Leggermente classica Vicario & Ciampa

 

La musica leggera e la musica classica insieme, un’orchestra di ben 52 elementi e la Casa del Jazz a far da cornice. Lei è una cantautrice sui generis (e mai come questa volta la locuzione latina viene usata come un complimento), lui è un giovane talento della chitarra classica italiana con una carriera già costellata di vittorie in molteplici concorsi internazionali. Lei è Margherita Vicario, lui è Gian Marco Ciampa. Reduci dal successo di febbraio in Auditorium, salgono nuovamente sul palco per una serata da ricordare.

Lasciami la musica o Vai via da qua se non sai chi è Bach. Una frase che potrebbe essere benissimo il titolo di un film è stato il preludio alla vostra collaborazione. Ma chi è stato il responsabile del vostro incontro, Margherita?

Proprio la canzone che si chiama appunto Il Responsabile. Gian Marco mi ha contattata dopo esser rimasto colpito dal pezzo e si è incuriosito talmente tanto da propormi un riarrangiamento dei miei pezzi con la chitarra classica. In Auditorium eravamo soli con un quartetto d’archi, stasera la prova sarà ancora più stimolante. Noi con un’orchestra completa!

E’ stato faticoso dare un vestito nuovo ai suoi pezzi?

Molto! Abbiamo lavorato sodo per tanti mesi. Ma cantare con un’orchestra è il sogno di tutti. Anche chi proviene dalla scena indie rimarrebbe folgorato da una proposta del genere. E’ capitato a me e non vedo l’ora di salire sul palcoscenico.

Cosa prevede la scaletta? Sarebbe bello ascoltare tutti i suoi brani con il golfo mistico dietro

Magari! In realtà mescoleremo il repertorio classico alla musica leggera con molte cover. Il concerto avrà inizio con una dichiarazione d’amore fatta da me a Gian Marco sulle note di Nature boy, pezzo storico di Nat King Cole. Durante la serata proporremo brani dei Beatles, di Lucio Battisti (Con il nastro rosa) e soprattutto Mad world (pezzo dei Tears for Fears) con la partecipazione di Marco Zitelli, alias Wrongonyou, giovane interprete romano opening act dei live di Niccolò Fabi.

Chi ha fatto il lavoro più  duro nella preparazione della serata?

Sicuramente i tre arrangiatori. Luca Bellanova, Stefano Lenci e Simone Cardini. Loro hanno letteralmente stravolto i brani. Io scelgo solo pezzi famosi da proporre al pubblico affinché la gente abbia un’opinione sulla canzone e sull’interprete. Lo stesso vale per i testi scritti da me. Non posso per forza piacere a tutti, il mio scopo è quello di creare un interesse su ciò che propongo

Il genere di Margherita Vicario rimarrà quello di intattenimento oppure questa serata cambierà qualcosa nelle scelte future?

Sono un personaggio camaleontico! Continuerò anche a fare i miei spettacoli chitarra e voce nei teatri e nei locali. Ho finito di scrivere un disco con molta più batteria e chitarra elettrica rispetto al precedente e… ho una voglia matta di ballare

E il cinema? Ha partecipato a The Pills, stroncato dalla critica. Si è domandata il motivo?

The Pills? Non mi permetto di giudicare ma dico solo una cosa: Era e resterà un film poetico…

Gian Marco, aldilà di Bach, perché proprio Margherita come scelta?

La conosco e la seguo da tantissimo tempo. Credo sia l’artista più adatta per questo progetto. La tappa di inizio anno ha avuto un successo inaspettato, anche se ovviamente ci speravamo un po’ tutti. Lei è una delle più complete nel panorama cantautoriale romano

Lei proviene da un altro mondo, la musica classica ha poco a che vedere con il pop

Io amo tutta la nuova scuola romana. Sono cresciuto ascoltando artisti di tutt’altro genere, è vero ma ho una grande ammirazione per le nuove leve. Da Calcutta a I Cani, passando per The Giornalisti, sono un gruppo di ragazzi molto coesi tra loro e finalmente stanno avendo il successo che meritano. Grazie anche (e soprattutto) al capostipite Roberto Angelini

Il grande riscontro avuto fuori dai confini nazionali le ha fatto montare la testa?

