Televisione e cinema. Ma soprattutto teatro. Arlecchino in scena, in una rappresentazione che vede padre e figlio nello stesso ruolo, ma con tempi diversi. Giorgio Pasotti, presentatore di un talkshow strappalacrime corre in un piccolo paesino del Nord, al capezzale del padre (il grande Roberto Herlitzka), ricoverato in ospedale. Ammalato di tumore vuole comunque recitare con la piccola compagnia teatrale del paese, mettendo in scena spettacoli di Commedia dell’Arte.
Il dilemma del figlio è quello di scegliere tra il ritorno alle origini e la sua professione. Sarà possibile conciliare i due mondi?
Non è propriamente una commedia, ma si sorride con un pizzico di commozione.
Al cinema dall’11 Giugno
Autore: Orietta Cicchinelli
Fuori dal coro
Un po’ pulp. Forse troppo. Un po’ splatter. Forse troppo. Un po’ comico. Forse (anzi, sicuramente) troppo poco. L’opera prima di Sergio Misuraca, incentrata sulla disavventura di uno zio e un nipote che devono recuperare una busta contenente denaro falso (lo si intuisce subito), misteriosamente scomparsa, e sfuggire a una serie di loschi figuri, lascia sorpresi. E non piacevolmente. Il verso a Scorsese, Tarantino… Addirittura a Maurizio Merli (citato anche nel film).
Sembra tutto già visto, anche le numerose sparatorie non creano suspense né tantomeno scariche di adrenalina. Eppure i presupposti per realizzare una pellicola fatta bene c’erano tutti.
Il ritorno in Sicilia di Misuraca, gli anni passati a lavorare in un prestigioso ristorante di Hollywood come cuoco di Robert De Niro (chapeau…) e, poi, come comproprietario, preparando per lui gli spaghetti aglio e olio, avrebbero dovuto insegnare al regista non solo l’arte culinaria, ma magari qualcosa in più su come si fa una buona sceneggiatura, fondamento di ogni buon film. Poi, però, la scoperta che il cuoco aveva dei documenti falsi e la conseguente “espulsione” in Sicilia, dove il nostro ha aperto un ristorante messicano, ha, forse, fatto dimenticare a Misuraca i buoni insegnamenti del vecchio Bob.
“È vero, ho cucinato per lui, ma non mi sono mai azzardato a chiedergli di fare un film insieme: avevo troppa paura di perdere il posto”.
Così il regista siciliano. Forse avrebbe dovuto osare. Tanto più che De Niro non ha neppure visto il film. “Non gliel’ho chiesto”. Troppa paura. Alla prossima, magari con meno azione e più… coralità.
Sei vie per Santiago Walking the Camino
Vedere un film seduti accanto alla regista. Privilegio di pochi. Ma è accaduto stamattina alla presentazione del documentario di Lydia B. Smith. Un percorso autobiografico (lei stessa fece il Cammino nel 2008). Cammino con la C rigorosamente maiuscola. Ben 800 chilometri in un mese. Tanta è la distanza percorsa da milioni di pellegrini ogni anno per giungere al Santuario di Compostela presso cui ci sarebbe la tomba dell’ Apostolo Giacomo il Maggiore. Pensare poi che le strade francesi e spagnole percorse siano state dichiarate Patrimonio dell’Unesco, rende tutto più mistico e affascinante.
La pellicola racconta la storia di persone di diversa età (da 3 a 73 anni) e nazionalità. Da Annie a Misa, passando per Sam sino ad arrivare al piccolo figlio di Tatiana. Storie che s’intrecciano, da chi parte con un biglietto di sola andata e senza cellulare, a chi si considera fortemente spirituale. Ma anche chi è ateo o affetto da depressione cronica confida nella salvezza derivante dal lungo percorso. Paesaggi e panorami mozzafiato mescolati alla fatica fisica fanno venir voglia allo spettatore di provare a confrontarsi con se stesso. Specialmente quando il dolore (negli occhi di Tomas, soprattutto) aumenta a ogni singolo passo.
Il film, pluripremiato, arriverà nella sale italiane tra pochi giorni.
“la madre” il mio primo libro!
Eccoci! In tutte le libreria ARION di Roma ci siamo! Esposto in bella vista il mio racconto lungo, edito dalla NED di Pierpaolo Mocci, vi aspetta! Una lettura semplice (ma non semplicistica) e veloce (ma non superficiale) che saprà regalarvi un’emozione duratura… Prezzo di copertina? 6 euro e diritti d’autore assolutamente in beneficienza: alla casa famiglia del Protettorato San Giuseppe di via Nomentana che si occupa di mamme in difficoltà!
I disegni (una vera opera d’arte) sono della giovane e talentuosa illustratrice Martina Rossi, allieva della storica Scuola Romana dei Fumetti di Stefano Santarelli & Co. La prefazione dell’attore Maurizio Battista e l’introduzione del noto psichiatra-scrittore Elio Sena.
Lo abbiamo presentato con successo al Caffè Letterario (il 7 maggio), poi a Spoleto (il 14, in una gremita sala di Palazzo Mauri, ospiti del Comune e dell’Assessore alla Cultura Gianni Quaranta, premio Oscar per la sceneggiatura) e, infine, alla ARION Montecitorio il 18 maggio. L’attrice Cinzia Mascoli ci ha sempre accompagnato con le sue letture emozionanti e lo farà ancora in Giugno, quando “la madre” sarà ancora protagonista di una serata all’Isola Tiberina…
Vi aspetto, tutti!
