Il ritorno di Mimmo Locasciulli

 

Mimmo, quanti anni sono passati? Più di trenta sicuramente, andiamo a memoria. Google non serve quando si parla di Intorno a trent’anni (1982) il più grande successo, quello che l’ha reso popolare. Un pezzo con sonorità attualissime. E Confusi in un playback? Era nelle playlist di ogni radio quel duetto con Enrico Ruggeri. 1985, riscatto della musica italiana in un decennio pieno di dance d’oltralpe. Invece Mimmo Locasciulli festeggia ben quarant’anni di carriera. Non è mai stato un divo, ma nei suoi concerti difficilmente ci sono stati biglietti invenduti. La spontaneità e la genuinità del cantautore abruzzese sono quelle di un tempo. Sorridente e disponibile a qualsiasi tipo di quesito si è esibito oggi pomeriggio in Feltrinelli, a Roma. Accompagnato da una nuova band (presenti all’incontro due elementi: Nicola Di Camillo al contrabbasso e Mattia Feliciani al sax) ha deliziato la platea con diversi pezzi tratti da Piccoli cambiamenti, molto più che un best of. Per celebrare (pardon, festeggiare…) la ricorrenza, Locasciulli ha inciso un doppio cd con i suoi maggiori successi riarrangiati. Nel disco trovano spazio duetti con Alex Britti, Francesco De Gregori, Gigliola Cinquetti, Enrico Ruggeri, Andrea Mirò, Ligabue. Proprio con l’artista emiliano il singolo apripista. Quel Confusi in un playback magistralmente riproposto da entrambi. Indifferente alle mode o alle sollecitazioni di mercato, il cantautore ha seguito una sua personale strada musicale, fatta soprattutto di coerenza, ma anche di ricerca, di curiosità e di sconfinamenti in ambiti musicali diversi dal suo habitat artistico naturale. Con questa speciale dotazione egli si è conquistato, e ancora conserva, un posto di primissimo piano nel panorama della canzone d’autore italiana. Lo zoccolo duro non lo abbandonerà mai e chissà che anche qualcuno della generazione dei talent non si appassioni a un artista che mettendoci sempre la faccia, non ha mai deluso

 

 

@100CentoGradi

Intervista ad Alex Britti (da Metro Roma Mercoledi’23 07 2014)

Alex Britti: “Vi presento
il mio elettrico blues”

Roma – Avrà anche paura di volare, come dice, ma la sua musica mette le ali addosso pure a chi soffre di vertigini. Alex Britti, fra i chitarristi più talentuosi della scena blues europea, è rimasto il ragazzo semplice del 1999, quando vinse tra le Nuove proposte di Sanremo. «Ora c’ho un po’ di capelli bianchi – ride – ma a parte gli scherzi: al Festival avevo una sola chitarra comprata dai miei amici con una colletta, oggi ho cinquanta chitarre e mi piace suonarle. Come tutti, ho fatto esperienza: ma prima del ’99 avevo già dato….
Alex, stasera al Centrale Live che concerto sarà?
Elettrico, molto energico: sul palco un power trio, con Fabrizio Sciannameo al basso e Giulio Rocca alla batteria. Torno così alla mia dimensione più blues.
In scaletta, oltre al suo ultimo album Bene così…?
Ho fatto sei dischi: attingerò da tutti per scegliere il repertorio, non mancheranno i classici: da Oggi sono io a Sono contento… Ognuno di noi tre, poi, sul palco sarà impegnato con la sua razione di tecnologia ed effetti, per non far sentire la mancanza del pop.
A proposito dell’ultimo disco: a un anno dall’uscita possiamo fare un bilancio?
Sono soddisfatto parecchio, sia per quel che dico che per l’approccio ai testi: testi più rock, meno smielati… E, poi, essere passato a un’etichetta indipendente non ha prezzo: mi permette più libertà mentale soprattutto perché le case discografiche di oggi sono diverse. In questo cd, infatti, si sente più freschezza, quella che era mancata in .23: perciò ho aspettato quattro anni, anche per togliermi dalle scatole la vecchia major.
E dopo il tour estivo che vorrebbe fare?
Dopo 25 anni di viaggi in auto e treno, vorrei riprendere l’aereo, perché per colpa dei miei attacchi di panico ho dovuto rifiutare molti lavori belli e ben pagati negli Usa.

072214308AleBritti2014

(Orietta Cicchinelli)