Come potrei? Sono agli inizi! Tutti i riconoscimenti avuti non possono che farmi piacere. Se devo essere sincero, però, posso dire che sono stato molto fortunato. In Italia i cantanti emergenti non vengono trattati benissimo, chi li ospita nei vari locali pensa che il loro non sia un vero e proprio lavoro, ma un hobby. All’estero non è così. C’è molto più rispetto per l’artista. Forse bisognerebbe esportare di più la nostra musica. Il nostro paese ha dato i natali a musicisti e componitori invidiati da tutto il mondo. Sarebbe indispensabile riscoprire e rivalorizzare le nostre potenzialità

L’appuntamento con Margherita Vicario e Gian Marco Ciampa e con l’Orchestra Giovanile di Roma diretta dal diretta dal M° Vincenzo di Benedetto è alla Casa del Jazz (Viale di Porta Ardeatina 55 a Roma) dalle 21:30 in poi.

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@100CentoGradi

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Cristian e Palletta contro tutti

 

La classica botta di culo (si può scrivere, sono stati sdoganati termini e modi di dire molto più coloriti). O se preferite, botta di fortuna. O fattore C. Il senso non cambia. Tutti aspettano la “svolta”. Attenderla restando nella legalità però non farà mai diventare nessuno ricco. A pensarla così è Cristian (Libero De Rienzo) assoluto scansafatiche. Chi si “accontenta e non gode” è invece Palletta (Pietro Sermonti) un meccanico sotto padrone con il sogno di aprire un’officina in proprio ma talmente remissivo da accontentarsi di 600 euro al mese. Pochi soldi, nessuna donna (la sua ex, Teresa interpretata da Margherita Vicario è ora la ragazza di Cristian, appunto…) e ancora senza nessun approccio verso il sesso. E quando perde anche il lavoro è costretto pur se controvoglia ad accettare la folle proposta dell’amico. L’idea di trasportare un carico di cocaina oltreconfine non è nuova. Quella di portare “il cocco” nel Liechtenstein, sì. Come camuffarlo per non farsi beccare alla frontiera? Accompagnare il carico con della pipì di giaguaro! A Roma il Bioparco ne è sprovvisto (ma ci sono ancora gli altri animali?!?). In Puglia, nello zoo di Fasano il prezioso animale c’è. Il viaggio on the road è talmente surreale quanto divertente. E l’incontro con un circo in disuso e il parentado pugliese di Teresa rappresentano le parti più esilaranti della pellicola. Tutta ma proprio tutta politicamente “scorretta”. Coraggioso e riuscito “l’esperimento” di De Rienzo impegnato in un piccolo monologo sulla vagina della donna cannone (in un circo non può mancare). Non è quella di De Gregori, ma dando retta alle ultime metamorfosi del Principe potrebbe anche esserlo. Anche Cristian e Palletta, volando in cielo in carne e ossa non torneranno più… O forse sì.

Dal 9 giugno al cinema. Presenti alla proiezione in anteprima avvenuta al cinema Barberini di Roma, anche Max Tortora, Pupi Avati e Serena Dandini (presentatrice del dibattito pre film)

@100CentoGradi

Si ringrazia per la preziosa collaborazione nel photocall la collega Silvia Sottile

The Pills – Sempre meglio che lavorare

 

 

 

