Paola Cortellesi

Paola Cortellesi guida la Festa del Cinema di Roma 2025

La pluripremiata attrice e regista presiederà la giuria del Concorso alla XX edizione nella Capitale dal 15 al 26 ottobre 2025


“Sono onorata di essere stata chiamata a presiedere la giuria della Festa del Cinema di Roma. Un festival che negli anni ha saputo costruire un’identità forte e coinvolgente, diventando un punto di riferimento per il cinema italiano e internazionale e a cui mi lega una profonda gratitudine. Ringrazio il Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, e la Direttrice Artistica, Paola Malanga, per la fiducia e per questo invito che accolgo con senso di responsabilità e grande entusiasmo”. Così l’attrice, regista e sceneggiatrice Paola Cortellesi, a capo della giuria del Concorso Progressive Cinema, la sezione competitiva della Festa del Cinema di Roma.

Paola Cortellesi e la Festa del Cinema

Paola Cortellesi torna alla Festa del Cinema dopo lo straordinario successo di C’è ancora domani, pluripremiato film che ha segnato il suo esordio alla regia nel 2023: il titolo si è aggiudicato il Premio speciale della giuria, il Premio del pubblico e la Menzione Speciale Miglior Opera Prima BNL BNP Paribas, divenendo poi uno dei maggiori successi di pubblico dell’intera storia del cinema italiano.

Attrice, sceneggiatrice, autrice e regista

Considerata una delle artiste più complete del panorama italiano, esordisce in teatro nel 1995 e nella sua carriera ha ricevuto i riconoscimenti più prestigiosi nei diversi ambiti. Attrice e autrice di programmi satirici e varietà classici, duetta con i più grandi personaggi della televisione, della musica, del cinema e del teatro. Sul grande schermo sbarca nel 2000 nel film Chiedimi se sono felice di Aldo, Giovanni e Giacomo e Massimo Venier. L’anno successivo recita in Se fossi in te di Giulio Manfredonia. Nel 2002 lavora al fianco di Fabrizio Bentivoglio nel film A cavallo della tigre di Carlo Mazzacurati, mentre due anni dopo è protagonista – con Aldo, Giovanni e Giacomo – del film Tu la conosci Claudia? di Massimo Venier, uno dei maggiori successi della stagione 2004.

Del 2008 la candidatura al David di Donatello come Miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in Piano, solo di Riccardo Milani. Nel 2011 vince finalmente il David come Miglior attrice protagonista per Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno. È candidata allo stesso riconoscimento anche negli anni successivi per titoli come Sotto una buona stella di Carlo Verdone (2014), Scusate se esisto! di Riccardo Milani (2014), Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno (2015).

Premi e riconoscimenti

Fra il 2018 e nel 2020 ottiene tre Nastri d’argento come Miglior attrice in un film commedia per Come un gatto in tangenziale e Ma cosa ci dice il cervello, entrambi diretti da Riccardo Milani, e Figli di Giuseppe Bonito.

Interprete e sceneggiatrice dei maggiori successi degli ultimi anni, nel 2023 debutta alla regia con C’è ancora domani. Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il film ha ricevuto il Premio speciale della giuria, il Premio del pubblico e la Menzione Speciale Miglior Opera Prima BNL BNP Paribas. 

C’è ancora domani ottiene straordinari risultati al botteghino con oltre 36,8 milioni di euro solo in Italia e numerosi riconoscimenti: sei David di Donatello, tra cui miglior regista esordiente, miglior attrice protagonista e miglior sceneggiatura originale, Nastro d’argento dell’anno, il Globo d’oro e, per la prima volta, il Biglietto d’Oro ad una regista, per due anni consecutivi. Vincitore di numerosi festival internazionali, viene distribuito in 126 paesi dall’Europa alla Cina, dagli Stati Uniti all’Argentina fino all’Australia, divenendo uno dei maggiori successi dell’intera storia del cinema italiano, con un potente impatto sociale in Italia e nel mondo.