Monopoly Gli Ottant’anni Metro Martedi’ 14 Aprile 2015
Mia madre
“Un passaggio importante attraverso il quale siete passati in molti e che a me è capitato durante il montaggio del mio penultimo film: la morte della madre”. Ecco Nanni Moretti e la cognizione del dolore. Il suo ultimo film (per ora dice lui) ha molto di autobiografico. Il regista impiega del tempo prima di confessarlo. C’è. Lo ripete a se stesso e lo ripete agli altri. Durante la conferenza stampa si parla molto del gioco di ruolo tra lui e la Buy. Ma è l’istrionico ex Michele Apicella a tenere banco. A ribadire quanto sia ormai difficile fare film in questo paese. “Sono solo duecento copie, purtroppo è un periodo difficile. Se non altro non ho sforato come budget come negli ultimi due Abbiamo speso sette milioni di euro” Per quanto riguarda il film, la storia (autobiografica o meno) regge, fa commuovere e ridere molto con uno stralunato e smemorato Turturro. Uscirà il 16 Aprile, giovedì. Il giorno esatto della scelta (in concorso o meno?) a Cannes. Moretti non ci bada: “Da Cannes accetto tutto”
AMELUK
Abbiamo riso. E anche tanto. L’anteprima di Ameluk si è rivelata un successone. Applausi a scena aperta che hanno accompagnato i titoli di coda del progetto pugliese dal 9 Aprile nei cinema. Mimmo Mancini ha fatto centro raccontando, insieme ai protagonisti del cult movie “LaCapagira”, le vicende di un tranquillo Venerdì Santo a Mariotto (minuscolo paese della Puglia). Giornata di Via Crucis, con Gesù impersonato da un…musulmano! Scalpore in tutto il mondo, faide paesane intrise di becero populismo, di buoni valori e di un pizzico di cinismo. Su tutti Cosimo Cinieri. Per molti è un’opera prima. Di valore.
Tratto da una storia che potrebbe anche essere vera
La Scelta
Michele Placido ci riprova. Undici anni dopo Ovunque Sei, fischiato sonoramente alla Mostra del Cinema di Venezia, torna a dirigere un film tratto da una commedia di Luigi Pirandello. Con risultati imbarazzanti. Giusto per non essere troppo cattivi. Nel 2004 si ispirò alla brave commedia All’uscita, oggi il “capolavoro” è tratto da L’innesto (1919).
Ho tentato di essere quanto più fedele possibile alla matrice pirandelliana ma adeguandola all’oggi e al linguaggio cinematografico
Così l’attore e il regista di Ascoli Satriano. La storia, girata a Bisceglie, vede protagonisti Giorgio e Laura (Bova e la Angiolini) coppia solare e aperta ma senza figli (seppur cercati) all’improvviso catapultata in un dramma. Lei viene violentata e scopre di essere incinta. Giorgio va su tutte le furie mettendo anche in dubbio la veridicità del racconto della moglie, accusandola quasi di aver cercato la violenza (…). Lei vuole a tutti i costi il bambino e sembra quasi non aver subito lo stupro. In realtà il momento non viene ripreso dalle cineprese. Solo una mano nei vicoli pugliesi appare afferrare Laura. E la sua disperata voglia di non denunciare nulla appare discutibile anche al maresciallo dei Carabinieri (Placido, appunto). Nel mezzo tante domande…
1) Perché Bova e Ambra dialogano sempre di spalle e si guardano negli occhi (peraltro al buio) solo a letto?
2) Perché la sorella di Ambra (l’insipida Valeria Solarino) convive con marito, amante e due bambini?
3) Perché Placido dopo aver fatto da papà ai due attori (nel cast di Viva l’Italia) ha voluto farli incontrare rischiando un odioso e inutile incesto cinematografico?
4) Perché Ambra urla ancora con isteria in stile Non è la Rai, dopo aver girato film con Ozpetek e la Comencini?
Ma soprattutto: Che razza di film è?
I Negrita: “Al Sud difficile suonare”
Ressa mai vista che occupava gran parte della strada, caldo insopportabile con qualche svenimento. Ecco i Negrita ospiti de La Feltrinelli in Via Appia a Roma. Solito quarto d’ora di ritardo accademico che non ha fatto altro che innervosire i fan del gruppo aretino. La prima battuta del leader alla richiesta di una ragazza: “Togliti gli occhiali” “E tu togliti le mutandine” ha fatto da antipasto alla chiacchierata tra il pubblico e la band. Dopo le prime consuete domande, arriva la stoccata che non ti aspetti. Una giovane chiede a Pau il motivo della mancanza di date in Sicilia nel prossimo tour. E lui ribatte con l’invettiva :”Se noti bene mancano anche tappe in Calabria, Campania. La verità? Da voi è difficile lavorare, si vendono pochi biglietti. Anni fa dovemmo cambiare location a Napoli proprio per colpa dello scarso incasso. Noi facciamo musica con i migliori strumenti, se non rientriamo neanche delle spese del viaggio è inutile continuare a venire, almeno fin quando la situazione non cambierà. In Puglia invece non ci sono mai stati problemi.”
L’interminabile firma copie ha visto coinvolti tre dei quattro protagonisti.
la madre Ecco la bozza di copertina!
Ecco la bozza di copertina del racconto la madre, disegnata dalla bravissima Martina Rossi della Scuola Romana dei Fumetti in anteprima. Il romanzo? Da Maggio in libreria. Per rimanere aggiornati:
https://www.facebook.com/pages/La-Madre-Il-racconto/869740249759205

























































































































































































