Una storia vera, il precariato (o l’assoluta mancanza di voglia di lavorare) come protagonista assoluto. O perlomeno cercare un lavoro molto poco impegnativo sia fisicamente che concettualmente. Tra una sigaretta (leggasi canna…), dosi di caffè bevute in quantità industriali, dubbi esistenziali e la paura di crescere si svolge la vita di tre eterni Peter Pan “alla romana”. I soldi per finanziare il film (ben spesi, non c’è che dire) sono stati investiti da quel fenomeno di Pietro Valsecchi (ancora ebbro di successo zaloniano). Anche se le sale (solo 350) sono evidentemente troppo poche. The Pills viene da lontano. Apparizioni su Deejay Tv e su YouTube, ultimamente su Italia 1. Ma per il grande schermo il genere è una novità assoluta. Siamo lontanissimi (chi ha detto per fortuna?) dall’Italiano Medio di Capotonda (https://oriettacicchinelli.com/2015/01/22/italiano-medio/), ancora di più dai Soliti Idioti (https://oriettacicchinelli.com/2015/03/12/la-solita-commedia-inferno/). Qui si ride e si riflette molto di più. Il Pigneto come location. A proposito dell’ambientazione romana e del linguaggio locale, uno dei protagonisti Luigi di Capua dice:”siamo stanchi di un cinema italiano che racconta di precari che vivono nei loft. Per noi il Pigneto non la periferia tristona di Suburra”. Matteo Corradini di rimando:”Anche Milano avrà un suo Pigneto. Abbiamo portato il nostro clan, il nostro linguaggio perché la verità è il modo in cui si diventa universali”. Un’altra presentazione è prevista proprio nel capoluogo lombardo. Il regista (nonché uno degli attori, Luca Vecchi) afferma:”Il film è totalmente autobiografico. Nel 2010 ci siamo ritrovati tutti e tre laureati e senza lavoro. Le uniche possibilità erano occupazioni in ufficio, otto ore per trecento euro. Non ne valeva la pena. Allora ci siamo detti che volevamo almeno tentare di fare quello che ci divertiva” Una menzione particolare va alla meravigliosa Margherita Vicario (https://oriettacicchinelli.com/2014/12/03/metti-una-sera-all-angelo-mai-margherita-vicario/), protagonista femminile suo malgrado. La produzione ha infatti “costretto” i tre ad avere al loro fianco una donna. Ha fatto la scelta giusta, non c’è che dire. Il film (Medusa) sarà nelle sale dal 21 Gennaio. Da non perdere!

 

 

@100CentoGradi

Metti una sera all’ Angelo Mai – Margherita Vicario

 “Ma questa a chi somiglia ?” Domanda ricorrente quando si è invitati a un live, a un concerto di un’artista al primo vagito discografico In tutti i casi la memoria viene messa a dura prova cercando di rammentare voci, movenze e agilità sceniche. In quasi tutti i casi. L’esibizione e il disco di Margherita Vicario esulano dal contesto. Potremmo scomodare il Teatro Canzone di Gaber, parlare di Bertolt Brecht. E proprio azzardando questi paragoni che notiamo nel suo curriculum una Laurea conseguita presso la University of Malta in Performing Arts con tesi sull’innovazione teatrale attraverso l’uso della musica del grande drammaturgo tedesco. E capiamo che gli studi stanno dando i loro frutti. Ma chi è veramente Margherita Vicario ? Narratrice di storie (forse) autobiografiche, cantautrice e attrice. I più la conosceranno come Nina de I Cesaroni (serie televisiva ambientata nel popolare quartiere della Garbatella). Ma, a dispetto della giovanissima età, vanta già tante esperienze nel campo della recitazione in numerosi spettacoli teatrali e, soprattutto, nel film To Rome with love di Woody Allen. Il disco (prodotto dall’etichetta indipendente FioriRari), si compone di undici tracce tutte collegate da un filo conduttore. C’e’ sempre una lei, piuttosto impacciata e un lui con velleità da superman ma in realtà insicuro come e più della protagonista. Bisogna necessariamente ascoltare tutto il cd per entrare nella storia e magari immedesimarsi in uno dei due o in entrambi i personaggi. Sulle tavole dell’Angelo Mai salgono ,insieme a Margherita, tutti i suoi collaboratori. In primis il produttore Roberto Bob Angelini (durante la serata non si lascia sfuggire un solo movimento muovendo le labbra in tutti i pezzi), e il musicista Luca Carocci (suo fratello gemello, artisticamente parlando) L’emozione e le “spie” giocano brutti scherzi alla Vicario durante la serata. Ma lei sorridendo e lasciandosi andare a qualche esclamazione tipicamente romana, se la cava niente male. Anche durante l’esibizione di You are the one that i want (cover del tema portante di Grease). Il singolo Per un bacio totalmente riarrangiato rispetto alla versione “guitar only” presente in rete da più di un anno fa da traino a tutto il lavoro. Ma nelle orecchie rimane il ritornello della filastrocca Nota bene (già presentata a Musicultura) cantato a squarciagola da tutto il pubblico.

Dire sempre a chi amo che è importante dirlo forte farglielo presente

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Le foto in galleria sono ©Matteo Mat Nardone