Paola Malanga e Salvatore Nastasi

“Inauguriamo la ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma con un annuncio che ci rende molto orgogliosi Paola Cortellesi sarà una presidente di giuria autorevole e competente e la ringrazio di cuore per aver accettato il nostro invito”, l’annuncio di Salvatore Nastasi, presidente della Fondazione Cinema che ha nominato l’attrice al timone.

E Paola Malanga ,direttrice artistica della Festa, gli ha eco: “Dopo Marjane Satrapi, Gael García Bernal e Pablo Trapero, il Concorso della Festa del Cinema vedrà un altro straordinario Presidente di giuria come Paola Cortellesi. È per noi motivo di grande soddisfazione accoglierla nuovamente alla Festa dopo aver ospitato, come film di apertura, C’è ancora domani, il suo folgorante esordio alla regia, diventato anche un successo internazionale, accolto con entusiasmo in tutto il mondo. Paola Cortellesi è un’artista di grande sensibilità e di eccezionale talento: siamo certi che il suo sguardo attento, profondo, innovativo, costituisca una splendida garanzia per tutti i film che comporranno il Concorso di questa ventesima edizione”.

Danny Boyle

Vacanze romane per Danny Boyle “24 Anni dopo, non solo horror”

di Orietta Cicchinelli

“Memento Moris (che in latino vuol dire ricordati che devi morire) diventa memento Amoris” (ricordati di amare) in 28 Anni dopo, prezioso film di Danny Boyle, con Jodie Comer, Aaron Taylor-Johnson, Jack O’Connell, Alfie Williams e Ralph Fiennes, che sbarca nelle sale dal 18 giugno 2025.

Il regista Premio Oscar, che fa della curiosità il suo modus vivendi, è a Roma in questi giorni per presentarlo alla stampa. Intanto, il secondo capitolo della trilogia è già girato e si sta per iniziare il terzo, per cui è stata avviata una raccolta fondi.

Danny Boyle, i Teletubbies e la Brexit

23 anni dopo, arriva un nuovo capitolo di un cult (28 Days Later) che va oltre il genere horror come spiega lo stesso regista nell’incontro stampa al Cinema Barberini che precede di un giorno la Masterclass alla Casa del Cinema di Roma.
“Il film originale, nonostante i tanti anni passati, ha continuato a essere popolari. Ha sempre suscitato interesse particolare e con Alex Garland abbiamo paventato da subito la possibilità di fare sequel, ma solo quando è venuta fuori questa idea abbiamo proceduto a realizzare qualcosa. Ci premeva inserire nella storia i Teletubbies e la Brexit”, scherza Danny Boyle, dal sottopalco del grandeschermo che ha appena ospitato l’anteprima italiana dell’atteso lungometraggio.

Il cinema horror esorcizza le nostre paure

“Cosa attrae il pubblico de genere horror? Penso che sia il fatto che è incomprensibile attira per questo. Dopo il 1’ film avevamo detto che le donne non lo avrebbero visto, ma oggi la situazione è cambiata. Quando abbiamo fatto test del pubblico, il gruppo delle donne che restava dopo la proiezione si chiedeva se fosse giusto chiamarlo horror visto l’ampiezza dei temi trattati. In effetti l’horror è un genere molto flessibile che si può ampliare e declinare. E poi vedere horror aiuta a esorcizzare le nostre paure”.

Una trilogia per Danny Boyle

“L’horror è sempre più visto anche dalle donne perché ci siamo liberati degli stereotipi su cosa le donne dovrebbero e non dovrebbero fare. E poi loro conoscono bene il dolore…

In realtà la nostra idea è realizzare una trilogia anche se ciascun film è autonomo abbiamo girato il 2’ e stiamo lavorando per raccogliere fondi per il 3° capitolo. Il viaggio del ragazzino protagonista della storia (interpretato dall’ottimo Jodie Comer) è il viaggio del film (dove ci si aspetta che il figlio faccia strada del padre), con dentro la Brexit della vecchia Inghilterra, dove l’uomo caccia, uccide. Ma il ragazzo rappresenta il progresso e va oltre, va sempre avanti”.

