Sei vie per Santiago Walking the Camino

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Vedere un film seduti accanto alla regista. Privilegio di pochi. Ma è accaduto stamattina alla presentazione del documentario di Lydia B. Smith. Un percorso autobiografico (lei stessa fece il Cammino nel 2008). Cammino con la C rigorosamente maiuscola. Ben 800 chilometri in un mese. Tanta è la distanza percorsa da milioni di pellegrini ogni anno per giungere al Santuario di Compostela presso cui ci sarebbe la tomba dell’ Apostolo Giacomo il Maggiore. Pensare poi che le strade francesi e spagnole percorse siano state dichiarate Patrimonio dell’Unesco, rende tutto più mistico e affascinante.

La pellicola racconta la storia di persone di diversa età (da 3 a 73 anni) e nazionalità. Da Annie a Misa, passando per Sam sino ad arrivare al piccolo figlio di Tatiana. Storie che s’intrecciano, da chi parte con un biglietto di sola andata e senza cellulare, a chi si considera fortemente spirituale. Ma anche chi è ateo o affetto da depressione cronica confida nella salvezza derivante dal lungo percorso. Paesaggi e panorami mozzafiato mescolati alla fatica fisica fanno venir voglia allo spettatore di provare a confrontarsi con se stesso. Specialmente quando il dolore (negli occhi di Tomas, soprattutto) aumenta a ogni singolo passo.

Il film, pluripremiato, arriverà nella sale italiane tra pochi giorni.

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