Terapia di coppia per amanti

Da T’appartengo a Get Down On It (letteralmente… Ottienilo). Sembra essere un titolo schizofrenico di un libro scritto da giovani teen idol. E invece è la metamorfosi (quanto più riuscita e divertente) di Ambra Angiolini. Da oggi potrà non essere ricordata più per essere la ragazza telecomandata dalla buonanima di Gianni Boncompagni (all’epoca più anima che buona, in verità…) né per i ruoli, i più dei quali non riusciti nei film di Ozpetek e Placido (La Scelta su tutti, dove comunque non brillò nessuno). Ambra si prende la sua rivincita facendo ridere. Accompagnata pregevolmente da Pietro Sermonti (il film perderebbe molto senza la sua verve) e da una storia che riesce a rimanere in piedi grazie al romanzo omonimo scritto da Diego De Silva. Terapia di coppia per amanti racconta la passione tra due fedifraghi, Modesto e Viviana in crisi non nelle loro rispettive storie ma… nella loro coppia. E da amanti bussano alla porta di un analista per sottoporsi alla terapia di coppia. I due non sanno come reagire di fronte al dilemma che rischia di allontanarli: tuffarsi a capofitto nella relazione extraconiugale e investire in una nuova vita, come vorrebbe Viviana (Ambra Angiolini) oppure seguire il suggerimento dello sboccato Modesto (Pietro Sermonti), chitarrista di chiara fama e proseguire con l’ingarbugliata doppia esistenza. Dopo l’ennesima schermaglia, l’uomo, che si nasconde dietro battutine spavalde per mascherare la vigliaccheria che lo affligge, accontenta l’esigente amante e finisce in terapia dal professor Malavoglia (Sergio Rubini) anch’egli ingabbiato da una ragazza che potrebbe essere la figlia, se non la nipote. Se non ci fossero le molte risate frutto di un copione a volte volgare ma tremendamente vero, si potrebbe estrapolare un trattato di psicologia. Il cameo di Alan Sorrenti serve a far canticchiare la celeberrima Figli delle stelle. Ancora attuale, dopo quarant’anni. E, per una volta, si può raccontare il finale senza spoilerare nulla. Sermonti che racconta ad Ambra come un giorno lontano decise di “scrivere” Get Down On It dei Kool & the Gang vince su tutto.

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PIERLUIGI CANDOTTI

Cristian e Palletta contro tutti

 

La classica botta di culo (si può scrivere, sono stati sdoganati termini e modi di dire molto più coloriti). O se preferite, botta di fortuna. O fattore C. Il senso non cambia. Tutti aspettano la “svolta”. Attenderla restando nella legalità però non farà mai diventare nessuno ricco. A pensarla così è Cristian (Libero De Rienzo) assoluto scansafatiche. Chi si “accontenta e non gode” è invece Palletta (Pietro Sermonti) un meccanico sotto padrone con il sogno di aprire un’officina in proprio ma talmente remissivo da accontentarsi di 600 euro al mese. Pochi soldi, nessuna donna (la sua ex, Teresa interpretata da Margherita Vicario è ora la ragazza di Cristian, appunto…) e ancora senza nessun approccio verso il sesso. E quando perde anche il lavoro è costretto pur se controvoglia ad accettare la folle proposta dell’amico. L’idea di trasportare un carico di cocaina oltreconfine non è nuova. Quella di portare “il cocco” nel Liechtenstein, sì. Come camuffarlo per non farsi beccare alla frontiera? Accompagnare il carico con della pipì di giaguaro! A Roma il Bioparco ne è sprovvisto (ma ci sono ancora gli altri animali?!?). In Puglia, nello zoo di Fasano il prezioso animale c’è. Il viaggio on the road è talmente surreale quanto divertente. E l’incontro con un circo in disuso e il parentado pugliese di Teresa rappresentano le parti più esilaranti della pellicola. Tutta ma proprio tutta politicamente “scorretta”. Coraggioso e riuscito “l’esperimento” di De Rienzo impegnato in un piccolo monologo sulla vagina della donna cannone (in un circo non può mancare). Non è quella di De Gregori, ma dando retta alle ultime metamorfosi del Principe potrebbe anche esserlo. Anche Cristian e Palletta, volando in cielo in carne e ossa non torneranno più… O forse sì.

Dal 9 giugno al cinema. Presenti alla proiezione in anteprima avvenuta al cinema Barberini di Roma, anche Max Tortora, Pupi Avati e Serena Dandini (presentatrice del dibattito pre film)

@100CentoGradi

Si ringrazia per la preziosa collaborazione nel photocall la collega Silvia Sottile