I ragazzi ai casting e l’eredità del Covid

“Il casting per scegliere il protagonista? È stato davvero facile, forse per l’effetto Harry Potter i giovani oggi hanno meno timore di buttarsi in scena: si chiedono “perché non posso anche io farlo” e rispetto al passato ci sono tanti più ragazzi bravi a recitare. Quando abbiamo fatto sequenza di Londra deserta – continua Danny Boyle – è stata una forte emozione: con il Covid quella era diventata un’immagine comune. Noi ci siamo adattati al Covid con il tempo dopo paralisi iniziale: dopo 28 anni la lezione è stata quella di correre qualche rischio di andare a caccia insieme. E anche il virus è mutato e ha cercato di sopravvivere. Come si vede nel film, sono emersi gli Alfa e i Lenti e bassi (le creature contaminate, ndr) che si muovono informi, strisciando nei boschi, sono frutto di una trasformazione del virus”.

Il Virus della rabbia

Così si chiama quello del film: un virus che è ovunque ormai, nel sociale come nel modo di agire di chi ci governa. “Quando abbiamo fatto il primo film abbiamo usato come paradigma – spiega il regista – la furia della gente al volante in macchina e poi ci siamo accorti che la rabbia fa parte della quotidianità: colpa della tecnologia che ci ha dato tanto potere individuale, per poi farci rendere conto che non siamo le persona più importanti del mondo. Tutti finiamo nello stesso posto (polvere alla polvere, per dirla con il Qoelet, ndr) e questo volevano indicare. Davanti al parlamento di Londra – racconta Danny Boyle – c’è un muro memorial a chi è morto per Covid. Un muro fatto dalla gente comune: un orribile muro di cemento armato coperto di bigliettini rosa per ricordare che siamo tutti connessi”.

Mancano i leader: la verità dell’informazione è la nostra salvezza

“Sono nemico del cinismo e sono ottimista, anche se faccio film dark. Unica cura per la noia è la curiosità e la mia infezione è questa e non la rabbia. La curiosità che resta sempre accesa e non la puoi combattere. La resistenza? Oggi giorno – assicura il regista – mancano leader che siano fonte di ispirazione e abbiano capacità di condurci e portarci avanti. Sì è pensato che un leader potesse essere la tecnologia, ma ora la cosa è molto lontana. La tecnologia offre opportunità ma è difficile avere cose di cui ci si possa fidare. Io, personalmente, credo nella BBC che offre informazioni libere ed è proprietà delle persone e credo che nel nostro paese sia l’unico posto dove informazione e immagine vengono sottoposte al vaglio per controllarne la veridicità. OìLa BBC offre informazioni che non sono di parte e questo è il luogo migliore della resistenza. Io mi fido!”.

La famiglia e i personaggi di 28 Anni dopo

“Volevamo fare un sequel che fosse basato sulla famiglia e sui personaggi. Volevamo realizzare film entusiasmante e avvincente per fans dell’horror, ma anche parlare famiglia di come si frantumano e di come il trauma abbia un forte impatto e come, grazie all’amore della madre, il figlio si allontana e prende un’altra strada rispetto al padre… La parte emotiva del film è rimandata ai 28’ successivi rispetto a quelli che normalmente Sony mostra nelle anteprime. Volevamo dare un respiro più ampio al film”.

Danny Boyle e luso delle moderne tecnologie

“Abbiamo girato quasi tutto con telefonini grazie alle moderne tecnologie: il 4k ormai si gira con qualsiasi telefono. Per la troupe è stata una sfida rilevante e destabilizzante, ma utile. Ci interessavano le fessure e non la perfezione del prodotto finale, le crepe sono più interessanti della perfezione”.

Chi sono o veri mostri?

In 28 Anni dopo gli Infetti combattono contro i sopravvissuti che banchettano sulle uccisioni compiute. Dunque, chi sono i veri mostri? “I veri mostri – chiosa il regista – si scopriranno nel secondo film. Abbiamo giocato con Teletubbies all’inizio della pellicola, i veri mostri sono quelli che si vedono alla fine, quelli di J. (una gang di sopravvissuti che usa la croce a testa in giù come simbolo e che non si limita a uccidere per difesa, ma fa della vittima un trofeo da esibire magari appeso per le gambe e con un sacchetto in testa! ndr)”.