Oasis alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 il docu-film

Oasis: Don’t Look Back In Anger debutta alla a Venezia. Il docu-evento nelle sale dal 10 settembre

Oasis: Don’t Look Back In Anger sarà presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia 2026. Il documentario sulla reunion di Liam e Noel Gallagher arriverà nelle sale italiane dal 10 settembre e successivamente su Disney+.

Gli Oasis conquistano la Mostra del Cinema di Venezia

Gli Oasis tornano sotto i riflettori con un evento destinato a entusiasmare milioni di fan. “Oasis: Don’t Look Back In Anger”, il documentario che racconta il ritorno della leggendaria band britannica, sarà presentato in anteprima mondiale Fuori Concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La presentazione al Lido rappresenta uno dei momenti più attesi della rassegna e conferma l’enorme interesse internazionale per la reunion di Liam e Noel Gallagher, protagonisti di uno degli eventi musicali più importanti degli ultimi anni.

Dal 10 settembre nelle sale italiane, poi su Disney+

Prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision, il documentario arriverà nelle sale cinematografiche italiane dal 10 settembre, con proiezioni anche in alcune sale IMAX® nel mondo, prima di approdare in esclusiva su Disney+ entro la fine dell’anno.

Un percorso distributivo che accompagnerà il pubblico dalla grande esperienza cinematografica fino alla visione in streaming, permettendo ai fan di rivivere uno dei capitoli più emozionanti della storia degli Oasis.

Il racconto della reunion: il tour “Oasis Live ’25”

Al centro del documentario c’è “Oasis Live ’25”, il tour della reunion che ha riportato insieme, dopo anni di separazione, Liam e Noel Gallagher.

Il film segue la band durante quello che è stato definito uno dei più grandi eventi rock del 2025, raccontando l’atmosfera unica di concerti sold out in tutto il mondo e mostrando il forte legame tra gli Oasis e il loro pubblico.

Grazie a un accesso senza precedenti, lo spettatore entra nelle prove, nel backstage e sul palco, vivendo da vicino ogni momento del tour.

Tra i contenuti più attesi spiccano le prime interviste congiunte di Noel e Liam Gallagher dopo oltre vent’anni, testimonianze che offrono un punto di vista inedito sul loro rapporto e sul significato di questa storica reunion.

Immagini esclusive cariche di emozioni

Più che un semplice documentario musicale, Don’t Look Back In Anger è il racconto di un fenomeno culturale capace di attraversare le generazioni.

Attraverso immagini mai viste prima e contributi esclusivi, il film esplora il profondo impatto emotivo della musica degli Oasis, mostrando come i loro brani continuino a rappresentare la colonna sonora della vita di milioni di persone in tutto il mondo.

Steven Knight firma il progetto

L’ideazione del documentario porta la firma di Steven Knight, sceneggiatore, produttore e regista candidato ai BAFTA e agli Oscar®, autore di successi internazionali come Peaky Blinders e A Thousand Blows.

La regia è affidata a Dylan Southern e Will Lovelace, già apprezzati per documentari musicali di grande successo come Shut Up and Play the Hits e New York: La rinascita del Rock and Roll.

Un cast tecnico di livello internazionale

La produzione è curata da Sam Bridger e Guy Heeley, mentre il team creativo riunisce alcuni dei migliori professionisti del settore.

Tra questi figurano i sound mixer premiati agli Oscar® James Mather (Top Gun: Maverick, Belfast) e Tarn Willers (La zona d’interesse), il direttore della fotografia Haris Zambarloukos (Belfast, Beetlejuice Beetlejuice) e i montatori George Cragg e Martina Zamolo.

Perché “Don’t Look Back In Anger” è già uno degli eventi cinematografici dell’anno

Con immagini inedite, un accesso esclusivo ai fratelli Gallagher e il racconto del tour che ha riportato insieme gli Oasis, Don’t Look Back In Anger si candida a diventare uno dei documentari musicali più importanti del 2026.

L’anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia rappresenta un riconoscimento prestigioso per un’opera destinata a conquistare sia i fan storici della band sia le nuove generazioni.

