docili in quella buona notte,

I probi, con l’ultima onda, gridando quanto splendide
Le loro deboli gesta danzerebbero in una verde baia,
S’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

Gli impulsivi che il sole presero al volo e cantarono,
Troppo tardi imparando d’averne afflitto il cammino,
Non se ne vanno docili in quella buona notte.

Gli austeri, prossimi alla morte, con cieca vista accorgendosi
Che occhi spenti potevano brillare come meteore e gioire,
S’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

E tu, padre mio, là sulla triste altura maledicimi,
Benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego.
Non andartene docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati contro il morire della luce.

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“Due giorni, una notte”

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“Due giorni, una notte” dei fratelli Dardenne da non perdere! Necessari e preziosi come sempre in questo cinema povero di idee. In un mondo attanagliato dalla crisi economica (e di valori), in cui le aziende licenziano e ognuno guarda al suo proprio orticello, la solidarietà può essere ancora vincente! E voi, per salvare il posto di una collega di lavoro sareste disposti a sacrificare qualche obolo del vostro? Film vincente come l’ottima Marion Cotillard.

Da venerdì 13 Novembre al cinema.

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“IL GIOVANE FAVOLOSO” di Mario Martone

Sono cresciuta respirando Leopardi, all’ombra di odorose ginestre, su un ermo e sempre caro colle abruzzese, e forse era destino visto che son nata in via Giacomo Leopardi. Sarà certo per questo che mi aspettavo tanto, forse troppo, dal film di Mario Martone e sono rimasta un po’ con l’amaro in bocca uscendo dal cinema. Non che Il Giovane Favoloso non sia un film ben confezionato, con un coraggioso Elio Germano nel difficile, per non dire arduo, ruolo del poeta di Recanati. Audace anche il regista (e il pubblico lo premia) nell’innovativa lettura data al personaggio che però, ad un certo punto, gli è sfuggito di mano, come sfuggì al conte Monaldo pater: difficile credere che il poeta dell’Infinito fosse tutto lì. Poco credibile nei momenti di strazio e sofferenza… Poco emozionante: tanto che piu di qualcuno dei miei vicini di poltrona dormiva già a metà film (troppo lungo e descrittivo). Insomma, poca poesia per un Giovane favoloso i cui idilli restano di struggente attualità! Anche se un merito Martone-Germano lo hanno: aver suscitato tanta curiosità e aver trascinato tantissima gente al cinema! Magari qualcuno riprenderà in mano lo Zibaldone o rispolvererà le Operette morali con rinnovato interesse. Forse non è poco, visto i tempi…

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