Dal 10 settembre il pubblico italiano potrà vivere questa esperienza sul grande schermo, prima dell’arrivo del documentario in esclusiva su Disney+, dove sarà disponibile entro la fine dell’anno.

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The Joshua Tree Tour 2017, gli U2 stregano Roma

Trent’anni. Praticamente una vita fa. Trent’anni e non sentirli, nonostante il mondo sia totalmente cambiato. O meglio non esista più. 1987, il muro di Berlino (tanto per semplificare il ragionamento) era ancora in piedi e sarebbe crollato due anni e mezzo dopo. The Joshua Tree, capolavoro degli U2, dunque, ritorna dirompente nel 2017. E si erge ancora una volta a disco sublime e imprescindibile in ogni collezione discografica. Bono & co. sono tornati a Roma per due sere nell’ambito dei festeggiamenti. Il trentennale in The Joshua Tree Tour 2017. Mancavano dalla Capitale, in verità, da “soli” 7 anni, ma la memoria collettiva dei presenti viaggiava alla magica notte del 27 maggio 87, allo Stadio Flaminio (ebbene sì, l’ormai fatiscente struttura in quel periodo vide passare autentici mostri sacri del rock…) quando la band irlandese diventò a tutti gli effetti paladina di un nuovo modo di suonare. Troppo superiore alla media il suono della chitarra di The Edge, troppo incisivo il Fender Jazz Bass di Adam Clayton. E del suono della batteria di Larry Mullen Jr.? Poi… Bono Vox che non si può e non si deve discutere. Ebbene, come in quella notte lontana anni luce, Roma ha respirato. Ha ballato, cantato e riflettuto. Forse i monologhi-sermoni del leader sono apparsi ripetitivi; addirittura il Guardian l’ha preso di mira lanciando strali inequivocabili:” Tra uno show di beneficenza e l’altro – si legge sul quotidiano britannico – ha spostato la residenza fiscale nelle Antille, con buona pace delle sue battaglie terzomondiste”.  Ieri sera Bono ha ringraziato la Guardia costiera italiana per aver salvato migliaia di vite durante gli sbarchi degli immigrati, prima di intonare Miss Sarajevo (ribattezzata Miss Syria) con l’eco della voce di Luciano Pavarotti, incisa su disco nel 1995. Poi un crescendo fino alla ballad più famosa: One, capace di sciogliere anche i cuori più freddi. Nella prima parte del live, sono state riproposte tutte le tracce del disco, aggiungendo le immancabili Sunday Bloody Sunday e Pride (in the name of love). Due ore piene di musica. Acustica perfetta (a Roma è un miracolo) tanto che chi stava seduto in Monte Mario aveva quasi l’effetto di essere in un acquario. Le voci provenienti dal prato parevano quasi soffocate anche se (c’è da giurarci) erano tutti in visibilio. Il momento più toccante? Mothers of the Disappeared, con le immagini delle donne che più hanno fatto la storia. Anche Rita Levi Montalcini e una giovanissima Patty Smith tra le tante. E proprio durante questo pezzo, Bono ha scelto una ragazza in prima fila per accompagnarlo durante l’esibizione. Fece lo stesso nell’87 ma, in quell’occasione, fece salire una teenager vedendola in difficoltà e offrendole un bicchiere d’acqua. Il live, che ha visto la presenza sugli spalti tra gli altri di Luciano Ligabue, Marina Rei e Paolo Sorrentino, è stato aperto da una fenomenale esibizione di Noel Gallagher. Per i puristi e i soloni poteva anche bastare lui. Ma gli U2 sono riusciti a mettere tutti d’accordo. Per il cinquantennale saremo ancora tutti qui. A… Bono piacendo

Scaletta

Sunday Bloody Sunday

New Year’s Day

A Sort of Homecoming

Pride (In the Name of Love)

Where the Streets Have No Name

I Still Haven’t Found What I’m Looking For

With or Without You

Bullet the Blue Sky

Running to Stand Still

Red Hill Mining Town

In God’s Country

Trip Through Your Wires

One Tree Hill

Exit

Mothers of the Disappeared

Miss Sarajevo

Beautiful Day

Elevation

Vertigo

Mysterious Ways

Ultraviolet (Light My Way)

One

@100CentoGradi